CATANIA/FONTANAROSSA: Mancanza totale di un piano per gestire l’emergenza. Gli emigrati tra i più colpiti.

By Walter J. Rotelmayer (talk) - I (Walter J. Rotelmayer (talk)) created this work entirely by myself., CC BY-SA 3.0, https://en.wikipedia.org/w/index.php?curid=46295761

Continua in mezzo ad una confusione che disorienta i passeggeri la sospensione della operatività dell’aeroporto Fontanarossa di Catania.
Messaggi che arrivano con grande ritardo ai passeggeri, che spesso apprendono dell’annullamento o della riprenotazione del proprio volo verso altri aeroporti solo quando sono arrivati in aeroporto.
Spostamenti da Catania a Trapani o Palermo comunicati con molto ritardo, navette che a volte non si trovano.
In mezzo a tanta confusione, chi paga è il passeggero che spesso apprende del trasferimento del volo con molto ritardo. Arriva anche l’annullamento del volo con facoltà di rimborso e possibilità di procedere ad una nuova prenotazione con tariffe a volte notevolmente più alte.

Disservizi che oltre a stancare i passeggeri, gettano un’ombra negativa sia sull’organizzazione dei servivi aeroportuali che su eventuali piani di emergenza in casi come quello di Catania, dove la sospensione dell’operatività del Fontanarossa inizialmente viene annunciata fino a mercoledì 19 luglio, per poi essere spostata al 25 luglio.

Ad aggravare una situazione già sufficientemente grave, arriva la decisione della gestione dell’aeroporto di Palermo che annuncia che non riceverà più voli programmati su Catania a partire da venerdì.

L’Unione Siciliana Emigrati e Famiglie (USEF) ed il Coordinamento delle Associazioni Regionali Siciliane dell’Emigrazione (CARSE) esprimono preoccupazione e disappunto per i disservizi che si vengono a creare non solo a danno dell’industria del turismo, ma anche a danno di un notevole numero di emigrati che rientrano in Sicilia per trascorrervi un periodo di ferie, per riprendere contatti con la propria terra, animando centri che per buona parte dell’anno restano spopolati e nello stesso tempo dando impulso, anche se temporaneo all’economia asfittica di comuni che puntano molto su questi rientri estivi temporanei.

Di questo caos per il quale ancora non si hanno notizie certe se si tratti di incendio doloso o altro, una risposta arriverà dall’inchiesta. Intanto, sembrerebbe essere giunti l’epilogo di questa tragedia, dal momento che arriva la notizia che i voli verranno dirottati sull’aeroporto di Sigonella, che si trova a pochissima distanza di Fontanarossa.

Non è solo questo però il problema che affligge e rende difficile la mobilità da e verso la Sicilia.
Con prepotenza si aggiunge anche l’annoso problema della marginalità della Sicilia, una marginalità che incide profondamente sui prezzi applicati dalle compagnie aeree per raggiungere l’isola.

Si pensi ad esempio che la differenza tra un volo Roma-Milano ed un volo Roma-Palermo è di circa il 30%. Un siciliano che lavora a Roma e prende un volo per Palermo, paga il 30% in più rispetto un passeggero che si sposta da Roma a Milano.

Una differenza che pesa sulle tasche di chi lavora al Nord e torna per le vacanze o di chi studia al Nord e vuole raggiungere la famiglia durante la pausa estiva o le festività.

Stesso esborso economico debbono sopportare i tanti emigrati che lavorano al nord o all’estero e che scendono per vedere le famiglie. Una misura che penalizza anche il turismo e con cui debbono fare il conto quelli che scelgono la Sicilia per una vacanza.

Il tutto in barba ai roboanti annunci di accordi sui prezzi diffusi in varie occasioni dal governo regionale.

La triste realtà ci testimonia invece l’esatto contrario. Continua la grande disparità di prezzi sui voli da e per la Sicilia, continua il caos sui voli che da Catania si ripercuote anche sugli aeroporti di Comiso, di Palermo e di Trapani.

Anche Palermo, infatti, dopo avere annunciato che non riproteggerà più voli originati o diretti a Catania per questo fine settimana, ora comincia pure a
registrare l’annullamento di voli anche da tempo programmati su Palermo.

Cosa ci riserva il futuro non è dato sapere in mezzo a tanta precarietà ed improvvisazione. L’unica cosa certa è che chi ci rimette è la Sicilia, il suo popolo e la sua economia i suoi emigrati.

Al fine di sollecitare una soluzione definitiva, vogliamo farci promotori della costruzione di una mobilitazione permanente dei siciliani all’estero sul tema dei costi dei collegamenti per la Sicilia.
Nelle prossime settimane ci attiveremo con le associazioni disponibili in vista di iniziative unitarie che coinvolgano le nostre comunità nel mondo.

 

Salvatore Augello (USEF)

20 luglio 2023

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