Il comunicato Filef nella giornata mondiale del rifugiato 2023: non restiamo indifferenti.

Il 20 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione di rifugiati e richiedenti asilo.

I motivi per i quali milioni di persone cercano rifugio rimangono sempre le persecuzioni, i conflitti e le guerre nei loro Paesi di origine, situazione aggravata dall’inasprirsi dei cambiamenti climatici, che riduce ulteriormente i mezzi di sussistenza.

A causa della mancanza di  solidarietà tra Paesi, l’80%  degli oltre 80 milioni di rifugiati viene ospitato da paesi dell’Asia e dell’Africa in difficoltà politiche e economiche. con il supporto di organizzazioni internazionali con risorse economiche in forte contrazione.

In questo contesto l’Unione Europea propone di sostituire la solidarietá del sistema delle quote di distribuzione tra paesi con un sistema culturalmente inaccettabile dove un paese che non vuole accogliere, paga una cifra perché lo faccia qualcun altro. Questo in aggiunta agli agghiaccianti accordi dove si utilizzano miliardi di Euro dei cittadini europei per pagare gli stati che si affacciano nel mediterraneo per tenere   persone migranti in dei veri e propri lager e non farli arrivare in Europa. 

Uno dei tanti esempi che marcano la differenza siderale tra questa Unione Europea e i principi ispiratori del Manifesto di Ventotene.

Addirittura peggiore la situazione in Italia, dove  le politiche contro il sistema dei soccorsi nel mediterraneo da parte di associazioni non governative ha fatto aumentare i morti in mare. 

Come FILEF ribadiamo il nostro no all’esternalizzazione delle frontiere, per un cambio radicale dell’Accordo di Dublino, e per una valorizzazione delle migliori pratiche di accoglienza che il nostro paese ha prodotto e sperimentato, coinvolgendo gli enti locali e le associazioni della societá civile.

Tutte persone vulnerabili devono essere accolte e protette degnamente da dovunque arrivino, mentre deve rafforzarsi l’impegno per cambiare un sistema economico iniquo, basato su competizione e sopraffazione che è alla base di guerre, conflitti, tensioni internazionali e cambiamento climatico che sono la causa dell’aumento dei flussi di rifugiati e richiedenti asilo.

 

Foto di georgephoto da Pixabay

 

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