Spagna, Malta, Irlanda e Slovenia pronti a riconoscere lo Stato di Palestina

di Luca Maria Esposito

In una riunione tutta focalizzata sulla crisi in Medio Oriente, a margine del Consiglio Ue del 21 e 22 marzo, i primi ministri di Spagna, Irlanda, Malta e Slovenia hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui si sono detti “pronti a riconoscere lo Stato palestinese” e a farlo “quando ciò porterà un contributo positivo” alla situazione.

Nel testo, i 4 Paesi hanno chiesto “un immediato cessate il fuoco, che prevede il rilascio incondizionato degli ostaggi e un massiccio aumento degli aiuti a Gaza”. Secondo i quattro leader c’è tra di loro accordo sul fatto che “solo la soluzione dei due Stati può portare una pace durevole e stabile” nella regione.

Finalmente, dopo mesi di inconcludenti balbettamenti dell’Europa sul massacro in atto a Gaza e seppur con un ritardo disarmante, almeno quattro Paesi dell’UE hanno avuto il coraggio di prendere una iniziativa di politica estera indipendente dai diktat della Nato e di Washington.

Purtroppo tra questi non c’è l’Italia, il cui governo si dimostra ancora una volta il più appiattito sulla linea della potenza americana, in spregio alla storia diplomatica italiana, che ha sempre puntato ad essere un elemento di mediazione nella crisi decennale tra Paesi arabi e Stato di Israele.

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