IL MATTINALE Cgil: Non sparate sul lavoratore pubblico

Basta con gli attacchi ai dipendenti pubblici. I lavoratori e le lavoratrici meritano rispetto, senza la loro attività nessuno dei diritti costituzionali, dalla salute all’istruzione, dalla mobilità alla cultura, potrà essere davvero esercitato dai cittadini”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti e i segretari generali di Fp e Flc Serena Sorrentino e Francesco Sinopoli hanno commentano ieri gli attacchi di questi giorni al lavoro pubblico da parte di editorialisti, opinionisti, docenti tra cui Pietro Ichino. “Lo smart working – ribadiscono i tre dirigenti sindacali – non è una vacanza, e l’impiego pubblico non è una casta privilegiati che può decidere liberamente se lavorare o meno, in un’odiosa contrapposizione con il mondo del lavoro privato che in queste settimane ha subito gli effetti della decurtazione salariale”. Per Scacchetti, Sorrentino, Sinopoli “sfugge ciò che realmente è avvenuto durante il lockdown nel sistema pubblico in termini di riorganizzazione del lavoro, di gestione dei servizi, di innovazione dei processi. Una riorganizzazione che è stata realizzata rapidamente nonostante le risorse scarsissime, strumenti privati e senza la necessaria formazione”. “Riteniamo – proseguono – che continuare a puntare il dito contro chi si è trovato a reinventare, senza alcuna formazione, il proprio impegno lavorativo è a dir poco ingeneroso e soprattutto inutile per la costruzione di un reale cambiamento del sistema dei servizi pubblici”. La dichiarazione integrale dei tre sindacalisti sul sito della Cgil nazionale: Sul sito di Collettiva.it parla la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino:

E sempre a proposito di lavoro pubblico da segnalare la netta presa di posizione della Funzione Pubblica Cgil nazionale sul caso dell’aggressione ai lavoratori del Comune di Napoli. Sul sito della Fp tutti i dettagli

Magistrati, il monito del presidente

“Il Colle striglia i magistrati” è il titolo di apertura del Corriere della Sera, Sergio Mattarella: “Gravi distorsioni, serve credibilità”. Lo ha detto nel discorso alla cerimonia per i magistrati uccisi da terrorismo e mafia. Di Matteo contro Bonafede e Di Maio. Anche Repubblica apre con le parole del presidente: “Mattarella: basta scandali, giudici meritatevi la fiducia. In Senato intanto salta il voto sul dl elezioni. Su Repubblica da segnalare l’analisi di Ilvo Diamanti nel suo atlante politico sulla carica dei governatori (a pagina 8). Anche il Messaggero dedica l’apertura a Mattarella: “Le toghe tornino credibili”. Anche di giornali di destra ampio spazio all’intervento del Presidente della Repubblica. Il Giornale titola: “Le picconate di Mattarella”. Due, secondo il Giornale, gli avvisi del presidente. Uno a Conte sull’urgenza di fare presto nell’uso dei fondi europei. L’altro ai giudici: inaccettabile degenerazione.

