PUTIN: L’accordo con l’Ucraina era firmato già a marzo 2022. Dopo il ritiro delle truppe russe da Kiev, lo hanno stracciato

Durante l’incontro a Mosca con la delegazione dei leader africani guidata dal Sudafrica, il presidente russo Vladimir Putin ha reso noto che durante le trattative tra le delegazioni ucraina e russa svoltesi a Istanbul a fine marzo 2022, si era raggiunto un accordo molto dettagliato che prevedeva come punto centrale la neutralità dell’Ucraina e che, a seguito del ritiro delle truppe russe che circondavano Kiev, la guerra sarebbe finita. Putin ha mostrato il documento con la firma del capodelegazione dell’Ucraina. Subito dopo l’avvenuto ritiro delle truppe da Kiev e Charkiv, secondo Putin, l’accordo è stato stracciato dagli ucraini e gettato “nella pattumiera della storia”. Di seguito l’articolo pubblicato dalla Redazione de L’antidiplomatico.it del 17/06/23 che specifica l’accaduto; la traduzione dell’intervento di Putin registrato nel VIDEO, e, a seguire, la ricostruzione degli eventi di quei giorni di fine marzo 2022 tratta da Open on line e dall’ANSA.

 

Oggi è la giornata dell’arrivo in Russia della missione di pace africana che è sbarcata a San Pietroburgo dopo aver visitato Kiev. La Russia plaude all’approccio equilibrato dei sette Paesi africani al conflitto ucraino, ha reso noto il Presidente russo Vladimir Putin.

“Accogliamo con favore l’approccio equilibrato degli amici africani alla crisi ucraina”, ha dichiarato Putin durante un incontro con la delegazione africana. Il leader russo ha sottolineato che Mosca apprezza l’interesse dei Paesi africani nel trovare modi per risolvere il conflitto.

“Vorrei ribadire che siamo aperti al dialogo costruttivo con tutti coloro che desiderano stabilire la pace secondo i prinl’avvenutocipi della giustizia e tenendo conto degli interessi legittimi delle parti”, ha dichiarato Putin.

Il quale ha poi aggiunto che lo sviluppo delle relazioni con gli Stati africani è una priorità per la Russia: “Il pieno sviluppo dei legami con i Paesi del continente africano è una priorità della politica estera russa. Siamo costantemente a favore di un ulteriore rafforzamento delle relazioni tradizionalmente amichevoli con gli Stati africani e l’Unione Africana”.

 

Accordo di Istanbul

Il presidente russo ha presentato alla delegazione di mediazione africana la bozza dell’accordo di Istanbul sull’Ucraina.

“Si chiama: Trattato sulla neutralità permanente e sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Riguarda proprio le garanzie. 18 articoli”, ha osservato il leader russo.

“Inoltre, ha anche un allegato. (Le clausole) riguardano anche le Forze armate, altre cose. Tutto è dettagliato, fino alle unità di equipaggiamento da combattimento e al personale delle Forze armate. Questo è il documento”, ha commentato Putin, aggiungendo che è stato firmato dalla delegazione ucraina.

“Ma dopo che abbiamo ritirato le nostre truppe dalla regione di Kiev come promesso, le autorità di Kiev e i loro padroni l’hanno gettata nella pattumiera della storia”, ha sottolineato.

Ha anche osservato che ci sono dubbi sul fatto che la leadership ucraina non continuerà ad abbandonare altri accordi. “Ma anche in queste condizioni, non abbiamo mai rifiutato di negoziare”, ha sottolineato Putin.

Mosca non ha rifiutato di negoziare, “è stata la parte ucraina”, ha detto. “Inoltre, il presidente ucraino ha firmato un decreto che vieta i negoziati. Quindi capisco le vostre preoccupazioni e le condivido, e naturalmente siamo pronti a considerare qualsiasi proposta”, ha detto ai leader africani.

Link alle dichiarazioni di Putin QUI

 

L’operazione militare speciale

Tutti i problemi dell’Ucraina sono iniziati dopo il colpo di Stato armato del 2014, ha sottolineato il leader russo. “E quel colpo di Stato è stato sostenuto dagli sponsor occidentali”, ha aggiunto Putin.

