19 07 06 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO ED ALTRE COMUNICAZION

01 – La sinistra deve tentare di battere questa destra. La situazione dell’Italia se non fosse seria potrebbe sembrare comica.
02 – Schirò – CGIE: una preziosa occasione di approfondimento e di dialogo da valorizzare nei prossimi mesi
03 – Rappresentanza, sistema di voto e cittadinanza: i temi affrontati dall’on. La Marca nella plenaria del CGIE. L’on. Francesca La Marca è intervenuta nell’Assemblea plenaria del CGIE in sede di discussione generale sulle dichiarazioni fatte in apertura dal Ministro Moavero, dal Sottosegretario Merlo e dal Segretario generale Schiavone.
04 – Schirò (PD) – targhe estere: il governo riconosce le criticità segnalate. Restiamo in attesa di soluzioni per i lavoratori frontalieri
05 – Schirò: a Lampedusa per un atto di umanità e per esercitare le nostre prerogative costituzionali. 42 persone utilizzate per fini di propaganda
06 – La Marca: buon lavoro ai nuovi dirigenti del circolo del Partito Democratico Di Toronto. Con il congresso straordinario di sabato 29 giugno, che ha consentito di ripristinare gli incarichi direttivi, il Circolo del PD di Toronto e tornato alla sua piena funzionalità politica.
07 – Schirò: approvato l’accordo tra l’Italia e l’organizzazione internazionale di diritto per lo sviluppo (IDLO)
08 – da Bruxelles l’Associazione ‘Cultura contro camorra’ riceve menzione speciale Premio Don Peppe Diana

01 – LA SINISTRA DEVE TENTARE DI BATTERE QUESTA DESTRA. LA SITUAZIONE DELL’ITALIA SE NON FOSSE SERIA POTREBBE SEMBRARE COMICA. C’È UN CAPO DEL GOVERNO CHE SEMBRA CREDERE CHE SIA SUFFICIENTE PORTARE UNA DIVISA CON I GALLONI PER ESSERE UN VERO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. A tratti alza la voce, lancia ultimatum ma i due vice hanno il reale comando delle truppe (i voti) e non sembrano impressionarsi perchè il loro cruccio in questa fase è decidere se continuare o meno con questo governo. I due vice valutano i pro e i contro.
Quello più tentato di chiudere questa esperienza di governo è Salvini, tanto più che a giorni forse si risolverà il nodo di Berlusconi, con l’avvio di una successione che collocherà Forza Italia nel (ex centro) destra con una leadership meno ingombrante. Certo Salvini prima di staccare la spina vuole incassare tutto il possibile. Autonomia regionale differenziata, flat tax, nomina del nuovo commissario europeo e altre nomine. Forse deciderà in tempo per non accollarsi l’onere di una legge di bilancio lacrime e sangue (per i soliti) prima delle elezioni, se è così la decisione non tarderà. La Lega di Salvini (ex nord) sta gonfiandosi come la rana di Fedro e pregusta nuove conquiste, ma il leader è incerto, teme di sbagliare, di perdere voti (fin che vince è forte ma se sbaglia…), quindi rinvia le decisioni, tentando di prendere tutto e il suo contrario, con invadenza, con arroganza,si atteggia a vero presidente del Consiglio.

Il M5 Stelle è sotto botta, incerto su tutto. Di Maio continua nello stesso errore che ha portato a perdere metà degli elettori (per ora) e lascia a Salvini campo libero per le sue scorrerie. Le ragioni sono di fondo. Un contratto non basta a fermare la nuova destra arrogante e sanfedista: la Lega. Inevitabilmente i simboli scelti da Salvini (migranti, niente misure contro la violenza di destra, armi per sparare come nel vecchio west, ecc.) hanno dato l’impronta principale a questo governo. Non basta tentare di affiancare altre iniziative sul lavoro (non tutte indovinate) per bilanciare. Salvini che sembra il lord protettore del governo: chi tra gli elettori 5 Stelle è d’accordo con lui vota Lega, chi non è d’accordo si astiene. La scelta di fare un’alleanza con questa destra ha legittimato la Lega e ha contraddetto alla radice un mantra dei 5 Stelle che hanno sostenuto che destra e seinistra erano superate, salvo scoprire che la destra c’è, è forte ed è più a destra di quella precedente.

