CGIE: Commissione Continentale Europa e Africa del nord evidenzia tutte le carenze sul voto dei Comites

Il documento della Commissione continentale Europa e Africa del nord del CGIE evidenzia in modo puntuale tutte le carenze amministrative in preparazione del rinnovo dei 110 Comites + i 16 recentemente istituiti nei tanti paesi di maggiore emigrazione italiana. Mostra l’incomprensibile sottovalutazione della situazione creatasi a seguito degli sviluppi della pandemia che peggiora la già gravissima situazione di organico ridotto della nostra rete consolare nel mondo e l’incapacità delle forze politiche e del Parlamento, oltre che quella del Maeci e del Governo nel suo complesso, di farsi carico della condizione e dei diritti di cittadinanza dei 6,35 milioni di italiani all’estero iscritti all’Aire, oltre alle altre centinaia di migliaia di connazionali che pur residenti all’estero non si iscrivono all’Aire. Ci sono voluti circa 5 ani per calendarizzare in paramento una prima discussione sulla riforma di Comites e Cgie che, se si svolgeranno le elezioni il 3 dicembre p.v., come al momento comunicato, andrà in vigore, ove fosse approvata, tra 4 anni, al prossimo rinnovo dei Comites e Cgie, cioè a 10 ani di distanza da quando sono state proposte, rischiando di risultare superate dagli eventi. Nel frattempo la nuova emigrazione ha fatto lievitare il numero di italiani nel mondo ad ben oltre 7 milioni, con prospettive di un ulteriore milione di persone nei prossimi 4-5 anni.

E’ questo il paese che si appresta ad applicare le innovazioni previste dal PNRR, nel quale la condizione e i bisogni dell’emigrazione italiana, antica e più recente, non sono neanche minimamente nominati. (Red)


Commissione continentale Europa e Africa del nord del CGIE

Documento della riunione tenutasi il 17 luglio 2021

Sabato 17 luglio u.s. si è riunita in videoconferenza, sulla piattaforma zoom, la Commissione Continentale Europa e Africa del Nord del CGIE per discutere sull’annunciata scadenza elettorale dei Com.It.Es., prevista per il 3 dicembre p.v. e sulla carenza cronica di personale di ruolo operante e disponibile nella rete diplomatica consolare.

Presenti: P. Maggio, E. Medda, F. Marzo, P. Da Costa, MC Prodi, A. Mantione, T. Mazzaro, V. Mancuso, E. Pichler, A. Santamaria, L. Billé, I. Parisi, E. Musela, G. Stabile, S. Del Favero, M. Mulli. M. Schiavone, L. Garavini.

Ricordiamo che dal mese di marzo dell’anno scorso i ritmi di lavoro all’interno degli uffici consolari della rete diplomatica italiana sono organizzati con turnazioni del personale, mentre le poche sedi collegate ai centri informatici della stessa rete attrezzate con strumenti adeguati, impiegano il restante personale in regime di lavoro agile. Tuttavia, parecchi consolati non avendo attrezzature portabili e collegamenti telematici per il lavoro agile, dall’inizio della pandemia lavorano a regime ridotto. Questa modalità di lavoro, alla quale si attengono tutti i funzionari della pubblica amministrazione, è prevista almeno fino alla fine del 2021 salvo il rinnovo dei provvedimenti legislativi da parte del Governo. All’estero queste stesse modalità di lavoro sono parimenti applicate e rispondono alle istruzioni generali emanate dalle direzioni della Farnesina che, oltre ad essere sotto organico, a causa delle citate disposizioni non hanno soluzioni migliorative né per giustificare o risolvere i disservizi, né per ridurre i tempi per la registrazione degli appuntamenti per il ritiro dei documenti d’identità o atti pubblici; in molti consolati in Europa si registrano tempi di attesa fino a 10 mesi di distanza dalla data dell’apertura della pratica, quando – al contrario- la legge italiana prescrive il disbrigo di qualsiasi atto amministrativo entro trenta giorni lavorativi dalla sua catalogazione.

