Mattinale CGIL: La piazza della Notte per il lavoro. Manifestazione CGIL-CISL-UIL stasera a Roma

di Paolo Andruccioli

Il sindacato riparte dalla Notte per il lavoro. L’iniziativa di Cgil, Cisl, Uil viene presentata da Martina Toti su Collettiva.it che stasera trasmetterà in diretta da Piazza Santi Apostoli.

Appuntamento in piazza Santi Apostoli alle ore 20.30. Al centro dell’iniziativa le rivendicazioni sindacali, a partire dal blocco dei licenziamenti, la proroga degli ammortizzatori sociali fino alla fine dell’anno, la riforma fiscale e la lotta all’evasione, i rinnovi contrattuali nazionali privati e pubblici, investimenti, sanità, sicurezza sul lavoro, conoscenza, cultura, infrastrutture materiali ed immateriali, lavoro stabile, digitalizzazione, mezzogiorno, previdenza, legge sulla non autosufficienza, inclusione sociale e soluzione delle crisi aziendali aperte.

Ad intervenire dal palco dodici tra delegate e delegati di tutti i settori colpiti dall’emergenza Covid: dalla sanità all’industria, dalla scuola all’edilizia, dal commercio al turismo, ma anche giovani e disoccupati. Le conclusioni saranno affidate ai segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Landini, Furlan, Bombardieri.

Secondo le regole della sicurezza Covid in piazza sarà presente un numero contingentato di persone, concordato con le forze dell’ordine e il comune, secondo le direttive previste dal distanziamento. ‘La notte per il lavoro’ è solo la prima di una serie di iniziative unitarie di mobilitazione a sostegno della piattaforma sindacale per la ricostruzione economica e sociale del paese e dell’Europa, per sollecitare l’avvio di un confronto urgente con il Governo sui temi del lavoro, della crescita economica e della riduzione delle diseguaglianze sociali e per una migliore e più equa destinazione delle risorse stanziate dall’Unione Europea con il Recovery Fund.Il 18 settembre, si svolgerà una giornata di mobilitazione nazionale di tutto il mondo del lavoro a sostegno delle rivendicazioni di Cgil, Cisl, Uil ed a supporto del confronto sulle scelte che il Governo assumerà nella prossima legge di bilancio.

Volantino e materiali grafici sul sito della Cgil nazionale:

Sulle prime pagine
La proroga dello stato di emergenza è il tema dominante oggi tra i titoli di prima pagina. La lettura della notizia è ovviamente diversa a seconda dell’impostazione politica ed editoriale delle singole testate. Il Corriere della Sera (che propone un impegnato editoriale di Ernesto Galli della Loggia sulle periferie abbandonate e sugli effetti dell’aumento delle diseguaglianze) titola: “Stato d’emergenza, si va avanti”. Ma è scontro in Senato sulla proroga al 15 ottobre. Di “Scontro sullo stato di emergenza” parla esplicitamente La Stampa: Conte ottiene dal Parlamento la proroga fino al 15 ottobre, mentre il leader della Lega Salvini si rivolge direttamente al presidente Mattarella. Sul quotidiano torinese un editoriale molto critico nei confronti del governo a firma Marcello Sorgi: “Se le poltrone contano più delle riforme”. Sempre su La Stampa la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni parla di “deriva liberticida” e di fuga dei turisti e degli investitori spaventati dal prolungamento dell’emergenza (a pagina 7). “Governo d’emergenza” è il titolo di apertura di Repubblica sulla notizia dell’approvazione da parte del Senato della proroga a ottobre. In rivolta i partiti di opposizione, mentre all’interno della maggioranza di governo si continua a litigare sull’altra emergenza, quella dei migranti. Su questo è in prima fila il segretario Dem, Nicola Zingaretti che continua a pressare il presidente Conte: “Da mesi diciamo di fare di più, ma poi non succede niente”. Ed è il manifesto, tra tutti i giornali in edicola oggi, a dare maggiore rilevanza al tema dell’immigrazione. Lo fa con il titolo “Fuoco amico”. La notizia: “Tre migranti uccisi e due feriti. La guardia costiera libica spara per impedire la fuga di un gruppo di profughi dopo averli bloccati in mare. La denuncia dell’Oim contro l’Europa che si ostina a ritenere l’inferno della Libia un porto sicuro. Pd e Leu chiedono al governo di riferire in Parlamento: “Basta finanziare chi viola i diritti umani”.