Crisi industriali, una valanga in arrivo

All’orizzonte c’è la fine del blocco dei licenziamenti e l’esaurirsi degli ammortizzatori sociali. Nel presente i dati  sempre più preoccupanti sugli effetti della pandemia sul sistema produttivo. Sul Sole 24 ore di oggi l’allarme sui concessionari automobili, il 40 per cento a rischio. Il crollo del mercato in seguito all’emergenza coronavirus rischia di far chiudere almeno uno su cinque degli attuali concessionari di auto, ma le chiusure potrebbero addirittura raddoppiare (servizio di Maurizio Caprino a pagina 15). Sul manifesto “Il ricatto è di moda” a proposito della vicenda della casa della moda Cavalli che impone a 170 dipendenti dello storico stabilimento fiorentino, in gran parte donne, il trasferimento coatto a Milano. La Fiom intanto rilancia l’allarme sul futuro del settore auto.  “La completa assenza di confronto sulle politiche governative, a partire dal DL Rilancio, per il settore dell’automotive sta generando confusione e incertezza – si legge in un comunicato della Fiom diffuso ieri – In un momento di profonda crisi del mercato e di ulteriore peggioramento della situazione industriale e occupazionale le notizie che trapelano sulla decisione di incentivare l’acquisto di auto con emissioni addirittura superiori a quelle stabilite dalla Commissione europea è un danno per i lavoratori e per l’ambiente. Le risorse pubbliche devono servire a un piano per favorire la transizione industriale e di mercato utili a garantire gli obiettivi UE e la ripartenza della ricerca, sviluppo e produzione con la conseguente tutela degli addetti. E’ necessario incentivare la riduzione degli stock di auto già nel canale di distribuzione, tali incentivi devono sostenere la domanda per le auto entro i limiti imposti dalla normativa comunitaria privilegiando il rinnovo delle flotte pubbliche e private. Il governo italiano a differenza dei governi tedesco e francese continua a non voler confrontarsi su un piano industriale di settore con sindacati e imprese e adotta iniziative estemporanee senza una strategia sul futuro. “Il futuro dei lavoratori italiani dell’automotive ha due tappe importanti: prestito con garanzia dello Stato e la fusione con Psa. Se non ora, quando il confronto con il Governo?”, si chiedono Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore automotive e Simone Marinelli, coordinatore nazionale per la Fiom-Cgil. Intanto è ripartita la mobilitazione dei lavoratori della Sirti contro la procedura di licenziamento per 764 lavoratori.La Fiom, insieme agli altri sindacati metalmeccanici, riavvia i negoziati contrattuali. Mercoledì 24 giugno alle 13.30 presso la sede del CNEL, in via Lubin 2 a Roma, si svolgerà l’incontro con i Presidenti e i direttori di Federmeccanica e Assistal e i segretari generali di Fim – Fiom – Uilm con l’obiettivo di riprendere il confronto per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici.

In gioco il futuro dei grandi gruppi

Le preoccupazioni per il futuro non riguardano solo i metalmeccanici.  “Ci opporremo fermamente e assumeremo una posizione di forte conflitto di fronte qualsiasi piano con licenziamenti e spezzatino di attività aziendali per Alitalia”. Ad affermarlo il segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito, spiegando che “a nostro avviso, invece che l’ennesimo taglio sull’occupazione, serve un piano di sviluppo con nuove rotte intercontinentali ed assunzioni di giovani per dare una prospettiva”. “L’auspicio – sostiene il dirigente nazionale della Filt Cgil – è che si arrivi presto alla definizione di un nuovo assetto societario e che la nuova Alitalia venga affidata ad una guida competente che conosca il trasporto aereo”. Sull’ex Ilva, dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato di ArcelorMittal a Porta a Porta, il segretario nazionale della Fiom, Gianni Venturi dice che il Ministro Patuanelli deve dare corso ad impegni assunti in Parlamento, definire rapidamente un piano nazionale della siderurgia, delle filiere collegate, del ruolo che lo Stato intende svolgere per assicurare una prospettiva all’insieme della manifattura italiana. Si apra immediatamente il tavolo di settore con le parti sociali”. Al ministro Patuanelli scrivono anche i sindacati del settore energia e chimica. Ieri le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil hanno scritto al ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, riguardo la vendita di Edison E&P a Energean Ldt da parte di Edison che, come è noto, ha provveduto nel luglio 2018 a creare una nuova società (Edison E&P) nella quale sono state conferite tutte le attività e gli asset, italiani ed esteri pertinenti alle attività di esplorazione e produzione di idrocarburi, per poter eseguire la vendita ad altro soggetto. Il 4 luglio prossimo, saranno trascorsi i canonici 90 giorni dall’autorizzazione preventiva del MiSE alla cessione. Vista l’emergenza internazionale dovuta alla pandemia Covid-19, che ha determinato un forte calo del prezzo del greggio, i sindacati chiedono un incontro per un approfondimento sulle reali capacità, non solo di acquisto degli asset, ma anche del mantenimento della produzione e dell’occupazione, per quanto riguarda il presente, e della messa in sicurezza e delle bonifiche una volta esaurite le materie prime.  “Si pone l’esigenza – è scritto nella lettera – di una profonda rivalutazione da parte del Vostro Ministero che non possa prescindere da un attento riesame delle garanzie economiche, finanziarie e occupazionali che il cessionario è in grado di fornire alla luce dei recenti avvenimenti. La cessione di asset – concludono i sindacati nella lettera -, vicini alla loro naturale fase di decommissioning (termine e messa in sicurezza del sito, ndr), si caratterizza come una decisione molto delicata, rispetto alla quale siamo certi continuerete a prestare la massima attenzione”.

