COVID-19. REGOLARIZZAZIONE IMMIGRATI, PROVENZANO: UN ATTO DI GIUSTIZIA

“Non esulto, non sventolo le bandiere. Era un atto dovuto, di civiltà. Dico piuttosto a queste persone: ‘Scusate il ritardo’. Non stavamo parlando di braccia, parlavamo di persone”, “con questi rapporti di forza abbiamo ottenuto tutto il possibile. Peccato che non sia stato fatto prima, quando il centrosinistra governava tutto e avrebbe dovuto cambiare la Bossi-Fini”.

Così Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud e la coesione territoriale, parla della regolarizzazione dei lavoratori immigrati in una intervista a Repubblica. “Martedì sera l’accordo raggiunto è stato rimangiato – aggiunge -. Ma insultare quello con cui ti siedi al tavolo non mi sembra una grande strategia negoziale. Se vuoi un accordo stai calmo e ti ci rompi la testa fino ad ottenerlo. Nel merito, ë un compromesso onorevole. Per cui ringrazio le ministre con cui abbiamo lavorato, Catalfo e Bellanova, e in particolare una, per l’equilibrio che ci ha messo: Luciana Lamorgese”.

Evidenzia inoltre che “la norma riguarda anche gli italiani. Soprattutto al Sud, nelle campagne, ci sono italiani, moltissime donne, malpagati e senza contratto. Ho sollevato il tema del lavoro nero subendo la gogna salviniana e della destra che ha sempre difeso gli evasori. Non penso agli sfruttatori, ma agli sfruttati. La crisi è un’occasione per emergere nella legalità”.

Sottolinea anche “che con la crisi le mafie possano espandere i propri affari è una preoccupazione fondata. Ma la pandemia ha colpito anche il mondo sommerso e quello criminale, e sta offrendo alle istituzioni un’opportunità straordinaria: approfittarne per provare a stroncare le mafie e a bonificare le paludi dell’irregolarità. Dare liquidità a cittadini e imprese, come facciamo con questo decreto, preparare il rilancio produttivo preoccupandoci della vulnerabilità sociale, è la strada giusta.

Anche per prevenire che alla pandemia del virus, come dice un prete lucano, segua la ‘pandemia dell’usura’”. E conclude: “Io ho rispetto del travaglio interno al M5S, ma è giunto il momento che faccia piena chiarezza sulla sua natura politica. C’è una destra e c’è una sinistra. Con le sfide difficili che ci aspettano bisognerà scegliere, sempre di più”.

(14 MAG / red)
FONTE: 9Colonne

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