Michele Schiavone (Segr. gen. CGIE) scrive al Presidente del Consiglio Conte su Referendum, rilancio diritti e potenzialità dell’emigrazione

Roma, 25 giugno 2020

 

Stimatissimo Presidente del Consiglio dei Ministri Conte,

le Comunità degli italiani nel mondo seguono con grande attenzione l’azione del Governo italiano e il Suo instancabile impegno per risollevare le sorti dell’Italia in seguito ai noti e lunghi mesi di emergenza socio-sanitaria, dai quali ci auguriamo che il nostro Paese possa uscirne più forte anche per ricompensare i sacrifici compiuti da tutti.

Le continue notizie relative agli strumenti messi in campo dal Governo negli ultimi mesi, con sostanziosi provvedimenti legislativi e ingenti risorse finanziarie senza precedenti, ci inducono a sperare in una solida ripartenza dell’intero Paese. Nel ripensare il futuro della nostra comunità nazionale la situazione contingente offre al Governo l’opportunità di riconsiderare anche il ruolo dei cittadini italiani all’estero nel destino dell’Italia per valorizzarne l’enorme patrimonio di energie e competenze capaci di farla ritornare grande.

Gli italiani all’estero sono parte integrante del nostro Paese, cittadini con diritti e doveri, che continuano a mantenere rapporti solidi e interessi vivi con la madre patria. Il nostro apporto materiale e immateriale all’immagine dell’Italia nel mondo è inestimabile. Lo abbiamo ancora dimostrato con forme di manifesta solidarietà nella fase più acuta e triste della pandemia, e si percepisce dall’incessante disponibilità di sostegno nei molteplici campi dell’innovazione, della ricerca, delle arti, del commercio, dell’internazionalizzazione e nella promozione del Sistema Italia.

La nostra comunità si è stratificata nei vari continenti e oggi assurge a un elevato livello di valori caratterizzanti, che andrebbero recuperati e integrati nella società nazionale anche attraverso la conoscenza formativa nelle scuole e nei servizi a loro dedicati.
Negli anni nei nostri riguardi si sono manifestate disattenzioni, che hanno prodotto ingiustificate differenziazioni e diseguaglianze, non solo normative ma anche sotto gli aspetti culturali, finalmente superabili e appianabili in questa nuova fase, alla stregua delle opportunità che si presentano all’avvio della profonda revisione per riprogettare il futuro del sistema Paese. Gli italiani e gli italiani all’estero devono e possono agire in sincronia, basta volerlo e perseguirlo nei momenti in cui si programmano leggi e le si applicano.

Presidente Conte, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero facendo leva sulle prerogative riconosciutegli dalla sua legge istitutiva, in occasione del dibattimento dell’ultima Legge di Bilancio e dei Decreti legge di questa primo semestre, ha sollecitato le istituzioni e le rappresentanze legislative a prendere in considerazione il riequilibrio e l’equità fiscale tra i cittadini residenti e quelli emigrati in particolare in materia tributaria “IMU/TASI” e per il
rinnovamento degli immobili, come anche per agevolarne e favorire il turismo di ritorno, e il reinserimento nel mondo del lavoro di coloro che sono o saranno costretti a rientrare anche in quelle aree interne, oramai spopolate, che potrebbero rifiorire se sostenute da modelli di sviluppo e organizzativi più inclusivi. I provvedimenti assunti, però, fanno ancora riferimento a due mondi distinti e separati che vorremmo ritornassero a ricomporsi.

L’Italia non può perdere l’occasione di far leva sugli italiani all’estero e sulla loro rete per realizzare il “Patto per l’Export”, dotato di un’ingente massa monetaria da investire senza coinvolgere le competenze e le conoscenze di coloro che il mondo lo vivono, lo conoscono e lo condividono nella pratica quotidiana.

Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero è del parere che nello sforzo avviato dal Governo per la ripartenza, le istituzioni da sole non possono farcela soprattutto nella proiezione internazionale del Paese; per far circolare progetti e buone pratiche occorre necessariamente coinvolgere e mobilitare le comunità degli italiani all’estero, le energie migliori: il sapere e la conoscenza, il genio e la passione italiana, renderli protagonisti di un nuovo boom economico e culturale, nel quale tutti possono riconoscersi come parte integrante di un grande paese.

Nella presente lettera appello, Presidente Conte, Le chiediamo un impegno formale a promuovere politiche inclusive estese agli italiani all’estero, un vero patto di rinascita per gli italiani all’estero, perché se il vecchio mondo non c’è più, bisognerà ricostruirne uno nuovo, e in quest’ultimo sarebbe auspicabile, per il progresso dell’Italia, contare sul contributo di tutti i nostri cittadini indipendentemente dalla residenza e dagli interessi particolari. Molte leggi che
ci riguardano hanno bisogno di una semplificazione, nella fattispecie quelle che attengono ai diritti e ai servizi, alla rappresentanza e alla promozione del sapere e della cultura. “Le leggi sono fatte per l’uomo e non l’uomo per le leggi”.

La ringraziamo per il lavoro che sta svolgendo per il nostro Paese e per l’attenzione alla presente, Presidente Conte, nell’augurarLe il meritato successo da parte del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero voglia gradire i nostri più vivi saluti e il mio personale.

 

Michele Schiavone

(Segretario Generale CGIE)

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1 Commento

  1. Basta elemosinare attenzione da parlamenti e governi incapaci di intendere e di volere se non di volere discriminare gli italiani all’ estero. Le competenze per gli italiani all’estero vanno trasferite dalle ambasciate ad uno specifico ministero. Ci dovrebbe essere una gestione separata INPS du base volontaria per gli italiani all’estero. L’accesso alla giustizia dall’estero e’ impossibile. Situazioni insostenibili si perpetuano dagli anni ’30 dell’800 quando l’Italia ancora non esisteva. Basta deferenza verso questi don Rodrighi ed Innominati imbelli della politica italica. Basta discriminazione degli italiani all’estero. Basta depredazione del diritto di cittadinanza.

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