Se Di Maio ci crede è un problema suo, gli elettori la pensano diversamente.

La paralisi impotente del M5Stelle può aprire uno spazio ulteriore alla Lega e tra poco il suo schema di espansione potrebbe dispiegarsi apertamente. Del resto se il Ministro 5Stelle Fraccaro afferma che bisogna ispirarsi a misure fiscali come quelle di Trump lo spazio politico del M5Stelle si riduce a ben poco, come ha dimostrato Salvini negli Usa.

A sinistra (termine vago ma utile per delineare quello che non è destra) un conto è prepararsi alle elezioni, che però potrebbero vedere la destra uscirne vittoriosa con Salvini leader, quindi con la sinistra e il M5Stelle all’opposizione, altro è sottovalutare le possibilità di arrivare ad una nuova maggioranza con questo parlamento.

In commissione vigilanza rai c’è stata la convergenza di diversi settori che ha messo sotto la Lega. E’ immaginabile estendere questo esempio fino a farne l’avvio di una prospettiva politica alternativa a quella giallo verde ? Le controindicazioni potrebbero essere la parte renziana del Pd e la maggioranza attuale dei 5 Stelle, ma sono tigri di carta. Se si andasse a votare molti di loro non rientrerebbero più in parlamento e quindi le loro dichiarazioni bellicose hanno scarsa credibilità. Semmai il problema vero è che una nuova maggioranza dovrà accollarsi le misure del risanamento finanziario e quindi è obbligata a durare fino alla fine della legislatura per trarne anche i risultati.

Il vero problema era ed è l’ (in)capacità della sinistra (tutta) di decidere cosa vuol fare.

Per questo è necessario che tutte le componenti (relativamente) grandi e piccole (tante) della sinistra trovino la forza di non tirare a campare. La discussione della direzione Pd in cui è resuscitata la vocazione maggioritaria (il più tragico errore politico degli ultimi 10 anni) è deludente, così è deludente il comportamento di fronte alla crisi creata da comportamenti di membri del Csm e di alcuni esponenti del Pd senza vergogna. Queste delusioni vengono dopo il giudizio sulla vittoria del No nel referendum del 2016, sul jobs act e l’abolizione dell’articolo 18, ora il nuovo responsabile lavoro del Pd ha detto cose giuste. Per questo emerge la richiesta secca a Zingaretti di decidere una linea netta di discontinuità con il passato, senza farsi impressionare dagli strepiti. Una scelta netta potrebbe avere esiti sorprendenti.

Il compito di riunificare e rendere appetibile il ruolo della sinistra non può che ricadere anzitutto sulle spalle del partito più forte, che farebbe bene a rivedere anche le posizioni sul rosatellum, legge elettorale resa permanente dalla malizia nefasta di Calderoli, che ha ispirato l’approvazione di una “nuova legge elettorale” che entrerà in vigore automaticamente se verrà tagliato il numero dei parlamentari riproporzionando il rosatellum e regalando una maggioranza enorme alla destra.

Il Pd deve cambiare registro e rivolgersi al M5Stelle per vedere se c’è lo spazio per un’alternativa ma anche per raccogliere su una piattaforma aperta di proposte tutta la sinistra. Colpisce che a Livorno la conquista del comune sia stata possibile con il contributo di Potere al popolo. Le distanze si verificano alla fine non nei pregiudizi iniziali. Inoltre nella società c’è un pullulare di iniziative di singoli, gruppi, associazioni che sono appartenenti alla sinistra per cultura, scelte, ecc. ma che non si riconoscono nell’attuale offerta politica.

D’Alema ha suggerito al Pd di tentare di recuperare un rapporto con i lavoratori facendosi aiutare da Landini, una battuta ma con un fondo di verità. Invece di continuare a stupirsi di quanti lavoratori votano per altri ci si dovrebbe porre il problema di come recuperarli o conquistarli, interpretandone le richieste. Oggi questa sembra un’impresa impossibile ma neppure quando fu lanciato l’Ulivo la situazione era semplice. Tutte le energie spese per dire quello che non è andato in quell’esperienza non possono nascondere che vinse le elezioni contro la destra. Correggere si deve ma senza buttare bambino e acqua sporca. L’Italia è in crisi ha bisogno di una novità convincente, forte, occorre cercare una convergenza sociale e politica perchè il problema del futuro dell’Italia oggi è dirimente e si può realizzare una novità positiva solo se il paese stesso prenderà sulle sue spalle il suo futuro, quello dei giovani, dell’ambiente, con un contributo diffuso e il protagonismo di tanti. Le rifondazioni sono possibili solo così. Se timori e paure continueranno a paralizzare il futuro sarà della destra che renderà questo paese molto peggiore di oggi, più ingiusto con fratture sociali incomponibili, con un autoritarismo diffuso e prepotente. Un salto all’indietro nei secoli, se questa è la posta in gioco occorre reagire di conseguenza con forza e determinazione sbaragliando le piccole convenienze che portano all’attuale paralisi. Tanti sono disposti a dare una mano purchè la posta in gioco sia chiara a tutti. Alfiero Grandi