Ieri è ripartito il cantiere per riformare le pensioni
“É importante che il Governo abbia riaperto con i sindacati il confronto sulla previdenza, così come da noi richiesto, e che si sia avviato un percorso che vede fissati due nuovi incontri l’8 e il 16 settembre. È necessario riformare l’attuale sistema previdenziale, superando definitivamente la legge Fornero”. Lo ha detto ieri il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini al termine dell’incontro di oggi con il Ministro Catalfo sui temi previdenziali.

“Ci auguriamo – prosegue il leader della Cgil – che il confronto possa portare dei risultati concreti nell’immediato e che possa, una volta terminata la sperimentazione di ‘Quota 100’, ridefinire un sistema pensionistico più equo. Un sistema che valorizzi il lavoro delle donne e di cura, che consideri i lavoratori discontinui e coloro che svolgono un lavoro gravoso o usurante, i lavoratori precoci, che promuova l’adesione alla previdenza complementare e introduca per i più giovani una pensione contributiva di garanzia”, conclude Landini.

Dall’incontro la Cgil fa sapere che “con il Governo abbiamo deciso di lavorare subito all’elaborazione di misure urgenti da adottare in previsione della prossima legge di Bilancio, in parte anche legate all’emergenza Covid 19, che tutelino alcune fragilità che in questa fase sono emerse. Va garantita un’uscita anticipata allargando alcuni requisiti, legati all’Ape sociale e ai precoci, a chi è disoccupato, invalido o a chi svolge lavori particolarmente esposti al virus”.

“È stata valutata – prosegue la Confederazione – la necessità di introdurre strumenti di flessibilità per accompagnare le persone dal lavoro alla pensione, in particolare a fronte di crisi o ristrutturazioni aziendali o per favorire l’assunzione di giovani, estendendo alcune misure già in vigore come l’Isopensione o il Contratto di espansione. È stato condiviso l’impegno a verificare la situazione esodati, e l’Inps quantificherà sulla base delle casistiche previste nell’ottava salvaguardia, la platea di coloro che potrebbero perfezionare il requisito pensionistico (ante legge Fornero) entro il 31 dicembre 2021”. “La ministra Catalfo ha ribadito l’impegno a risolvere la questione previdenziale del part-time verticale e del fondo esattoriale e – annuncia la Cgil – verranno istituite il prima possibile le due Commissioni tecniche di studio sulla separazione della spesa previdenziale e assistenziale e quella sui lavori gravosi. Abbiamo fatto presente al Ministro, la necessità ancor più di prima, di un intervento sulla non autosufficienza”.

