La relazione del Sottosegretario Benedetto della Vedova (MAECI/Italiani all’estero) durante l’Audizione al Senato del 19 ottobre 2021

Riportiamo di seguito il testo integrale dell’interessante relazione del Sottosegretario dei Stato Benedetto Della Vedova tenuta presso la Commissione Affari Esteri del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle condizioni e sulle esigenze delle comunità degli italiani nel mondo, lo scorso 19 ottobre.

E’ significativo, tra l’altro, il riconoscimento del ruolo imprescindibile dell’Associazionismo dell’emigrazione e l’impegno al suo sostegno e rafforzamento, e il riconoscimento delle nuove forme associative che stano emergendo a seguito dei flussi di nuova emigrazione che hanno portato lo stock emigratorio italiano a quasi 6,5 milioni di persone censite.

Vedremo quali atti concreti saranno varati dal governo in sede di legge finanziaria (che vede già cancellata la possibilità di accesso ai fondi per la ristrutturazione degli edifici varata dal precedente Governo Conte II)  sia sugli interventi citati che sulla rete consolare, alle prese, tra l’altro con un organico di 1.000 persone al di sotto di quello che era 15 anni or sono.

Ed in generale vedremo quale sarà il coinvolgimento delle comunità all’estero nel rilancio del Paese e nel PNRR, sia a livello regionale che nazionale, cosa di cui, al momento, non appaiono tracce significative all’interno dei documenti prodotti, salvo il progetto interessante, ma marginale, sul turismo di ritorno.

Purtroppo, al di là di diverse condivisibili espressioni del Sottosegretario Della Vedova, anche la DIGIT del MAECI non sembra avere il necessario peso per affermare, all’interno del MAECI e del Governo, priorità che emergono e sono state evidenziate con forza negli ultimi anni sia dal mondo associativo che dal CGIE.

 

 QUI il link alla registrazione Video dell’audizione

Red Emi-News


Audizione del SdS Benedetto della Vedova nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle condizioni e sulle esigenze delle comunità degli italiani nel mondo

(Commissione Affari esteri del Senato – 19 ottobre)

Gentili Senatori,

ringrazio per questa occasione di riferire su un tema prioritario non soltanto per la Farnesina, ma più in generale per il Governo, visto che riguarda circa il 10% della popolazione italiana. I nostri connazionali iscritti negli schedari consolari all’estero sono infatti oltre 6,4 milioni [dato al 30 settembre 2021]. Una diaspora dall’inestimabile valore umano e culturale, che deve sentire sempre forte la presenza dell’Italia nei Paesi di accoglienza.

La distribuzione geografica riflette ancora oggi le dinamiche dei flussi del passato: 3,3 milioni di italiani si trovano in Europa, oltre 2,2 milioni in America Meridionale, circa 550.000 nel Nord e Centro America e 175.000 in Oceania, con i rimanenti 175.000 più o meno ugualmente distribuiti tra Africa e Asia. Sono cifre sottostimate perché, come sappiamo, ancora in molti non si registrano presso i nostri Consolati.

Ogni collettività si è localmente integrata ed è il risultato della stratificazione di differenti ondate migratorie. Ai figli e nipoti degli emigranti italiani di “antica” generazione, si aggiungono – anche se la pandemia ha naturalmente contenuto il fenomeno – flussi di “nuova mobilità”: giovani che si spostano dall’Italia prevalentemente per ragioni economiche e professionali.

Nel 2020 si sono iscritti all’AIRE quasi 315 mila concittadini (erano stati circa 258 mila nel 2019): soprattutto giovani (tra i 18 e i 34 anni) e adulti (tra i 35 e i 49 anni) nel pieno della loro vita lavorativa, che decidono di investire all’estero il patrimonio umano e di formazione acquisito in Italia.

Mi soffermo sulla nuova emigrazione, perché so che rientra tra i temi di specifico interesse di questa indagine conoscitiva. La “nuova mobilità” è un fenomeno di dimensioni importanti a cui dobbiamo guardare sia in termini di crescenti servizi e assistenza, ma anche e soprattutto come opportunità per il “Sistema Italia”.

