Franco Arminio: SPOPOLAMENTO

spopolamento

 

I paesi italiani, quelli lontani
dalle grandi città, quelli che stanno
sulle colline e sulle montagne,
hanno cominciato a perdere abitanti
dall’inizio degli anni Sessanta.

Da quei paesi la gente emigrava
anche prima, ma gli abitanti non
diminuivano più di tanto perché
comunque c’erano molte nascite.

L’emigrazione portava via persone,
ma da un altro lato portava reddito.

Molte delle case che vediamo adesso
nei paesi sono stati costruite coi
soldi dell’emigrazione.

Adesso non è più così.

Chi emigra non lo fa con
l’idea di farsi la casa più grande in
paese o di mandare i soldi alla sua
famiglia. E si emigra e si fa casa e
famiglia altrove.

Chi resta nei paesi
più che abitarli li svuota. Sono gli
scoraggiatori militanti, i luminari
dell’accidia, quelli che lavorano
nell’unico cantiere aperto nei
paesi, il cantiere della sfiducia.

Una situazione molto grave e di fatto
ignorata dalle politiche nazionali
e regionali.

Più che di politica
potremmo parlare di esercizi di stile.

Non si combatte lo spopolamento, si
dà solo l’idea che si vorrebbe farlo.

Le varie strategie messe in campo sono
delle sceneggiature fatte e rifatte in
attesa di un film che non comincia
mai.

E gli attori principali, i giovani,
continuano ad andare via.

Nessun governo si è mai occupato seriamente
dell’anoressia demografica dei paesi
italiani.

E anche adesso che ci sono
tante risorse economiche disponibili,
anche adesso si capisce benissimo
che la transizione ecologica non sarà
una transizione verso i paesi.

 

FRANCO ARMINIO

(da L’Espresso 24 Ottobre 2021)

Hits: 124

AIUTACI AD INFORMARE I CITTADINI EMIGRATI E IMMIGRATI

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.