Gino Bucchino: il quadro reale del diritto di fine vita in Canada

Foto di ElasticComputeFarm da Pixabay

Aveva destato un certo scalpore qualche settimana fa, un articolo ripreso da un giornale italiano edito in Canada sul suicidio assistito che riportava in effetti i risultati di un sondaggio sul gradimento del sistema MAID (Medical Assistance In Dying) canadese. Abbiamo chiesto a Gino Bucchino (medico a Toronto, ex parlamentare italiano) di fornirci un quadro adeguato della normativa in vigore, al di là delle facili speculazioni e strumentalizzazioni che si innescano di frequente su un tema così delicato. Lo ringraziamo per la disponibilità e per il bel contributo conoscitivo che ci ha inviato. (Red)

 

di Gino Bucchino

Non è certo un grido isolato quello dello storico Massimo Viglione che afferma che il Canada non è nuovo a “folli passi in avanti”, sul percorso di una china rovinosa, a pieno titolo inserito nella visione di una “anglicità totale”. Non a caso, sempre a parere dello storico, le leggi più coercitive vengono proprio dal Canada e dall’Australia.

È vero sì che il Canada così vicino, troppo, agli Stati Uniti, che si onorano a mio parere di ben più alti traguardi di disattenzione sociale, sicuramente non può essere additato come uno stinco di santo.  Ce lo ricorda il  mandato di genocidio culturale, condiviso a pieni mani con i cugini americani, che ha costretto i nativi americani a vivere nelle riserve, e ce lo ricorda la violenza e la coercizione delle scuole residenziali per costringere i bambini  “indiani” ad allontanarsi dalle loro tradizioni, dalla loro cultura, dalla loro lingua.

Ce lo ricorda Papa Francesco che nel mese di luglio dello scorso anno ha visitato il Canada in un pellegrinaggio di penitenza per presentare il suo personale perdono ricordando la tragedia dei bambini che hanno sofferto abusi fisici, psicologici e morte a mano della Chiesa Cattolica.  Ma è anche vero che il Canada è oggi, e lo è da tempo, con il suo fiore all’occhiello del “multiculturalismo” uno dei paesi più aperti e portabandiera di parole  come integrazione, interazione, condivisione e arricchimento culturale di tutti i popoli che vivono il Canada, paese primo al mondo a riconoscere la Cina di Mao nel lontano 1961, paese che a dispetto della vicinanza agli Stati Uniti, offre assistenza medica universale,   fra i primi paesi al mondo a introdurre il matrimonio tra persone dello stesso sesso a livello federale ma anche il diritto di adottare e di avere figli attraverso tecniche di riproduzione assistita così come tra i primi a riconoscere la doppia genitorialità per le coppie dello stesso sesso consentendo ai genitori omosessuali di essere riconosciuti come genitori dei loro figli.

Ed infine l’attenzione che il governo federale ha posto alla questione non più eludibile  del diritto di richiedere assistenza medica di fine vita. Ed è stato proprio quest’ultimo punto a dare fiato alle grida di allarme e alla crociata contro il Canada.  Non è affatto vero che il Canada ha segnato i primi passi sul percorso di una sottile “manovra psicologica di suicidio e eliminazione di massa”.

Questo è invece il  vero percorso che il Canada ha intrapreso a partire dal 1915 affermando che “l’assistenza medica al morente (MAID acronimo per Medical Assistance In Dying) è una questione complessa e profondamente personale. Il governo del Canada si impegna a garantire che le nostre leggi riflettano le esigenze dei canadesi, proteggano coloro che potrebbero essere vulnerabili e sostengono l’autonomia e la libertà di scelta

Il 6 febbraio 2015  la Corte Suprema del Canada, stabilisce con voto unanime che per soddisfare la Carta canadese dei diritti e delle libertà le parti del codice penale  che proibivano l’assistenza medica in caso di morte non potevano essere più valide concedendo così agli adulti canadesi mentalmente competenti e che soffrono in modo intollerabile e duraturo il diritto all’assistenza di un medico in caso di morte.

Nel giugno 2016, il Parlamento del Canada ha approvato la legislazione federale che consente agli adulti canadesi idonei di richiedere assistenza medica in caso di morte.

