SIRIA/APPELLO PRESSANTE DALLE SUORE TRAPPISTE SIRIANE: “Il sale delle sanzioni sulle ferite del terremoto. Adesso basta!”

Il sale delle sanzioni sulle ferite del terremoto. Adesso basta!

Basta parole a vuoto, ADESSO è il momento di togliere le sanzioni alla Siria..

Ci uniamo all’appello di P. Bahjat parroco di Aleppo, di tanti altri, ripetiamo le parole che spesso anche noi abbiamo pronunciato e scritto senza che nulla cambiasse : ORA SI DEVONO TOGLIERE LE SANZIONI ALLA SIRIA ! ADESSO!! SUBITO !

Le parole di conforto di tanti di voi che oggi sono vicini alla nostra gente, i gesti di aiuto con cui vi fate presenti, fanno bene al cuore..Riscaldano, nel freddo che domina in mezzo alle macerie. E la gente è grata del vostro aiuto. Grazie, grazie veramente.

Ma le parole di cordoglio di tante istituzioni fanno reagire: dove eravate in questi anni, voi che avreste potuto fare una grande differenza, quando giorno dopo giorno la nostra gente è arrivata letteralmente a morire di fame ? Certo, non solo le sanzioni hanno portato a questo..

Ma ANCHE le sanzioni, e pesantemente.

Certo, si muore sotto le macerie anche se si sta bene, anche se c’è il cibo in casa…  Ma se le condizioni generali della gente non fossero state così disperate, oggi ci sarebbero più mezzi per scavare nelle macerie, e salvare ancora qualcuno. Ci sarebbero ospedali più attrezzati, farmacie fornite di tutto il fabbisogno. Più case capaci di accogliere i rifugiati, ci sarebbero anche qui più persone con lavoro e risorse per aiutare i propri fratelli.

Senza dimenticare che, sì, il terremoto è una tragedia immane, che colpisce i nostri cuori e la nostra mente…Ma anche nelle zone non troppo colpite c’è tanta gente che ha bisogno, che muore di fame, oggi come ieri, perché la fame, l’incapacità di far fronte alle malattie per il costo dei medicinali, e tutto il resto esistevano anche prima di questo 6 febbraio…

Ci voleva tutto questo per far aprire gli occhi sulla tragedia siriana, di cui nessuno parlava più da tempo? … C’era già un terremoto, più silenzioso ma non meno devastante, che da anni scuoteva la vita e il futuro di questa gente.

I morti sono morti, li affidiamo a Dio e alla sua Misericordia, che illumina anche ciò che noi non comprendiamo. Ma i vivi hanno bisogno di una speranza tangibile e concreta che la vita si possa ricostruire. La cosa che più colpisce in questo momento è lo sgomento che invade le persone, lo smarrimento davanti a tutto questo. Gli amici di Aleppo, di Lattakie, da cui abbiamo notizie per telefono, hanno tutti una nota pesante nella voce: hanno macerie non solo davanti agli occhi, ma nel cuore. Anche queste hanno bisogno di essere rimosse, sollevate in qualche modo.

Per favore, alzate la vostra voce PERCHE’ SI TOLGANO SUBITO LE SANZIONI.

Che almeno la tragedia e la sofferenza di tanti morti che ancora sono sotto le macerie serva ad aiutare la speranza dei vivi.

E poi, sì, c’è la preghiera, c’è la fede. Pregate per il nostro popolo, pregate con la nostra gente.

Non potremmo dirlo noi, che a parte la paura grande siamo state risparmiate da questo terremoto; ma un amico di Aleppo, venuto a stare da noi perché la sua casa è inagibile, ci diceva ieri: “che almeno tutto questo serva a riavvicinare la gente a Dio ! Se la fede è debole, le persone si allontaneranno ancora di più dal vero bene. Ma se almeno tutto questo servisse a riportarci a Dio ! “.

Torniamo a Dio, e forse si illuminerà un po’ anche la nostra ragione, e il nostro agire..

E grazie a tutti coloro, e sono tanti, che in questo momento pregano e operano con il cuore in mano.

