Covid-19: EMIGRAZIONE, Provenzano: Al REM (reddito di emergenza) accedono anche gli italiani all’estero

9Col – 18 maggio 2020 – In questo mesi di pandemia molti italiani all’estero hanno perso il lavoro a causa dei blocchi delle attività e non rientrano, nei paesi di residenza, negli ammortizzatori sociali locali, o, se ci rientrano, questi non sono sufficienti a rendere possibile la loro permanenza all’estero. In conseguenza di questa situazione, molti cittadini italiani sono stati costretti a tornare in patria.

Si tratta in larga parte, di coloro che sono partiti negli ultimi anni, soprattutto in Europa e che lavoravano prevalentemente nei settori della ristorazione o del turismo e con contratti a tempo, precari o in nero.

Contrariamente a quanto avveniva con il reddito di cittadinanza, che prevede la residenza in Italia da almeno 2 anni per accedervi, con il rilancio licenziato dal Governo è stato previsto il Reddito di emergenza, a cui possono accedere anche questi italiani all’estero che hanno perso il lavoro e che sono rientrati o rientrano in Italia entro giugno, trasferendo la residenza. “Si tratta di un provvedimento di emergenza a carattere universale e di un’esigenza di giustizia sociale”, spiega a 9Colonne il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano, che è stato tra coloro che con più forza hanno voluto una copertura anche per gli italiani emigrati.

“Chi è stato costretto a partire negli ultimi anni – spiega ancora il ministro Provenzano – ha già subito una penalizzazione, uno sradicamento da luoghi e affetti, ha dovuto attraversare difficoltà di integrazione e adattamento in un nuovo paese, dove oggi ha perso lavoro, reddito e possibilità di sussistenza e si è visto costretto a ripartire, subendo un secondo disagio e un nuovo sradicamento”.

“A queste persone – conclude Provenzano – abbiamo voluto dire, pur nelle difficili ristrettezze economiche in cui ci troviamo: ‘sappiamo che ci siete anche voi e non vogliamo lasciarvi soli, se tornate, come soli eravate quando siete partiti’.

E’ dunque giusto che al Rem accedano anche loro perché, lo dico spesso, al diritto di partire, come quello degli immigrati ai quali pure abbiamo pensato, deve corrispondere un diritto a restare e l’opportunità di tornare.

E lo Stato deve lavorare per garantire sostegno un ognuno di questi momenti”.

 

FONTE: 9Colonne

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