
War: America’s graffiti
by Frank Barbaro
It is disheartening to witness efforts to justify or accept America’s attack on Iran.
It is not a war when an unrivalled military power under no threat or retaliatory risk, uses superior weaponry and reach, to attack.
At a human level it’s bullying.
Common sense says it is wrong no matter how despicable a government or its leader is or is portrayed, despite a conditioning that Western cultural materialism equates to civility.
However, America is not the epitome of decency or democracy
Based on 2024 US Census Bureau about 35.9 million people live below the poverty line and an almost similar number under 65 have no health cover.
As for its democratic style, US presidents are elected by 538 voters from states rather than individual citizens.
President Theodore Roosevelt described his office as the “bully pulpit” from which he advocated progressive reforms.
The current president uses the “bully pulpit” to destructive effect.
America is selective about who it demonises – it takes issue with the Iranian government while ignoring that Israel has been formally charged with genocide.
It also has no qualms with brutal Muslim monarchies in the region some of which until recently carried out death sentences in public executions and which depend totally on imported indentured labour.
There is a Western parallel in acceptance of cheap migrant labour but not their presence – much like former aristocracies that were comfortable with servants, but who had to keep to their quarters.
Today the world faces profound disruptive economic and technological changes that are worsening inequality and grievances.
The criminal attacks on Iran, like other US led or instigated wars as in Vietnam, Yugoslavia, Iraq, Afghanistan, Libya, Palestine and Syria were never about good versus evil but worsening dynamics between the privileged few and the exploited many.
Guerra: il ritratto dell’America
di Frank Barbaro
È sconfortante assistere ai tentativi per giustificare o accettare l’attacco dell’America all’Iran.
Non è una guerra quando una potenza militare senza rivali, che non si trova sotto minaccia né a rischio di ritorsioni, utilizza armamenti e capacità superiori per colpire.
A livello umano è bullismo.
Il buon senso dice che è sbagliato, indipendentemente da quanto un governo o il suo leader possano essere spregevoli o vengano dipinti come tali, nonostante un condizionamento secondo cui il materialismo culturale occidentale equivarrebbe alla civiltà.
Tuttavia, l’America non è l’epitome della decenza o della democrazia.
Secondo i dati del 2024 dell’Ufficio del Censimento degli Stati Uniti, circa 35,9 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà e un numero quasi analogo di persone sotto i 65 anni non dispone di copertura sanitaria.
Quanto al suo modello democratico, i presidenti degli Stati Uniti vengono eletti da 538 grandi elettori dei singoli Stati, invece che direttamente dai cittadini.
Il presidente Theodore Roosevelt definì il suo incarico un “bully pulpit”, dal quale promuoveva riforme progressiste.
L’attuale presidente utilizza il “bully pulpit” con effetti distruttivi.
L’America è selettiva su chi demonizzare: contesta il governo iraniano mentre ignora il fatto che Israele sia stato formalmente accusato di genocidio.
Non ha inoltre alcuna remora nei confronti di alcune monarchie musulmane brutali nella regione, alcune delle quali fino a tempi recenti eseguivano condanne a morte in esecuzioni pubbliche e che dipendono totalmente da manodopera importata in condizioni di servitù contrattuale.
Esiste un parallelo occidentale nell’accettazione della manodopera migrante a basso costo, ma non della loro presenza — un po’ come le antiche aristocrazie, a loro agio con i servitori purché rimanessero nei loro alloggi.
Oggi il mondo affronta profondi cambiamenti economici e tecnologici che stanno aggravando disuguaglianze e risentimenti.
Gli attacchi criminali contro l’Iran, come altre guerre guidate o istigate dagli Stati Uniti — come in Vietnam, Jugoslavia, Iraq, Afghanistan, Libia, Palestina e Siria — non sono mai stati una questione di bene contro male, ma l’aggravarsi delle dinamiche tra i pochi privilegiati e i molti sfruttati.
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NP marzo 2026
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