Gente d’Italia intervista Luciano Vecchi, nuovo responsabile Italiani all’estero del PD

  • Riprendiamo dal giornale degli italiani in America Latina edito a Montevideo, Gente d’Italia, l’intervista a Luciano Vecchi (già parlamentare europeo del Pd e oggi Responsabile del Dipartimento Italiani nel mondo del PD) dal titolo: Qualità dei servizi e diritti di cittadinanza“: i pilastri della nostra proposta politica per gli italiani che vivono nel mondo’.

A poche settimane dall’incarico, abbiamo incontrato Luciano Vecchi, già parlamentare europeo per il Pd ed oggi Responsabile del Dipartimento Italiani nel mondo. Un incarico che arriva in un momento particolarmente intenso per le politiche che riguardano i cittadini all’estero: dalle elezioni per il rinnovo dei Comites, previste nella prossima primavera, ad una serie di proposte come la Commissione Bicamerale.

E prima di conoscere il suo parere su questi punti, la domanda d’obbligo è quella di capire quali sono, oggi, le priorità sulle quali intende impostare il suo lavoro come Responsabile del Dipartimento Italiani nel Mondo.

‘Innanzitutto, mi preme precisare che quello che mi ha affidato la Segreteria Nazionale del Partito Democratico, con il consenso della Rete del PD nel Mondo, è un incarico che mi onora e a cui sto già dedicando tutte le mie energie. Si tratta, da un lato, di valorizzare ed espandere un grande patrimonio di esperienze e di volontariato che caratterizza il PD come il partito, e non solo tra quelli italiani, più radicato nelle nostre Comunità nei cinque Continenti, ad oggi conta circa 120 circoli con 6.000 iscritti, dall’altro intendiamo contribuire a rispondere alle esigenze e alle aspirazioni dei nostri concittadini nel Mondo. La tutela della rappresentanza delle comunità all’estero, la loro promozione e la qualità dei servizi e dei diritti di cittadinanza loro offerti e garantiti devono essere i tre pilastri della proposta politica per gli Italiani nel mondo. La crescita costante degli iscritti Aire (ormai oltre 6 milioni) richiede una maggiore capacità della loro espressione nella vita politica nazionale e della loro valorizzazione negli interessi del nostro Paese. Non vi è dubbio che vi sia ancora una non piena comprensione, in parte del sistema politico e istituzionale italiano, ed anche nella società civile, dell’entità e del ruolo di quel pezzo di Italia che vive, studia e lavora all’estero’.

Prima di questo incarico è stato parlamentare europeo e consigliere della Regione Emilia Romagna: in che modo, anche in questi ambiti, si è occupato di italiani all’estero?

‘Sia nei miei ruoli politici che in quelli istituzionali ho sempre dedicato grande attenzione alle comunità all’estero. In particolare, da parlamentare europeo – ormai qualche tempo fa – mi sono battuto per una piena realizzazione della cittadinanza europea, in modo che ognuno possa godere degli stessi diritti ovunque si trovi nell’Unione. Da consigliere ed assessore della Regione Emilia-Romagna ho vissuto parte dell’esperienza positiva della Consulta degli emiliano-romagnoli nel Mondo, anche difendendola da attacchi pretestuosi da parte di varie forze politiche. L’incontro con le realtà associative in vari Paesi, europei e non solo, è stata una mia costante attenzione, che oggi, peraltro, mi da più elementi di conoscenza della realtà diversificata degli italiani che vivono all’estero’.

Tra le sue prime dichiarazioni, quella relativa allo Statuto del Partito Democratico che, secondo quanto ha affermato, ha ‘riconosciuto l’importanza degli italiani all’estero’… quali le novità, gli aspetti che segnano questa rinnovata attenzione del partito verso chi vive all’estero?

‘Il nuovo Statuto del Partito Democratico riconosce pienamente le nostre realtà all’estero come una vera e propria ‘ventunesima regione’ italiana. Aumenta la presenza dell’emigrazione italiana in tutti gli organismi dirigenti del Partito, ne viene riconosciuta l’autonomia politica ed organizzativa e viene facilitata la partecipazione a tutte le sedi di discussione politica e di decisione. Stiamo peraltro lavorando sul nuovo Statuto del PD all’estero per promuovere forme di organizzazione e di partecipazione innovative, che sappiano parlare a tutte le realtà, tradizionali e nuove, degli italiani nel mondo. Non solo ricerca del consenso, quindi, ma piena cittadinanza politica per chi opera in realtà spesso lontane migliaia di chilometri dalla Madrepatria’.

Il Pd ha perso tre parlamentari eletti nella circoscrizione Estero passati a Italia Viva: come pensa di riorganizzare e dare nuova linfa ai vostri circoli all’estero anche per sopperire a questa mancanza?

‘La scelta di alcuni parlamentari di lasciare il PD per creare una nuova (l’ennesima…) forza politica appare incomprensibile e, certamente, dolorosa. Per chi fa politica per passione ogni rottura all’interno di una comunità fatta di persone, rappresenta una lacerazione che sarebbe stato il caso di evitare. Dal punto di vista politico il rischio è di fomentare una ulteriore frammentazione della rappresentanza politica che non fa bene né al nostro Paese né alle nostre comunità all’estero. Posso dire che, tra i militanti del PD all’estero, con poche eccezioni, questa scissione non ha provocato alcun smottamento, anzi. Ovviamente con gli amici di Italia Viva collaboriamo nel Governo del Paese e non mancano le occasioni di confronto comune. Il lavoro dei nostri circoli prosegue e stiamo sperimentando forme nuove di iniziativa per coinvolgere sempre più le comunità all’estero’.

