CGIE: COINVOLGERE PIENAMENTE I GIOVANI ITALIANI ALL’ESTERO NEL RILANCIO DEL PAESE

V COMMISSIONE TEMATICA

promozione sistema paese all’estero

 

DOCUMENTO CONCLUSIVO

Giugno 2020

Gli italiani all’ Estero ed il Rilancio dell’Italia.

A seguito dell’ultima riunione in videoconferenza della nostra V Commissione tenutasi lo scorso 3 giugno 2020, dei successivi colloqui intercorsi tra i componenti della Commissione, dei preziosi contributi che i Consiglieri hanno proposto per le iniziative di rilancio del nostro Sistema economico nel mondo, si è giunti alle seguenti conclusioni di proposta che abbiamo volutamente sintetizzato e accorpato in tre punti principali sui quali vorremmo dedicare la nostre forze affinchè sia dato seguito a quanto da noi proposto nel presente documento.

Le misure adottate dal Governo per sostenere l’economia a seguito della crisi dovuta alla pandemia di Coronavirus prevedono complessivamente lo stanziamento di 450 milioni di euro per la promozione del sistema Paese; per il CGIE e in particolare per la nostra V Commissione si apre una spazio di interlocuzione e di iniziative di proposte verso il Governo Italiano per identificare negli “Italiani all’ estero” un prezioso strumento di partecipazione attiva e concreta, al rilancio economico Italiano nel mondo.

I lavori della nostra commissione in questo momento si muovono in doppia direzione: Promozione del Sistema Paese e valorizzazione delle nostre comunitá italiane nei paesi di emigrazione

La Bidirezionalitá della ripartenza

la ripartenza, dovrà essere energica e tracciare un orizzonte ben definito, in un graduale recupero rispetto al terreno perduto, durante il quale occorrerà individuare il modo secondo cui stabilire le azioni da porre in essere. Al riguardo, si osserva come il decreto cosiddetto “Rilancio” offra, all’articolo 48, l’opportunità del coinvolgimento delle rappresentanze nella promozione del sistema Paese; ciò conferisce al CGIE la piena titolarità a rivendicare un ruolo attivo nella gestione delle risorse stanziate anche dall’Unione Europea.

Il complesso della presenza italiana nel mondo deve essere, tanto più a seguito della congiuntura della pandemia, coinvolta attivamente nelle nuove politiche di rilancio del Paese. Essa costituisce allo stesso tempo un target non indifferente (7 milioni in possesso di cittadinanza oltre agli oriundi), ma soprattutto un attore e moltiplicatore che pochi altri Paesi possono vantare.

Riguardo alla fase di rilancio del Paese, andrebbero precisate alcune opportunità che dovremmo sapere sfruttare nell’ambito del sostegno all’internazionalizzazione, come anche a quelle, in certa misura ad essa connesse, che riguardano la cooperazione internazionale.

Sia le collettività di vecchia e nuova emigrazione, sia gli oriundi, costituiscono, come detto, un target significativo per il rilancio del nostro export in molti settori produttivi e del turismo.

I giovani come risorsa interculturale.

All’interno della nostra emigrazione vi è una formidabile risorsa interculturale, costituita essenzialmente dai giovani delle ultime generazioni, che può essere coinvolta nella ricostruzione e nel rafforzamento di politiche di penetrazione del made in Italy in tutte le sue accezioni (cultura, economia, relazioni sociali) nelle diverse aree continentali. Non si tratta solo della realtà imprenditoriale già attiva (Camere di commercio, reti di imprese, Associazioni, ecc.), ma di giovani con medio-alti livelli educativi, bilingui, che se opportunamente qualificati in settori specifici, possono costituire una diffusa interfaccia per il tessuto delle PMI italiane che dovranno misurarsi in contesti ancora più complessi e probabilmente più competitivi del passato per mantenere o inaugurate nuovi sbocchi commerciali.

