19 07 22 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO ED ALTRE COMUNICAZIONI.

01 – Schirò (Pd) – decreto sicurezza e targhe straniere: presentato un nuovo emendamento per risolvere i problemi creati ai familiari dei cittadini aire, ai lavoratori frontalieri e agli stagionali
02 – Parlamentari Pd estero: rimedi adeguati, non pannicelli caldi, per curare la fuga dei giovani qualificati
03 – Parlamentari Pd estero: i giochi di prestigio del Maie per nascondere le complicità con una politica fallimentare.
04 – L’on. La Marca (Pd) incontra i dirigenti INPS per discutere delle problematiche assistenziali e previdenziali esistenti tra i connazionali all’estero.
05 – Prove tecniche di dialogo. Il Venezuela ci riprova ma sono insondabili le reali intenzioni di ricercare una soluzione pacifica alla crisi.
06- «Assolutamente no». Così Francesco Greco, procuratore di Milano, ha escluso l’ipotesi che il vicepremier Matteo Salvini venga ascoltato nel corso delle indagini sul cosiddetto Russiagate.
07 – La Nuova Europa. Eurocamera, Von Der Leyen nuova presidente della commissione UE
08 – La polizia e l’Fbi hanno condotto una maxi operazione contro la mafia. Ricostruiti i legami con la famiglia dei Gambino. In manette il sindaco di Torretta.

01 – SCHIRÒ (PD) – DECRETO SICUREZZA E TARGHE STRANIERE: PRESENTATO UN NUOVO EMENDAMENTO PER RISOLVERE I PROBLEMI CREATI AI FAMILIARI DEI CITTADINI AIRE, AI LAVORATORI FRONTALIERI E AGLI STAGIONALI.
Il passaggio alla Camera del provvedimento in materia di “Modifiche al codice della strada” è l’ennesima occasione per adottare con uno specifico emendamento, da me presentato e firmato anche dagli altri colleghi del PD eletti all’estero, un intervento risolutivo dei numerosi problemi che il Decreto Sicurezza (dl 113/2018, convertito dalla legge 132/2018) ha creato in tema di targhe automobilistiche estere ai familiari residenti in Italia di cittadini iscritti all’AIRE, ai frontalieri e ai lavoratori stagionali, che hanno un’importante funzione di supporto di molte nostre attività d’impresa.
L’avevo già fatto con diversi atti parlamentari – interrogazioni, emendamenti al decreto Sicurezza bis -, ma la maggioranza e il Governo, pur riconoscendo l’obiettività e la rilevanza delle questioni poste, tant’è che su alcuni aspetti è dovuto intervenire d’urgenza con atti amministrativi, ha finora rinviato a successivi provvedimenti o si è trincerato dietro la formula capziosa dell'”inammissibilità”, sfuggendo di fatto a concrete responsabilità.
A chiarimento di chi legge, le cose stanno in questo modo.
Con l’obiettivo, certamente condivisibile, di contrastare il fenomeno della cosiddetta esterovestizione dei veicoli, il primo decreto Sicurezza (legge 132/2018) all’articolo 29-bis, novellando l’articolo 93 del codice della strada, ha stabilito il divieto, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, di circolare con un veicolo immatricolato all’estero. Questa norma, però, ha finito per colpire soprattutto i nostri lavoratori all’estero e le loro famiglie.
Con il mio emendamento, questa volta al provvedimento in materia di “Modifiche al codice della strada”, chiedo che da tale divieto siano esclusi i componenti del nucleo familiare residente in Italia di un cittadino iscritto all’Aire il cui veicolo è immatricolato all’estero e concesso in comodato d’uso gratuito; i soggetti residenti anagraficamente in altro stato membro dell’Unione europea che si trovano in Italia per svolgere attività lavorative stagionali e che conducono i veicoli nella loro disponibilità immatricolati all’estero; i lavoratori frontalieri residenti in Italia che prestano un’attività di lavoro dipendente, in via esclusiva e continuativa, a favore di un datore di lavoro estero e che quotidianamente si recano all’estero in Paesi confinanti (Francia, Svizzera, Austria, Slovenia e San Marino, Stato Città del Vaticano) e in Paesi limitrofi (Principato di Monaco).