Ha affermato che la Russia ha il diritto di riconoscere i nuovi territori prima come indipendenti e poi di aiutarli proteggendoli. La Russia, a causa dei legami storici, culturali e linguistici, era obbligata a sostenere la popolazione ucraina che si rifiutava di sottomettersi al governo post-golpe.

“Avevamo il diritto di riconoscere l’indipendenza di questi territori? In piena conformità con la Carta delle Nazioni Unite, avevamo il diritto di farlo perché, secondo gli articoli pertinenti della Carta delle Nazioni Unite, questi territori avevano il diritto di dichiarare la propria indipendenza. Quindi avevamo il diritto di riconoscerli. E lo abbiamo fatto”, ha dichiarato Putin.

Inoltre, il Presidente russo ha informato la delegazione africana che la Russia è pronta a continuare il processo di scambio di prigionieri di guerra con l’Ucraina. Allo stesso tempo, ha sottolineato che il Paese ha sempre accolto legalmente i bambini ucraini e non ha posto alcun ostacolo al ricongiungimento con le loro famiglie.

 


 

Traduzione letterale del discorso di Putin nel video:

 

“La Russia non si è mai negata al negoziato. Vorrei chiamare la vostra attenzione sul fatto che con l’aiuto dello stesso Presidente [della Turchia] Erdogan, come voi sapete tutta una serie di negoziazioni tra Russia e Ucraina ebbero luogo in Turchia, per elaborare sia le misure di rafforzamento della fiducia da Lei menzionate sia per preparare il testo dell’accordo stesso.

Avevamo stabilito con la delegazione ucraina che l’accordo non era confidenziale, ma il testo non era stato ancora mai commentato.

La bozza del documento fu siglata dal capo delegazione di Kiev. L’accordo aveva come titolo “Trattato di neutralità permanente e garanzia di sicurezza dell’Ucraina”, esattamente [lo dice rivolto alla delegazione africana], quello che voi avete menzionato, cari amici, Presidente della Repubblica del Sudafrica. 18 articoli, c’è anche un annesso, adesso non vado a parlare anche di questo, comunque l’accordo si applica anche alle forze armate e ad altre cose. Tutto è dettagliato, fino ai pezzi di equipaggiamento militare e fino al personale delle forze armate. Ecco, questo è il documento. È qui. Siglato dalla delegazione di Kiev. È firmato. Però, dopo che, come avevamo promesso, le nostre truppe si ritirarono da Kiev, le autorità di Kiev, come i loro ‘padroni’ sono soliti fare, hanno gettato tutto nella pattumiera della storia”.

 

(Traduzione: Emi-News)

 


 

di seguito un reportage di Open on line datato 29 marzo 2022

Russia-Ucraina, la nuova linea di Putin dietro il “ritiro” da Kiev: quali sono i passi in avanti nei negoziati di Istanbul

di Maria Pia Mazza (da OPENonLINE)FONTE: https://www.open.online/2022/03/29/guerra-ucraina-negoziati-istanbul/

Resta lo scetticismo di Stati Uniti e Ue sui negoziati in Turchia, in attesa delle prossime mosse di Mosca dopo l’annuncio di una «riduzione radicale delle attività militari» su Kiev e Chernihiv

Si è conclusa la prima giornata di negoziati a Istanbul, in Turchia, tra le delegazioni dell’Ucraina e della Russia. I colloqui, durati circa tre ore, si sono svolti presso il Palazzo Dolmabahce di Istanbul, a porte chiuse, alla presenza del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. «Oggi è stato raggiunto il più significativo progresso nei negoziati in corso» ha dichiarato il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, aggiungendo che a breve, ma senza specificare quando, si terrà «un nuovo incontro tra i ministri degli Esteri di Ucraina e Russia», rispettivamente Dmytro Kuleba e Sergej Lavrov. Al contempo, la Turchia ha assicurato che «continuerà il proprio lavoro per arrivare a un cessate il fuoco e a una pace permanente» tra i due Paesi.

