E’ on line il numero di Agosto/23 di Nuovo Paese, mensile di Filef Australia

Il ventre della bellezza americana

 

Barbie, ultimo grande successo al botteghino, è l’ultima potente metafora della storia americana del bene sul male, della democrazia sulla dittatura e del potere dell’individuo.
Nel film, il ricamo di questa familiare narrativa hollywoodiana, è un’apparente trasformazione femminista della bambola che era stata un classico simbolo della bellezza femminile, della contentezza e del consumismo americano.
Un altro film biografico attualmente nei cinema è Oppenheimer. In questo caso si tratta di una persona reale, J. Robert Oppenheimer, che guidò il laboratorio del Progetto Manhattan nello sviluppo della bomba atomica: un progetto del governo degli Stati Uniti su scala industriale con sede a Los Alamos, una delle tre “città segrete” che impiegarono enormi capitali, risorse e circa mezzo milione di persone.
Usando la bomba atomica 78 anni fa, il 6 agosto 1945, l’America vaporizzò Hiroshima, e tre giorni dopo Nagasaki, con morti stimate da 110.000 a 210.000.
Nel giustificare l’annientamento di due città, il folklore ufficiale americano affermò di aver impedito un’invasione terrestre alleata del Giappone che sarebbe costata “oltre un milione di vittime, solo alle forze americane”.
Ma il biografo di Oppenheimer, Kai Bird, ha rivelato che quando chiese a Henry Stimson -ghostwriter del Segretario alla Guerra – come si fosse arrivati al milione di vittime americane previste, gli fu detto “Oh, l’abbiamo tirato fuori dal nulla”.
Il film racconta i rimpianti di Oppenheimer, che dice al presidente Harry S. Truman “sento di avere le mani sporche di sangue”, e racconta la caduta in disgrazia dello scienziato, segnata dalla revoca del suo nulla osta di sicurezza top-secret.
Tuttavia, l’emarginazione di Oppenheimer aveva più a che fare con le sue critiche al bombardamento atomico, di cui l’America deve ancora rendere conto, che con le sue connessioni comuniste.
Invece la fabbrica dei miti continua, insieme alle spese militari mai messe in discussione. In un mondo competitivo, aggressivo e con risorse limitate, la distruzione è quasi assicurata.

 

 

 

The underbelly of American beauty

 

Barbie, a box office success, is the latest potent metaphor of the American story of good over evil, democracy over dictatorship and the power of the individual.
In Barbie, the embroidery for this familiar Hollywood narrative, is an apparent feminist makeover of the doll that had been a classic symbol of female beauty, contentment, and American consumerism.
Another biopic, currently in cinemas, is Oppenheimer. In this case it’s of a real person, J. Robert Oppenheimer, who led the Manhattan Project laboratory that developed the atomic bomb.
It was a US Government project of great industrial scale based in Los Alamos, one of three ‘secret cities’ employing enormous capital, resources and an estimated half a million people.
Using the atomic bomb 78 years ago, on 6 August 1945, America vaporised Hiroshima, and three days later Nagasaki, with estimated deaths of 110,000 to 210,000.
In justifying the annihilation of two cities, official American folklore claims it prevented an Allied land invasion of Japan that would have cost ‘over a million casualties, to American forces alone’.
But, Oppenheimer’s biographer Kai Bird said when he asked the ghostwriter of Secretary of War Henry Stimson how the one million projected American casualties was arrived at, he was told ‘Oh, we pulled it out of thin air’.
The film canvases Oppenheimer’s regrets, telling President Harry S. Truman that ‘I feel I have blood on my hands’, and tells of Oppenheimer’s fall from grace, marked by revocation of his top-secret security clearance.
However, Oppenheimer’s marginalisation had less to do with his communist connections and more with his criticism of the atomic bombing, which America is still to account for.
Instead, the mythmaking continues with unquestioned military expenditures that in a competitively aggressive and finite world, destruction is almost assured.

 

 

 

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NUOVO PAESE – Agosto 2023

 

agosto 2023

 

 

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