Pierpaolo Cicalo’ (Istituto F. Santi): a 50 anno dal golpe cileno

“Sono trascorsi 50 anni dal golpe cileno e dall’inizio di una lunga dittatura di classe.
Il presidente attuale del Cile ancora oggi dopo 50 anni è impegnato a far sì che giustizia e verità si affermino. Per i familiari degli scomparsi gettati vivi dagli aerei in mare o torturati, trucidati e uccisi e sepolti in luoghi ad oggi non conosciuti.
Solo con verità e giustizia può avvenire una riconciliazione ed un condiviso superamento delle divisioni che permangono nella società cilena.
Ci sono corresponsabili della dittatura e i cittadini che a sostegno del percorso democratico parlamentare al socialismo sono morti o fuggiti in esilio all’estero.
Non si possono dimenticare crimini contro l’umanità che, in quanto tali restano imprescrivibili.
Dopo il ritorno della democrazia, il governo di Patricio Alwin si sono alternati governi della Concertation e governi della destra.
Il Cile un paese che nel frattempo è cambiato ma non facendo fino in fondo i conti con le conseguenze e gli effetti della lunga manomissione della democrazia, con una Costituzione vigente contraddittoria rispetto alla società uscita dalla lunga dittatura e che oggi con difficoltà e contrasti il presidente del Cile Boric ed un ampio schieramento progressista vorrebbe definitivamente cambiare con il processo costituente in corso.
A cinquanta anni dal golpe nel ricordare la fine violenta della democrazia e il sacrificio del presidente Allende che con le armi in pugno ha difeso le istituzioni restando al suo posto, alla Moneda, il pensiero va a quanti, militanti e dirigenti dei partiti democratici e della Cut incessantemente all’interno del Cile hanno seguitato ad agire ed a lottare sin dai primissimi tempi della vicaria di solidaridad a difesa dei diritti umani .
Il pensiero va ai tanti militanti che fuori del Cile hanno contribuito alla lotta nel paese per il ritorno della democrazia suscitando in tutto il mondo un grande movimento di solidarietà e di sostegno alla Resistenza cilena.
Il Cile resta un paese a noi particolarmente vicino , con una generazione di giovani che dalle lotte per il diritto ad una scuola accessibile a tutti hanno promosso un rinnovamento sui temi delle diseguaglianze, sul welfare e sullo sviluppo che ha poi portato all’elezione del presidente attuale del Cile.
Il Cile vive oggi problemi complessi che devono essere portati a soluzione.
La complessità richiede la forza delle istituzioni, accordi e processi politici.
La destra anche in Cile ha di nuovo una importante base di consenso ed ha condizionato il processo di cambiamento costituzionale in corso complicandolo.
Va sostenuto anche internazionalmente il presidente Boric e il suo governo che, come ricorda Gloria della Fuente sottosegretaria agli esteri pone “il rispetto dei diritti umani, della convivenza democratica e della via istituzionale per risolvere i conflitti sociali al centro non soltanto del dibattito pubblico in Cile ma anche della nostra politica estera. La nostra speranza è che la democrazia si rafforzi e mai più si ritorni la dittatura”.

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