
In una bella giornata di sole romano si è svolto ieri il convegno organizzato presso la propria sede dallo CSER in ricordo di Enrico Pugliese e della sua instancabile attività di studio e di ricerca sui temi dell’emigrazione e dell’immigrazione durante 60 anni di impegno accademico e di militanza attiva in un vastissimo reticolo di associazioni e di organizzazioni sociali nate in Italia e all’estero che hanno collaborato con lui.
Molti esponenti di queste realtà e di questa lunga storia hanno riempito la sala del convegno e hanno portato testimonianze significative e talvolta commoventi per l’intensità partecipata delle tante azioni di sostegno e di solidarietà con i migranti che accompagnavano l’attività di ricerca sul campo di Enrico e dei suoi collaboratori (tra i quali, scomparsi recentemente, Giovanni Mottura e Francesco Calvanese), in particolare nelle aree del sud Italia e a Napoli, dagli anni ’60 agli anni ’90, e poi a Roma e in altri territori, come anche all’estero, negli anni successivi.
Decisivo è stato anche, negli ultimi 20 anni, l’impegno di Enrico Pugliese a far emergere nella discussione pubblica la vicenda della nuova emigrazione italiana ripartita dopo la crisi del 2007-2008 e a collocarla come ultimo ciclo nel lungo tragitto dell’emigrazione che percorre l’intera storia del Paese, a partire dall’Unità, superando le narrazioni edulcorate dei primi anni 2000 incentrate sulle invenzioni terminologiche della “fuga dei cervelli” e degli “expat” e recuperando il senso strutturale di questo fenomeno, accanto ad altri che hanno caratterizzato il nostro mercato del lavoro (disoccupazione, bassi tassi di attività, lavoro informale, dualismo nord-sud e emigrazione interna, arretratezza del capitalismo nostrano rispetto alle risorse umane disponibili e collocazione del Paese in una posizione non eccelsa all’interno della divisione internazionale del lavoro). (Vedi sulla home page di FIEI alcune delle più recenti ricerche e pubblicazioni coordinate da Enrico Pugliese)
In realtà si è trattato – e si tratta – di un terzo ciclo di emigrazione di massa analoga, per numeri, a quella degli anni ’60 del novecento ma che si produce in un contesto molto diverso dal precedente flusso: non di boom economico, ma di crisi e di recessione nazionale e globale; non di crescita, ma di declino demografico con la parallela desertificazione sociale di interi territori, soprattutto al sud; in assenza di rimesse o altri investimenti a suo tempo prodotti dai precedenti flussi; e soprattutto in una ampia sottovalutazione politica e istituzionale determinata dal disinteresse verso “Quelli che se ne vanno” e degli attori decisionali che invece negli anni ’70 furono in grado di varare una notevole mole di interventi legislativi nazionali e regionali e dell’approntamento di risorse pubbliche per fornire almeno parziali risposte ai problemi, ma anche alle opportunità legati dal fenomeno.
Rispetto ai parziali successi della ricerca partecipata proseguita da Enrico Pugliese tra gli anni ’80 e ’90 che offrì una base conoscitiva importante per la modifica in positivo di alcuni aspetti della legislazione sull’immigrazione in Italia (soprattutto per quanto riguardò il lavoro agricolo, la lotta al caporalato, lotta al razzismo e alla xenobia), l’imponente attività di analisi realizzata nell’ultimo quindicennio sulla nuova emigrazione non ha purtroppo ancora conseguito esiti simili. Segnale, quest’ultimo, che si attraversa una fase storica di riduzione della funzione politica e del permanere di un “pilota automatico” economico-politico che ha prodotto la nuova emigrazione e che, in una “causazione circolare e cumulativa” (Gunnar Myrdal), è destinata a produrne di nuova ancora in futuro. (Vedi il rapporto Filef 2025 su “Valorizzazione della nuova emigrazione”)
La caratteristica di “crocevia migratorio” dell’Italia con la compresenza ormai più che ventennale di immigrazione ed emigrazione da conto di queste caratteristiche e rappresenta dunque una sorta di cartina di tornasole o lente per una piena comprensione delle necessità del Paese, ben oltre i fenomeni stessi indagati e descritti.
Nell’ambito dell’incontro è stata ricordata la lunga collaborazione di Enrico Pugliese con lo Cser, con Cgil, Fiei, Filef, con il Faim e il CGIE, nella realizzazione di numerose occasioni di discussione pubblica, di diverse ricerche e pubblicazioni realizzate negli ultimi 20 anni su tutti i principali temi dell’emigrazione italiana.
L’incontro è stato introdotto da p. Lorenzo Prencipe (Cser) e moderato da Mattia Vitiello e Corrado Bonifazi (Irrps-Cnr). Sono intervenuti in successione, Matteo Sanfilippo, Anselmo Botte, Rodolfo Ricci, Elena De Filippo, Francesco Carchedi, Corrado Bonifazi, Cinzia Conti, Frank Heins, Salvatore Strozza, Mattia Vitiello, Antonio Sanguinetti, Peter Kammerer, Enrica Morlicchio, Michele Colucci, Stefano Boffo e Enrico Rebeggiani, Giuseppe Gesano.
I contributi proposti durante il convegno saranno raccolti e pubblicati dallo Cser nei prossimi mesi.
La registrazione dell’incontro è disponibile su Youtube.
(emi-news, 22-05-2026)
Alcuni momenti del convegno:
![]()





![]()






Lascia un commento