“Competenza autocratica” – On line il numero di febbraio 2022 di Nuovo Paese, mensile Filef Australia

Competenza autocratica

Per circa due anni i governi hanno messo da parte altre questioni importanti o il coinvolgimento dei loro elettori in tali questioni.

Nel rispondere al Covid i governi non si sono consultati con il pubblico a nessun livello e hanno fatto il passo straordinario di fare riferimento solo ai loro esperti medici designati.

Straordinario perché la più ampia professione medica non è mai stata consultata e, come il pubblico, ha accettato in buona fede la pericolosità del virus.

L’apparente abbandono dell’autorità/democrazia politica in ossequio a pochi esperti, che ha avuto impatto in quasi tutte le sfere della vita, non era mai avvenuto prima nelle democrazie parlamentari.

Nemmeno di fronte ai drammatici e imminenti pericoli del cambiamento climatico i governi si sono rimessi all’autorità del consenso quasi unanime della comunità scientifica.

Immaginate il trambusto se di fronte alla cronica incapacità dei governi di gestire i budget, si fosse suggerito che economisti e contabili esperti dovessero dettare misure.

L’Italia, consueto laboratorio politico occidentale, sta attualmente sperimentando una variazione della regola degli esperti, con l’insediamento di un’autorità finanziaria esterna alla Presidenza del Consiglio, anche se con l’acquiescenza del Parlamento.

Per quanto riguarda il Covid il compito era e rimane quello di una migliore protezione per i più vulnerabili e di migliori servizi ospedalieri e sanitari per curare i malati.

Secondo l’Institute for Health Metrics and Evaluation della Washington University e i dati sulla mortalità dell’ABS, l’Australia ha registrato finora quasi 13.000 decessi in meno nei due anni della pandemia rispetto a quanto ci si sarebbe normalmente aspettati.

Poiché l’esperienza e la conoscenza oscurano la paura della pandemia, i governi devono ripristinare urgentemente i processi democratici e l’espansione, non la restrizione, del coinvolgimento pubblico.

Autocratic expertise

Division and distress have been two products of the global Covid phenomenon.

For about two years governments have put aside other major issues or engagement of their constituents in those issues.

In responding to Covid governments have not consulted with the public at any level and took the extraordinary step to refer only to their designated medical experts.

Extraordinary because the broader medical profession was never consulted and, like the public, was left to accept in good faith the perilousness of the virus.

The seemingly abandonment of political authority/democracy in deference to a few experts, whose impact has been widespread in nearly all spheres of life, had not happened before in parliamentary democracies.

Not even in the face of dramatic and imminent dangers of climate change have governments deferred to the authority of the almost unanimous consensus of the scientific community.

Imagine the uproar if in the face of governments’ chronic inability to manage budgets it was suggested that expert economists and accountants should dictate measures.

Italy, continuing its display as a Western political laboratory, at the moment is experiencing a variation of the rule of experts, with the installing of an external financial authority as Prime Minister, albeit with Parliament’s acquiescence.

With regards to Covid the task was and still remains that of better protection for the vulnerable and improved hospital and health services to treat the affected.

According to Washington University’s Institute for Health Metrics and Evaluation and ABS fatality data, Australia has so far recorded almost 13,000 fewer deaths across the two years of the pandemic than would typically have occurred.

As experience and knowledge overshadow the pandemic fear, governments need to urgently restore democratic processes and the expansion, not restriction, of public involvement.

 

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febbraio 2022

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