I connazionali all’estero sono “l’Italia fuori dall’Italia”: un importante strumento di soft power di cui possiamo e dobbiamo avvalerci per promuovere l’italianità, la cultura italiana e quel “vivere all’italiana” così apprezzato nel mondo. La Farnesina accompagna le comunità italiane all’estero in questo processo di affermazione identitaria e di promozione dell’immagine del nostro Paese, sostenendo in particolare proprio la nuova emigrazione, anche attraverso la promozione di rinnovate forme di associazionismo. La neo-mobilità ci offre l’occasione per arricchire i rapporti che legano l’Italia alle sue Comunità, creando un nuovo partenariato a vantaggio di entrambe le parti. Un punto, questo, che ho voluto sottolineare e testimoniare nel corso delle mie più recenti missioni, in cui ho potuto incontrare esponenti della giovane comunità italiana nelle principali capitali europee, come Parigi, Madrid, Londra e Berlino.

È una sfida costante, che non deve passare in secondo piano ora che gli occhi del mondo sono puntati sulla crisi socio-sanitaria innescata dal Coronavirus. Per tutti i giovani italiani che si trovano in questo momento all’estero, risulta anzi più importante che mai disporre di una rete di accoglienza, per evitare di trovarsi ad affrontare da soli condizioni di marginalità, indigenza o sfruttamento.

Allo stesso tempo, continuiamo a valorizzare i connazionali di “più antica emigrazione”. Dal secondo dopoguerra ad oggi, essi hanno saputo organizzarsi in una rete di associazioni attive nei più svariati settori, dal culturale all’assistenziale: sono più di 5.000 in tutto il mondo, di cui 1.700 ufficialmente registrate. Molte di queste associazioni stanno oggi vivendo un’importante trasformazione e coabitano con nuove forme di associazionismo, più dinamiche e innovative, che stanno conoscendo un momento di forte espansione.

Penso alle associazioni di professionisti, ad esempio quella – molto attiva – che riunisce ex alunni di università italiane in Francia; alla rete di ricercatori negli Stati Uniti; alle vivaci associazioni di giovani neo-emigrati e di giovani di seconda e terza generazione italiana in Argentina o a quelle che riuniscono donne italiane a Brisbane o San Francisco.

L’obiettivo è creare reti di connazionali che si sostengano a vicenda e che facilitino l’inserimento e l’integrazione dei nuovi arrivati. Il nuovo associazionismo è un punto di riferimento per loro, ma lo è anche per le istituzioni, per gli enti italiani pubblici e privati, per le grandi imprese italiane che hanno bisogno, oggi come non mai, considerando la delicatissima situazione socio-sanitaria che stiamo vivendo, di interlocutori nei paesi stranieri.

L’associazionismo italiano all’estero è chiamato dunque a vivere una nuova stagione di centralità, quale fondamentale canale di raccordo tra l’Italia e gli italiani nel mondo. Esso può svolgere un ruolo chiave anche in vista delle prossime elezioni per il rinnovo degli organismi rappresentativi degli italiani all’estero (Com.It.Es. e Consiglio Generale degli Italiani all’Estero-CGIE) 1.

Elezioni la cui importanza deriva in primo luogo proprio dalla consapevolezza della variegata e mutata composizione delle nostre collettività all’estero e del crescente bisogno di solidi punti di riferimento. Auspichiamo pertanto che le nuove associazioni possano acquisire adeguata voce e responsabilità anche nei Comites, in modo da rispecchiare il loro peso nella comunità.

La macchina della Farnesina si è già messa in moto da mesi per preparare, organizzare e valorizzare quanto più possibile presso le nostre collettività all’estero questo importante appuntamento elettorale. La buona riuscita delle elezioni per il rinnovo dei Comitati è per la Farnesina un obiettivo prioritario: esso costituisce un passaggio chiave per rinnovare il rapporto con i connazionali all’estero, coinvolgendo le nuove generazioni. E’ importante che i giovani recentemente emigrati o i nati all’estero di discendenza italiana partecipino maggiormente alla vita ed alle attività dei Comites, acquisendo piena consapevolezza dell’importante strumento che essi rappresentano.