La persistente carenza di personale amministrativo e diplomatico nella rete consolare italiana all’estero ha raggiunto livelli preoccupanti, queste condizioni generano disservizi e ritardi non più giustificabili neanche per i divieti di assembramento, né per le turnazioni e tanto meno per le chiusure forzate delle strutture estere della Farnesina, che si riscontrano ovunque e sono maggiormente all’ordine del giorno nei paesi latino americani dove alta è la diffusione del morbo da Covid. Molta gente in Europa e in Africa del Nord in questi mesi di vacanza necessita di documenti per ritornare al paese d’origine, si tratta di connazionali assenti da casa loro da oltre due anni, un tempo lungo che li ha tenuti bloccati all’estero a causa della diffusione del Covid.

Già prima dell’emergenza sanitaria la rete consolare italiana registrava annosi e forti ritardi nell’erogazione dei servizi e nel disbrigo delle attività; a distanza di un anno e mezzo da quanto si è in trincea a battersi contro la pandemia, purtroppo, l’intera rete consolare è al collasso e, se si fanno confronti con le attività offerte da rappresentanze di paesi terzi, essa è molto distante dagli standard amministrativi offerti dalle altre rappresentanze europee e da quelle dei Paesi occidentali.

A fronte di queste limitazioni, da tanti anni il CGIE ha proposto e sollecitato formalmente l’assunzione di un numero congruo di nuovi funzionari di ruolo e di personale a contratto locale. La politica delle assunzioni all’interno della Farnesina va rivista con urgenza, deve essere adeguata ai tempi per rispondere anche alle aspettative e alle esigenze delle nostre Comunità che ricordiamo, a differenza degli altri paesi, contano un indice ineguagliabile di cittadini nella diaspora. I miracoli non sempre si possono replicare, come è successo per la vittoria della nazionale italiana ai campionati italiani di calcio, e la speranza di un miglioramento dei servizi consolari è lungi dall’essere realtà. Il pragmatismo sostenuto dal realismo delle testimonianze espresse dai Consiglieri del CGIE ha spinto da tempo il nostro organismo a chiedere al MAECI di accelerare il processo di automatizzazione delle procedure amministrative per allinearle a quelle della semplificazione e della digitalizzazione dei servizi introdotte nella pubblica amministrazione italiana. Si è consapevoli che anche questa svolta senza un adeguamento del capitale umano rischia di diventare una chimera.

Per motivi incomprensibili l’uso degli applicativi prodotti di recente dalle nuove tecnologie informatiche risultano essere macchinosi e poco adeguati alla bisogna degli utenti residenti all’estero; invece di alleggerire e agevolare il lavoro dei funzionari, le funzionalità disponibili e inizialmente concepite per semplificare l’accesso ai servizi consolari e per evitare le liste d’attesa, a causa della complessità dei procedimenti, appesantiscono la fruibilità dei servizi digitali creando grosse difficoltà sia alle nuove generazioni di nativi digitali, e soprattutto a coloro che hanno poca familiarità con le nuove tecnologie.

La Commissione Continentale Europa e Africa del Nord del CGIE chiede al Governo e al MAECI di programmare con urgenza nuovi bandi di concorso per assumere personale aggiuntivo a quello attualmente disponibile, per sostituire il gran numero di funzionari pensionati e/o coloro che hanno lasciato definitivamente la Farnesina. Mentre le anagrafi consolari negli ultimi 15 anni registrano il raddoppio degli italiani trasferitisi all’estero e a loro si aggiungono altri milioni di non iscritti all’AIRE che, comunque, gioco forza si rivolgono alle strutture consolari, al contrario il numero dei funzionari del MAECI nello stesso lasso di tempo è drasticamente dimezzato e quello di coloro in servizio all’estero si assottiglia sempre di più per il contenimento salariale. Queste storture sono evidenti nei paesi di grande emigrazione, quali sono la Germania, la Svizzera, l’Inghilterra e i Paesi dell’America latina. Questo squilibrio sta drasticamente collassando la qualità e le funzionalità dei servizi ai cittadini italiani all’estero, di riflesso ne risentono anche quelli preposti per la proiezione internazionale del sistema paese offerti a quelle nazioni dove sono insediate le nostre rappresentanze diplomatiche. Per queste ragioni la Commissione Continentale Europa e Africa del Nord sollecita il Governo ad intervenire per risolvere definitivamente la persistente emergenza di personale e quella organizzativa a cui è sottoposta la Farnesina. Senza adeguati rimedi risolutivi questa situazione condizionerà anche l’organizzazione delle prossime elezioni per il rinnovo dei Comites, i cui risultati quantitativi e qualitativi di partecipazione ipse dixit ricadranno solo ed esclusivamente sulla rete diplomatico consolare, che fa capo alla DGIT del MAECI.

