LEGGE DI BILANCIO/ MACALUSO (ACLI BAVIERA): CI ASPETTAVAMO MAGGIORE CONSIDERAZIONE

MONACO\ aise\ – “Le ACLI Baviera denunciano con veemenza le drastiche riduzioni di bilancio che nella finanziaria sono previste per gli italiani che vivono nel mondo”. Il Presidente regionale delle Acli Baviera, Carmine Macaluso commenta così le cifre del ddl bilancio – ora all’esame del Senato – stigmatizzando la “riduzione di decine di milioni di euro rispetto al passato” per le politiche migratorie.

“Un pesante segno negativo”, argomenta Macaluso, che colpisce “i contributi agli Enti gestori per l’insegnamento e diffusione della lingua e cultura italiana, l’assistenza diretta ai connazionali indigenti, le attività culturali della rete diplomatico-consolare; che penalizza ulteriormente il CGIE ed i Comites nel mondo e, soprattutto, il mondo delle Associazioni che, con spirito di servizio, aggregano le collettivitá e, con spirito volontariato, profilano la presenza e l’impegno degli Italiani nei processi d’integrazione europea”.

Una mossa che, per Macaluso, “non può considerarsi una semplicistica razionalizzazione della spesa pubblica, o beffardamente un consolidamento positivo e stabile delle Comunità italiane all’estero; né stucchevolmente un’opportunità per liberarsi dai retaggi di un indiscriminato assistenzialismo: niente di tutto ciò”. La riduzione dei fondi, per l’esponente delle Acli bavaresi, “avviene puramente un processo di destrutturazione”.

“Ci saremmo attesi dal Governo italiano un’attenzione per strutture consolari efficaci ed efficienti, per un adeguato quanto necessario finanziamento per l’insegnamento e la promozione della lingua e cultura italiana nel mondo, per un’assistenza sociale e previdenziale che meritasse questo appellativo, per un rilancio del mondo associativo, di iniziative culturali e sportive, tutti beni irrinunciabili”, aggiunge Macaluso. “Bene: accade proprio il contrario! Non si tratta di perpetrare mentalità assistenzialista, ma di assicurare le premesse per un intervento serio e sensato nei processi di valorizzazione della risorsa in più rappresentata dalla presenza di comunità italiane numerose nei cinque continenti”.

Quella contenuta nel bilancio, aggiunge Macaluso, “è una sentenza di asfissia per gli Istituti di Cultura italiana all’estero, per l’articolato mondo associativo italiano all’estero, per un’immagine ed un profilo di italianità, sano e propositivo, a supporto anche dell’economia del Paese, per essere direttamente e mediatori del consumo di prodotti tipici italiani, dall’automobile alla moda, dall’artigianato alla gastronomia”.

“Le drastiche decurtazioni scoprono gli altarini e rivelano un’ipocrisia politica che alle illusioni delle parole da parte del Governo contrappone la miopia delle risorse”, accusa il presidente delle Acli bavaresi.

“Le elezioni dei Comites e del CGIE previste nella primavera dell’anno 2020 in riferimento alle quali, a pochi mesi di distanza non esistono certezze e programmazioni, – stigmatizza Macaluso – rappresentano anch’esse una ferita profonda ,non solo per il significato intrinseco del mandato di rappresentanza diretto, democratico e popolare ad esso collegato, ma soprattutto segnala una mancata sensibilità politica ed un non riconoscimento all’impegno profuso dai questi organismi, spesso supportati da mezzi, strutture e risorse limitate”.

“Le ACLI Baviera, a servizio dell’emigrazione italiana da oltre sessant’anni, – conclude Macaluso – con il proprio Movimento e i Servizi, richiedono che rispetto alla problematica dell’immigrazione e alle soluzioni di regolamentazione del fenomeno in Italia, il Legislatore, appunto perchè il nostro è da più di secolo e fino ad oggi piú che mai un Paese d’emigrazione, sia precursore e lungimirante nello stesso tempo”.

 

FONTE: aise.it

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