L’impegno di Mosca a ridurre «drasticamente» gli attacchi su Kiev e Chernihiv

Al termine dei negoziati, il viceministro della Difesa russo, Alexander Fomin, ha annunciato che «Mosca ridurrà drasticamente l’offensiva militare sulle città di Kiev e di Chernihiv». Questa decisione, stando all parole del ministro russo Fomin, «aumenterebbe la fiducia reciproca per i negoziati futuri in modo da riuscire a raggiungere un accordo tra le parti e firmare un accordo di pace con l’Ucraina». Vladimir Medinsky, il capo delegazione della Russia, ha invece dichiarato che i colloqui sono stati «costruttivi» e che la delegazione russa ha ricevuto da parte dell’Ucraina una bozza di proposte di accordo, «confermando il desiderio del Paese di avere uno status neutrale e libero dal nucleare». L’accordo prevederebbe anche il «divieto all’Ucraina di ospitare basi militari e truppe straniere all’interno del proprio territorio, oltre al divieto di produrre armi di distruzione di massa». Medinsky ha aggiunto che entrambe le delegazioni, sia quella di Kiev sia quella di Mosca, hanno anche ipotizzato un incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente russo Vladimir Putin per firmare gli accordi di pace.

La possibile rinuncia dell’Ucraina alla Nato, ma non all’ingresso nell’Ue: il ruolo degli “Stati garanti”

Dopo la conclusione dei colloqui, Mykhailo Podolyak, il consigliere del presidente ucraino Zelensky, ha dichiarato che l’Ucraina si è offerta di adottare uno status neutrale: ciò significa che Kiev è pronta a rinunciare alle alleanze militari con altri Paesi, come la Nato, così come richiesto da Mosca. Al contempo, però, non dovrebbe venir meno la richiesta dell’Ucraina di entrare a far parte dell’Unione Europea. In cambio della rinuncia della Nato, però, l’Ucraina ha richiesto garanzie di sicurezza, sul modello Nato, da alcuni “Stati garanti” che sarebbero «legalmente e attivamente coinvolti nella protezione dell’Ucraina da qualsiasi aggressione» militare. Tra questi Paesi ci sarebbero Francia, Germania, Stati Uniti, Regno Unito, Turchia e, come anticipato dal presidente ucraino Zelensky, forse anche l’Italia. Il consigliere ucraino Podolyak ha poi spiegato come Kiev intende procedere pragmaticamente riguardo le proposte avanzate da Mosca. Innanzitutto, qualsiasi tipologia di accordo dovrà essere previamente sottoposto sotto forma di referendum ai cittadini ucrainaini, e successivamente ratificato dai parlamenti dei cosiddetti “Stati garanti” nonché del parlamento ucraino.

I nodi della Crimea e del Donbas

Tra gli altri punti salienti discussi durante i negoziati vi è quello relativo al «riconoscimento delle attuali realtà territoriali dell’Ucraina», ossia la Crimea e il Donbas, come dichiarato dalla portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova. In tal senso, secondo quanto riferito dal consigliere ucraino Podolyak, l’Ucraina avrebbe proposto alla Russia “«trattative separate sullo status della Crimea e del porto di Sebastopoli (già quartier generale della flotta russa del Mar Nero e sotto il controllo di Mosca prima dell’annessione della Crimea nel 2014, ndr) che dovranno concludersi entro 15 anni». Su questa negoziazione non sarebbe previsto l’intervento dei cosiddetti “Stati garanti”, ma la questione dovrebbe essere risolta mediante negoziati bilaterali tra l’Ucraina e la Russia.