Le difficili condizioni sanitarie presenti in questo periodo anche in Italia, confermano una sostanziosa diffusione della variante Delta della pandemia da Covid; questi presupposti sconsigliano la tenuta delle elezioni annunciate per il 3 dicembre poiché in altri continente gli effetti del contagio sono galoppanti. Non si fa mistero di quanto più volte affermato dal CGIE anche ai Presidenti delle Commissioni Affari Estero del Parlamento: “il CGIE si adeguerà alle decisioni della Farnesina e si impegnerà per la riuscita delle elezioni, ma non assumerà responsabilità sull’esito delle stesse se non verrà direttamente coinvolto nella programmazione sin dall’inizio della preparazione delle stesse. Ad oggi ciò non è ancora avvenuto”. Nelle condizioni date ragionevolezza vorrebbe, tuttavia, che il Governo prendesse atto dei numerosi problemi ostativi che ne condizionano la realizzazione e decida di rinviarle per permettere ovunque la partecipazione più ampia delle elettrici e degli elettori.

Purtroppo, duole aver riscontrato una mancanza di rispetto, da parte del Governo e del Parlamento, per le funzioni attribuite al CGIE dalla sua legge istitutiva e, tra queste nello specifico quella propositiva. Su proposta dello stesso Governo, nel novembre del 2017 il nostro organismo ha elaborato, ampiamente dibattuto, approvato in Assemblea plenaria del CGIE all’unanimità con un solo astenuto e messo a disposizione dei presidenti di Camera e Senato, e dei presidenti delle Commissioni Affari Esteri della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica due testi di legge e un documento di accompagnamento per riformare i Com.It.Es. e il CGIE.

A distanza di quattro anni nonostante le ripetute richieste di procedere all’esame delle riforme, solo alcuni mesi fa sono state presentate quattro proposte di legge, tre delle quali recepiscono il 90 per cento del contenuto dell’articolato di legge redatto dal CGIE. E’ di questi giorni la notizia che uno dei testi, è stato calendarizzato nella I Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati. L’iter parlamentare anche se con 4 anni di ritardo è finalmente avviato.

La presenza degli italiani all’estero in questi ultimi anni si è sedimentata, ragion per cui serve avviare e promuovere nuove, adeguate e moderne politiche di accompagnamento e di sostegno a chi lascia il nostro paese per scelta o necessità per favorire la circolarità della nuova mobilità, che si è accentuata con la normalizzazione della globalizzazione. I dati Istat presentati nel mese di giugno u.s sono eloquenti e indicano una forte tendenza all’espatrio sia di profili professionali di alta competenza, sia di connazionali alla ricerca di lavoro per sopravvivere. Purtroppo nelle condizioni già esposte i Consolati e le Ambasciate rispondono parzialmente a queste esigenze, da qui la richiesta di riformare gli organismi di rappresentanza di base e quello intermedio, aumentarne le funzioni per esprimere forme di sussidiarietà ai limiti riscontrati. Da questa realtà discendono le proposte di riforma contenute nei due citati articolati di legge e nel documento di accompagnamento ai due provvedimenti: da una parte rispondono all’adeguamento delle esigenze amministrative e socio-politiche delle funzioni, dei ruoli e delle prerogative di entrambi gli organismi, dall’altra si indicano le proposte migliorative per correggere le modalità di partecipazione al voto per le elezioni dei Com.It.Es. introdotte con il decreto legge 109/2014 pubblicato in G.U. n. 179 il 4 agosto 2014, che istituisce – solo per queste elezioni- l’opzione inversa del voto e la preventiva iscrizione degli aventi diritto in un apposito albo degli elettori.