Dl Semplificazioni: Cgil, giusti obiettivi, ma non tutti gli strumenti“
Consideriamo, al netto di alcuni giusti provvedimenti di semplificazione e velocizzazione delle procedure d’appalto, che le ulteriori modifiche apportate al Codice dei Contratti Pubblici rischiano di determinare nuove incertezze sul quadro normativo e dunque non costituire un elemento di semplificazione. Il rischio è quello di snaturare e disarticolare la legislazione sugli appalti, riducendo gli spazi di trasparenza senza raggiungere l’obiettivo di velocizzare la tempistica di cantierizzazione delle opere”. Così la Cgil nazionale in una nota al termine dell’audizione di oggi al Senato su dl Semplificazioni.“Legalità e trasparenza – prosegue la Confederazione – saranno fortemente compromessi ad esempio con la possibilità massiccia di utilizzo dei meccanismi per l’affidamento diretto fino a 150mila euro, con l’eccessiva dilatazione, nei cosiddetti appalti sottosoglia, delle procedure negoziate senza bando di gara, e con l’indiscriminata possibilità di poter utilizzare le procedure emergenziali negli appalti sopra soglia”. “La preoccupazione di tutti – aggiunge il sindacato di corso d’Italia – dovrebbe essere quella di impedire che le ingenti risorse finanziarie che saranno impegnate vadano ad alimentare essenzialmente, come già accaduto, un sistema degli appalti pubblici fortemente opaco e degenerato e dove ampissimi sono stati gli ambiti di corruzione e penetrazione delle mafie”.Sui temi ambientali la Confederazione rileva che nel dl Semplificazioni vi siano “luci e ombre”. “Sono positive – spiega – tutte quelle norme che accelerano il Green deal e affrontano il processo di transizione e decarbonizzazione. Esprimiamo contrarietà e preoccupazione per alcuni degli articoli che, se non modificati, invece di semplificare le procedure per favorire la riconversione ecologica, potrebbero avere un effetto negativo sull’ambiente. Conseguenze pesanti su: valutazione di impatto ambientale, bonifiche e siti di interesse nazionali per i quali è prevista la possibilità di certificare l’avvenuta bonifica anche solo per la matrice suolo, escludendo le matrici sottosuolo e acque. Inoltre, valutiamo criticamente le cosiddette ‘tolleranze costruttive’ che rappresentano un punto su cui porre molta attenzione, perché legittima abusi, seppur minori”.“Pur condividendo l’obiettivo generale di facilitare la realizzazione degli investimenti, soprattutto oggi in vista delle risorse erogate dall’Unione europea, occorre – conclude la Cgil – modificare alcune norme e scegliere gli strumenti giusti che garantiscano la correttezza delle procedure”.

Le polemiche sulla gestione delle risorse per la cassa integrazione
Ne parla sul manifesto, Roberto Ciccarelli, a pagina..4. “Dopo avere cancellato il saldo dell’Irap 2019 e l’acconto del 2020 in scadenza a metà giugno alle aziende con un bilancio entro i 250 milioni di euro che non hanno perso il fatturato durante il lockdown, un altro regalo alle imprese. Il governo ha permesso che un quarto delle ore di cassa integrazione usate in questi mesi dalle aziende in difficoltà fossero riconosciute anche a quelle che non hanno perso il fatturato, hanno continuato a produrre e hanno imposto ai loro lavoratori dipendenti una perdita del salario durante l’emergenza. Il dato è stato illustrato ieri dal presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) Giuseppe Pisauro nel corso di un’audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, riuniti in seduta congiunta per l’esame del Programma nazionale di riforma. Incrociando i dati del monitoraggio dell’Inps con quelli della fatturazione elettronica dell’Agenzia delle Entrate nel primo semestre 2020 rispetto al primo semestre 2019, l’Upb ha sostenuto che circa un terzo delle ore di Cig, Cig in deroga e Fondi bilaterali è stato utilizzato da imprese che hanno subito perdite di fatturato superiori al 40%. Finora la Cig ha interessato 5,5 milioni di persone su 8 milioni stimati dalle relazioni tecniche, con un «tiraggio al 63%’. Nel calcolo potrebbero mancare le ore riconosciute a aprile e a maggio che sono state autorizzate a marzo, anche a causa dei ritardi dell’erogazione dovuti alla macchinosità del processo che la ministra del lavoro Nunzia Catalfo ora so 1 /4 delle ore alle aziende che non hanno perso nulla stiene di volere riformare. Nei due mesi in cui i dati sono certi, per l’Upb sono state utilizzate «943 milioni di ore su 1,5 miliardi». Dunque quando si farà un bilancio potrebbero esserci anche dei risparmi su quanto è stato stimato ufficialmente…

Scuola. Cgil: “A settembre tutti a scuola”, flash mob il 31 luglio davanti Miur.
‘A settembre tutti a scuola! Ripartire in presenza, in sicurezza e tutelando il lavoro di tutti’. Questo lo slogan che guida il flash mob di FLC Fp e Filcams Cgil che si terrà venerdì 31 luglio, alle ore 10.30, davanti al Ministero dell’Istruzione, a Roma, con una richiesta molto precisa: dare a bambini, alunni, insegnanti e tutto il personale diretto e in appalto delle scuole e dei servizi educativi all’infanzia la possibilità di rientrare a scuola, a settembre, “investendo sulla sicurezza, sulla qualità degli spazi, per la consumazione del pasto, per la pulizia e sanificazione, per un tempo scuola lungo”.

