“SERVE UN CAMBIAMENTO RADICALE DELLE POLITICHE”. L’intervista a Maurizio Landini su Il Sole 24 Ore del 31 Agosto

Sabato 31 agosto il Sole 24 ore ha pubblicato una intervista di Giorgio Pogliotti al segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ora è disponibile anche sul sito della Cgil nazionale: http://www.cgil.it/intervista-a-maurizio-landini-su-il-sole-24-ore-2/

“Abbiamo bisogno di un governo, il problema è capire che scelte farà. Nessuno ha la bacchetta magica ma servono segnali di cambiamento, di equità e di giustizia sociale, serve un governo chiaramente antifascista e antirazzista. Serve un cambiamento delle politiche, mi riferisco sia a quelle dell’ultimo esecutivo sia dei governi precedenti sul terreno degli investimenti, delle politiche industriali, della creazione del lavoro e della lotta all’evasione fiscale per recuperare le risorse necessarie da investire in infrastrutture materiali e sociali. Da questo governo, se si formerà, mi attendo che riconosca la necessità di aprire un confronto preventivo con le parti sociali». Nel giorno in cui l’Istat fotografa un Paese fermo, con il fatturato dell’industria in calo e l’occupazione che frena, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, interviene per illustrare le priorità del sindacato, mentre circolano rumors su una possibile convocazione a palazzo Chigi.

Segretario, con il premier Conte avete già partecipato ai tavoli di confronto in vista della manovra. Come valuta quell’esperienza?

Abbiamo apprezzatola scelta di Conte di convocare i tavoli, frutto di sei mesi di mobilitazioni. Erano però evidenti le fibrillazioni dentro il governo, esplose ad agosto. L’obiettivo resta una legge di stabilità con scelte possibilmente condivise. Ci presenteremo, appena ne avremo l’occasione, con la piattaforma unitaria e giudicheremo l’azione del nuovo Esecutivo in base alle risposte ottenute.

Il lavoro è ancora l’emergenza principale. Che risposte si attende?

L’occupazione si crea con gli investimenti pubblici e privati, soprattutto nel Mezzogiorno, in settori strategici come la formazione e la ricerca. Servono assunzioni stabili in tutta la Pa Occorre una vera riforma fiscale, non la flat tax, che mantenendo il principio della progressività consenta a lavoratori dipendenti e pensionati di pagare meno tasse. Chiediamo di ridurre il cuneo fiscale per la parte che riguarda il lavoro. Entro la fine dell’anno sono in scadenza i contratti nazionali di milioni di lavoratori, proponiamo di detassare gli aumenti dei contratti nazionali, per far aumentare i consumi con 
gli stipendi più alti. Dal nuovo governo attendiamo una seria lotta contro l’evasione fiscale. Nessuno si scandalizzerà poi se verrà chiesto un contributo di solidarietà a quel 10 % di contribuenti su cui si concentra la ricchezza per finanziare un piano di investimenti per la sostenibilità ambientale e la manutenzione del territorio. Il fisco può rappresentare la base di un nuovo patto di cittadinanza Si è precari e poveri anche lavorando, ciò ha alimentato il rancore. Chiediamo di rimetter mano al Jobs act cambiando completamente impostazione, dando attuazione alla proposta di legge di iniziativa popolare che abbiamo presentato in Parlamento con oltre un milione e mezzo di firme che disegna un nuovo Statuto dei lavoratori, con il 
ripristino dell’articolo i8 e la sua estensione, per allargare i diritti a tutte le forme di lavoro.

Vi preoccupa che salario minimo legale figuri tra i punti programmatici di M5 S e Pd sia pur con alcune modifiche rispetto alla proposta originaria?

Gli interventi legislativi devono sostenere la contrattazione, non sostituirsi ad essa Proponiamo di recepire attraverso una norma di legge i contenuti degli accordi interconfederali firmati con le associazioni imprenditoriali, che hanno l’adesione anche delle altre sigle autonome, applicando i principi della Costituzione, per dare valore erga omnes ai contratti. In questo modo non solo si garantiscono i minimi contrattuali, ma anche gli altri diritti su 
malattia, infortuni, maternità, ferie. Bisogna cancellare i contratti pirata, misurando la rappresentanza di sindacati e imprese. Va aperta la discussione in Europa, perché la mancanza di un sistema fiscale comune e di diritti comuni favorisce le delocalizzazioni. Serve un confronto con l’Ue per escludere gli investimenti dai vincoli europei e superare il trattato di Dublino sull’immigrazione. Il governo italiano può svolgere un ruolo importante per costruire un’Europa sociale e dei diritti.

In tema di pensioni, come giudica quota 100, la misura bandiera del precedente esecutivo?

Sulle pensioni invece degli interventi spot va aperto un confronto organico. Con un sistema puramente contributivo i giovani non avranno la pensione.  Abbiamo proposto una pensione di garanzia per chi ha carriere precarie e svolge lavori discontinui, le donne meritano tutele valorizzando i contributi per la maternità I lavori non sono tutti uguali, questo nodo non si affronta quando si parla di aspettativa di vita I fondi pensionistici, oltre a garantire la previdenza integrativa, investono più di 1oo miliardi in prevalenza all’estero, bisogna favorire gli investimenti nel nostro paese.

Che interventi si attende sugli oltre 150 tavoli di crisi che rischiano di esplodere in autunno?

Serve una politica industriale, in edilizia c’è l’esperienza positiva di Salini e Impregilo, con l’ingresso della Cdp e il coinvolgimento delle banche, che va estesa in altri settori strategici ora in difficoltà. Corriamo rischi altissimi per centinaia di migliaia di posti di lavoro e per questo va approvato subito il decreto crisi. 
Bisogna creare un’agenzia per lo sviluppo che favorisca questi processi. Va garantito il diritto permanente alla formazione, prevedendo nei contratti ore retribuite per consentire ai lavoratori di formarsi. Su tutti questi temi d misureremo con il nuovo governo. 
Bisogna uscire dalla logica della campagna elettorale permanente e agire immaginando che Paese si vuole costruire nei prossimi io anni. 
II lavoro, la sua qualità, la sua sicurezza i suoi diritti, devono diventare l’assillo perla politica.

Su RadioArticolo1 è possibile riascoltare l’intervento del segretario generale Landini alla Festa del Fatto Quotidiano: “l Paese rischia di 
andare a sbattere. Serve un governo che metta al centro il lavoro, un piano di investimenti, la riduzione di tasse per lavoratori e pensionati”
https://www.radioarticolo1.it/audio/2019/08/30/41695/landini-il-sindacato-chiede-responsabilita

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