COVID-19: LETTERA APERTA AI SINDACATI EUROPEI

LETTERA APERTA AI SINDACATI EUROPEI

di Rodolfo Amadeo (da Imperia)

 

Sono un operaio edile in pensione, iscritto alla CGIL di Imperia e dato il brutto momento che stiamo vivendo mi fa rabbia il silenzio della CES. Ed è per questo che mi son sentito in dovere di scrivervi questa lettera.

Ho 84 anni con 74 anni di militanza attiva. 1945 Fronte della Gioventù, 1946 iscritto alla CGIL, 1947 aderisco al PCI, 1960 3 anni emigrato in Svizzera come stuccatore decoratore. Attività sindacale e politica: 1963, 1968 e 1972 campagne elettorali nella emigrazione in Europa per il PCI. Nel 1970 divengo funzionari del PCI nell’emigrazione in Germania, nel 1973 eletto Segretario di Federazione di Federazione del Nord Reno Westfalia; nel 1976 rientro ad Imperia nominato responsabile del comprensorio di Ventimiglia. Nel 1979 sono in Canada per la FILEF (Federazione Italiana Lavoratori Emigrati e Famiglie); nel 1984 rientro funzionario PCI ad Imperia; nel 1986 responsabile INCA-CGIL a Marsiglia Francia; nel 1991 pensionato; nel 1993 eletto Sindaco a Borgomaro; nel 1987 continuo liberamente la mia attività politica.

Ultima Tappa: nel 2017 partecipo con lo SPI-CGIL di Imperia, all’iniziativa promossa dai 3 sindacai europei dei pensionati, CGT retraitès, CCOOpensionistas SPI-CGIL, Per Una Rete Dei Luoghi Della Resistenza In Europa. Ho partecipato a tutti gli incontri svoltisi a Brescia, Marsiglia, Cascia, Nizza, Barcellona, Sanremo. Vi ho elencato alcuni impegni, della mia militanza, per dimostrarvi come ho acquisito la mia esperienza . Che mi permette di avere il diritto e il dovere di critica.

Stiamo vivendo un terribile momento, che sta mettendo paura a tutto il mondo. In Europa i governi hanno sottovalutato il problema, creando ritardi agli interventi sanitari e sociali, creando un serio pericolo.

L’Europa non è stata capace di organizzare un coordinamento che avrebbe facilitato gli interventi a tutti i livelli. Per combattere questo virus sconosciuto, è necessario aver fiducia nella scienza ed aiutarla seriamente, perché solo trovando un nuovo vaccino vinceremo la guerra contro il Covid-19. Ma prepariamoci al dopo guerra, perché sarà molto duro, abbiamo una economia già indebolita da tensioni commerciali e dalle politiche liberiste perpetrate dai governi europei. Nel prossimo futuro vi è il pericolo di una recessione globale.

Per giunta si sta affacciando un virus molto più pericoloso dl Corona virus, che malauguratamente nel passato abbiamo già conosciuto, che oggi si chiama sovranismo che non è altro che l’anticamera del fascismo. Due stati, Ungheria e Polonia, con la scusa del virus hanno già usato l’espediente dei “pieni poteri”. Questi signori hanno subito ricevuto il plauso da tutta l’estrema destra europea. In Italia abbiamo un campione dei “pieni poteri”, l’ex Ministro Salvini che a suo tempo li aveva già chiesti sostenuto dalla On Meloni ed i suoi amici Berlusconi eTajani, che fra l’altro sono nello stesso partito europeo, il PPE, con Orban primo Ministro ungherese, che difendono a spada tratta.

Inoltre sta prendendo forza la creazione dell’internazionale nazionalista, caldeggiata sia dalla Lega, Fratelli D’Italia e Forza Italia e da tutta la destra europea. Per annientare questo malefico virus, non occorre un vaccino ma un impegno costante di tutte le forze democratiche antifasciste; oltre l’impegno immediato è necessaria un’autocritica seria del perché siamo arrivati a questo punto, che al mondo del lavoro è venuta meno la fiducia nel sindacato e nella politica.

In questa situazione emerge chiaramente la debolezza della CES che aveva e ha la responsabilità di organizzare iniziative in tutta Europea in difesa del mondo del lavoro e delle classi più deboli. L’Europa con la sua politica esita ad aprire un vero dibattito di come affrontare il problema di una ricostruzione democratica. Perché avvenga questo sarà neccessario rompere i vecchi schemi, ma per far questo ci vuole coraggio e fantasia.

La CES si deve preparare per coordinare il mondo del lavoro a nuove battaglie e impegnarsi a fondo unitariamente con tutte le forze democratiche in Europa.

(Rodolfo Amadeo – Borgomaro, 13 Aprile 2020)

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