Tante altre crisi industriali su Collettiva.it

Altre crisi industriali e scenari sul lavoro sul sito di Collettiva.it che propone vari focus: la chiusura della Columbus a Parma con i licenziamenti , i 30 mila lavoratori del  turismo senza  retribuzione da marzo. Ne parla Patrizia Pallara: , l’accordo alla Pernigotti con il servizio di Giorgio Sbordoni. Infine Davide Orecchio parla dell’indice dei diritti 2020 del sindacato internazionale Csi-Ituc: l’85 per cento dei paesi ha violato la contrattazione collettiva. Il sindacato chiede un nuovo contratto sociale:

E intanto il ministro Gualtieri si prepara a tagliare

Prosegue l’attività del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che già dalla vigilia degli Stati Generali ha cominciato ad annunciare restrizioni e paletti nell’erogazione degli ammortizzatori sociali e nella gestione dei licenziamenti dovuti alle crisi da coronavirus.  Dopo aver confermato che il blocco dei licenziamenti non potrà essere esteso oltre agosto, oggi sul Sole 24 ore ribadisce il vincolo del bonus per le assunzione a tempo indeterminato (servizi di Claudio Tucci e Giorgio Pogliotti a pagina 5. Due leve in campo per sostenere l’occupazione, attraverso la reintroduzione di incentivi “vincolati” alle assunzioni stabili e l’eliminazione delle causali almeno fino alla fine dell’anno per i contratti a termine. L’emergenza coronavirus sta avendo un impatto drammatico sul mercato del lavoro, i dati sulla caduta degli occupati e il crollo verticale dei contratti a termine, hanno fatto accendere una spia rossa all’interno del governo. I ministri dell’Economia, Roberto Gualtieri, e del Lavoro Nunzia Catalfo stanno lavorando in modo congiunto ad un pacchetto di misure necessarie al sostegno delle imprese e dei lavoratori. Archiviato il decreto 52 che anticipa le 4 settimane di Cig (eliminando la decorrenza dal i° settembre), i tecnici di via XX Settembre e del ministero del Lavoro stanno pensando ad una doppia mossa: la prima, favorire la ripresa delle assunzioni tempo indeterminato, attraverso un nuovo meccanismo di incentivi fiscali – probabilmente sotto forma di sgravi contributivi -, della durata di 6 mesi, con un vincolo per l’impresa beneficiaria del bonus, che non potrà licenziare il neo assunto per i successivi 9-12 mesi. Quanto sia “pesante” l’incentivo non è ancora noto: l’istruttoria tecnica è praticamente all’inizio. Il secondo intervento passa per l’ulteriore semplificazione della normativa sui contratti a tempo determinato, somministrazione inclusa. L’idea è quella di allungare almeno fino a dicembre il congelamento delle causali previste dal decreto Dignità per proroghe e rinnovi. Al momento, lo stop alle causali è in vigore fino a fine agosto per effetto del decreto Rilancio, ma l’estensione della deroga fino alla fine dell’anno potrebbe arrivare attraverso un emendamento nel corso della conversione in legge(ne sono presentati diversi da Pd e Iv) o, più probabilmente, con un decreto ad hoc.

Sul Corriere della Sera nell’editoriale del giorno Daniele Manca invita a “ripartire con i fatti” prendendo spunto dal fatto che ci sono migliaia di lavoratori che ancora aspettano la cassa integrazione. Sulla carta, spiega Manca, è meritorio che il governo abbia scelto di dare voce e confrontarsi con le parti sociali con gli Stati Generali dell’Economia, ma “l’ascolto non può trasformarsi in alibi”. Cresce da destra l’opposizione a Conte che secondo la vulgata favorita da Matteo Salvini avrebbe scelto il modello Cgil piuttosto che il modello Confindusria. L’apertura di Libero di oggi è emblematica: “Disoccupazione provocata dal disprezzo per le aziende. Conte levati e lascia fare agli imprenditori”.