Stiamo per questo lavorando a stretto contatto con gli attuali Comites e con il CGIE, nell’obiettivo condiviso di aumentare quanto più possibile il bacino elettorale, con un’attenzione specifica proprio ai giovani.

La Farnesina ha pertanto intrapreso sin da maggio, in raccordo con il Servizio Stampa e con le Sedi all’estero, un percorso di “accompagnamento” e sensibilizzazione del corpo elettorale al voto. Rendere più visibili i Comites – e il loro ruolo – presso le comunità di connazionali è infatti il primo fondamentale passo per ottenere un adeguato tasso di partecipazione dell’elettorato attivo.

La campagna informativa fa ricorso sia a mezzi di comunicazione tradizionali, come giornali, radio e TV, sia a mezzi telematici più innovativi, come i social media, attraverso la pubblicazione di materiali multimediali video e audio. Per venire incontro anche alle seconde e terze generazioni di emigrati, che hanno meno familiarità con la nostra lingua, i video sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo, portoghese e tedesco.

La campagna è condotta in collaborazione con il CGIE, che riceve tutti i materiali informativi e contribuisce alla loro diffusione presso le nostre collettività. Ricordo più in generale che il CGIE è costantemente aggiornato su tutto l’operato dell’Amministrazione relativamente alle materia di interesse, partecipando alle riunioni dell’apposita Cabina di Regia [l’ultima si è svolta a settembre].

Stiamo anche sostenendo le iniziative, del valore complessivo di oltre 200.000 euro, che 23 Comites hanno avviato per promuovere a livello locale iniziative informative in vista delle elezioni. Ricordo infine che i connazionali residenti all’estero vengono anche individualmente edotti riguardo alle modalità e tempistiche di voto, tramite l’invio di e-mail da parte della rete diplomatico-consolare.

Come previsto dal decreto legge 67 del 2012 e come già nel 2015, l’esercizio del diritto di voto avverrà per corrispondenza, con il sistema della cosiddetta “opzione inversa”. Le Sedi della rete diplomatico-consolare hanno già iniziato ad acquisire le richieste di iscrizione nei propri elenchi elettorali presentate a mano, per posta elettronica ordinaria o certificata e per posta ordinaria. L’ampio ventaglio di modalità è volto proprio ad allargare al massimo la registrazione al voto. Da quest’anno inoltre la domanda può essere inoltrata anche tramite il portale per i servizi consolari Fast It, già noto alla comunità degli Italiani all’estero. Si tratta di una procedura online guidata in ogni passo, che semplifica di molto le procedure per l’inoltro dell’opzione di voto sia per il cittadino che per i consolati. Ricordo che è possibile iscriversi fino al 3 novembre prossimo.

Al momento le operazioni elettorali proseguono dunque regolarmente. Si sono già conclusi i lavori dei Comitati Elettorali Circoscrizionali e sono state decretate le liste ammissibili. Ora siamo nel pieno della campagna elettorale, sulla quale le Sedi osserveranno la massima imparzialità ma continueranno ad assistere e coadiuvare i Comitati e i presentatori di lista.

Pur nell’attuale contesto sanitario, la Farnesina è impegnata al massimo per garantire che ogni cittadino avente diritto possa votare, come peraltro già avvenuto con successo in occasione del referendum costituzionale del settembre 2020, nonostante una situazione pandemica ben peggiore dell’attuale (non essendo all’epoca ancora avviata la campagna vaccinale). Le modalità previste per le elezioni, in particolare il voto per corrispondenza, salvaguardano peraltro al massimo il rischio di contagi dovuti ad assembramenti.