Giova ricordare che i cittadini italiani all’estero che non sono in regola con l’iscrizione all’AIRE (obbligatoria per coloro che risiedono e lavorano all’estero per periodi superiori a 12 mesi), in base alle nuove norme, rischiano sanzioni molto pesanti se trovati alla guida di un veicolo con targa estera.
Poiché ora la materia toccata con l’emendamento è del tutto omogenea con la natura del provvedimento che la prossima settimana sarà all’esame dell’Aula, spero che nessuno voglia aggirare le sue responsabilità.
Per il bene dei connazionali, mi auguro, anzi, che possa essere questa l’occasione non solo per rimediare a un errore, ma anche per dimostrare con i fatti un’attenzione verso gli italiani all’estero che, francamente, da parte di governo e maggioranza è finora mancata.
On. Angela Schirò – Camera dei Deputati – Piazza Campo Marzio, 42 – 00186 ROMA
schiro_a@camera.it

02 – PARLAMENTARI PD ESTERO: RIMEDI ADEGUATI, NON PANNICELLI CALDI, PER CURARE LA FUGA DEI GIOVANI QUALIFICATI. L’Italia perde ogni anno, per la fuga dei cervelli all’estero, non solo energie umane e professionali, ma anche ingenti risorse finanziarie: grosso modo 14 miliardi di euro all’anno, quasi l’uno per cento del Prodotto interno lordo. Lo ha ricordato il Ministro Tria nel corso di un convegno dedicato al digitale.
Non è certamente una novità ed è, anzi, un dato forse nemmeno rispondente alla realtà delle cose, visto che i riscontri statistici ufficiali sono in genere più bassi della dimensione reale dei fenomeni.
La perdita dei giovani è la vera grande emergenza italiana di questi tempi, oscurata e mistificata dal continuo bombardamento mediatico e propagandistico sull’arrivo dei migranti, un’emergenza gonfiata costantemente e in modo artificioso dalla componente più avventurista di questa maggioranza, nonostante la caduta verticale degli arrivi negli ultimi anni.
L’estensione del sistema degli incentivi al rientro che questo governo ha fatto nel decreto Crescita, ancorché parziale, è certamente una decisione utile, che tuttavia riguarderà le frange più marginali di un fenomeno che invece, come lo stesso Tria ammette, è massivo.

L’errore è strategico, da momento che le mobilità qualificate in Italia hanno un carattere strutturale e non possono essere curate con i pannicelli caldi. Chi ha le mente sgombra dall’assillante propagandismo giallo-verde è in grado di valutare quale distorsione rispetto alle necessità profonde del Paese abbiano introdotto scelte assistenzialistiche come il reddito di cittadinanza e Quota 100.

Le vere priorità, verso le quali orientare le poche risorse disponibili nelle condizioni concrete delle nostre finanze dovrebbero essere gli investimenti per lo sviluppo innovativo e per lo studio e la ricerca scientifica e tecnologica. Proprio il contrario di ciò che una miope maggioranza sta facendo, una maggioranza che non esita a sottrarre 4 miliardi alla formazione per precipitarli in mance assistenziali.
I problemi aperti non basta indicarli, soprattutto se si hanno pesanti responsabilità di governo, come certamente sono quelle di Tria, ma si devono affrontare con uno sguardo lungo e con scelte selettive. Ecco perché è urgente preparare un’alternativa culturale, oltre che politica, a questa maggioranza, prima che i problemi incancreniscano e i danni diventino irreparabili.
I Parlamentari PD Estero: Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro

03 – PARLAMENTARI PD ESTERO: I GIOCHI DI PRESTIGIO DEL MAIE PER NASCONDERE LE COMPLICITÀ CON UNA POLITICA FALLIMENTARE. “La migliore difesa è l’attacco”, dicevano i critici del calcio all’italiana quando quel sistema di gioco incominciava ad imporsi. La stessa regola sta seguendo il MAIE per nascondere la gravità del voto favorevole data alla modifica costituzionale che taglia gli eletti della circoscrizione Estero da 18 a 12, rendendo quasi simbolica una rappresentanza degli italiani all’estero dispersa nei diversi continenti. Un voto preceduto e accompagnato dal complice silenzio del Sottosegretario Merlo, che pur di restare legato alla poltrona, tradisce il suo mandato di titolare della delega per gli italiani nel mondo.
Anziché parlare della progressiva distruzione della rappresentanza e delle incognite legate ad un sistema elettorale, annunciato dalla maggioranza, in base al quale per votare all’estero è necessario prenotarsi, con un’ovvia caduta verticale degli elettori effettivi, il MAIE e la sua gazzetta di propaganda non trovano di meglio che scomodare la riforma costituzionale di Renzi di tre anni fa, non convalidata dal referendum confermativo, che prevedeva l’abolizione del Senato. Una riforma che operava una profonda trasformazione delle funzioni delle due Camere, oltre che uno snellimento della composizione e dell’attività del Parlamento.