Lo scontro sui fondi europei

Sul Sole 24 ore la corsa delle banche ai prestiti Bce: chiesti 1310 miliardi. Assegnati all’Italia oltre 200 miliardi. Oggi il vertice dei 27 Paesi Ue in videoconferenza presieduto dalla presidente della Commissione, Ursula Von Der Leyen. Primo round sul pacchetto da 750 miliardi, mentre la Ue apre due fronti con Cina e Usa (servizi a pagina 2). La Stampa dedica l’apertura alla questione dei fondi europei con un titolo preoccupato: “Allarme Italia, meno soldi dalla Ue”. Al vertice di Bruxelles il Recovery Fund rivisto al ribasso. Dall’Europa ricominciano gli attacchi. E mentre il presidente Mattarella chiede di accelerare la procedura per l’erogazione dei fondi europei, il ministro delle Finanze austriaco dice che il suo Paese non si farà carico dei problemi e del debito dell’Italia. Il commento è di Stefano Stefanini: “L’Europa scherza con il fuoco”.

Regolarizzazione ed emersione lavoro nero

Lettera del segretario confederale della Cgil, Giuseppe Massafra e del presidente dell’Inca, Michele Pagliaro. a tutte le strutture della Cgil A proposito della procedura di emersione e regolarizzazione introdotta dal D.L.34/2020 che rappresenta una occasione, oltre che di riscatto da situazioni di sfruttamento e lavoro irregolare per i lavoratori stranieri, per mettere in campo il bagaglio di valori e portato ideale che caratterizza la nostra organizzazione. E’ indubbio che il tema dell’immigrazione necessiti di una più’ radicale riforma che metta in discussione le norme che accompagnano l’ingresso degli stranieri in Italia, una modifica radicale di quanto imposto dalla Bossi-Fini, una drastica modifica dei Decreti Sicurezza, la ripresa dei flussi di ingresso per lavoro regolare interrotta nel 2011. Questa occasione di regolarizzazione non può e non deve essere sprecata. Basta rifarsi alle precedenti regolarizzazioni, ultime quelle del 2009 e del 2012, per rendersi conto che chi ha potuto avvalersene ha acquisito dignità sul lavoro, nel processo di integrazione, nell’acquisizione dei diritti di cittadinanza, nel radicamento familiare sul territorio fino, in molti casi, nella stessa acquisizione della cittadinanza italiana, diventando cosi’ parte integrante della nostra società, contribuendo all’economia del paese, rappresentando un arricchimento culturale per le generazioni future.

La comunicazione politica ai tempi di Internet

Sul Corriere della Sera. Facebook cancella i post di Trump: incitano all’odio (Giuseppe Sarcina a pagina 18) e intanto Parigi accusa il social cinese: non protegge i giovani (Stefano Montefiori a pagina 19): della decisione di Facebook si parla su quasi tutti i giornali, sui siti web e naturalmente sui social

 

Caso Regeni, le ore delle scelte

Sulla prima pagina di Repubblica l’annuncio di Conte: Al Sisi ha promesso la verità sulla morte di Giulio Regeni (Ciriaco e Foschini a pagina 2 con un commento di Carlo Bonini a pagina 25). Molto importante anche l’iniziativa de la Stampa che oltre a dare notizia della dichiarazione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (Prima la giustizia per Regeni poi gli affari con Il Cairo), pubblica un intervento di Luigi Manconi: “E’ in gioco la sovranità nazionale”.

Le associazioni pacifiste si mobilitano contro l’annessione dei territori palestinesi

L’annunciata decisione da parte del nuovo governo israeliano di procedere con l’annessione di parte dei territori palestinesi, impone a tutti coloro che hanno a cuore il processo di pace giusta tra Palestina ed Israele, di prendere posizione e mobilitarsi contro questo atto  che, se confermato, rappresenta la fine delle speranze per il popolo palestinese di avere riconosciuto il proprio diritto ad uno stato libero, autonomo ed indipendente. Ora, su richiesta della Comunità Palestinese in Italia, abbiamo deciso di aderire, congiuntamente, come Rete della Pace e Rete Italiana Disarmo,  alla mobilitazione convocata per il prossimo 27 giugno in diverse città italiane: Roma, Milano, Napoli, Bari, per ribadire il NO all’Annessione dei territori palestinesi e richiedere l’urgenza del riconoscimento dello stato di Palestina da parte del governo italiano, dell’Europa e dei paesi membri. Per le adesioni, pregasi inviare direttamente la comunicazione al seguente indirizzo mail:  y_salman@tiscali.it“Aiuta chi ci aiuta”.

 

FONTE: https://www.collettiva.it/

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