Questa modalità di partecipazione è risultata fallimentare al primo test elettorale in cui è stata applicata nel 2015, va superata perché ha reso risibile la percentuale della partecipazione, scesa dal 35, 5 al 3,6 per cento, registrando una contrazione di dieci volte il numero dei partecipanti, causando un danno irreparabile, che ha prodotto discredito agli eletti e alle istituzioni che rappresentano. La Commissione Continentale Europa e Africa del Nord del CGIE chiede al Governo, già per il le elezioni annunciate per il 3 dicembre p.v., il ripristino delle modalità del voto universale nel rispetto della Costituzione italiana; l’opzione inversa del voto prescritta solo per l’elezione dei Com.It.Es. è un vulnus legislativo perché è aliena dai nostri usi e costumi, dalle nostre tradizioni e interpreta modalità opposte alla cultura partecipativa alla vita politica e sociale degli italiani. L’introduzione e l’applicazione dell’opzione inversa presa a pretesto nel 2014 rappresenta molte delle misure che hanno caratterizzato la XVII legislatura – e successivamente riviste – assunte in risposta alla straordinarietà dell’indebitamento pubblico italiano, che si volle contrastare applicando norme di spendig review; essa fu introdotta per contenere i costi elettorali dei Com.It.Es.. Quella scelta va rivista e reinterpretata per dare dignità istituzionale ai Com.It.Es., per rafforzarne le funzioni, i compiti e metterli in condizione di esprimere al meglio le loro indiscusse potenzialità delle Comunità all’estero e dell’internazionalizzazione del nostro Paese, che ne ha bisogno proprio in questo momento di resilienza e di ripresa.

In vista delle prossime elezioni per il rinnovo dei 110 Com.It.Es. e per l’istituzione di altre 16 nuove sedi territoriali servirà investire convintamente per la riuscita di questo appuntamento e per definire il futuro delle Comunità italiane che li eleggeranno. La Commissione Continentale Europa e Africa del Nord del CGIE ribadisce, ancora, tutta la propria preoccupazione circa la corretta e buona riuscita delle stesse; se non si concretizzeranno fatti nuovi e non si creeranno condizioni migliorative per rafforzare le risorse umane nei consolati e nelle ambasciate per gestire questa attività il passaggio elettorale sarà una farsa. La manifesta carenza di personale nei consolati, il conseguente ed inevitabile accumulo di pratiche, associate ad una non ancora compiuta digitalizzazione dei servizi, complicano la preparazione delle elezioni Com.It.Es.. La difficoltà di accesso alle sedi consolari a causa della pandemia, inoltre, rischia di limitare fortemente tanto la raccolta delle firme richieste per la presentazione delle liste elettorali quanto, e soprattutto, l’iscrizione dei nostri connazionali negli elenchi elettorali istituiti per partecipare alle elezioni dei Com.It.Es. .

In un contesto di pandemia quale quello in atto, nel quale il personale consolare è insufficiente e le procedure elettorali sono complesse, sorgono dubbi concreti sulla possibilità che i nostri connazionali possano trovare agevole accesso all’iscrizione all’elenco degli elettori e successivamente all’esercizio del proprio diritto di voto. In Parlamento nei giorni scorsi si è avviata la discussione per l’uso della firma elettronica per i sottoscrittori dei 6 referendum, questa novità potrebbe essere usata anche per le elezioni dei Com.It.Es. già per questa tornata elettorale. Ricordiamo che la per la prima volta a 9 anni di distanza dall’inizio della discussione pubblica e parlamentare in pochissime circoscrizioni consolari della circoscrizione estera si sperimenterà la partecipazione elettorale mediante voto elettronico. Le modalità, le circoscrizioni scelte per la sperimentazione sono sconosciute.