Ricordo anche che il Ministero sta lavorando ad una sperimentazione sul voto elettronico in occasione delle elezioni Comites. La sperimentazione coinvolgerà nove Sedi diplomatico-consolari pilota [Berlino, Monaco di Baviera, Marsiglia, Londra, L’Aja, Houston, San Paolo, Tel Aviv e Johannesburg], con l’obiettivo di studiare la percorribilità del voto digitale, in termini di tutela dei principi costituzionali di personalità, eguaglianza, libertà e segretezza. Ad essa si partecipa su base volontaria e non inciderà sul risultato elettorale, rimanendo per ora il voto cartaceo l’unico con valore legale e valido ai fini dello scrutinio. Sulla base degli esiti, il MAECI valuterà il possibile utilizzo del voto elettronico per le successive elezioni dei Comites.

Vorrei infine cogliere questa occasione per ringraziare gli attuali Comitati, il cui mandato volge al termine, per la funzione svolta nella valorizzazione delle nostre Comunità e, da ultimo, con la pandemia, nell’assistenza ai connazionali, in particolare di nuova emigrazione. Dal 2015 ad oggi i Comites hanno realizzato tante valide iniziative: più di 250 progetti per un valore complessivo superiore a 2,5 milioni di euro.

Penso ad esempio ai progetti di sostegno alla nuova mobilità o alla componente femminile delle nostre collettività, alle varie iniziative informative o volte alla creazione di reti, nonché, più recentemente, per la promozione del turismo delle radici, su cui tornerò più avanti.

Quella dei Comites è un’azione complementare a quella dell’Amministrazione, con riferimento all’assistenza e più in generale ai servizi per i connazionali all’estero.

Quanto all’assistenza ai nostri connazionali in difficoltà, soprattutto in risposta all’emergenza sanitaria globale da Covid-19, tengo innanzi tutto a ricordare lo sforzo senza precedenti della Farnesina: nella fase iniziale della pandemia, l’Unità di Crisi, in stretta collaborazione con tutta la rete diplomatico-consolare, ha organizzato ben 1187 operazioni di rientro e riportato a casa circa 112.000 connazionali da 121 paesi.

Ma gli interventi di assistenza sono proseguiti ben oltre. Gli stanziamenti previsti dai Decreti “Cura Italia” e “Rilancio” – anche grazie all’iniziativa e al sostegno del Parlamento – ci hanno consentito di erogare oltre 6,5 milioni di euro complessivi all’intera rete, vincolati all’assistenza finanziaria dei connazionali indigenti o in stato di necessità. Tali fondi hanno reso possibile, alla data dello scorso 30 settembre, più di 12.000 interventi per un totale di oltre 6 milioni di euro, nella forma di sussidi, prestiti e altre forme rilevanti di aiuto economico.

I perduranti effetti della crisi socio-sanitaria provocata dalla pandemia ci hanno spinto a sviluppare nuove tipologie di assistenza. Tra queste: aiuti economici per titolari di piccole/micro imprese; bonus sussidio per i rimpatri definitivi in Italia; convenzioni o contratti con Enti e Istituti pubblici o privati per fornire ai connazionali adeguata assistenza sanitaria (visite mediche, tamponi, esami sierologici, farmaci) e sussidi sotto forma di buoni pasto o pacchi alimentari;  sostegno all’apprendimento, mediante l’acquisto di strumentazione informatica al fine di garantire l’accesso all’istruzione per i figli in età scolare di famiglie italiane bisognose; programmi di riqualificazione professionale per i connazionali che hanno perso il lavoro a causa della crisi da Coronavirus.

Quasi il 50% dei fondi sono andati alle Sedi dell’America centro-meridionale – dove l’impatto sul tessuto economico-sociale locale è stato particolarmente grave e duraturo – e un quarto circa alle Sedi africane.  

