“Disuguaglianze differenziate”: necessario avviare una campagna di informazione tra i connazionali all’estero

Riproponiamo l’articolo di Maurella Carbone sul Corriere d’Italia di Francoforte, sottolineando la necessità di avviare una campagna di informazione e discussione presso i connazionali all’estero sugli effetti nefasti dell’Autonomia Differenziata proposta da Calderoli in particolare per le regioni del centro sud. Tra l’altro la proposta si inserisce in un contesto generale, certificato recentemente dall’ISTAT, caratterizzato dall’intensificarsi dei processi di spopolamento di molte aree interne, in particolare del meridione, di crescita dei flussi di emigrazione interna, da sud a nord, e verso l’estero che riguarda anche le componenti di immigrati nel nostro paese. La coesione territoriale (e sociale) è sempre più un miraggio. La proposta Calderoli sarebbe il colpo finale all’unità del Paese.

 

Disuguaglianze differenziate

di Maurella Carbone (Coordinamento Donne Francoforte)

(ndr.: Aggiornamento rispetto all’uscita dell’articolo: il ddl è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 febbraio. Inizia così il suo percorso attuativo, che deve essere contrastato. Già alcune associazioni di categoria annunciano la mobilitazione: c’est ne pas qu’un début! L’Assemblea Nazionale del Tavolo contro ogni Autonomia differenziata si è riunita domenica 30 gennaio 2023 a Roma.)

 

L’assemblea riunisce associazioni, comitati, sindacati e forze politiche, che si oppongono al progetto di Autonomia Differenziata e ai provvedimenti che il ministro Calderoli sta mettendo in campo e che vedrà il suo ddl all’ordine del giorno in pre-Consiglio dei ministri domani 1° febbraio, l’approvazione è prevista per giovedì. Il testo si compone di 10 articoli ed è frutto di un lungo percorso che porta al compromesso l’autonomia differenziata delle Regioni voluta fortemente dalla Lega ed il presidenzialismo, obiettivo di Fratelli d’Italia.

Nella bozza si prevede che le Intese Stato-Regioni sono consentite solo “subordinatamente alla determinazione” dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP), per garantire su tutto il territorio nazionale gli stessi diritti civili e sociali nelle materie prescelte dalle Regioni, e valgono per un massimo di 10 anni. Le Camere hanno sessanta giorni per esaminare le intese. Tutto bene, si potrebbe dire, a parte il pressing voluto dalla Lega per intestarsi un possibile successo elettorale alle elezioni regionali della Lombardia del prossimo 12 febbraio.

Ed anche NO.

Nella partecipata Assemblea Nazionale sono stati ben evidenziati sia nelle relazioni iniziali dei proff. Gaetano Azzariti e Paolo Liberati (rispettivamente su aspetti costituzionali ed economici del complesso tema dell’autonomia differenziata) sia di Marina Boscaino, coordinatrice del Tavolo, gli aspetti insidiosi e del ddl Calderoli e del metodo anticostituzionale con cui il governo sta procedendo, aspetti approfonditi ed arricchiti dai 45 interventi dei rappresentanti delle varie sigle NO AD, sui quali poi si è sviluppato un dibattito che ha portato poi a definire gli strumenti e le strategie di lotta contro il progetto chiaramente eversivo di autonomia differenziata.

Secondo il ddl, i LEP, che riguardano soprattutto 3 materie, sanità, trasporti ed istruzione, dovranno essere definiti con un Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri entro un anno come previsto dall’ultima legge di bilancio, quindi non da un procedimento legislativo parlamentare. Se si pensa che in più di 20 anni la questione dei LEP non è stata mai affrontata, ci si chiede come in un anno si riescano a definire i bisogni standard su tutto il territorio nazionale, quando il divario nord-sud ed aree urbane ed aree interne è enormemente avanzato. Inoltre non sono previsti fondi, come si evince dall’articolo 8 del ddl, in quanto dall’attuazione ” ‘non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

Ci si chiede quindi come potrebbero essere ridotte le diseguaglianze. “. Le misure perequative per evitare squilibri economici fra le Regioni che aderiscono all’autonomia differenziata e quelle che non lo fanno non sono previste dalla legge di bilancio, per cui si rischia un’approvazione del ddl come atto di indirizzo votato in parlamento, senza coinvolgimento dello stesso nella definizione delle intese e senza la preventiva definizione dei LEP, che solo nell’istruzione possono diventare molto complessi, per cui dall’opposizione se ne chiede lo stralcio dalla Autonomia Differenziata.

