
Il primo numero di Nuovo Paese fu pubblicato il 1° maggio del 1974 ed è continuato ad uscire, fino a circa 10 anni fa in versione cartacea e da allora in formato digitale, per oltre 51 anni di ininterrotta pubblicazione e diffusione presso la comunità italiana emigrata in Australia.
Il giornale, bilingue Italiano e Inglese, è uno dei più longevi dell’emigrazione italiana nel mondo.
E’ realizzato a Adelaide, in collaborazione con le altre sedi Filef di Sydney, Melbourne e Perth e con collaborazioni dall’Italia.
L’editoriale di Frank Barbaro
Cessione della sovranità
di Frank Barbaro
La perdita di sovranità del Venezuela potrebbe facilmente essere (mal)interpretata come l’ennesima violenta destituzione di un governo sudamericano.
In molti casi passati, nonostante le smentite ufficiali talvolta fornite, i sospetti di coinvolgimenti da parte degli Stati Uniti erano fondati.
La differenza, questa volta, sta negli attacchi apertamente sferrati contro il Paese, come dimostrano le uccisioni sommarie operate dagli USA contro presunti narcotrafficanti a bordo di pescherecci, azioni poi degenerate in atti di pirateria ai danni di navi petrolifere venezuelane.
Il vero intento di quelle operazioni preparatorie, rivolte all’opinione pubblica globale, è stato rivelato quando le forze statunitensi hanno catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro in quella che è stata presentata come una drammatica incursione notturna.
Tuttavia, la rimozione apparentemente composta del presidente e di sua moglie nasconde la brutalità della sua deposizione, resa possibile dalla corruzione di settori strategici del governo di Maduro, e occulta lo stato di caos in cui il Venezuela è stato precipitato.
Gli Stati Uniti hanno ostentato le loro azioni illegali, immorali e ingiuste senza subire alcuna censura o condanna istituzionale.
I governi poveri di Paesi poveri, ancora impegnati a lottare soprattutto contro l’espropriazione economica derivante dalle eredità coloniali, difficilmente sfideranno la superpotenza statunitense, vedendo con quanta facilità possano essere presi di mira, demonizzati e distrutti.
Lo sviluppo più preoccupante è l’accettazione silenziosa e passiva, da parte dei governi occidentali, dell’aperta aggressione statunitense contro un’altra nazione.
Sebbene l’esitazione a criticare gli Stati Uniti sia comprensibile a causa dei rischi connessi, i governi nazionali occidentali avrebbero potuto e dovuto dire agli USA che qualunque fosse il contenzioso con il Venezuela, esso doveva essere affrontato e negoziato attraverso l’ONU.
Le Nazioni Unite e le loro strutture sono il risultato di due devastanti guerre mondiali e furono istituite per evitare l’uso della forza nella risoluzione delle controversie internazionali.
I governi occidentali hanno ceduto ai diktat statunitensi su dazi e spesa per la difesa; quest’ultima acquiescenza rappresenta la resa più rivelatrice delle sovranità nazionali.
Sovereign surrender
by Frank Barbaro
Venezuela’s loss of sovereignty could easily be (mis)interpreted as another violent overthrow of a South American government.
There have been many with suspicion of US involvement behind them well founded despite the at times official denials.
The difference this time is the blatantly open attacks on the country as shown by US summary killing of people on fishing boats claiming they were drug operators that escalated to pirating of Venezuelan oil ships.
The real intent of those preparatory operations for the global public were revealed when US forces captured Venezuelan president Nicolas Maduro in what was presented as a dramatic overnight raid.
However, the calm removal of the president and his wife hide the brutality of his deposal which was possible with the corruption of strategic sections of Maduro’s government and hides the chaotic state Venezuela has been thrown into.
The US has vaunted its illegal, immoral and unjust actions without any institutional rebuke or condemnation.
Poor governments of poor countries still battling, mainly economic disappropriation from colonial legacies, are unlikely to challenge US superpower seeing how easily they could be targeted, demonised and destroyed.
The most worrying development is the silent and passive acceptance by Western governments of US open aggression against another nation.
Although hesitancy to criticise the US is understandable because of associated risks, Western national governments could and should have told the US that whatever grievances America had with Venezuela they had to be negotiated through the UN.
The UN and its structures were the result of two devastating World Wars set up to avoid the use of force to deal with international disputes.
Western governments have caved in to US diktats on tariffs and defence spending, this latest acquiescence is the most telling surrender of national sovereignties.
FILEF Adelaide & Nuovo Paese
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NP-febbraio 2026
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