“Bambini e ragazzi sono i soggetti che, più di altri, hanno subito gli effetti negativi del lockdown, necessario per il contenimento della diffusione del Covid-19. Adesso dobbiamo tornare a scuola – commentano le categorie della Cgil -, i ragazzi devono ricostruire quel sistema di relazioni alla base dei processi di apprendimento e che caratterizza la fase della loro vita, riappropriandosi di un proprio spazio di crescita. Stare a scuola e nei servizi educativi con i compagni e con gli insegnanti con orario completo fin da subito: garantire spazi adeguati, un servizio mensa di qualità, i necessari servizi di pulizia per le scuole statali, paritarie, private, un tempo scuola esteso e disteso”. Proseguono: “È fondamentale che la scuola (statale, paritaria, privata) e i servizi educativi ripartano in presenza; per farlo bisogna individuare misure che garantiscano la sicurezza e la salute degli studenti e del personale e la continuità e salvaguardia dell’occupazione e del lavoro. Occorre che il servizio di mensa scolastica riprenda contestualmente alla didattica, garantendo così anche i livelli occupazionali, dato il ruolo riconosciuto al momento del pasto quale parte integrante dell’offerta formativa, presidio per garantire la salute e fonte di nutrimento per bambini e ragazzi a supporto anche di famiglie vulnerabili. Occorre un grosso impegno per restituire, almeno in parte, a bambini e ragazzi il tempo e le opportunità formative perse nei lunghi mesi di sospensione delle attività in presenza. Bisogna individuare gli spazi e fornire, insieme alla mensa, tutti i servizi di supporto al diritto allo studio, all’ampliamento del tempo scuola, al mantenimento dei modelli organizzativi esistenti”.

“Al Governo e agli Enti Locali chiediamo di mettere a disposizione le risorse necessarie affinché in tutto il Paese si realizzino le condizioni per permettere la ripartenza e la permanenza nelle scuole, garantendo tutte le attività e i servizi accessori. È il momento di fare le scelte necessarie per rilanciare la centralità della scuola e dare al Paese prospettive di una crescita più equa, solidale, democratica. Per questo venerdì 31 luglio, alle ore 10.30, ci troveremo tutti insieme davanti al Ministero dell’Istruzione a ribadire che a settembre vogliamo tornare tutti a scuola!”, concludono Flc Fp e Filcams Cgil.

Sanità privata, manifestazioni in tutta Italia per il contratto
Dal sito di Collettiva: Proteste in molte regioni d’Italia. Il 30 luglio era attesa la stipula definitiva, dopo la pre intesa di alcune settimane fa. Ieri e oggi presidi e proteste dei lavoratori della sanità privata in molti territori. Dopo la sottoscrizione della pre intesa sembrava giunta al termine la mobilitazione per il rinnovo del contratto nazionale che manca da 14 anni. Ma sono passate settimane dall’accordo e della convocazione attesa per chiudere la partita e procedere alla stipula definitiva non c’è traccia. Così in molte province gli operatori, protagonisti di una lunga stagione di lotte, sono tornati a scendere in piazza. A Roma accadrà oggi con un flash mob organizzato dalle federazioni del territorio, Fp Cgil, Cisl Fp Uil Fpl. “ Appuntamento davanti alla sede dell’Aiop della Capitale, in via Lucrezio Caro 63, dalle 9 alle 12 del 29 luglio.

