CGIE: L’AMBASCIATORE VARRIALE ILLUSTRA LO STATO DELLA RETE CONSOLARE ALL’ESTERO.

Nel corso dell’ultima giornata dei lavori della plenaria del Cgie, è intervenuto l’ambasciatore Renato Varriale, Direzione Generale per le risorse e l’innovazione alla Farnesina, che di fronte ai consiglieri ha illustrato lo stato della rete consolare all’estero
“Non voglio essere noioso”, ha esordito l’ambasciatore, “ma alcuni dati sono indispensabili. Quando noi assegniamo persone estero, facciamo delle liste, pubblicizziamo i posti disponibili. Nei giorni scorsi l’abbiamo fatto per il personale non diplomatico. 362 posti disponibili. Ne abbiamo assegnati solo 56, il 15%”.
“In passato”, ha proseguito Varriale, “quando la copertura era del 43%, al 33%, abbiamo lanciato un campanello di allarme. Ora la situazione è davvero drammatica”. 
Perché la gente non va a lavorare all’estero? L’ambasciatore ha parlato di diverse ragioni: “in primis l’età media. 56 anni per il personale non diplomatico, 44 per quello diplomatico. Le altre ragioni possono essere quelle delle condizioni di sicurezza in alcune aree geografiche. Ci sono poi i tagli alle retribuzioni, che hanno prodotto un effetto dissuasivo. E poi chi va all’estero deve lavorare il doppio, perché non c’è ambasciata, consolato o rappresentanza che non abbia dei vuoti. Questa prospettiva scoraggia e spaventa i dipendenti”. 
Un quadro avvilente, e non finisce qui: “Al 30 giugno 2009”, ha spiegato l’ambasciatore, “avevamo 350 diplomatici, ora ne abbiamo 338. Situazione quindi sotto controllo. Meno 21 unità nei consolati. Ma alcune sedi sono chiuse, quindi il numero regge. In più c’è stato un turn over regolare. La situazione devastante la riscontriamo nel personale non diplomatico, ridotto del 31% dal 2009, corrispondenti a 1160 unità in meno. Io mi chiedo come abbiamo fatto”. 
“Tuttavia”, ha aggiunto, “non ce ne stiamo con le mani in mano e si comincia a vedere una luce in fondo al tunnel. Stiamo facendo concorsi. Nel corso dei prossimi due anni assumeremo tra 500 e 600 unità amministrative. Poi c’è il Decreto Concretezza varato dal ministro Bongiorno, che ci permetterà di fare concorsi prima che ci siano i pensionamenti. Almeno saremo pronti già a inserire le nuove leve, evitando il Gap che troppe volte si verifica”.
“Con una misura coraggiosa”, ha proseguito Varriale, “abbiamo evitato il rientro di dipendenti che si sono riqualificati dalla seconda alla terza area. 56 aree funzionali generiche e 8 APC. Numeri non indifferenti che ci hanno permesso di valutare un cambiamento di rotta. Prima tutti dovevano tornare a Roma per cambiare contratto, invece, caso per caso, qualora lo volessero, gli abbiamo concesso di restare all’estero. È una misura emergenziale che permette però di dare continuità alle funzioni dei servizi consolari”.
“Il personale a contratto è in una situazione più incoraggiante. I contrattisti erano 2492 nel 2009. Sono aumentati del 17%, 2920 unità. C’è stata una grossa infusione di unità nel 2015 e negli ultimi 3 anni, anche grazie alle pressioni del Cgie sulle autorità politiche”. 
E sul fronte delle assunzioni? “Il quadro è variegato”, sostiene l’ambasciatore, “Per l’assunzione di un contrattista occorrono un paio di mesi. Per un’assunzione a tempo indeterminato i tempi sono di sei o otto mesi. Decisamente troppi. Con il ministro Vignali lavoriamo di concerto e stiamo cercando una soluzione per snellire alcune procedure. Abbiamo rotto alcuni tabù, permettendo ai contrattisti di svolgere alcuni funzioni che prima non svolgevano. In maggiore autonomia. Abbiamo dato deleghe ad alcuni dipendenti di seconda area che hanno ricevuto la delega per firmare gli atti formali”.
“Nel 2009 avevamo una rete estera fatta di 238 sedi, senza considerare gli IIC. Ora sono 212, 26 in meno. Abbiamo soprresso alcune ambasciate, ma altre ne abbiamo aperte. Abbiamo soppresso 31 uffici consolari. Però ne abbiamo aperti altri. Qui i tagli sono stati maggiori e più evidenti. Individuare all’epoca i tagli da fare fu doloroso per noi e per gli italiani all’estero, ma era inevitabile. Ora siamo in affaticamento, però stiamo ricominciando a funzionare in una situazione di ragionevole efficienza”. (gianluca zanella\ aise) 

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