Emigrazione in Uk: London calling, Inca risponde

Incontro tra il segretario generale Landini e i lavoratori italiani della city. Il presidente Pagliaro: “Riprendiamo il dialogo con i connazionali nel mondo dopo la pandemia”

di Giorgio Sbordoni

Non poteva capitare in un momento più appropriato l’iniziativa del patronato Inca e della Cgil a Londra, presente Maurizio Landini, per incontrare la folta comunità italiana presente nella capitale del Regno Unito. Tra la Brexit, l’inflazione galoppante, Liz Truss, la premier sedicente nuova Thatcher, arrivata un mese fa e già in bilico, la vittoria della destra in Italia, non sono acque tranquille quelle in cui si troveranno a navigare i nostri connazionali che vivono e lavorano all’ombra del Big Ben. Per questo tornare, dopo l’isolamento coatto imposto dalla pandemia, alle buone vecchie abitudini e organizzare un’iniziativa finalizzata all’ascolto dei bisogni della nostra comunità a Londra è quanto mai urgente e utile.

“Siamo abituati – ci dice Michele Pagliaro, presidente dell’Inca Cgil cui sarà affidata la relazione di apertura dell’evento – a vivere, nella quotidiana attività delle nostre sedi all’estero, la dimensione sociale delle comunità italiane. Questo ci ha portato, nel tempo, a sviluppare relazioni e un confronto costante e diretto con le persone. Dopo il rallentamento dovuto all’emergenza sanitaria di questi anni, c’era un gran bisogno di riattivare questo canale. Ripartiamo da Londra con lo stesso spirito e lo stesso entusiasmo che avevamo a Bruxelles nel 2020, poche settimane prima dell’esplosione della pandemia, sapendo che i problemi dei nostri giovani emigrati purtroppo sono sempre più grandi e difficili da affrontare”.

 

Un incontro che cade in un periodo difficilissimo per i lavoratori migranti del Regno Unito. “Certamente la stagione che stiamo vivendo se è complicata per tutti, lo è ancor di più per chi vive a Londra. Da un lato la Brexit che impone condizioni più difficili per i circa 130mila giovani che ogni anno decidono di lasciare il nostro Paese per andare in Uk, che resta comunque la prima scelta per gli italiani. Dall’altro i riflessi della crisi economica europea e globale. Per questo in Gran Bretagna, come in molti altri paesi in cui operiamo, siamo impegnati anche con l’associazione transnazionale Itaca a dare risposte, favorire la mobilità e l’integrazione, la nostra mission prevalente all’estero”.

Intanto in Italia da pochi giorni si è votato. “Saremo lì anche per questo – dichiara Michele Pagliaro – per ricordare a tutti quali sono le nostre proposte rivolte agli italiani all’estero. Partiamo da una semplice considerazione: la mobilità oggi è il tema che deve diventare prioritario in una società sempre più globalizzata. Quindi è fondamentale promuovere tutte le condizioni che la favoriscano. La libertà di circolazione deve essere un elemento cardine. Per aiutare questo processo e migliorare le condizioni di chi emigra, è necessario snellire le procedure burocratiche, avere consolati all’altezza della situazione, visto l’arretramento del perimetro della pubblica amministrazione. Le nostre comunità hanno bisogno di supporto e servizi. La politica da tempo si mostra disattenta su questi argomenti, nonostante i numeri parlino chiaro: il tema dell’emigrazione è sempre più prevalente. Non possiamo lasciare soli i milioni di nostri connazionali che lavorano e vivono all’estero”.

 

 

FONTE: https://www.collettiva.it/copertine/internazionale/2022/10/18/news/landini-italiani-londra-inca-2431860/

 

 

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