Faim: tutelare le nuove migrazioni. Seminario a Roma

Sul tema delle nuove migrazioni e della tutela dei loro diritti sia sociali che civili, si è svolto questa mattina al Centro Congressi Frentani di Roma il seminario “Europa: tutelare le nuove migrazioni, quali responsabilità” organizzato dal Forum delle associazioni italiane nel mondo. Focus dell’evento la necessità di rivitalizzare il dibattito interno sul tema delle nuove migrazioni e di riflettere anche su come migliorare le loro tutele. Nonostante sia evidente una significativa ripresa dell’emigrazione italiana all’estero, “non fa più notizia ormai la sostanziosa percentuale dei 6 milioni di italiani all’estero, quando i riflettori sono sempre più spesso puntati sugli artifizi della politica immigratoria di questi ultimi mesi” ha sottolineato Michele Schiavone, Segretario generale del Consiglio generale italiani all’estero, in un messaggio rivolto al Faim in occasione del convegno. Nonostante se ne parli poco, secondo Schiavone il fenomeno emigratorio del nostro paese “sta raggiungendo cifre da esodo di massa” e per questo è fondamentale che torni ad essere centrale anche nel dibattito pubblico. Si tratta, sempre più diffusamente, di una spinta migratoria determinata dalla necessità e dal bisogno di voltare le spalle ad un quadro socio-economico nazionale complicato. Uno dei punti fermi quando si parla di emigrazione è la convinzione che la gran parte degli italiani all’estero sia rappresentata dai cosiddetti “cervelli in fuga”, ovvero da una grossa componente di giovani intellettuali cosmopoliti che scelgono volontariamente di spostarsi all’estero per sfruttare al meglio le proprie possibilità individuali e lavorative. Stando invece ai dati che sono stati commentati oggi in occasione del convegno, gli italiani all’estero che possiedono una laurea sono poco più di un quarto del totale, mentre la principale componente è costituita da diversi livelli di scolarizzazione: “Il fenomeno dell’emigrazione italiana all’estero è ora spinto sempre di più dalla necessità, dal bisogno di uscire dalle difficoltà di un quadro economico e politico sociale precari”, ha spiegato Enrico Pugliese, presidente del comitato scientifico del Faim.

Queste persone se ne vanno anche perché “il 60 % dei contratti registrati lo scorso anno erano contratti con durata inferiore ai tre mesi, e molto spesso anche pagati male” ha spiegato Pietro Lunetto, membro del comitato di coordinamento del Faim. La gran parte delle persone che emigrano sono persone che non trovano lavoro in Italia o che lo trovano in condizioni di precarietà. Non si tratta più quindi solo di “emigrazione giovanile ma anche di intere famiglie con figli a carico” ha precisato Rino Giuliani, portavoce del Forum, nel corso dei lavori. Un cambiamento effettivo nel fenomeno emigratorio si è registrato anche per quanto riguarda l’orientamento dei flussi in atto nel nostro paese: dal convegno è stata sottolineata una massiccia tendenza delle migrazioni dalle regioni del Sud d’Italia non solo più verso paesi esteri, ma anche e soprattutto nei confronti delle regioni settentrionali del paese, contribuendo a stimolare lo spopolamento di intere aree del nostro paese e conseguentemente ad accentuare il divario strutturale già esistente tra Mezzogiorno e il resto dell’Italia. Le Regioni centro-settentrionali subiscono a loro volta un aumento delle emigrazioni nel resto del continente europeo “creando un meccanismo a catena per cui emigrazione genera a sua volta ulteriore emigrazione”, ha sottolineato Pugliese. Anche per far fronte alle sfide delle nuove migrazioni, è stata ribadita più volte la necessità di implementare le reti di associazionismo sia in Italia che all’estero. (Lfa – 28 giu)

 

 

FONTE: 9Colonne

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