Superata la prima fase della pandemia, la Farnesina  ha mantenuto un serrato dialogo con il Ministero della Salute, per ottenere l’estensione delle vaccinazioni anti-Sars-CoV2 alla più ampia platea possibile dei connazionali all’estero: anche grazie al sostegno del Parlamento – che ha mantenuto sul tema una costante attenzione – è stata dunque la possibilità di vaccinarsi in Italia sia per i lavoratori italiani all’estero aventi diritto all’assistenza sanitaria nazionale sulla base del DPR 618 del 1980, sia per gli iscritti AIRE che vivono temporaneamente nel territorio nazionale.

Il raccordo con il Ministero della Salute – che mantiene necessariamente la competenza primaria su questi temi – è stato e continua ad essere continuo anche relativamente alla questione del riconoscimento in Italia delle vaccinazioni effettuate all’estero dai nostri connazionali. Da ultimo, come sapete, tutti i vaccini riconosciuti dall’EMA e ad essi equivalenti (come ad esempio l’indiano Covidshield, equivalente di Astrazeneca) sono stati riconosciuti validi dalle autorità italiane, per consentire alla più ampia platea possibile di cittadini italiani in rientro dall’estero di ottenere il green pass per i fini previsti dalla normativa italiana vigente.

Sempre in un’ottica di assistenza alle collettività all’estero, anche in risposta alle conseguenze che la pandemia può aver avuto sul mercato del lavoro, stiamo lavorando ad una bozza di convenzione tra MAECI e Patronati, d’intesa con il Ministero del Lavoro, volta a porre le basi per una più stretta collaborazione non solo nell’ambito tradizionale dell’assistenza pensionistica, ma anche ai fini di un supporto più generalizzato agli esponenti della “nuova mobilità”, specie coloro che sono appena arrivati all’estero e sono alla ricerca di opportunità di lavoro.

Vorrei infine soffermarmi sul capitolo dei servizi consolari, importantissimo e non privo di criticità. Sin dall’inizio della pandemia, la Rete diplomatico-consolare è sempre rimasta operativa, pur in situazioni a volte difficili, con l’obiettivo di assicurare la maggiore continuità possibile nella prestazione dei servizi e senza mai interrompere lo svolgimento delle attività indifferibili e degli interventi prioritari e urgenti a favore dei connazionali. Tutte le sedi hanno ora da tempo ripreso, nelle modalità consentite dagli accordi di sede con i sindacati e in base al contesto locale, il lavoro in presenza. L’attuale livello di operatività dei consolati sta dunque gradualmente tornando ad essere paragonabile al livello pre-pandemico, anche per quanto riguarda quei settori, ad esempio l’emissione dei passaporti, che necessitano della presenza degli operatori in sede.

Dati alla mano, nei primi otto mesi di quest’anno sono stati emessi 227.745 passaporti, con un aumento rispetto allo stesso periodo del 2020 del 56%. Lo stato civile, nello stesso periodo considerato, con 139.346 atti trasmessi, ha conosciuto un aumento del 38% rispetto al 2020. Sono numeri tuttavia inferiori – del 18% per i passaporti e dell’11% per lo stato civile – rispetto allo stesso periodo del 2019. Il settore anagrafe ha invece mantenuto sostanzialmente stabile il livello di operatività con 227.190 iscrizioni effettuate, in calo solo del 9% rispetto al livello pre-COVID.

La Farnesina sta monitorando con grande attenzione la performance della Rete diplomatico-consolare per contenere gli arretrati consolari che inevitabilmente si sono accumulati durante la pandemia e far fronte all’incremento di domanda di servizi connesso alla contestuale ripresa della mobilità internazionale. La Direzione Generale Italiani nel mondo svolge, ad esempio, videoconferenze con le sedi in maggiore difficoltà, per individuare soluzioni tecnico-organizzative per migliorare la produttività.

Se è vero che in alcuni Consolati ci sono difficoltà ad assicurare tempestività nell’erogazione dei servizi, dobbiamo tuttavia considerare che la pandemia si è innestata su una situazione già critica a livello di risorse. Nel decennio 2010-2019 la Farnesina ha infatti perso oltre mille unità di personale delle aree funzionali, la cui età media supera ora i 53 anni, comprensibilmente poco propensi a prestare servizio in sedi disagiate o lontane. Stiamo parlando della perdita di oltre un terzo dell’organico non diplomatico. Un vero e proprio depauperamento di risorse, paradossalmente, a fronte di sfide che diventavano sempre più complesse.

