L’USEF VICINA E SOLIDALE CON IL POPOLO CILENO

di Salvatore Augello

La manifestazione di protesta del popolo cileno contro la politica di Pinera che oggi dice di non avere capito che il popolo stava male (sic??!!) e chiede scusa per non avere capito, preoccupa l’USEF per diversi motivi.

Prima di tutto perché è inqualificabile che un capo di governo confessi di non capire i bisogni del popolo che è chiamato ad amministrare. Ciò ci sembra una palese dichiarazione di incapacità per cui farebbe meglio a cambiare mestiere.

In secundis, per le sofferenze alle quali viene sottoposta la comunità italiana unitamente al popolo cileno,che si trova tra due fuochi: la violenza di malintenzionati che si mescolano alla folla che giustamente protesta mentre loro vanno ai cortei con il solo scopo di saccheggiare negozi ed aziende spesso in mano ai nostri emigrati.

Lo stato di emergenza ed il coprifuoco imposto da quel Pinera che non ha capito, ha visto tornare per le strade di Santiago ed altre città cilene l’esercito ed i carri armati.

Tali atteggiamenti del governo, ricordano tempi che credevamo sepolti con Pinochet e che oggi invece tornano alla memoria del popolo cileno.

Ma quello che più preoccupa è il silenzio dell’Europa che non ha messo parola su questa preoccupante vicenda che rischia di allargarsi a macchia d’olio coinvolgendo anche l’Argentina ed il Brasile, governati da una destra illiberale e retriva che sta massacrando il popolo.

Quello che preoccupa l’USEF è il fatto che in America Latina la comunità italiana è composta da parecchi milioni di persone, che non meritano di essere abbandonate dall’Europa e meno che mai dall’Italia che è quella patria che dovrebbe difendere i propri figli sparsi per il mondo.

L’USEF sollecita il Governo Italiano a fare quanto è in suo potere per chiedere un ritorno alla normalità.

Comprendiamo che il ministro degli esteri è occupato a cercare di imitare il metodo Salvini nel tentativo di recuperare spazi e credibilità che ha perso, ma pensiamo che nel nome di tanti italiani che oggi si trovano in Cile, compresi i giovani dell’ultima emigrazione, possa pure prendere posizione, spendere una parola, prendere una posizione con decisione, per chiedere la revoca dell’emergenza e del coprifuoco ed il ripristino delle libertà democratiche, compresa quella di manifestare.

Non rientra forse tra i compiti di chi ha il dovere di difendere gli italiani, sia che essi siano residenti dentro i confini dello Stivale che sparpagliati per il mondo, dove sono stati spinti dal bisogno e dalla necessità di cercare quel lavoro che in Italia non hanno trovato, al fine di vivere una vita più dignitosa?

L’USEF sta con il popolo cileno e con gli italiani in Cile ed auspica un tempestivo ritorno alla normalità ed al rispetto delle libertà democratiche.

 

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