COVID-19: Comunicato FIEI su “emergenza rientri e disoccupazione italiani all’estero”

EMERGENZA RIENTRI e DISOCCUPAZIONE ITALIANI ALL’ESTERO

 

“Ad oggi oltre 70.000 italiani sono rientrati dall’estero grazie ai voli coordinati dal Ministero degli esteri attraverso Alitalia ed altri vettori.

Visto l’impatto dell’ emergenza Covid 19 sui nostri emigrati, molti di essi licenziati o in condizione di precarietà, in migliaia stanno ancora cercando di rientrare in Italia.
Purtroppo i costi di questi voli sono assolutamente proibitivi: 300-500 euro per un volo da Francoforte o 600-700 da Londra; oltre 1.500 dalle Americhe rendono impossibile il rimpatrio per tanti e tante già in situazioni economiche molto precarie. E il mezzo aereo rimane ad oggi l’unico realmente possibile, anche in Europa, considerato che i treni a lunga percorrenza sono bloccati.
Considerato che Alitalia è una impresa praticamente nazionalizzata, crediamo che le tariffe dei voli  vadano calmierate fino alla fine dell’emergenza, per tutti i connazionali in difficoltà, ma in particolare per quelli che non si trovano all’estero solo per turismo.
Oltre al problema del rientro in Italia vi è poi quello del reinserimento: bisogna far conoscere quali sono le misure di reintegrazione nel mercato del lavoro italiano e quelle di sostegno di emergenza di cui possono avvalersi sia a livello nazionale che regionale. A questo proposito si è in attesa di sapere se in caso di rientro di numeri consistenti di giovani emigrati siano stati predisposti strumenti ad hoc per non trovarsi di fronte a situazioni difficili da affrontare. Il Cgie ha stimano che potrebbero rientrare almeno centomila persone.
Per coloro che hanno deciso di rimanere nel paese di emigrazione pur nella situazione di crisi che si è creata, va verificata la possibilità di accedere alle misure di emergenza varate dai singoli paesi, anche per chi non è stabilmente inserito nel mercato del lavoro locale perché occupato/a informalmente o a nero. Il lavoro nero non è una libera scelta, è stato ed è spesso la condizione obbligata per molti giovani di recente emigrazione, in particolare nei primi periodi di insediamento all’estero.
Chi se ne deve occupare ? L’Italia, i singoli paesi o l’Europa ?
Se ne dovrebbero occupare tutti: per quanto riguarda l’Europa, la situazione di emergenza non riguarda solo gli italiani, ma molti giovani migranti provenienti da diversi paesi che si sono trasferiti negli ultimi anni nei paesi più ricchi. C’è quindi bisogno di un pronunciamento e di misure apposite da parte delle istituzioni europee. Il Governo italiano deve attivarsi rapidamente su tali situazioni ponendo la questione nelle sedi opportune.
Per coloro invece che intendono rientrare, un buon punto di partenza per un aiuto immediato, sarebbe quello di utilizzare una parte dei 4 milioni di euro stanziati in aggiunta ai fondi di assistenza dei consolati, quantomeno per mitigare i costi di rientro. Queste risorse vanno usate anche per aiutare a superare questi mesi di difficoltà in mancanza di altri sussidi.

 

 

FIEI (Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione)

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