Non è una giustificazione ma ci aiuta a capire. Ringrazio il Parlamento perché, anche grazie al vostro sostegno, con le più recenti leggi di bilancio siamo riusciti ad arrestare questo trend decrescente. A febbraio abbiamo assunto 248 dipendenti della Terza Area Amministrativo, Contabile e Consolare, mentre sono appena terminate le selezioni per 27 Terze Aree Informatiche e 44 della Promozione Culturale. La conclusione dei prossimi concorsi per 400 Seconde Aree, a cui si aggiungono le ulteriori assunzioni autorizzate con legge di bilancio 2021 (100 Seconde Aree, 50 Terze Area e 150 funzionari diplomatici da assumere nel triennio 2021-2023), dovrebbe consentire di rispondere alle esigenze più impellenti delle sedi all’estero.

Questo personale aggiuntivo dovrà infatti essere, in buona parte, destinato alla rete, non solo per sostituire i colleghi in rientro, ma anche per rafforzare la nostra presenza nel mondo, sostenere le imprese ed erogare i servizi ai cittadini. Per questo ci vorranno, appunto, più risorse. Confidiamo nel sostegno del Parlamento.

Nel frattempo, per preservare la piena operatività della rete, la Farnesina ha concesso proroghe eccezionali relative ai periodi di permanenza massima nelle Sedi estere e semplificato le regole per candidarsi per l’estero. Nell’immediato, stiamo facendo crescente ricorso a liste straordinarie di pubblicità dei posti, che consentono di massimizzare il numero di candidature tramite il ricorso a deroghe sul tempo minimo di permanenza al Ministero (che, ad esempio, per i neo-assunti sarebbe di 18 mesi, anche al fine di consentirne un’adeguata formazione). Ciò ha permesso di registrare, sull’ultima lista di pubblicità, un tasso di assegnazione del 22% che, pur non elevato, è più che raddoppiato rispetto allo scorso anno.

Nondimeno il 78% dei posti vacanti è andato scoperto. A dimostrazione che la soluzione strutturale al problema dell’insufficiente numero di dipendenti nelle nostre Sedi diplomatiche e consolari è costituita unicamente da una robusta campagna di nuove assunzioni. Ciò non solo al fine di recuperare le unità di personale perse negli ultimi dieci anni, ma auspicabilmente anche per imboccare un trend crescente che possa, nel tempo, portare le nostre sedi a disporre di un livello di personale, se non commisurato a quello di altri partner europei con cui ci confrontiamo, quantomeno adeguato alla messa a regime di un sistema di erogazione dei servizi efficiente e rispondente alle esigenze delle nostre sempre più vaste ed eterogenee collettività.

Stanti le risorse umane al momento a disposizione, uno degli strumenti fondamentali su cui la Farnesina sta più investendo per smaltire gli arretrati e migliorare i servizi consolari è la digitalizzazione.

In linea con l’Agenda digitale della Pubblica Amministrazione, la Farnesina è da tempo impegnata nello sviluppo di portali digitali per l’erogazione dei servizi consolari: penso in particolare ai portali Fast-It e Prenot@mi.

Il portale dei servizi consolari Fast It, ormai ben avviato e noto alle nostre collettività, consente al cittadino residente all’estero di trasmettere direttamente online e senza necessità di recarsi in consolato la propria richiesta di iscrizione all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), di comunicare la variazione di indirizzo di residenza, anche in un’altra circoscrizione, e di visualizzare una sintesi della propria scheda anagrafica, conservata nello schedario consolare. Il portale è in continua evoluzione ed è costantemente arricchito di nuove funzionalità. Nel 2020 è stato completamente rinnovato nella grafica ed è stato rilasciato in versione multilingue (oltre all’italiano, inglese, spagnolo e portoghese). Da ultimo, come già accennato, i concittadini hanno potuto utilizzare il portale per inoltrare la propria domanda di iscrizione negli elenchi elettorali in vista del rinnovo dei Comites. In alcune Sedi è inoltre possibile usufruire dei servizi di Stato Civile tramite Fast It.