Con i suoi consueti giochi di prestigio, il MAIE, continua ad invocare i senatori eletti all’estero… senza Senato elettivo, se la riforma fosse passata. E aggiunge una vera perla di ignoranza e rozzezza costituzionale parlando di senatori eletti con voto diretto in un organismo costituito con voto indiretto (il Senato delle Regioni) e assimilando la circoscrizione Estero ad una regione italiana, trascurando il piccolo particolare che le Regioni italiane sono indicate una per una in Costituzione, precisamente all’art. 131, e non sono materia da self service.

Ma poi, se quella riforma era orribile, come mai il MAIE si è opposta a quella e ha votato a favore di questa, che per gli italiani all’estero produce esattamente gli stessi effetti numerici?
Di fronte alla linea di questo governo verso gli italiani all’estero, che ha inanellato in un anno l’esclusione dal reddito di cittadinanza e da quota 100, il mancato prolungamento del Fondo per la lingua e la cultura, il taglio della rappresentanza, l’abolizione del Comitato per gli italiani nel mondo del Senato, l’annuncio di una riforma elettorale restrittiva, il freno per chi richiede la cittadinanza per matrimonio e il raddoppio dei tempi delle pratiche, l’incognita di un intervento generale sulla cittadinanza, l’unica cosa seria e coerente che il rappresentante del MAIE al governo avrebbe dovuto fare è dimettersi per non diventare complice di questa deriva.
Invece sta lì, a inventarsene una ogni giorno per nascondere il vuoto di risultati e per restare seduto sulla poltrona, anzi sullo strapuntino: “la migliore difesa (della poltrona) è l’attacco”.
I Parlamentari PD Estero: Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro

04 – L’ON. LA MARCA (PD) INCONTRA I DIRIGENTI INPS PER DISCUTERE DELLE PROBLEMATICHE ASSISTENZIALI E PREVIDENZIALI ESISTENTI TRA I CONNAZIONALI ALL’ESTERO.
L’On. Francesca La Marca, lunedì 15 luglio, ha incontrato il Dottor Luca Sabatini, Direttore Centrale pensioni dell’INPS, e il Dottor Salvatore Ponticelli, Responsabile dell’”Area Relazioni internazionali, pagamenti all’estero, verifiche reddituali”, per prospettare alcune problematiche emerse tra i nostri connazionali in Nord e Centro America riguardo ai servizi assistenziali e previdenziali erogati dall’Istituto.
Dopo avere richiamato l’esigenza di una riconsiderazione dell’eliminazione di un autonomo dipartimento che in precedenza trattava l’insieme delle questioni relative alle pensioni in convenzione internazionale, la parlamentare ha sottolineato il diffuso disagio derivante dalla lentezza nel disbrigo delle pratiche nelle varie sedi INPS competenti per le aree territoriali estere. I funzionari dell’Istituto, nel prendere atto della segnalazione, hanno comunque evidenziato che le pratiche di solito arrivano già con mesi di ritardo da parte dei centri operativi dei diversi paesi esteri che provvedono alla suddivisione e all’invio in Italia.
Riguardo alla questione, sollevata dall’On. La Marca, dei numerosi errori negli indirizzi dei mandati di pagamento inviati alla Citibank, fornitore delle prestazioni pensionistiche ai pensionati italiani residenti all’estero, errori che spesso impediscono o ritardano i pagamenti stessi, è riaffiorata la nota situazione delle ancora diffuse irregolarità delle iscrizioni AIRE, cui l’INPS si attiene, sicché oltre a rendere sempre più urgente la bonifica degli elenchi AIRE, è bene anche sviluppare una campagna a più voci per fare in modo che tutti si rendano parte attiva delle corrette annotazioni dei dati AIRE.
I dirigenti dell’INPS hanno poi confermato l’attendibilità delle rimostranze sollevate in diversi Paesi della stessa ripartizione della parlamentare, soprattutto in Messico e Centro America, per i ritardi nell’attestazione dei titoli di studio dei giovani che hanno diritto alla reversibilità; ritardi che rendono auspicabile un contatto diretto con il MIUR volto ad accelerare le operazioni di attestazione.
Non è mancata da parte dell’on. La Marca la sottolineatura dell’esigenza di operare con sollecitudine per il rinnovare l’accordo di previdenza sociale con gli USA, vecchio di decenni e del tutto inattuale rispetto alle più recenti problematiche previdenziali aperte, anche in considerazione dello sviluppo delle nuove mobilità.
L’incontro si è concluso con la previsione, da parte dei dirigenti dell’Istituto, di un complessivo miglioramento del servizio, anche per quanto riguarda l’estero, a seguito dell’immissione nelle strutture operative di circa 3000 nuovi assunti. Un auspicio sui cui esiti, per quanto riguarda le problematiche estere, l’On. La Marca non mancherà di esercitare un doveroso controllo.
On./Hon. Francesca La Marca, Ph.D.
Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America