La Commissione Continentale Europa e Africa del Nord, pur rispettando le decisioni assunte in Assemblea Plenaria per chiedere il rinvio delle elezioni Com.It.Es., chiede garanzie e un forte impegno del Governo affinché le prossime elezioni Com.It.Es. possano svolgersi nel rispetto dei diritti fondamentali previsti dalla Carta Costituzionale. Persistendo gli alti livelli di contagi pandemici che inibiscono la libera e completa partecipazione alle elezioni di gran parte dei cittadini i risultati rischiano di ridimensionare definitivamente questi organismi. Gli italiani all’estero non sono figli di un Dio minore, tutti vanno messi in condizione di partecipare alla scelta dei propri rappresentanti nei territori di residenza.

Allorché si procedesse alle elezioni per i Com.It.Es. con la legge vigente, allora si proceda con urgenza all’implementazione e alla semplificazione delle modalità e delle procedure per la registrazione delle elettrici e degli elettori sul registro elettorale, così si eviterà che queste pratiche fungano da deterrente, piuttosto che da incentivo. Perciò si chiede con urgenza di attualizzare, di rendere efficace e semplice l’accesso all’applicativo Fast It predisposto nei portali dei Consolati per l’iscrizione telematica. A tutti i nostri connazionali, giovani ed anziani, con conoscenze informatiche o meno serve garantire lo stesso diritto di accesso al voto.

Da quando è stata data notizia della preparazione di una campagna informativa per le elezioni dei Com.It.Es., il 28 maggio u.s., l’informazione è circoscritta ai soli addetti ai lavori e non si conoscono dati valutabili.

Per queste ragioni il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero rivolgendosi al Governo e alla Farnesina chiede di conoscere:

In premessa, se le notifiche preparatorie alle elezioni Com.It.Es. , trasmesse in più fasi dalla DGIT Uff. I alla rete diplomatica-consolare a partire dall’inizio della campagna informativa riportate nelle bacheche, nei portali, nei social media dei Consolati e delle Ambasciate e trasmesse ai Com.It.Es. erano cogenti o dispositive? Da un accurato monitoraggio risulta che, ancora in data 19 luglio 2021, la documentazione -dove pubblicata nei portali dei Consolati- contenente il modulo di iscrizione alle liste elettorali, era disomogenea e le funzionalità dell’applicativo Fast It in molti siti consolari non erano attivate.

Si chiede di sapere quali sono le novità introdotte nelle procedure per le elezioni del 2021 rispetto a quelle del 2015?

Si chiede di sapere quali siano, invece, le procedure e le disposizioni definitive che il MAECI vorrà diramare alla rete per lo svolgimento delle elezioni per coinvolgere e far partecipare le elettrici e gli elettori nelle 126 (110+16) sedi Com.It.Es. in ottemperanza del Decreto Milleproroghe (art. 14, comma 3 de Decreto Legge 30 dicembre 2019, n. 162). Se questa documentazione sarà messa a disposizione anche dei Consiglieri del CGIE, che ad oggi sono in attesa di informazioni ufficiali sull’intera partita elettorale.

Operatività e organizzazione delle elezioni

Obiettivo comune del CGIE e dei Com.It.Es. è la massima partecipazione degli elettori e il coinvolgimento di tutti gli aventi diritti, condizione inalienabile per legittimare e valorizzare gli organismi di rappresentanza di base. Perciò, sono necessari investimenti finanziari appropriati da richiedere in fase di assestamento di bilancio, aggiuntivi a quelli già assegnati nella finanziaria del 2020.

-Si chiede di sapere quali e quante risorse sono previste per tenuta delle elezioni sia per gli aspetti tecnici amministrativi, sia per la comunicazione.

– Si chiede di sapere quali sono i criteri per la composizione, il ruolo, le funzioni e la durata della cabina di regia costituita dal MAECI per la realizzazione di suddette elezioni. Come questa intenda procedere durante l’intera fase elettorale, se esiste uno scadenzario di riunioni e se l’invito rivolto ufficialmente al CGIE nel mese di febbraio u.s. per partecipare ai lavori preparatori sia ancora valido?.

