URUGUAY: “Ci hanno costretto a non fare pubblicare più ‘Gente d’Italia’. La linea editoriale non piace al Comites e all’ambasciatore Iannuzzi”

“Ci hanno costretto a non fare pubblicare più Gente d’Italia perché le accuse mosse ad un giornale con tutti i mezzi possibili dal più alto rappresentante del Governo italiano nel Paese in cui il giornale viene pubblicato non possono e non devono essere confutate e contrastate dal giornale stesso, ma dagli organi preposti al rispetto della democrazia – ha scritto il Direttore Mimmo Porpiglia pochi giorni fa, aggiungendo “Per non perdere del tutto l’esperienza e la storia di questo quotidiano, il giornale  continuerà ad uscire, per qualche giorno ancora, poi solo in edizione digitale fino all’individuazione di un nuovo editore o di un nuovo direttore eventualmente disponibile a continuare l’attività….”

E noi oggi chiudiamo. Dopo 24 anni di ininterrotto dialogo con Voi lettori e con le istituzioni. Ma non è una chiusura semplice; non è semplice per noi giornalisti, ai quali l’Editore ha assicurato comunque mesi di stipendio per curare e rafforzare l’edizione digitale.

Non è facile per le nostre decine di migliaia di lettori italiani in Uruguay, e nel resto del mondo per i quali questo giornale era un necessario collegamento, culturale ed affettivo, con l’Italia.

Non è semplice per il Direttore che ha fondato Gente d’Italia ventiquattro anni fa e che l’ha portata da Miami a Montevideo; che per anni ha cercato di dare voce a chi non ha voce, di raccontare i fatti, di portare la bella lingua italiana in Uruguay e nel mondo.

Non è semplice perché dall’inizio del 2022 stavamo lavorando per fare un giornale nuovo, più adeguato ai tempi, più accattivante nella forma. Anche con un telegiornale Tv ma sempre rigoroso nei contenuti. Stavamo lavorando per ripetere la bellissima esperienza del Corso di giornalismo multimediale qui a Montevideo. Per dare un lavoro e una specializzazione a tanti giovani innamorati del nostro Paese, della lingua di Dante. Per formare dei veri professionisti dell’informazione italiana all’estero. Un requisito purtroppo alieno nel panorama dell’italica emigrazione.

Ci avevano già provato – inutilmente – nel 2020 Lamorte e compagni supportati dall’ambasciatore Iannuzzi ( la redazione di Gente d’Italia? Un punto d’appoggio……). Ci riprovano quest’anno… Con le nuove accuse di dividere la collettività con la nostra linea editoriale…

Ma noi abbiamo detto “Basta” e – come anticipato dal Direttore – , chiudiamo oggi perché “la linea editoriale di questo giornale non piace” alla maggioranza del Comites (Aldo Lamorte, i suoi “compari” (dal dizionario Treccani, “Compare”, Chi aiuta più o meno copertamente qualcuno in una brutta azione…) e all’ambasciatore d’Italia in Uruguay Giovanni Battista Iannuzzi…  Che, insieme e d’accordo, stanno cercando di smentire con le loro assurde e incostituzionali denunce 24 anni di dialogo con Ambasciatori, Consoli Ministeri che si sono succeduti negli anni e soprattutto …..la collettività italo-uruguaiana unitamente alle collettività italiane nel mondo che ci hanno sempre seguito con affetto e partecipazione.

Chiudiamo, ma non è una sconfitta di questo giornale, e non è una vittoria di chi ha lavorato in questi due anni per farci chiudere. Vince chi ritiene che la gestione della cosa pubblica debba essere sottratta a ogni valutazione da parte dei mezzi d’informazione e dei cittadini, chi confonde il rispetto delle istituzioni con l’impunità delle proprie azioni.  E perdono proprio i cittadini, cui viene sottratto, d’imperio, il diritto di conoscere….” 

Chiudiamo ma ringraziamo innanzitutto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che pochi anni fa ha voluto premiarci “per il grande contributo che la testata Gente d’Italia fornisce al rapporto affettivo, culturale di conoscenza economica di collegamento con l’Italia, è un lavoro, un’opera di grande importanza per due ragioni, primo perché la stampa è un elemento fondamentale della libertà, della democrazia e chi collabora a un giornale conferisce a tutta la collettività un grande contributo che rassicura, che garantisce la circolazione delle idee, garantisce la conoscenza degli avvenimenti, consente che si svolga un giudizio e quindi garantisce il sostegno la libertà e la democrazia, e in secondo luogo perché questo lavoro viene svolto per tenere il collegamento intensamente alto con l’Italia. Di questo ringrazio molto il direttore Mimmo Porpiglia e tutto il corpo redazionale che vi lavora. Grazie molto per quello che fate…”

Chiudiamo e ringraziamo Voi Lettori che ci seguite da decenni e ci avete sempre sostenuto nelle battaglie che questo giornale ha condotto per la legalità e contro i brogli.

Chiudiamo e ringraziamo in particolare il Vicesegretario del Pd Giuseppe Provenzano e Roberto Menia Responsabile di Fratelli d’Italia nel mondo, cioè i delegati dei due grandi partiti di maggioranza e di opposizione per i loro interventi in nostro favore che confermano anche quanto sia democratica e pluralista la linea editoriale di Gente d’Italia.

 

IL COMITATO DI REDAZIONE
Stefano Casini
Matteo Forciniti
Roberto Zanni

 

 

 

FONTE: https://www.genteditalia.org/2022/05/27/ci-hanno-costretto-a-non-fare-pubblicare-piu-gente-ditalia/

 

 

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