Inaccettabile, è il commento unanime delle rappresentanze sindacali di alcune cliniche private in Brianza. “Aiop e Aris stanno, ancora una volta, negando il diritto di migliaia di operatori a vedersi rinnovato il proprio contratto di lavoro. Nonostante l’intervento del Ministro Speranza e del Presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini, e la sottoscrizione della pre intesa avvenuta il 10 di giugno, Aiop e Aris nazionali dichiarano di non avere ancora garanzie sufficienti da parte delle Regioni per poter sottoscrivere, in via definitiva, (…)

Oggi, 29 luglio, dalle ore 11.30 alle ore 13, sarà invece il turno dei lavoratori veneti che si ritroveranno in presidio davanti alla sede regionale dell’Aiop a Mestre. “I sindacati saranno ricevuti dai referenti delle associazioni. Sarà l’occasione per sentire dalla viva voce dei lavoratori le condizioni in cui operano, per fare il punto sulla situazione di un settore che occupa in regione 10 mila persone, per illustrare le richieste dei sindacati”. Una due giorni è stata invece prevista a Napoli, dove l’appuntamento per la protesta è partito questo pomeriggio ma si protrarrà fino a domani.

Alloggi popolari in Lombardia, ripristinati i diritti degli immigrati.
La Regione condannata a cancellare dal regolamento regionale per l’accesso agli alloggi pubblici il vincolo della residenza di 5 anni nella Regione e l’obbligo per gli stranieri di presentare documenti del paese di origine attestanti l’assenza di proprietà. Con l’ ordinanza emessa oggi 27.7.2020 dal Tribunale civile di Milano (dott.ssa Martina Flamini) giunge a conclusione l’azione giudiziaria promossa da ASGI, NAGA e CGIL Lombardia contro le clausole discriminatori e contenute nel regolamento regionale per l’accesso agli alloggi pubblici .Nella causa le associazioni (assistite dagli avvocati Alberto Guariso e Livio Neri) avevano contestato in primo luogo il requisito di 5 anni di residenza nella Regione previsto peraltro anche dalla stessa legge regionale che regola la materia: il giudice aveva pertanto dovuto investire della questione la Corte Costituzionale che con sentenza n. 44 del marzo scorso aveva dichiarato incostituzionale il requisito. La causa è quindi ripresa davanti al Tribunale che ha esaminato anche l’altra questione dei documenti aggiuntivi richiesti agli stranieri (cioè la medesima questione che già aveva visto la condanna del Comune di Sesto San Giovanni). Anche questa previsione è stata ritenuta illegittima e discriminatoria dal Tribunale, perché la documentazione da presentare per dimostrare l’assenza di proprietà all’estero (basata sull’ISEE) deve essere la medesima sia per italiani che per gli stranieri , restando poil’obbligo di verifica in capo alla autorità fiscali. Si pone cosi termine (come già avvenuto nel caso di Lodi) ad una clamorosa ingiustizia che aveva visto escludere dalle graduatorie di tutta la Lombardia numerosi cittadini stranieri in condizioni di bisogno ai quali veniva richiesto di produrre documenti spesso impossibili da reperire. Ora tutti i Comuni lombardi dovranno modificare i bandi tenendo conto della decisione del Tribunale di Milano e della modifica del Regolamento Regionale. La Regione è stata anche condannata a pubblicare la decisione sul Corriere della Sera Le associazioni ricorrenti esprimono la piena soddisfazione per un risultato che elimina due ostacoli,non solo discriminatori ma anche del tutto illogici, per la creazione di un sistema di accesso agli alloggi basato su una vera equità e sulla attenzione al bisogno.

Agenda degli appuntamenti
Per un quadro completo degli appuntamenti della Cgil nazionale e della Cgil nei vari territori vedi l’agenda sempre aggiornata di Collettiva.it:

 

FONTE: https://www.collettiva.it/rubriche/mattinale/2020/07/29/news/la_piazza_della_notte_per_il_lavoro-207708/

 

Leggi il Mattinale Cgil di ieri. QUI

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