02 – SCHIRÒ – CGIE: UNA PREZIOSA OCCASIONE DI APPROFONDIMENTO E DI DIALOGO DA VALORIZZARE NEI PROSSIMI MESI . L’assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, conclusasi oggi a Roma, si è confermata una preziosa occasione di approfondimento e dialogo su temi cruciali per gli italiani, quali la rappresentanza, il voto, la lingua e la cultura, la cittadinanza, il ruolo prezioso delle nuove generazioni, la situazione di estrema difficoltà della nostra comunità in Venezuela e altro ancora.
Nel corso dell’audizione presso il Comitato per gli italiani nel mondo della Camera dei Deputati, sono intervenuta per precisare al Presidente Billi che la nostra opposizione vuole essere costruttiva e non polemica. Sulla rappresentanza parlamentare, in particolare, è giunto il momento di lasciarsi alle spalle la sterile polemica proposta ogni volta dalla maggioranza sulla riforma costituzionale del governo Renzi e sul taglio dei senatori eletti all’estero. Quella riforma, che non è passata, era un’altra cosa. Oggi, richiamarla continuamente, è un penoso espediente per non parlare della riforma costituzionale di questo governo che taglia il numero dei parlamentari e, con essa, quello degli eletti all’estero che da 18 passano a 12. Si tratta, come abbiamo denunciato anche in sede parlamentare, di un concreto progetto di ridimensionamento della rappresentanza estera.

Su questo tema, del resto, ho sempre sostenuto che i residenti all’estero sono cittadini di pieno diritto e che le diversificazioni, basate sulla residenza, tradiscono lo spirito e la lettera della Costituzione. Inoltre, una rappresentanza ridotta in ripartizioni grandi come continenti rende ancora più problematici i rapporti con l’elettorato e la partecipazione democratica di milioni di persone, inclusi i giovani e i lavoratori che hanno lasciato il nostro Paese in questi ultimi anni e che non vogliono perdere la possibilità di esercitare i propri diritti e il proprio protagonismo nella vita politica, sociale e culturale del nostro Paese.

Collegata alla riforma costituzionale, c’è poi la proposta di riforma del voto per gli italiani all’estero presentata dal sen. Vito Petrocelli (M5S), Presidente della Commissione Esteri di Palazzo Madama. È una proposta che ci preoccupa molto perché introduce problematiche su cui, mi auguro, si possa avviare una profonda riflessione comune. In particolare, reputo assolutamente grave l’introduzione dell’inversione dell’opzione per chi intenda votare all’estero e l’ineleggibilità dei membri dei COMITES e del CGIE.

Tornando all’audizione, ho ribadito al Presidente Billi la mia preoccupazione per il clima di scarsa attenzione verso gli italiani all’estero, se non addirittura di ostilità, da parte di questa maggioranza. Tutti i provvedimenti più importanti, approvati fin qui, penalizzano in qualche modo gli italiani all’estero. Con questa maggioranza il dialogo, di fatto, non c’è. Faccio un esempio concreto. Quando, in una riunione del Comitato, ho chiesto al sottosegretario agli esteri informazioni sul futuro del fondo per la lingua e la cultura italiane, non ho ricevuto risposta. Qualche giorno più tardi quella risposta è arrivata non in una sede istituzionale, ma in un comunicato propagandistico contenente, tra l’altro, un’enorme falsità.
Negli stessi lavori del CGIE, del resto, sono risultati evidenti ed espliciti la contrarietà alla riduzione per la rappresentanza parlamentare e l’allarme per una modifica del sistema di voto che, attraverso l’inversione dell’opzione possa portare a una caduta della partecipazione. Rimettendo in discussione una storica conquista.
Circa l’introduzione dei Piani Paese per la lingua e la cultura, valuto positivamente il loro rilancio e la loro diffusione, a condizione che non cadano in modo burocratico dall’alto, ma siano il frutto di una vera e ampia partecipazione dei soggetti attivi sul campo.
On. Angela Schirò – – Camera dei Deputati
Piazza Campo Marzio, 42