Il portale si è dimostrato un preziosissimo strumento proprio in corso di pandemia: se nel 2019 circa il 55% delle pratiche era trasmesso dall’utenza tramite Fast It, siamo oggi al 78% di trasmissioni via portale. Con oltre 940.000 utenti registrati e 15.000 visualizzazioni al giorno, Fast It è tra i portali più visitati della Farnesina e un punto di riferimento imprescindibile per gli italiani all’estero, nonché una grande rivoluzione tecnologica per il lavoro dell’operatore consolare.

Inoltre, per la prenotazione degli appuntamenti nei Consolati, i connazionali possono ora contare sul portale Prenot@mi, a sostituzione del vecchio Prenota OnLine. Il nuovo portale, lanciato lo scorso giugno, propone alcune funzionalità innovative: restyling grafico e interfaccia più semplice e intuitiva; introduzione di un sistema di gestione delle liste d’attesa; utilizzo di strumenti – come il captcha – per evitare che agenzie di intermediazione si assicurino gran parte degli appuntamenti utilizzando algoritmi di prenotazione. Il portale è già stato sottoposto ad aggiornamenti del software, per risolvere alcune anomalie emerse dal momento del lancio e per incorporare i feedback migliorativi provenienti dalle sedi. Si tratta di uno strumento chiave, in quanto rappresenta il primo livello di interfaccia con l’utenza.

Vogliamo, in prospettiva, incrementare l’utilizzo dello SPID anche all’estero. La diffusione di questo strumento tra le nostre collettività sconta criticità sia culturali (è, infatti, ancora poco conosciuto) sia tecniche, dovute alle modalità di identificazione online (che avviene tramite strumenti come Carta d’Identità Elettronica, Carta Nazionale Servizi e firma digitale, ancora poco diffusi all’estero) e alla difficoltà nella ricezione degli SMS di conferma su cellulari con numero straniero.

È pertanto particolarmente importante aver ottenuto, con il cosiddetto Decreto Milleproroghe 202, la proroga del termine per l’accesso ai portali online della Pubblica Amministrazione destinati agli italiani all’estero esclusivamente tramite CIE, CNS o SPID. Tale proroga ha spostato le date del 28 febbraio e del 30 settembre 2021, previste in Italia per il passaggio allo SPID, rispettivamente al 31 dicembre 2022 e al 31 marzo 2023 per gli italiani all’estero. La difficoltà a ottenere le credenziali SPID e CIE o CNS avrebbe infatti comportato un’improvvisa impossibilità per i connazionali all’estero di accedere ai portali informatici, in particolare Fast It, determinando una regressione dell’erogazione di servizi consolari in modalità digitale. Nonostante il continuo impegno del MAECI a promuovere lo SPID e affinché gli Identity Provider, su impulso del Ministero dell’Innovazione Tecnologica e della Transizione Digitale, possano mettere in atto sistemi tecnicamente fruibili dall’estero, anche queste nuove scadenze paiono allo stato attuale troppo ravvicinate, tenuto conto che lo SPID è ancora scarsamente diffuso all’estero.

Per quanto riguarda invece il progetto di erogazione all’estero della Carta di Identità Elettronica (CIE), avviato nel settembre 2019 in alcuni Paesi pilota, esso è stato gradualmente esteso senza particolari criticità a tutti i Paesi europei nel corso del 2020, per un totale di 53 Sedi diplomatico-consolari coinvolte in 32 Paesi. A ottobre 2021 sono oltre 90.000 le CIE emesse dalla rete diplomatico-consolare. Anche durante la pandemia, i Consolati hanno continuato a erogare a pieno ritmo la CIE, superando mediamente il numero di carte d’identità cartacee emesse negli stessi periodi degli anni precedenti.