Si chiede di sapere quali sono le modalità di partecipazione attiva e passiva alle elezioni per il rinnovo dei 126 Com.It.Es. previste dalla legge? Qual’è la tabella di marcia organizzativa, quali il ruolo, gli obblighi e i tempi spettanti ai soggetti indicati qui di seguito:

per la struttura centrale della Farnesina;

per i Consolati (MAECI);

per le elettrici e per gli elettori;

per la presentazione delle liste elettorali;

per i soggetti preposti alla raccolta delle firme a sostegno delle liste elettorali;

per la vidimazione delle firme delle liste elettorali (dentro e fuori le sedi consolari);

per la composizione del Comitato elettorale Consolare;

per lo spoglio delle schede elettorali;

– Si chiede di conoscere i tempi e le modalità previste per scegliere il personale e

come saranno composti gli uffici elettorali, di pubblicarne i nominativi nei

portali dei Consolati oltre alla data della pubblicazione del decreto di indizione

delle elezioni.

– Per la gestione o la trascrizione delle iscrizioni sulle liste elettorali, si chiede

di conoscere quali garanzie hanno gli elettori che fanno richiesta di

iscrizione per partecipare alle elezioni e se è prevista la conferma

dell’iscrizione al singolo richiedente con una comunicazione postale o

telematica allorchè le richieste avvengano mediante:

– Iscrizione via email e/o posta certificata;

– Iscrizione Fast It;

– Iscrizione via Fax;

Raccolta firme a sostegno delle liste dei candidati

Dato per scontato che si voti, si chiede di decretare prima del 3 settembre il numero indispensabile di firme da esibire a corredo delle liste concorrenti per l’istituzione dei Comites composti da 12 e 18 consiglieri;

– Si chiede di sapere formalmente e di informare pubblicamente quali altri soggetti rispetto a quelli indicati nella legge vigente 2986/2003 sono autorizzati a vidimare le firme e se sono previste modalità aggiuntive a quelle indicate nella suddetta legge per la raccolta delle stesse;

– Si chiede di sapere se per queste attività sono previste figure aggiuntive ai Consoli, ai Consoli onorari e agenti consolari, notai, funzionari itineranti e se tutte questi funzionari potranno vidimare le firme ? Si propone di assegnare funzionari e/o personale consolare itinerante.

– Si chiede di sapere se ai fini elettorali possono essere accettati documenti d’identità multipli, anche quelli dei doppi cittadini seppur iscritti nelle liste AIRE, e quelli scaduti da oltre 6 mesi?

– Si chiede di sapere se anche per le elezioni dei Com.It.Es. si possono applicare le norme contenute nel Decreto legge 5 marzo 2021, n. 25 “Disposizioni urgenti per il differimento di consultazioni elettorali per l’anno 2021 (GU SG n.57 dell’8 marzo 2021) mirante alla riduzione delle firme indispensabili per la presentazione delle liste elettorali;

– Si chiede di conoscere le condizioni di candidabilità e i profili di incandidabilità per la partecipazione attiva (Art. 5 lex 2806);

– Si chiede di conoscere se alle elezioni del 3 dicembre 2021è previsto l’utilizzo automatico delle liste elettorali delle elettrici e degli elettori iscritti alle ultime elezioni Com.It.Es del 2015, oppure se anche gli elettori iscritti nel 2015 dovranno iscriversi ancora una volta;

– Si chiede di sapere se i rappresentanti di lista possono richiedere e ricevere le liste elettorali degli iscritti AIRE per la raccolta firme e per farne uso espressamente elettorale;

– Si chiede di sapere se è prevista da parte dell’ufficio elettorale l’accettazione della trasmissione unica delle iscrizioni per gruppi organizzati: associazioni e/o Istituti di Patronato o enti pubblici e privati.

Rafforzamento del personale consolare per le elezioni Com.It.Es.

Le sedi consolari sono in affanno, da tempo hanno carenza di personale, questa situazione rischia di pregiudicare l’intero esercizio elettorale ed anche le attività ordinarie di alcuni uffici.

– Si chiede di sapere quale sono le iniziative che l’Amministrazione intende

assumere per coadiuvare i Consolati nelle operazioni elettorali, per rafforzare il numero del personale necessario agli uffici elettorali e, quindi, garantire la funzionalità di tutte le procedure previste dalla legge 286/2003.