03 – RAPPRESENTANZA, SISTEMA DI VOTO E CITTADINANZA: I TEMI AFFRONTATI DALL’ON. LA MARCA NELLA PLENARIA DEL CGIE. L’on. Francesca La Marca è intervenuta nell’Assemblea plenaria del CGIE in sede di discussione generale sulle dichiarazioni fatte in apertura dal Ministro Moavero, dal Sottosegretario Merlo e dal Segretario generale Schiavone.
La parlamentare si è fermata prima di tutto sulla riduzione dei parlamentari, sottolineando tra l’altro le ripercussioni negative che comporterà nella ripartizione Nord e Centro America in termini di contatto con i connazionali e di partecipazione.
Replicando al sen. Petrocelli, intervenuto prima, ha contestato l’effetto devastante che avrebbe l’obbligo di prenotazione per votare per corrispondenza. Quasi una premonizione dell’abolizione della circoscrizione Estero, che pure qualcuno ha già chiesto in Parlamento.
La Marca si è infine soffermata sulla complessa questione della cittadinanza, richiamando l’obbligo di certificazione del possesso linguistico per chi la richiede per matrimonio e il vuoto esistente per chi è nato in Italia e l’ha perduta per ragioni di lavoro all’estero.
La parlamentare non ha taciuto alcune soluzioni innovative, ad esempio la limitazione del periodo di discendenza pur di riaprire i termini per chi è nato in Italia.
On./Hon. Francesca La Marca, Ph.D. – Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America

04 – SCHIRÒ (PD) – TARGHE ESTERE: IL GOVERNO RICONOSCE LE CRITICITÀ SEGNALATE. RESTIAMO IN ATTESA DI SOLUZIONI PER I LAVORATORI FRONTALIERI. Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, il cosiddetto “Decreto Sicurezza”, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 132 del 1° dicembre 2018 ha introdotto modifiche all’articolo 93 del codice della strada in materia di formalità necessarie per la circolazione degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi. Con l’entrata in vigore del decreto sono emerse subito numerose criticità per i cittadini italiani residenti all’estero, per i lavoratori frontalieri e stagionali, che non ho mancato di rappresentare attraverso specifici atti parlamentari.
La scorsa settimana il governo ha risposto all’interrogazione a risposta immediata che ho presentato in Commissione Trasporti insieme alla collega Raffaella Paita.
Al governo abbiamo chiesto, in particolare, di rendere nota la tempistica della norma, ripetutamente annunciata, per salvaguardare i lavoratori frontalieri. Il governo in diversi comunicati, infatti, aveva dichiarato che “prima dell’estate sarebbe stata promulgata una norma per salvaguardare i lavoratori frontalieri” e che i “necessari ulteriori aggiustamenti sarebbero stati presentati con un apposito atto normativo”.
Ebbene, nella risposta fornita dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, si riconoscono “le criticità segnalate dal territorio ed evidenziate nell’interrogazione” e si conferma che riguardo ad ipotesi di specifici interventi correttivi di tipo normativo, “si sta valutando la possibilità di inserire specifica norma in uno dei prossimi provvedimenti legislativi utili”.

Nella risposta, inoltre, si ricorda la circolare del 4 giugno del Ministero dell’interno (a cura del Dipartimento pubblica sicurezza-Servizio polizia stradale) che chiarisce la portata della residenza “normale” rispetto al tema della cosiddetta esterovestizione veicolare, sostituendo il punto a ciò dedicato nella precedente circolare del 10 gennaio 2019 a corollario esplicativo del decreto legge 113/2019 e relativa legge di conversione.

La circolare del 4 giugno cerca di correggere il tiro, visti i diversi problemi pratici creatisi con l’arrivo dei lavoratori stagionali.
In pratica – secondo quanto specificato nel provvedimento – i soggetti residenti anagraficamente in altro stato membro dell’UE che si trovano in Italia per svolgere attività lavorative stagionali e che conducono i veicoli nella loro disponibilità immatricolati all’estero, decorsi 185 giorni di permanenza in Italia, possono acquisire la residenza normale secondo le norme comunitarie in materia. Per loro, insomma, si è posta l’esigenza di limitare il divieto di circolazione con targa estera.