Il 5 ottobre 2020, il ministro della Giustizia e il procuratore generale del Canada  in risposta alla decisione della Corte Superiore del Quebec che ha ritenuto incostituzionale il criterio di ammissibilità della “ragionevole prevedibilità della morte naturale”  hanno presentato in Parlamento un atto di ulteriore modifica alla legge canadese sull’assistenza medica in caso di morte. Le modifiche che rivedevano i criteri di ammissibilità per l’ottenimento del MAID e il processo di valutazione sono  state approvate dal parlamento il 17 marzo 2021. Con questa nuova legge che ha avuto effetto immediato  non è più richiesto che la morte naturale di una persona sia ragionevolmente prevedibile come criterio di ammissibilità per il MAID.

La nuova legge stabilisce anche che  le persone che desiderano ricevere MAID devono soddisfare i seguenti criteri di ammissibilità: 1) avere almeno 18 anni di età e avere capacità decisionale; 2) essere ammissibili ai servizi sanitari finanziati con fondi pubblici; 3) fare una richiesta volontaria che non sia il risultato di pressioni esterne; 4) la persona che ha fatto richiesta di ricevere MAID deve aver ricevuto tutte le informazioni necessarie per prendere questa decisione; 5) avere una malattia o disabilità grave e incurabile (esclusa una malattia mentale); 6) essere in uno stato avanzato di declino irreversibile delle capacità vitali; 7) avere sofferenze fisiche o psicologiche durature e intollerabili che non possono essere alleviate in condizioni che la persona considera accettabili.

L’esclusione temporanea al punto 5 delle persone la cui unica condizione medica è una malattia mentale è stata messa in atto per fornire tempo aggiuntivo per studiare come il MAID sulla base di una malattia mentale può essere fornito in sicurezza e per garantire che siano messe in atto adeguate salvaguardie per proteggere quelle persone. Il 9 marzo 2023 è entrato immediatamente in vigore il disegno di legge  che posticipa al 17 marzo 2024 la data di ammissibilità per le persone che soffrono esclusivamente di una malattia mentale. Di conseguenza, le persone che soffrono esclusivamente di una malattia mentale e che soddisfano tutti gli altri criteri di ammissibilità saranno ora ammissibili per MAID in Canada a partire dal 17 marzo 2024.

Il Canada è così diventato uno dei pochi paesi a legalizzare il suicidio assistito anche nei casi in cui un paziente non ha una malattia terminale. Un canadese può essere approvato per MAID semplicemente per avere una “condizione medica grave e irrimediabile”

Il Canada non è però il solo Paese ad avere legiferato in materia e certamente non è il Paese più permissivo. I sondaggi assolutamente “bipartisan” (NDP 80% Liberal 79% Conservative 69%) mostrano come la legislazione rispetti largamente il pensiero dei Canadesi su questo argomento. Ben oltre il 70% dei canadesi si sentono in accordo e a  proprio agio con la legislazione vigente. Con addirittura  il 51 per cento che  approva anche la sola “incapacità di ricevere cure mediche” come motivo sufficiente per una morte assistita.

Alla domanda se l’unica afflizione di un canadese fosse la “povertà”, il 27% ha affermato che gli andrebbe bene legalizzare l’accesso di quella persona al MAID. Pensiero ben lontano dal grido di allarme che il Canada stia spingendo i poveri al suicidio o che l’eutanasia cosi come proposta in Canada è la porta di ingresso che porterà a “volersi e potersi suicidare per un semplice mal di denti”.

 

PaeseSolo se malattia terminaleLibertà di Accesso ai minori senza consensoAccesso con malattie mentaliPPossibilitàRichiesta anticipata 
CanadaNoNoYes a partire da marzo 2024Yes
OlandaNoYesYesYes
BelgioNoYesyesyes
LussemburgoNoNoYesYes
SvizzeraNoNoYesNo
SpagnaNoNoYesYes
ColombiaNoYeYesYes
Stati UnitiYesNoNoNo
AustraliaYesNoNoNo

 

✽ Una richiesta anticipata implica che una persona competente faccia una richiesta scritta di assistenza medica in caso di morte (MAID) che potrebbe essere onorata in seguito, dopo che perde la capacità di prendere decisioni mediche per se stessa. Una richiesta anticipata consentirebbe a un individuo di descrivere, per iscritto, una circostanza futura in cui vorrebbe accedere a un decesso assistito

Nel 2021 sono state 10.029 le persone che sono ricorse alla morte assistita con un incremento del 34,7% rispetto all’anno precedente.

 

 

 

 

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