Lo «scetticismo» degli Usa e la «cautela» dell’Unione Europea

E mentre i colloqui tra le delegazioni di Kiev e Mosca erano ancora in corso, la Nato ha convocato il Consiglio del Nord Atlantico, l’organo che sovrintende le decisioni politiche e militari in materia di sicurezza della Nato. Durante il Consiglio Atlantico, previsto per il 6 e 7 aprile a Bruxelles, si incontreranno i 30 ministri degli Esteri dei diversi Paesi membri, mentre la Casa Bianca ha reso noto che presidente statunitense Joe Biden discuterà della guerra in Ucraina in una con i leader europei in una videoconferenza. Dopo la fine del round di negoziati a Istanbul, il segretario di Stato statunitense, Antony Blinken, ha dichiarato di non aver intravisto segnali di «reale serietà» da parte della Russia: «Un conto è quello che dice la Russia, e un conto quello che fa, e noi siamo concentrati su quest’ultimo aspetto». Sul fronte europeo, invece, prevale la cautela: «Trattiamo le negoziazioni di pace a Istanbul con una certa cautela: in questo momento la priorità è che si arrivi a un cessate il fuoco duraturo sul campo, rispettato dalla Russia, dopodiché si vedrà se tutte le richieste hanno senso dal punto di vista politico», ha dichiarato un alto funzionario dell’Ue all’Ansa.

 

FONTE: https://www.open.online/2022/03/29/guerra-ucraina-negoziati-istanbul/

 


 

Istanbul, ‘significativo esito negoziati’

Kiev, saremo in Ue non nella Nato. Crimea-Donbass accordo ad hoc

29 marzo, 20:24

epa09857454 A handout photo made available by the Ukrainian Presidential Press Service shows member of the Ukrainian delegation David Arakhamia (R), Head of the Servant of the People parliamentary faction, with Russian Presidential aide Vladimir Medinsky (L) during a meeting as part of the Russian-Ukrainian talks at Dolmabahce Palace in Istanbul, Turkey, 29 March 2022. Delegations from Russia and Ukraine are due to resume face-to-face talks in Istanbul on the day. EPA/UKRAINIAN PRESIDENTIAL PRESS SERVICE HANDOUT — BEST QUALITY AVAILABLE — MANDATORY CREDIT: UKRAINIAN PRESIDENTIAL PRESS SERVICE — HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

 

(ANSA) – ROMA, 29 MAR – Si chiude la giornata di colloqui tra le delegazioni russa e ucraina a Istanbul e qualche primo risultato sul fronte della diplomazia comincia a intravedersi.

“Oggi è stato raggiunto il più significativo progresso nei negoziati in corso” dichiara trionfalmente il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, aggiungendo che è atteso a breve “un nuovo incontro tra i ministri degli Esteri di Ucraina e Russia Dmytro Kuleba e Serghei Lavrov”, ma senza specificare una data precisa. Cavusoglu, al termine dei colloqui parla addirittura di “riconciliazione” tra le parti e assicura l’impegno del governo turco: “Continueremo il nostro lavoro per arrivare a un cessate il fuoco e a una pace permanente”. Anche da parte dei negoziatori qualche dichiarazione fa sperare per il meglio. Il capo della delegazione russa Medinsky, citato dalla Tass, evoca la possibilità di un trattato di pace e parla di “proposte scritte dall’Ucraina” che confermerebbero le aspirazioni “di neutralità e di Paese denuclearizzato”.

Nell’agenda dei negoziati ci sarebbe poi “il riconoscimento delle attuali realtà territoriali” dell’Ucraina, dichiara la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, citata da Interfax, riferendosi implicitamente alla Crimea e al Donbass. Proprio su queste due zone, che rappresentano uno dei punti caldi della trattativa, il capo negoziatore ucraino Mikhailo Podolyak, citato dall’agenzia Unian, spiega che lo status della Crimea e del Donbass “saranno oggetto di trattative ad hoc tra Ucraina e Russia”. In particolare, sempre secondo quanto riferisce Podolyak, l’Ucraina avrebbe proposto alla Russia “trattative separate sullo status della Crimea e del porto di Sebastopoli che dovranno concludersi entro 15 anni”. Ma per quanto riguarda il Donbass, Kiev chiede che del suo status se ne parli nel faccia a faccia Putin e Zelensky che gli ucraini continuano a chiedere da giorni. Il porto di Sebastopoli, quartier generale della flotta russa del Mar Nero, era sotto il controllo di Mosca anche prima dell’annessione della Crimea, grazie ad un contratto d’affitto con Kiev. Ma dal fronte ucraino sarebbe stata avanzata anche un’altra richiesta e cioè che, prima di entrare in vigore, un eventuale accordo di pace tra Mosca e Kiev dovrà essere approvato in un referendum popolare in Ucraina e poi “dai Parlamenti di tutti i Paesi” che potrebbero diventare “garanti della sicurezza” di Kiev. In più, l’Ucraina fa sapere che “non entrerà nella Nato ma la sua candidatura per entrare nell’Ue non può essere bloccata”. Eventualità questa sulla quale Mosca fa sapere di non avere nulla in contrario. Le notizie trapelate dai colloqui fanno andare verso il segno positivo le Borse europee con Parigi che arriva a un +2,84%.

