6/9 Agosto, Hiroshima e Nagasaky: “La mano della distruzione”. Nuovo Paese n. 8/22 on line

La mano della distruzione

di Frank Barbaro

Il 6 e il 9 agosto di 77 anni fa fu commesso il crimine probabilmente più barbaro contro l’umanità, con lo sgancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.

Il bombardamento statunitense, che uccise all’istante circa un quarto di milione di giapponesi quando le due città furono disintegrate, segnò la drammatica fine della Seconda Guerra Mondiale.

È inspiegabile come le implicazioni morali e legali dell’uso spietato di tale forza distruttiva non siano state valutate, date le norme e i trattati riguardanti i non combattenti.

Ironia della sorte, quell’esperienza sta probabilmente smorzando l’entusiasmo americano verso un coinvolgimento più diretto nella guerra in Ucraina, dopo la velata minaccia del presidente russo Vladimir Putin ai paesi della NATO.

Keiko Ogura, 84enne sopravvissuto di Hiroshima, ha paura che la storia stia per ripetersi con l’invasione russa dell’Ucraina, preludendo a una nuova Guerra Fredda. In un’intervista all’Australian Financial Review (22 luglio 2022) ha dichiarato di temere la prospettiva che, per la terza volta nella storia, una bomba nucleare possa essere utilizzata in guerra.

Sono preoccupato non solo per Putin, ma per il modo di pensare della NATO, dell’America e degli altri paesi, tutti di nuovo disposti a usare le bombe nucleari. Pensano che non si faranno male da soli.’’

Tuttavia, i confini nazionali non possono limitare i rischi incombenti che l’umanità deve affrontare e, proprio come le guerre che hanno implicazioni globali, lo stesso vale per il cambiamento climatico e per la forza dirompente dei mercati guidati dai capitali.

Chi non è convinto degli attuali rischi ambientali ed economici può essere persuaso dalla regressione sociale e psicologica, che fa parte del mondo che l’uomo ha plasmato.

La gravità di questa situazione si può percepire guardando la cooperazione tra i ministri della solitudine e dell’isolamento del Regno Unito e del Giappone, nell’affrontare quella che vedono come un’importante sfida internazionale.

 


 

The hand of destruction

by Frank Barbaro

On 6 and 9 August 77 years ago arguably, the most barbaric crime against humanity was committed with the dropping of the atomic bombs respectively on Hiroshima and Nagasaki.

The US bombing – that instantly killed about a quarter of a million Japanese when it disintegrated those two cities – signalled a dramatic end to WWII.

It is unexplainable how the moral and legal implications of the merciless use of such destructive force were not, and have not been assessed, given norms and treaties regarding non-combatants.

Ironically, that experience is probably dampening American eagerness for a more direct involvement in the Ukraine war following Russian President Vladimir Putin’s veiled threat to NATO countries.

Hiroshima survivor Keiko Ogura, 84, fears history is about to repeat itself with Russia’s invasion of Ukraine threatening a new Cold War, and in an interview with the Australian Financial Review (22 July 2022) dreads the prospect that for a third time a nuclear bomb might be used.

‘‘I am worried, not only about Putin, but the way of thinking of NATO and America and other countries. Countries are again willing to use nuclear bombs if they think they will not get hurt themselves.’’

However, national borders cannot confine the looming risks humanity faces and just like wars that have global implications so do climate change and the disruptive force of capital driven markets.

Anyone who is not convinced of the current environmental and economic risks may be persuaded by the social and psychological regression that is also part of the world humans have shaped.

The seriousness of that is hinted at by the cooperation between the UK and Japanese Ministers for Loneliness and Isolation to tackle what they see as an important international challenge.

 

 

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agosto 2022

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