FRIULI: I sei comuni svuotati dall’emigrazione…

Fuga dalla regione. Il dati parlano chiaro: un friulano su sette lascia la propria casa, così alcuni paesi hanno addirittura più abitanti all’estero che residenti

Un friulano su sei risiede all’estero. A guardare i dati forniti dal rapporto “Italiani nel mondo 2019” della Fondazione Migrantes, infatti, ben il 15,2% dei friulani è iscritta all’Aire, cioè l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, che contiene i dati dei cittadini che risiedono fuori dai confini nazionali per un periodo superiore ai 12 mesi. Concentrandosi sui dati, ben 184.119 abitanti del Fvg risultano ‘fuori sede’, a fronte di una popolazione residente che ammonta a un milione 215.220 persone

Mobilità in aumento
Dalle statistiche emerge con evidenza il fatto che ben 6 comuni del territorio regionale – Drenchia, Tramonti di Sopra Vito d’Asio, Frisanco, Clauzetto e Montenars – hanno più abitanti che vivono all’estero di quanti risiedono in paese.  Tra le mete preferite, l’Argentina, che ha accolto oltre 41.000 corregionali, mentre la Germania, che si colloca al secondo posto della classifica, poco più di 11.000.
Guardando all’intero Paese, su un totale di oltre 60 milioni di cittadini residenti in Italia a gennaio 2019, in termini assoluti, gli iscritti all’Aire, sono 5.288.281. Il che significa che l’8,8% della popolazione risiede fuori dai confini nazionali.
Dal 2006 al 2019 la mobilità italiana è aumentata del 70,2% passando, in valore assoluto, da poco più di 3 milioni di iscritti all’Aire a quasi 5 milioni e 300.000 persone

Giovani spinti a partire
Ma a cosa sono dovuti questi flussi migratiori? Le partenze nell’ultimo anno riguardano per lo più i giovani e nel pieno delle loro energie vitali e professionali. Si tratta soprattutto di single o di nuclei familiari giovani, donne e uomini spesso non uniti in matrimonio ma con figli. Si può dire che continua, quindi, la dispersione del grande patrimonio umano giovanile italiano che, invece di essere impegnato al progresso e all’innovazioneallo sviluppo locale, migra verso altre realtà nazionali. Queste, più lungimiranti del nostro Paese, attraggono i giovani, investono su di loro e li rendono protagoniste dei processi di crescita e di miglioramento. Questo clima di fiducia rende i giovani italiani sempre più attratti dalle realtà estere che li valorizzano e li rendono attivi sostenendo le loro idee e assecondando le loro passioni.

…E i 49 municipi che non esistono più dal 1866 a oggi

Fusioni. Accorpamenti. Soppressioni. La lista dei comuni della nostra regione che non esistono più è piuttosto lunga. Sono 49 le amministrazioni comunali ‘scomparse’ in Friuli-Venezia Giulia, dal lontano 1861 a oggi: sono 3 in provincia di Pordenone, 6 a Trieste e 11 a Gorizia. I restanti 29 si trovano nell’area della provincia di Udine. Le modalità secondo le quali il numero di comuni si è ridotto sono diverse e rispondono a differenti normative sulle disposizioni della gestione del territorio. Nella grafica riportiamo i dati ricavati dall’Agenzia delle Entrate, differenziati per zone: per provincia laddove possibile mentre, nei casi in cui la numerosità è elevata (cioè nella provincia di Udine) abbiamo scelto di distinguere le maxi aree geografiche della montagna, della zona centrale e della bassa.

Friuli centrale

Castelmonte – Ciseriis – Feletto Umberto – Ipplis – Rivignano – Rivolto – Rodda – Segnacco – Tarcetta – Teor

 

Pordenonese

Arzene – Vallenoncello – Valvasone

 

Bassa friulana

Campolongo – Fiumicello – Ioannis – Muscoli  – Perteole – Scodovacca – Strassoldo – Tapogliano – Villa Vicentina

 

Carnia-Tarvisiano

Camporosso In Valcanale – Cesclans – Fusine In Val Romana – Laglesie San Leopoldo – Ligosullo – Malborghetto – Mione – Pontebba Nova – Raccolana – Treppo Carnico – Ugovizza – Valbruna

 

Goriziano

Brazzano – Corona – Cosbana Nel Collio – Lucinico – Piedimonte Del Calvario – Romans – Salcano – San Pietro Di Gorizia – Sant’andrea Di Gorizia – Versa – Vertoiba In Campi

 

Triestino

Aurisina – Duino – Malchina – Rupingrande – San Pelagio – Slivia

 

 

FONTE: https://www.ilfriuli.it/

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