Quasi in contemporanea con le trattative in corso sul tavolo di Istanbul, la Nato convoca il Consiglio Atlantico a Bruxelles per il 6 e 7 aprile “per discutere degli sviluppi della guerra” in Ucraina. Alla riunione è previsto che partecipino in presenza i 30 ministri degli Esteri dei vari Paesi. Intanto, la casa Bianca fa sapere che il presidente Usa Joe Biden discuterà della guerra in Ucraina in una telefonata con i leader europei. Gli Stati Uniti, insieme all’Ue, starebbero preparando nuove sanzioni contro i settori che riforniscono di armi le forze armate russe, così da “bloccare la macchina da guerra” di Mosca. Ad annunciarlo è il vice segretario del Tesoro americano Wally Adeyemo che ha iniziato da Londra un tour di alcune capitali europee. Il funzionario dell’ amministrazione Biden parla anche di un piano per sanzionare istituzioni e individui che aiutano gli oligarchi russi a nascondere i loro beni. Alla fine dei colloqui, l’agenzia di stampa Unian fa sapere che sarebbe stata arrestata dai russi una sua giornalista: Iryna Dubchenko. Il fermo sarebbe avvenuto nel villaggio di Rozivka, nella regione di Zaporizhia. Poi, la giornalista sarebbe stata trasferita a Donetsk per indagini e l’ultimo contatto con lei, avrebbe assicurato la sorella Oleksandra Dubchenko, risalirebbe al 26 marzo. Tra le notizie di queste ore c’è quella, ripresa da Bloomberg, secondo la quale la Russia starebbe predisponendo il riacquisto del debito in dollari in scadenza la prossima settimana per pagarlo in rubli. Si tratterebbe di una “mossa per ridurre gli ostacoli per i detentori locali di ricevere fondi ed anche la quantità complessiva di valuta estera che il governo deve pagare”. (ANSA).

 

FONTE: https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/politica/2022/03/29/istanbul-significativo-esito-negoziati_a2e89fd1-7fd9-4614-987e-42b8b9ecfbe0.html

 

Visits: 1835

AIUTACI AD INFORMARE I CITTADINI EMIGRATI E IMMIGRATI

2 commenti

  1. Dal mio punto di vista la NATO non accetterà mai di andarsene da territori da loro comprati precedentemente il loro obbiettivo è di vincere la guerra per poi portare la famigerata democrazia americana!!!

2 Trackback / Pingback

  1. «UCRAINA: COME GLI USA HANNO SABOTATO LA PACE» - Inchiostronero
  2. IL Re è nudo. Apri gli occhi: la lobby economico-politico-militare che governa l'Unione Europa e tutti gli Stati Occidentali -

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

EMI-News è un notiziario aperiodico FIEI/Filef per l'emigrazione fondato da Carlo Levi| 1967-2023

DISCLAIMER
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Il materiale presente non segue una pubblicazione regolare, ed è replicabile citando la fonte.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.3.2001. L’autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda i siti ai quali è possibile accedere tramite
i collegamenti ipertestuali, forniti come semplice servizio agli utenti della rete. Il fatto che il sito fornisca questi collegamenti non implica l’approvazione dei siti stessi, sulla cui qualità, contenuti e grafica
è declinata ogni responsabilità. Ciascun commento inserito nei post viene lasciato dall’autore dello stesso accettandone ogni eventuale responsabilità civile e penale.