41° Congresso Nazionale FCLIS: 30 aprile 2022 – 30 aprile 2023. Un Congresso lungo un anno

Dalla Newsletter della Federazione delle Colonie Libere della Svizzera

 

Dalla sua nascita, la FCLIS è sempre stata in prima fila per affrontare le tematiche dell’emigrazione italiana in Svizzera e della sua integrazione in questo Paese.
Alle origini della lotta al fascismo, la FCLIS ha unito varie sensibilità politiche, purché antifasciste. Poi, in particolare nella fase dell’emigrazione “di massa” italiana in Svizzera, la FCLIS si è fatta carico, spesso guidandole, delle principali lotte politiche e sociali dei lavoratori Italiani in Svizzera, nonché dei fondamentali problemi dell’inserimento scolastico e professionale dei figli dei primi migranti, dello sviluppo dell’assistenza sociale e delle attività culturali e ricreative.

Questa stringata e parziale premessa solo per ricordare il terreno nel quale affondano le nostre radici, e i riferimenti fondamentali ai quali si richiama la nostra azione.
A distanza di quasi un secolo, naturalmente i tempi sono cambiati, noi siamo cambiati, i nostri discendenti sono cambiati. Le relazioni sociali fra noi e attorno a noi sono cambiate. Il modo di comunicare, i problemi e le preoccupazioni sono cambiati.
Per fortuna forse…ma certamente anche per il lavoro efficace svolto in tutti questi anni, noi stessi, e soprattutto i nostri giovani, viviamo in questa società da integrati, confrontati con i problemi al pari DEI cittadini svizzeri. Anzi, per molti di noi DA cittadini svizzeri, visto che oltre il 50% degli italiani che vivono in questo Paese ne ha anche acquisito la cittadinanza.

Oggi, assistiamo ad un rilancio dell’immigrazione italiana in questo Paese. Un fenomeno che – pur determinato, oggi come allora, dalla legittima volontà, o necessità, di migliorare la qualità della vita, cercando altrove opportunità che non si riescono a trovare in Patria – ha caratteristiche nuove. Lo dimostra il fatto che se ne parli definendola ‘nuova mobilità’, e che coloro che ne sono direttamente coinvolti preferiscano definirsi “espatriati” anziché “emigrati”.
Una realtà, con la quale fatichiamo a rapportarci. Rispetto alla quale rischiamo spesso di sentirci estranei.

Da diversi anni discutiamo sul ruolo della FCLIS, dentro e fuori il movimento.
Lo abbiamo fatto, limitandoci però a registrare un disagio, che con il tempo è andato acuendosi.
Oggi, questa consapevolezza impone una profonda riflessione, non più rinviabile. Che si traduca in decisioni operative, che definiscano inequivocabilmente quale sia il futuro della FCLIS.

Sulla scorta di questa consapevolezza il Comitato Esecutivo e il Direttivo hanno preso una decisione. Impegnativa, difficile, innovativa. Magari, all’apparenza spiazzante, ma necessaria.
Per certi versi, è un atto di umiltà: quello di coloro che prendono atto di una situazione, sono disposti ad ammetterne le criticità e si mettono in gioco convinti che ci sia il modo per superarle.

A tal fine, si è consolidata la convinzione che si debba avviare una riflessione talmente profonda, impegnativa e, si spera risolutiva, da non poter essere costretta in un Congresso di due giorni, coinvolgendo solamente i Delegati.
Una riflessione di questa portata, che deve essere articolata e attentamente strutturata, da cui dipende il futuro della FCLIS, deve coinvolgere tutto il Movimento. Tutte e tutti i nostri iscritti e ha bisogno di tempo.

Da qui, la proposta di fare un Congresso che verrà aperto il 30 aprile e il 1° maggio 2022, ma i cui lavori si protrarranno per un anno. Animato da riunioni, discussioni, confronti, proposte che vedrà protagoniste tutte le CLI. Obiettivo di questo percorso: arrivare entro il 30 aprile del 2023 a definire il progetto della FCLIS di domani.
Come detto, in questo lavoro dobbiamo essere tutti partecipi, gli iscritti in primis. Ma la nostra riflessione avrà senso se sapremo attirare anche persone e intelligenze esterne al Movimento, perché è in campo aperto, libero, come d’altronde sottolinea efficacemente l’aggettivo che caratterizza il nostro Movimento, che dobbiamo cercare e animare il confronto in proiezione futura.

In concreto: il prossimo 1° maggio il Congresso non si chiude con un documento finale ma dovrà presentare un programma di lavoro cadenzato nel corso di un anno, che porterà, attraverso la sintesi della riflessione nazionale, alle conclusioni che verranno prese, come detto, entro il 30 aprile del 2023.
Questa scelta non è facile, ma è coraggiosa e trasparente.
Non ha senso tirare avanti senza affrontare i problemi alla radice, come ci hanno insegnato i nostri Padri fondatori.

Da un punto di vista pratico, il Congresso sarà presieduto dal Comitato Esecutivo. Il Congresso rinnoverà il Comitato Esecutivo e il Direttivo, organi dirigenti a cui spetterà di seguire lo svolgimento e la gestione dell’anno congressuale.
Fra un anno, sulla base del progetto che avremo costruito tutti insieme, si eleggerà la nuova Presidenza e la Direzione della FCLIS.

Questa, in sintesi, è la proposta che Esecutivo e Direttivo sottopongono al Congresso, fermo restando che il Congresso è sovrano.
Il Congresso che ci accingiamo a celebrare è di fondamentale importanza per la FCLIS. Dal suo successo, che sarà tale solamente se c’è l’impegno di tutte e tutti, dipende il futuro del nostro movimento.

 

 

 

 


 

Premiato l’ultimo libro di Michele Scala

Siamo lieti di annunciare che lo scorso 5 marzo è stato conferito a Michele Scala, presidente della CLI di Losanna e membro del direttivo della FCLIS, il premio letterario «Milano international 2022» per il suo ultimo libro «I diritti umani spiegati ai miei alunni svizzeri: Il ruolo delle Colonie Libere Italiane nelle rivendicazioni dei diritti umani in Svizzera».

Questo è il secondo riconoscimento per il libro, dopo il premio di Napoli del 2021 per merito di eccezione culturale.

Ci congratuliamo di cuore con lui!

Riportiamo qui di seguito il commento della commissione che ha conferito a Michele Scala il premio dell’Accademia degli artisti della Campania:
«Essere umano è diritto di tutti, dovere che spesso finisce per perdersi, in una società che chiede e si scorda di dare, dove la differenza smette di essere virtù per divenire motivo di scorta per togliere.
Lavora per associazioni il cervello umano, che a organizzare per similitudini è niente, il problema è realizzare che spesso il simile è ciò che più da noi differisce. Ed è ciò che l’autore cerca di spiegare, quali sono i diritti di ogni uomo in quanto uomo, di lui in quanto italiano in svizzera. Ed è storia di vita stessa dell’autore, che di diritti si è visto privato, diviso tra due nazioni, che a dividersi si finisce per essere doppiamente estraneo, in un’ottica che guarda a colui che ha lasciato la patria come traditore, colui che si insedia altrove come tradito.
Delicata la scelta del pubblico, quello degli alunni, telo bianco di speranze dove l’insegnante ha il ruolo di dipingere strade giuste, che ad essere fortunati i futuri adulti imboccheranno nella consapevolezza di ciò che è giusto – forse non sempre semplice, ma nulla che sia giusto è mai semplice».
Un lavoro importante.
Il Presidente

 


 

 


 

FONTE: FCLIS

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