Tuttavia, il governo non ha fornito indicazioni circa i tempi di adozione della norma necessaria per superare le criticità evidenziate dalla nostra interrogazione relative, da una parte, alla circolazione dei lavoratori frontalieri (in particolare con Svizzera, San Marino, Francia) e, dall’altra, alle problematiche inerenti l’utilizzo dell’autoveicolo con targa estera di un cittadino AIRE da parte di un familiare residente in Italia.

Mi sarei augurata una risposta ispirata a concretezza e a responsabilità e magari l’annuncio di una campagna informativa, anche attraverso i siti istituzionali della rete diplomatica-consolare, finalizzata a rendere note le soluzioni individuate e a dare risposte certe alle centinaia di migliaia di cittadini italiani. Per questo dovremo attendere e continuare a vigilare.
On. Angela Schirò – Camera dei Deputati – Piazza Campo Marzio, 42 -00186 ROMA

05 – SCHIRÒ: A LAMPEDUSA PER UN ATTO DI UMANITÀ E PER ESERCITARE LE NOSTRE PREROGATIVE COSTITUZIONALI. 42 PERSONE UTILIZZATE PER FINI DI PROPAGANDA. “Sono qui con una delegazione di parlamentari del PD per dare il nostro sostegno alle persone a bordo della Sea Watch, stremate nel corpo e nella mente da una lunga permanenza in mare. Alcuni nostri compagni sono a bordo e ci resteranno finché tutti i profughi non saranno sicuri a terra”. “Siamo qui come parlamentari per esercitare pienamente i poteri ispettivi che la Costituzione ci attribuisce, verificare le condizioni dei naufraghi e vigilare sul rispetto dei diritti umani. Che dire delle parole del Ministro Salvini, successivamente smentite (i deputati saliti a bordo della Sea Watch 3 “vanno arrestati”)? Il ministro, in ogni caso, non ha potuto trattenersi e, con la sua nota finezza, ci ha augurato “buona gita a Lampedusa”. “Il Presidente del nostro gruppo alla Camera, Graziano Delrio è a bordo della nave e ci dice che la situazione è insostenibile. Noi pensiamo che non far scendere queste 40 persone sia un atto di inutile crudeltà. Abbiamo appreso che Francia, Germania, Lussemburgo e Portogallo sono pronti ad accogliere i naufraghi a bordo, ma che la ridistribuzione tra gli Stati membri Ue ‘può essere messo in atto solo se e quando lo sbarco sarà permesso’, come ha detto la portavoce della Commissione, Natasha Bertaud. Intanto la Capitana Carola Rackete è indagata per favoreggiamento e violazione del codice della navigazione dalla procura di Agrigento, anche in seguito all’applicazione del Decreto Sicurezza bis. Noi ci aspettiamo dal governo un atto di umanità e di responsabilità. Con la delegazione del Partito Democratico a terra abbiamo appena visitato l’hot spot di Lampedusa, un centro che ha ricevuto nel solo mese di giugno oltre 500 arrivi. Attualmente sono presenti 116 migranti (la capienza è per 90-95 persone) di cui 66 in partenza oggi stesso. I porti evidentemente non sono chiusi, i flussi continuano, l’Italia deve ripensare le sue politiche migratorie e l’Europa non deve girarsi dall’altra parte”. Così Angela Schirò a margine della sua visita all’hotspot di Lampedusa.
On. Angela Schirò – Camera dei Deputati – Piazza Campo Marzio, 42 – 00186 ROMA

