La Piccola Amal percorrerà 8.000 km per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crisi dei rifugiati

La FIEI invita a seguire La Piccola Amal lungo il percorso di 8.000 km, dalla Turchia alla Gran Bretagna per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crisi dei rifugiati.

(su https://www.walkwithamal.org/it/ tutte le informazioni sul progetto itinerante, come seguirlo, come sostenerlo)

 

Il Cammino è un festival artistico internazionale diffuso. La Piccola Amal, un burattino alto 3 metri e mezzo, attraverserà il continente europeo a piedi per portare l’attenzione sulle storie di milioni di giovani rifugiati. Attraverserà 8 paesi e sarà accolta da centinaia di eventi culturali in centri abitati grandi e piccoli lungo tutto il percorso. La lunghezza e l’ampiezza di questa sfida hanno già catturato l’attenzione prima ancora di compiere il primo passo. Amal camminerà per tutti i bambini rifugiati, spesso non accompagnati e separati dalle loro famiglie, costretti a intraprendere viaggi straordinari in condizioni estremamente difficili. La sua marcia servirà a non dimenticarli.

“In un momento in cui il dibattito pubblico è così polarizzato e le strade legali e sicure per i rifugiati vengono sbarrate, l’arte può svolgere un ruolo fondamentale per disegnare uno scenario diverso avvicinando le persone tra loro. Ci auguriamo che Il Cammino possa gettare nuova luce sui viaggi che i rifugiati sono costretti a intraprendere, promuovendo gli sforzi per creare un mondo in cui tutti coloro che cercano asilo abbiano accesso a un approdo sicuro.”

La speranza si costruisce passo dopo passo

Amal, la bambina siriana gigante del progetto di The Walk ( www.walkwithamal.org) sta per mettersi in viaggio. Arriverà in Italia l’8 settembre, il suo cammino la porterà da Bari attraverso diverse tappe tra cui Napoli, Roma, Assisi, Bologna e Milano verso la Liguria dove attorno al 19 settembre attraverserà il confine e entrerà in Francia.

Per la tappa ligure la direzione artistica di The Walk, a cura di Amir Nizar Zuabi con la collaborazione dei responsabili italiani di TheWalk/Italia Ludovica Tinghi e Roberto Roberto, hanno immaginato assieme all’artista Azziz di accogliere Amal in un grande prato fiorito di papaveri rossi.

Come UNIMA Italia ci siamo interessati al progetto, abbiamo chiesto se ci fosse bisogno di aiuto e abbiamo scoperto che i tempi di attesa burocratica avevano molto ritardato il lavoro di Azziz.

Allora è nata l’idea di cercare di creare una cordata di marionettisti italiani che potessero aiutare Azziz a costruire i fiori per Amal e lo abbiamo cercato. Queste le sue parole per raccontare la tappa ligure:

“Questo progetto è nato con lo scopo di accogliere Amal e, al contempo, augurarle buon viaggio attraverso tutte le tappe che la porteranno alla destinazione finale in Inghilterra.

Durante l’ultima tappa in Italia, la marionetta attraverserà un campo di fiori e il suo gesto gentile sarà ripreso in un video realizzato per chiudere il suo passaggio in Italia e aprire il pellegrinaggio francese.

Oggi, con la cordata, questo messaggio acquista ancora più importanza: dietro a ogni «mano-fiore» ci potrà essere un «floricoltore» a personalizzare il proprio augurio che accompagnerà Amal verso il confine.

L’idea della creazione di fiori che hanno le sembianze di mani, era stata pensata per essere inserita come installazione nell’evento floreale di Sanremo.

Mani tese e mani disattese che possono rappresentare l’aiuto e la protezione nei confronti di migranti e rifugiati ma che allo stesso tempo evocano le mani che respingono, trascinano al di la del confine, arrivando perfino ai maltrattamenti e oltre.”

Costruire un fiore è semplice e servono dei materiali poveri e facilmente recuperabili.

Per imparare a fare i grandi fiori ideati da Azziz verranno organizzate delle giornate di atelier in diverse città italiane tra il 16 luglio e il 7 agosto a cui si potrà partecipare per incontrare Azziz e apprendere da lui la tecnica di realizzazione, successivamente verrà anche messa a disposizione degli interessati, a partire dall’ultima settimana di luglio, una guida online per poterli realizzare a distanza nei propri laboratori in tutta Italia e un dossier con le specifiche tecniche (immagini di riferimento, elenco dei materiali, misure).

Per raccogliere i fiori e spedirli ad Azziz verranno organizzati dei punti di raccolta territoriali da cui far partire le spedizioni oppure si potrà facilmente spedire il proprio fiore o i propri fiori direttamente a lui.

Queste le parole del direttore artistico Amir Nizar Zuabi:

“E’ proprio perché in questo momento l’attenzione del mondo è diretta altrove che diventa più importante che mai riportare i riflettori sulla crisi dei rifugiati e cambiarne la narrazione. Sì, i rifugiati hanno bisogno di cibo e di coperte, ma hanno altrettanto bisogno di dignità e di una voce. Lo scopo de Il Cammino è mettere in luce il potenziale dei rifugiati, senza soffermarsi solamente sulle terribili condizioni in cui si trovano a vivere. La Piccola Amal è alta 3 metri e mezzo perché vogliamo che il mondo cresca a sufficienza per accoglierla. Vogliamo che ci ispiri a pensare in grande e ad agire in grande.”

Chi fosse interessato a partecipare a questo progetto mandi subito (preferibilmente entro lunedì 12) una mail all’indirizzo: unimaincontri@gmail.com   con oggetto Un fiore per Amal segnalando la sua disponibilità a collaborare e il luogo da cui lavorerà per fare il fiore. Il referente UNIMA Italia per il progetto è Valeria Sacco.

Man mano che riceveremo le adesioni invieremo agli interessati il calendario con le date degli atelier in presenza e appena saranno pronti i materiali per costruire i fiori/mani a distanza.

A breve organizzeremo anche una riunione Zoom per ulteriori dettagli e per conoscere direttamente il gruppo che sta lavorando attorno a questa tappa di The Walk.

UNIMA Italia

 


 

A ogni tappa del suo viaggio la piccola Amal sarà accolta da eventi artistici e culturali ideati appositamente per lei e rappresentativi delle comunità che incontrerà. Speriamo che ogni incontro con Amal rafforzi i legami già esistenti con i rifugiati e, magari, suggerisca nuovi modi di intendere il concetto di ‘comunità’ e di ‘casa’.

 

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