05 – PROVE TECNICHE DI DIALOGO. Il Venezuela ci riprova ma sono insondabili le reali intenzioni di RICERCARE UNA SOLUZIONE PACIFICA ALLA CRISI. Le due DELEGAZIONI, quella del governo del presidente Nicolas Maduro e quella del presidente autoproclamato Juan Guaidò, si ritrovano alle Barbados, in un colloquio di pace organizzato dalla Norvegia. Le richieste avanzate dalle parti sono queste: Maduro chiede la sospensione delle sanzioni internazionali, perché tutti collaborino alla costruzione di un meccanismo pacifico di soluzione delle controversie. Mentre Guaidò rilancia la volontà di accelerare un processo di pace che metta fine alla sofferenza dei venezuelani. Nel frattempo la Germania di Angela Merkel ristabilisce le relazioni diplomatiche con il regime di Maduro.

06 – «ASSOLUTAMENTE NO». COSÌ FRANCESCO GRECO, PROCURATORE DI MILANO, HA ESCLUSO L’IPOTESI CHE IL VICEPREMIER MATTEO SALVINI VENGA ASCOLTATO NEL CORSO DELLE INDAGINI SUL COSIDDETTO RUSSIAGATE: il tentativo di dirottare fondi russi nelle casse della Lega, in teoria grazie alla mediazione dall’esponente leghista Gianluca Savoini. Il caso, lo ricordiamo, è esploso dopo la diffusione di un audio dove Savoini discute dell’affare a Mosca, in compagnia di due connazionali: l’avvocato Gianluca Meranda e il consulente Franco Vannucci.

07 – LA NUOVA EUROPA. EUROCAMERA, VON DER LEYEN NUOVA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE UE. La presidente designata della Commissione europea, la democristiana tedesca Ursula Von Der Leyen, ha ottenuto la fiducia del Parlamento europeo con 383 voti a favore, 327 contrari, 22 astensioni e una scheda nulla. La maggioranza si è rivelata più risicata delle attese della vigilia. L’ormai ex ministro della Difesa tedesco sarà chiamato a formare nelle prossime settimane il nuovo collegio dei commissari. Entrerà in carica il 1° novembre prossimo. Il voto è avvenuto martedì sera a Strasburgo, preceduto da un vivo dibattito nel quale la signora von der Leyen ha presentato un programma di legislatura . Tra le altre cose si è impegnata a rendere il continente europeo privo di emissioni nocive da qui a 2050.

08 – LA POLIZIA E L’FBI HANNO CONDOTTO UNA MAXI OPERAZIONE CONTRO LA MAFIA. RICOSTRUITI I LEGAMI CON LA FAMIGLIA DEI GAMBINO. IN MANETTE IL SINDACO DI TORRETTA. Duro colpo alla mafia siciliana con una maxi-operazione internazionale della polizia. La squadra mobile di Palermo, il Servizio centrale operativo e l’Fbi di New York hanno arrestato 19 persone. Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata, concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori aggravato e concorrenza sleale aggravata dal metodo mafioso. Arrestato anche Salvatore Gambino, primo cittadino di Torretta (Palermo). Mafia, i legami con il clan Gambino Nel mirino dell’inchiesta della Dda di Palermo, in particolare, il mandamento di Passo di Rigano. L’indagine ha svelato il forte legame tra la mafia del capoluogo siciliano e la criminalità organizzata statunitense, in particolare con il potente clan Gambino.
Il ritorno degli sconfitti da Riina Tra le 19 persone arrestate ci sono Francesco e Tommaso Inzerillo, rispettivamente fratello e cugino di Totuccio Inzerillo, boss ammazzato dai Corleonesi nel 1981. La storica famiglia mafiosa era stata decimata nella seconda guerra di mafia. Il potere degli Inzerillo Le indagini hanno permesso di accertare che nel quartiere di Passo di Rigano avevano ricostituito la loro roccaforte importanti esponenti della famiglia mafiosa degli Inzerillo. Costretti a rifugiarsi negli Usa e rientrati in Italia nei primi anni 2000, avevano ricostituito le fila della ‘famiglia’, anche grazie al ritrovato equilibrio con i vecchi nemici. Sequestrati beni per oltre 3 milioni tra mobili, immobili e quote societarie.

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