07 – LA MARCA: BUON LAVORO AI NUOVI DIRIGENTI DEL CIRCOLO DEL PARTITO DEMOCRATICO DI TORONTO. Con il congresso straordinario di sabato 29 giugno, che ha consentito di ripristinare gli incarichi direttivi, il Circolo del PD di Toronto e tornato alla sua piena funzionalità politica. Ne sono sinceramente contenta ed esprimo al nuovo Segretario Carlo Coen e al Tesoriere Fabrizio Burroni, confermato nell’incarico, gli auguri di buon lavoro e di successo nelle iniziative che vorranno proporre agli iscritti e ai simpatizzanti.
Il voto unanime che essi hanno ottenuto è il miglior sintomo del clima unitario e costruttivo che ha animato il congresso, un buon viatico per la nomina del Presidente del Circolo che seguirà nel giro di alcune settimane.
Il Partito Democratico è il primo partito tra gli italiani all’estero e a Toronto esprime un parlamentare da quando esiste la circoscrizione Estero. Questo carica tutti noi di responsabilità verso i connazionali e verso le autorità e la società canadese, non meno di quando accade verso il partito e le istituzioni in Italia.
Ci sono dunque le condizioni per far bene e con spirito unitario, superando l’autoreferenzialità del dibattito interno e dimostrando con i fatti e il lavoro di essere uno strumento reale di partecipazione democratica e di tutela della comunità italiana di una delle aree più dinamiche del Nord America.
La mia disponibilità a collaborare per raggiungere questi obiettivi è piena e sincera.
Congratulazioni ancora ai nuovi dirigenti e auguri a tutti noi di buon lavoro”.
On./Hon. Francesca La Marca, Ph.D. – Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America
Electoral College of North and Central America

08 – SCHIRÒ: APPROVATO L’ACCORDO TRA L’ITALIA E L’ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DI DIRITTO PER LO SVILUPPO (IDLO) Oggi la Camera ha approvato in via definitiva l’Accordo tra l’Italia e l’Organizzazione internazionale di diritto per lo sviluppo (firmato il 14 giugno 2017) relativo al funzionamento della sede dell’organizzazione che si trova a Roma. La capitale – vale la pena ricordarlo – rappresenta il terzo polo dell’ONU nel mondo dopo New York e Ginevra e prima di Vienna e Parigi. In occasione della ratifica da parte della Camera dei Deputati, sono intervenuta per esprimere il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico.
Nel mio intervento ho ricordato che l’IDLO, osservatore presso le Nazioni Unite dal 2001, è l’unica organizzazione intergovernativa dedicata alla promozione dello stato di diritto e delle pratiche di buon governo nei Paesi in via di sviluppo, in transizione economica e reduci da conflitti armati. Negli anni ha formato oltre 20.000 giuristi in più di 175 Paesi con l’obiettivo di aumentare le capacità giuridiche dei Paesi in via di sviluppo ed intrapreso numerosi progetti di formazione della società civile in diversi ambiti strategici.
In un mondo in continua trasformazione, del resto, lo stato di diritto deve considerarsi una condizione indispensabile nel cammino verso uno sviluppo sostenibile dal momento che può limitare gli effetti critici della globalizzazione e garantire società più inclusive.
Il piano strategico dell’IDLO 2017-20, tra l’altro, incorpora gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con particolare riferi­mento all’Obiettivo 16 «Promuovere società pacifiche e inclusive per lo sviluppo sosteni­bile, garantire a tutti l’accesso alla giustizia, realizzare istituzioni effettive, responsabili e inclusive a tutti i livelli».
Con la ratifica dell’Accordo, l’Italia, storicamente fra i maggiori contributori al bilancio dell’Organizzazione insieme ai Paesi Bassi e gli Stati Uniti, conferma il suo impegno a favore dello sviluppo dei popoli basato sulla cooperazione internazionale e il rafforzamento del sistema multilaterale.
On. Angela Schirò – Camera dei Deputati – Piazza Campo Marzio, 42 – 00186 ROMA

09 – da Bruxelles l’Associazione ‘Cultura contro camorra’ riceve menzione speciale Premio Don Peppe Diana
Menzione speciale per “Cultura contro camorra” al Festival dell’IMPEGNO CIVILE. Partecipate e sostenete chi si batte per la SOLIDARIETA’ e anche per i vostri diritti
Mention spéciale pour “Cultura contro camorra” au Festival de l’IMPEGNO CIVILE. Participez et soutenez celles/ceux qui luttent pour la SOLIDARITÉ et aussi pour vos droits.

Special mention for “Cultura contro camorra” at the Festival of the IMPEGNO CIVILE. Participate and support those who fight for SOLIDARITY and also for your rights.
Mención especial por “Cultura contro camorra” en el Festival del IMPEGNO CIVILE. Participa y apoya a quienes luchan por la SOLIDARIDAD y también por tus derechos.

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