– Si chiede di sapere se esiste una mappatura sulla composizione numerica degli uffici elettorali, con dati definitivi sul numero dei funzionari di ruolo del MAECI e/o del personale interinale;

– Si chiede di sapere se sono previste assunzioni straordinarie di personale interinale di supporto amministrativo (digitatori) per garantire le attività

essenziali alla trascrizione degli elettori sulle liste elettorali e quindi implementare la partecipazione delle elettrici e degli elettori;

Sperimentazione del voto telematico

La sperimentazione del voto elettronico è stata discussa in Parlamento la prima volta nel 2012 e assunta come imperativa prima delle ultime elezioni dei Com.It.Es.. Finalmente si avvia la fase sperimentale con elettori veri, dalla quale verosimilmente si potranno assumere nuove indicazioni per perfezionare questo strumento partecipativo e proporlo per future elezioni.

– Si chiede di sapere quali e quante sono le circoscrizioni interessate alla sperimentazione del voto elettronico e come verranno individuati le elettrici e gli elettori; il quantitativo degli optanti per circoscrizione e quali sono i criteri per la scelta delle varie circoscrizioni consolari che organizzeranno questa sperimentazione;

– Si chiede di conoscere la somma investita per la sperimentazione del voto

elettronico e l’uso dei contributi finanziari assegnati per questo fine alle diverse circoscrizioni consolari coinvolte.

Comunicazione istituzionale, campagna informativa ufficiale in italiano e in

altre lingue. Chi fa cosa?

La comunicazione preparatoria alle elezioni per il rinnovo dei Com.It.Es. è iniziata verso la fine di maggio. In precedenza si tono tenute tre riunioni organizzate dall’Ufficio I della DGIT alle quali hanno partecipato il segretario generale del CGIE, a due di esse i consiglieri della I Commissione tematica del CGIE, ad una la dottoressa Isabella Liberatori e il presidente del Com.It.Es. di Bruxelles, Raffaele Napolitano. L’Ufficio I della DGIT ha manifestamente proposto di avviare una campagna informativa preparatoria, prima di quella ufficiale. Salvo questi tre incontri il CGIE non è più stato coinvolto nella cabina di regia.

Si è consapevoli che la partecipazione elettorale e il suo successo sono legate direttamente all’uso dell’informazione, al coinvolgimento di tutti i soggetti che partecipano alle elezioni e all’utilizzo degli strumenti d’informazione tradizionali e quelli tecnologici.

– Si chiede di sapere qual è il coinvolgimento previsto per la comunicazione istituzionale e per le specifiche testate giornalistiche, Radio, TV e socialnetwork private presenti nelle circoscrizioni consolari e nel Paese nei quali sono istituiti i Com.It.Es. Il CGIE chiede di scindere i compiti tra la comunicazione generale e istituzionale da gestire centralmente e quella delle specifiche aree territoriali;

– Si chiede di sapere se esiste un piano e una programmazione finanziaria per la comunicazione. Quali sono le risorse finanziarie complessive e i criteri per l’assegnazione dei contributi dedicati all’informazione per paese e per circoscrizione consolare;

– Si chiede di sapere se in queste operazioni il MAECI prevede di coinvolgere la I Commissione tematica e il Comitato di Presidenza del CGIE;

– A fini elettorali si chiede di conoscere il ruolo degli attuali Com.It.Es. e di quelli di nuova istituzione nella promozione dell’informazione;

– Si chiede di conoscere la somma complessiva e scorporata attribuita dal Governo per la realizzazione delle elezioni Com.It.Es. paese per paese;

– Si chiede di scindere l’utilizzo dei contributi assegnati al capitolo 3103, le cui finalità sono indicate nella legge 286/2003, da quelli prettamente destinati all’organizzazione e alla preparazione delle elezioni, per le quali il MAECI ha ricevuto dei fondi dedicati;

– Si chiede di conoscere la provenienza, l’uso e le finalità dei contributi accantonati (€ 60.000) allocati alle agenzie specializzate di stampa estera per la comunicazione nella prima fase in preparazione delle elezioni Comites.