Bisogna inoltre tener conto delle 23 materie concorrenziali previste dall’art.116 comma 3 Titolo V della Costituzione, richieste da Veneto e Lombardia, per comprendere lo stravolgimento dell’assetto unitario del Paese con la regionalizzazione di ambiti di enorme interesse politico, sociale, giuridico, con la conseguente distruzione dei contratti collettivi di lavoro. Inoltre resta il problema del testo blindato, che non potrà avere emendamenti in parlamento, come pure l’impossibilità di sottoporlo a referendum abrogativo. Infine, quale Regione chiederebbe dopo 10 o 12 anni il recesso dell’autonomia? Probabilmente nessuna, è il parere dall’Assemblea.

Durante la discussione sono state proposte e deliberate azioni concrete di informazione, contrasto e mobilitazione contro l’AD, lanciando un appello a tutti i sindacati e le forze politiche e associative per convocare una grande manifestazione nazionale a Roma coinvolgendo decine di migliaia di cittadini e lavoratori da tutto il Paese, i sindaci già contrari ed altri aggiuntisi, tutti uniti per il ritiro dell’Autonomia Differenziata.

Il ruolo dei sindaci risulta fondamentale nel trasferire consapevolezza del pericolo che l’autonomia differenziata comporterebbe in termini di eguaglianza dei diritti, soprattutto alle cittadine e ai cittadini del Sud, prime e principali vittime di un provvedimento che colpirà tutto il Paese, e su quanto il regionalismo differenziato inciderà negativamente sulle attività e sulle competenze dei comuni stessi.

Contro l’articolo 116 si stanno muovendo gruppi come Giustizia e Libertà ed il Comitato per la Democrazia Costituzionale, promuovendo una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che precede la cancellazione del suddetto articolo.

Ma un maggiore contrasto potrà essere attivato anche dalla capacità che i singoli soggetti del Tavolo NOAD avranno nel creare ulteriori comitati territoriali e coordinamenti regionali. Per questo motivo il Coordinamento Donne di Francoforte è presente a questa lotta fin dall’inizio, nel 2019, e si sta prodigando attraverso le reti associative all’estero affinché i connazionali residenti fuori dal Paese ne siano informati e fungano da moltiplicatori nei luoghi d’origine in Italia, tenendo conto che ancora gran parte dei residenti in Italia non è al corrente dello stravolgimento costituzionale che incombe sul Paese. Auspichiamo che molte più associazioni di italiani all’estero aderiscano al Tavolo ed a questa giusta lotta contro lo sfascio del Paese è la diseguaglianza dei cittadini.

ADERISCONO AL TAVOLO NOAD:

Associazioni Anpi area Sud – Associazione Beni Comuni Stefano Rodotà – Associazione Diritti in Comune a Ciampino – Associazione Indipendenza – Associazione Le Lampare basso Jonio cosentino – Associazione Mondragone Bene Comune –– Associazione Solidarietà cittadina – Attac Italia – Carta di Venosa – Carteinregola – Casa Internazionale delle Donne – Comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata – Coordinamento 2050 – Coordinamento donne italiane di Francoforte – Coordinamento metropolitano no Autonomia Differenziata Napoli – Donne in nero UD – Forum per il diritto alla salute – Forum Italiano Movimenti per l’Acqua – Giuristi Democratici – Liberacittadinanza – Libertà e Giustizia – Medicina democratica – Non una di meno RC – Osservatorio Unione Europea – Parma Città Pubblica APS – Priorità alla scuola – Rete Recovery Sud – Rete dei Numeri Pari – Rete Città in Comune – Rete Rosa – Roma XII Beni Comuni – Sardine di Francoforte – Società della Cura – Spazio donna di RC

Riviste Lavoro e Salute – Left – Su la testa – transform! Italia – Volere la Luna

Sindacati CGIL Democrazia e Lavoro – CGIL Riconquistiamo Tutto – COBAS – FLC CGIL – SGB – USB

Formazioni politiche Confederazione Sinistre ItalianedemA Democrazia e Autonomia – Democrazia Atea – Dipende da noi Marche – Europa Verde – Futuro Meridiano – Giuristi Democratici – LabSud La riscossa del Sud Laboratorio permanente – ManifestA – Milano in Comune – Movimento Equità territoriale – Partito Comunista Italiano – Partito della Rifondazione Comunista – Partito del Sud – Possibile – Potere al Popolo! – Primavera Democratica – Rete Città in Comune – Risorgimento Socialista – Sinistra Italiana – Unione Popolare

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