Garantire interventi sanitari e preventivi nei confronti degli immigrati extracomunitari

Li sollecita Antonio Sanfrancesco, Presidente della Soc. Coop. Sociale Filef Basilicata

Lunedì 19 aprile 2021 – Nel Piano strategico per la Vaccinazione anti-Sars.Cov-2/Covid-19, si afferma che “La Costituzione italiana riconosce la salute come un diritto fondamentale dell’individuo e delle comunità. Lo sviluppo di raccomandazioni su gruppi target a cui offrire la vaccinazione sarà ispirato dai valori e principi di equità, reciprocità, legittimità, protezione, promozione della salute e del benessere, su cui basare la strategia di vaccinazione”.

Lo ricorda in una nota Antonio Sanfrancesco, Presidente della Soc. Coop. Sociale Filef Basilicata

“Fra i gruppi target da prendere in considerazione – afferma Sanfrancesco – vi sono anche gli immigrati extracomunitari presenti nei territori nazionali e regionali. Fra rifugiati, richiedenti asilo e migranti irregolari, in Italia vi sono più di 500.000 mila persone che rischiano di essere completamente esclusi dalle attività di vaccinazione antiCovid-19 (in Basilicata oltre 4.000 immigrati).

Non bisogna escludere tali categorie dal processo di vaccinazione; sarebbe un grave errore umanitario ma – ribadisce Sanfrancesco – soprattutto sociale e sanitario. Le priorità di vaccinazione devono rispettare i principi sopra definiti dal Piano Nazionale.

L’OMS ed il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie rimarcano l’importanza di garantire l’accesso alle vaccinazioni anche a rifugiati, richiedenti asilo e migranti irregolari, come parte integrante dei servizi di assistenza sanitaria forniti ai migranti al loro arrivo.

Già prima della Pandemia, del resto, – prosegue Sanfrancesco – nel nostro Piano nazionale delle prevenzioni vaccinali si proponeva di “contrastare le diseguaglianze promuovendo interventi vaccinali nei gruppi di popolazioni marginalizzati o particolarmente vulnerabili”.

Tra questi erano inclusi “gli immigrati, soprattutto irregolari, e i rifugiati, ma anche le diverse etnie di popolazioni nomadi (Rom, Sinti) e i “soggetti senza fissa dimora”.

E poiché si tratta di persone con difficoltà di accesso ai servizi di prevenzione, e che perciò sfuggono agli interventi rivolti alla popolazione generale, “dovrebbero essere oggetto di strategie ad hoc”. Escludere queste categorie a rischio dalla vaccinazione anticovid sarebbe dunque – è la denuncia di Sanfrancesco – in contrasto sia con le prescrizioni delle organizzazioni sanitarie internazionali, sia con gli obiettivi dei precedenti piani vaccinali italiani.

Attualmente, nella Regione Basilicata non si sta facendo nulla di concreto. Non vi è un piano specifico di vaccinazione e non vi sono risposte chiare di intervento da parte dell’Istituzioni locali.

Il diritto alla salute è un principio sancito dalla nostra costituzione (art. 32 della Costituzione) e dall’OMS che lo considera un “diritto universale”.
Purtroppo tutto ciò non avviene nella Regione Basilicata. Non si comprende il bisogno specifico di vaccinazione degli ospiti immigrati presenti in Centri di accoglienza o che sono presenti regolarmente nel nostro territorio.

È un PROBLEMA SOCIALE E ETICO che va subito affrontato e non demonizzato considerando gli immigrati come soggetti invisibili ed inconsapevolmente responsabili delle proprie vite.
È deplorevole – conclude Sanfrancesco – non fare niente per tante PERSONE che vivono ai margini della società e non garantiti. Essere immigrato ed extracomunitario non è una colpa. Il governo regionale deve dare l’opportunità ai migranti di fare il vaccino come soggetti fragili; ciò deve essere fatto in tempo rapido, senza se e senza ma“.

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