Competenze e responsabilità politiche diverse da quelle amministrative

Dal lontano 21 novembre 2017 il CGIE ha chiesto al suo Presidente di avviare le riforme della rappresentanza dei Com.It.Es. e del CGIE. Dal suo insediamento l’attuale rappresentanza del CGIE ha promosso un’indagine mondiale e ha prodotto due articolati di legge di riforma approvati all’unanimità con una sola astensione. Questi documenti sono stati consegnati e trasmessi alle istituzioni competenti. Per imprimere una svolta ai lavori parlamentari questo argomento è stato discusso dal CGIE con i parlamentari eletti nella circoscrizione estero, con i presidenti delle commissioni parlamentari Affari Esteri della Camera e del Senato e con i cinque sottosegretari, che si sono succeduti nei Governi durante l’attuale consiliatura.

Per ragioni incomprensibili, ambiguità e mancanza d’iniziativa da parte del Governo e di chi lo ha rappresentato, le ambite riforme facenti parte anche dei programmi di Governo non sono state realizzate. Per motivi di bilancio nel 2019 il Governo ha deciso di procrastinare la consiliatura del CGIE al 2021. A fine febbraio del 2020 in Italia e nel mondo si è diffusa la pandemia da Covid causando un’emergenza sanitaria in tutti i contenenti, ciò ha spinto il nostro organismo a chiedere il rinvio delle elezioni per insufficienti garanzie sanitarie nelle procedure e nelle strutture consolari e per insufficiente agibilità dei processi elettorali.

Il CGIE ha lavorato per creare condizioni nuove affinché i futuri Com.It.Es. e lo stesso CGIE potessero rispondere alle nuove sfide che la stessa rappresentanza parlamentare eletta nella circoscrizione estero – in seguito alla riduzione del numero dei parlamentari sancita con il referendum del 2020 – non potrà più garantire. Nella ricerca di nuovi equilibri e forti di proposte innovative, benchè preveggenti e scaltri, i consiglieri del CGIE non hanno ricevuto la risposta richiesta al Governo, che si è disimpegnato a promuovere le riforme dell’intera rappresentanza degli italiani all’estero. Abbiamo assistito allo scaricabarile di responsabilità, che hanno fatto emergere ambiguità sulla divisione dei compiti tra la politica e l’amministrazione. Convintamente si afferma che lo status quo soddisfi alcuni dei poteri direttamente coinvolti a gestire le politiche per gli italiani all’estero.

Il CGIE è del parere che le elezioni per il rinnovo dei Com.It.Es. nelle condizioni sanitarie in cui si trovano le comunità italiane nei 5 continenti restano e sono un azzardo e che vadano rinviate. Si chiede di sapere, inoltre, se e come la Farnesina intenda coinvolgere le associazioni presenti nel mondo, che sono migliaia a dispetto delle pochissime censite negli albi consolari perché, a dispetto di tanti tentativi di surroga, i sodalizi italiani all’estero continuano a svolgere funzioni inalienabili di sostegno al nostro Paese. In futuro bisognerà qualificarle e sostenerle con una legge ad hoc per metterle in condizione di svolgere al meglio le loro attività.

In conclusione, le trasformazioni sociali e culturali che contraddistinguono la nuova emigrazione e quella tradizionale richiedono aggiornamenti legislativi per farla esprimere e partecipare da protagonista agli sviluppi del Sistema Paese. Si rileva che la nuova emigrazione è restia a iscriversi all’AIRE anche perché la società di oggi spinge al nomadismo creato dalle nuove forme di lavoro e dalle opportunità offerte dalla mobilità. Ciò produce de facto cittadini “Sans Papiers” con residenze mobili che non sempre contemplano il riconoscimento dei diritti sanitari e sociali. Bisognerà aggiornare la norma che definisce le condizioni per registrarsi all’AIRE e nello sforzo di integrare questi connazionali in mobilità continua nei luoghi di residenza, è opportuno coinvolgerli nella vita attiva delle Comunità italiane all’estero e nelle commissioni dei futuri Com.It.Es. .

Questo documento sarò posto alla base della riunione monotematica convocata dal CGIE per il 4 agosto, alla quale parteciperanno anche il sottosegretario Benedetto Della Vedova, i parlamentari eletti nella circoscrizione estero e il direttor generale della DGIT della Farnesina, Luigi Vignali.

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