Ist. F.Santi: L’anno che verrà

Il 2024 che sta per iniziare è segnato da guerre in atto.

Il richiamo ad essere attivi a sostegno della pace è il primo che facciamo.

Come diceva Jacques Delors, cattolico e socialista, non si tratta di essere pessimisti o ottimisti. Si tratta di essere attivi.

Ognuno di noi come persona e come partecipe dell’associazionismo in emigrazione deve far sentire la sua voce e agire perché il valore in sè della pace e della collaborazione fra le persone e i popoli prevalga sugli isolazionismi e le contrapposizioni armate.

Pane e lavoro è il secondo richiamo nella continuità di un impegno sul quale, oltre 54 anni or sono, è nato l’Istituto Fernando Santi per e con gli italiani emigrati.

Per questo obiettivo centrale rivendichiamo in primo luogo il diritto dei giovani a restare nei luoghi in cui sono cresciuti e si sono formati. Tanti, troppi sono i giovani che seguitano ad andare all’estero a causa della mancanza di lavoro, della precarietà e dello sfruttamento.

Come nel passato lontano e recente.

Per i giovani che sono emigrati vi è una responsabilità a porre in essere le necessarie tutele costituzionali da parte dello Stato. Denunciamo l’assenza di politiche adeguate.

Le tutele del lavoro valgono per tutti, ivi compresi i giovani immigrati in Italia. A fine anno solo il 30% delle persone entrate in Italia per avere un impiego è riuscito a stabilizzare la propria posizione lavorativa e ad avere i documenti mentre gli altri finiscono nella irregolarità.

La procedura del decreto flussi, l’unica in atto, discrimina e si dimostra inadeguata.

Cambiamento è il terzo richiamo che ci responsabilizza in prima persona.

Cambiare seguitando a guardare ai valori fondanti una storia, quella del mondo dei migranti, che ci ha visto attivi dal lontano 1969.Una storia che seguita ad avere un senso, portata avanti nel perseguimento dell’eguaglianza, della conciliazione fra interesse individuale e interesse collettivo, della lotta alle discriminazioni.

Nel diritto delle persone a restare o ad andare.

Buon nuovo anno per tutti.

 

FONTE. ISTITUTO F. SANTI

 

 

 

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