Vorrei precisare – e sono consapevole che questo è un tema caro ad alcuni di voi – che la Farnesina ha forte interesse a che la CIE sia erogata anche dai Comuni in Italia in favore dei cittadini iscritti all’AIRE. Stiamo lavorando a tal fine in stretto raccordo con il Ministero dell’Interno, che rimane capofila e competente in materia.

Prima di lasciare la parola alle domande, giacché ci addentriamo sempre più nella fase di ripresa post-pandemica, con un progressivo allentamento delle misure di limitazione agli spostamenti da e per l’estero, ci tengo a soffermarmi brevemente su un’innovativa progettualità della Farnesina, che sarà finanziata con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, specificamente pensata per valorizzare e coinvolgere le nostre collettività nel mondo.

Il progetto “Turismo delle Radici” mira a predisporre un’offerta turistica ragionata e strutturata, attraverso appropriate strategie di comunicazione, capace di coniugare alla fruizione di beni e servizi del terzo settore (ospitalità, eno-gastronomia, visite guidate) la conoscenza della storia familiare e della cultura d’origine degli italiani residenti all’estero e degli italo-discendenti. Come sapete, si stima che essi costituiscano un bacino di utenza prossimo agli 80 milioni di persone. In base ai dati forniti dall’ENIT, sono oltre 10 milioni i turisti stranieri di origine italiana che al 2018 hanno visitato l’Italia, con un indotto quantificato intorno ai 4 miliardi di euro.

La Farnesina, grazie a questo progetto, vuole dunque offrire un riconoscimento all’importanza dei flussi turistici che si originano nelle comunità italiane all’estero e che presentano interessanti potenzialità di sviluppo. Il MAECI ha infatti acquisito un indiscusso ruolo di riferimento nazionale per quanti operano a vario titolo nel segmento del turismo di ritorno, grazie all’avvio dei lavori del tavolo tecnico sul Turismo delle radici, che oggi riunisce più di 90 soggetti tra Amministrazioni Centrali, Enti Locali, Università e centri di ricerca, associazioni professionali di connazionali all’estero e start up. Attraverso la rete dei propri Uffici all’estero, degli Istituti di cultura, dei Comites e delle Associazioni italiane nel mondo, la Farnesina gioca un ruolo strategico presso le collettività italiane all’estero per la diffusione delle iniziative e delle proposte relative al “Turismo delle Radici”.

***

In conclusione, tanto lavoro è stato fatto, specie nei momenti più bui della pandemia, con lo sforzo di tutto il personale, per offrire in maniera continuativa servizi e dare assistenza ai nostri connazionali nel mondo.

Sono ben consapevole che ci sono spazi per migliorare, e io stesso li ho identificati nel corso di questo intervento. Nuovo associazionismo, digitalizzazione e risorse (umane e finanziarie) sono tra le leve cruciali per un salto di qualità nel rapporto con le nostre collettività all’estero. La Farnesina, è pronta a innovarsi e migliorarsi nelle sue capacità, nei suoi strumenti e nei suoi metodi di lavoro, per essere all’altezza delle nuove sfide e migliorare i servizi. Sarà però importante – e penso soprattutto alla Legge di Bilancio – assicurare alla struttura maggiori risorse per continuare a sostenere adeguatamente quello che è il suo principale punto di forza e terminale nel rapporto con gli italiani nel mondo: la rete estera.

1 L’articolo 14, terzo comma, del decreto legge n. 162 del 30 dicembre 2019 prevede che le elezioni si svolgano entro e non oltre il 2021. Le elezioni sono state indette lo scorso 3 settembre 2021, e conseguentemente la data del 3 dicembre 2021 sarà il termine ultimo per la ricezione del voto per corrispondenza [l’intervallo di tre mesi tra le due date è fissato dalla legge 286/2003]. Come nel 2015, l’esercizio del diritto di voto avverrà con la cosiddetta “opzione inversa”, come previsto dal decreto-legge n.67 del 2012.

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