E’ di questi giorni la notizia della proposta di legge per istituire una commissione bilaterale che tratti i temi di stretto interesse per gli italiani all’estero: qual è il suo pensiero e quali, eventualmente, le sue proposte per renderla uno strumento efficace?

‘Quello della commissione bicamerale può essere uno strumento utile per fare in modo di coinvolgere tutto il Parlamento e la società italiana in una riflessione strategica sul ruolo delle nostre comunità. Il taglio dei parlamentari eletti all’estero rappresenta una ferita, assolutamente ingiustificata, che deve però servire da stimolo per ripensare al tema della rappresentanza e del contributo di tutti gli italiani, a prescindere da dove vivano, al futuro del Paese. In particolare le nuove forme di emigrazione tendono ad essere al di fuori di ogni realtà organizzata, il ché rende più complesso, a volte, il ‘fare comunità’ e che richiede il ripensare al sistema dei servizi che il nostro Paese predispone, dalla tutela, all’orientamento. Vediamo come le forze politiche reagiranno a questa proposta. Il Partito Democratico la sostiene e darà il proprio contributo’.

Questa iniziativa, come hanno dichiarato gli organizzatori, è stata dettata dall’esigenza di sopperire in qualche modo, al taglio dei parlamentari… condivide la motivazione? Basta davvero una bicamerale per riparare a quello che in molti hanno definito uno ‘squilibrio democratico’?

‘Come dicevo, il taglio dei parlamentari eletti all’estero è il frutto di una sottovalutazione (e, a volte, persino di ostilità) nei confronti dei nostri concittadini. A mio avviso la bicamerale, in sé, non sopperisce a tale problema. Può però essere utile per rilanciare, anche in forme innovative, la questione della cittadinanza diffusa e della rappresentanza, che passa anche per un rafforzamento di COMITES e CGIE, per una rappresentanza anche a livello delle Regioni italiane’. Sempre in riferimento alla Commissione, è stato evidenziato il carattere bipartisan, a parte il MAIE, tutti gli eletti all’estero hanno accolto la proposta dell’Onorevole Ungaro.

Come spiega il fatto che a non condividerla sia proprio il Maie, il movimento fondato dal Sottosegretario Merlo?

‘Andrebbe chiesto al MAIE. Talvolta si ha l’impressione che non vi sia grande interesse nel ‘fare squadra’ a beneficio dei nostri concittadini. E non farebbe bene a nessuno pensare che, avendo primarie responsabilità di governo, non sia necessario sviluppare il confronto tra tutte le forze politiche’.

Uno dei temi oggetto di intenso dibattito, quello dell’aumento da 300 a 600 euro per la domanda di cittadinanza italiana per chi vive all’estero… considerato che da anni si aspetta una riforma della legge sulla cittadinanza, chi vive all’estero ha evitato di subire questa decisione, grazie anche al Pd…..

‘Mi pare che, nella dinamica parlamentare, il tema sia stato risolto. Non ci sará nessun aumento. così come alcuni emendamenti presentati dal Partito Democratico e da altri, per il rafforzamento della diffusione della lingue e della cultura italiana, per il sostegno alle rappresentanze di base, ecc. siano bene incardinati per essere approvati, ovviano, tra l’altro, ai tagli effettuati lo scorso anno dal precedente governo. Una riflessione sulla cittadinanza è assolutamente indispensabile, peró, sia per chi discende da italiani emigrati nel passato, sia per i ‘nuovi italiani’ frutto della immigrazione verso il nostro Paese. Ma non la si può affrontare per via censitaria aumentando i costi per le pratiche, cosa che, in taluni Paesi dell’America meridionale in particolare, renderebbe impossibile avviare le procedure per l’ottenimento della cittadinanza stessa. Per questo siamo stati contrari all’aumento delle percezioni consolari e il tema é ormai risolto’.

Nel 2020 sono previste le elezioni per il rinnovo dei Comites, organismi di cui, periodicamente, viene messa in discussione ‘l’utilità’ ed anche l’interesse di chi vive all’estero considerata la scarsa partecipazione alle consultazioni: qual è il suo pensiero al riguardo e soprattutto, come pensate di contribuire affinché la percentuale dei votanti sia dignitosa, pronta a smentire queste illazioni?

‘I Comites servono, e lo hanno dimostrato negli anni della loro attività. Certamente andranno riformati in maniera da garantire piena rappresentanza di tutte le tipologie di emigrazione e maggiore incisività delle loro iniziative. Per questo, con la Legge di bilancio 2020, aumentiamo le risorse a loro disposizione. Nel contempo, la bassa partecipazione alle ultime elezioni dei Comites dimostra che la cosiddetta ‘inversione dell’opzione’ è un errore, da correggere e, soprattutto, da non trasferire alle elezioni per il Parlamento e per i referendum. Se si è cittadini italiani si ha diritto a votare!’

Prossimi impegni, visite all’estero?

‘Con i nostri circoli e federazioni sto programmando una serie di attività all’estero, peraltro già iniziate in alcuni Paesi europei. Ma non si tratta solo dei miei viaggi. Stiamo coinvolgendo un largo numero di esponenti del PD con incarichi di direzione politica negli incontri con le nostre comunità nel Mondo, anche per sottolineare che il rapporto con esse è una priorità per l’intero Partito Democratico’.

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