Ad esempio, formare o coinvolgere i giovani italiani all’estero, già bilingui e che conoscono la cultura e il paese di residenza, costa mediamente meno che formare un giovane in Italia. Soprattutto la loro operatività sul campo è decisamente più rapida di quanto non lo sia formare figure analoghe in Italia per poi inviarle all’estero. Le cosiddette competenze trasversali richieste per questa tipologia di operatori sono già presenti. Il legame e la familiarità con l’Italia costituiscono un ulteriore positivo elemento. Allo stesso tempo, creare occasioni di occupazione all’estero, legate al sistema produttivo italiano, comporta un rafforzamento delle nostre collettività e del loro legame con l’Italia, non generico, ma pro-attivo e che può permanere e svilupparsi anche nei decenni a venire.

Cooperazione e Collettività Italiane.

Stesso ragionamento può essere seguito in riferimento alle azioni di cooperazione internazionale in tutti quei paesi con consistenti collettività italiane, le cui giovani generazioni potrebbero essere coinvolte attivamente in qualità di cooperanti. Pensiamo soprattutto all’America Latina e all’Africa, laddove una cooperazione partecipata anche dai nostri giovani delle ultime generazioni, costituisce elemento di rafforzamento di una proiezione (anche geopolitica) del nostro paese più positiva e integrata con le realtà locali.

Inoltre si potrebbe studiare un sistema per collegare le start-up italiane, soprattutto formate da giovani, con quelle all’estero, favorendo così la possibilità per le nuove generazioni di ampliare i propri orizzonti e proiettarsi più agevolmente nell’ internazionalizzazione.

Resterà comunque fondamentale sviluppare al massimo la sinergia tra sedi diplomatiche, Camere di Commercio, Comites, enti promotori, ecc. impegnando il CGIE in un’azione di mediazione tra i diversi attori interessati e di raccolta delle informazioni in merito ai beneficiari dei fondi stanziati dall’Unione Europea per fronteggiare la crisi economica.

Tutto ciò premesso, la nostra V Commissione ha elaborato alcuni propositi e si rende disponibile ad un lavoro comune.

  1. Si renda effettivo ed immediato che il CGIE partecipi in qualità di invitato alla Cabina di Regia per l’ Internazionalizzazione, alla definizione dei Piani-Paese a livello Centrale; a livello singolo Paese, che sia a breve elaborato un “Piano Paese” (annuale) la cui definizione e attuazione dovrà essere partecipata da tutte le parti attive del Sistema Italia sul territorio; a questo proposito, si reitera la richiesta che il MAECI, attraverso la propria DGSP, invii una comunicazione ufficiale a tutte le Ambasciate nel mondo richiedendo che venga organizzata detta attività.

  2. Promozione del turismo in Italia (turismo delle radici); si dia seguito a quanto previsto nel Protocollo d’ intesa firmato dal CGIE e da ENIT con particolare riferimento alla creazione di una “Tessera del Turista” che sarà distribuita all’estero attraverso i Comites e che prevederà una serie di agevolazioni a favore dei possessori, nel corso della permanenza in Italia.

  3. Fondamentale resta la diffusione dei comunicati sulle iniziative di Governo che riguardano la promozione del nostro Sistema Italia all’ estero, gli strumenti e le modalità di partecipazione. Gli attuali canali informativi risultano insufficienti, con scarsa diffusione delle preziose notizie che spesse volte restano sconosciute anche a chi promuove attivamente il nostro Sistema Italia all’ estero.

20 Giugno 2020

NELLO COLLEVECCHIO Presidente

CESARE VILLONE Segretario

Componenti Consiglieri:

Nello Collevecchio Presidente

Mirko Dolzadelli Vice Presidente

Cesare Villone Segretario

Nello Gargiulo Consigliere

Rodolfo Ricci Consigliere

Gerardo Pinto Consigliere

Antonio Putrino Consigliere

Pinna Riccardo Consigliere

Marco Rondina Esperto Inc. Gov.

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