   Suor Marta e le Monache Trappiste di Azer- Syria

 

RACCOLTA FONDI TERREMOTO, TRAMITE CONTO DEL MONASTERO ITALIANO DI VALSERENA / TRAPPISTE FONS PACIS

Per donazioni in aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto

INTESA SAN PAOLO

intestato a Monastero Cistercense di Valserena

IBAN: IT10K0306909606100000002045

BCITITMM

Causale: Terremoto in Siria

 

Per chi ha bisogno della ricevuta valida per la detrazione può fare la donazione attraverso l’associazione Nostra Signora della Pace specificando bene la causale.

(deducibili dalle tasse ai sensi del D.L.G. 460/97.)

INTESA SAN PAOLO

intestato a: Associazione Nostra Signora della Pace

IBAN: IT61M0306909606100000002047

BCITITMM

Causale: Terremoto in Siria

 

 

FONTE: https://oraprosiria.blogspot.com/2023/02/appello-pressante-dalle-trappiste.html

 


EMERGENZA TERREMOTO

 

Mentre si susseguono le drammatiche notizie sulle conseguenze del sisma che ha colpito questa notte alle 4 la regione nordovest di confine tra Turchia e Siria, rispondiamo anzitutto alla domanda che ci giunge con maggior insistenza: come aiutare? cosa possiamo fare?  Diamo qui sotto le coordinate di due Associazioni di nostra piena fiducia per effettuare offerte online o bonifici.

Ricordiamo ai nostri lettori che la Siria è soggetta a sanzioni USA e UE che impediscono l’invio di denaro e di beni materiali di alcun tipo, utili per la ricostruzione come per il soccorso alle persone: ci auguriamo e operiamo affinchè questa ingiustizia sia tolta almeno davanti all’evidenza del bisogno estremo in cui versa oggi la popolazione siriana già martoriata da 12 anni di guerra per procura.

Le Parrocchie della regione da Aleppo a Tartus hanno aperto i loro locali per tutti coloro che sono fuggiti dalle case pericolanti , visto che le scosse si susseguono e dureranno ancora molti giorni, e i paesi situati sulla costa mediterranea così come l’isola di Arwad sono a rischio tsunami: stanno offrendo da mangiare e riparo dal gelo, perchè le famiglie sono accampate all’aperto per il timore dei crolli .

Il Vescovado greco-cattolico di Aleppo è crollato, Monsignor Jeanbart è stato estratto vivo dalle macerie mentre il corpo di padre Imad Daher è stato recuperato senza vita.  Le amiche Monache Trappiste di Azeir stanno bene e senza danni ed hanno aperto i locali della foresteria per gli sfollati. Le amiche Suore di San Giuseppe dell’Apparizione dell’Ospedale Saint Louis di Aleppo hanno subito qualche danno alla struttura ma stanno bene, in piena attività per curare le frotte di feriti e morti che giungono al Pronto Soccorso.

Domani pubblicheremo un articolo con le notizie raccolte attraverso i nostri contatti locali, nel frattempo vi chiediamo di unirvi alla preghiera supplice di tutti gli amici della Siria. Grazie da Ora pro Siria.

 


 

Siria, una tragedia senza fine

 

di Salima Karroum e Maria Antonietta Carta

Abbiamo assistito, da vicino nei primi mesi della guerra e poi soprattutto da lontano, allo svolgersi delle vicissitudini che ormai da oltre undici anni affliggono il popolo siriano. Un popolo fiero, coraggioso, paziente che, pur subendo una guerra iniqua e feroce, era riuscito a conservare la speranza. Ma durante queste ore tremende in cui oltre alla malvagità degli umani si trova ad affrontare le forze inesorabili della natura è smarrito, è disperato, è attonito.

6 febbraio. Abbiamo ascoltato voci e letto racconti che lasciano senza respiro.

Le parole più frequenti, ripetute con urgenza sono: ‘’kanat leila mur’ibah, è stata una notte terrificante’’. Con molte persone care non siamo ancora riuscite a parlare. Da altre riceviamo brevi messaggi in cui ci comunicano di aver dovuto abbandonare le loro abitazioni e quindi non hanno internet per rispondere alle telefonate. Altre ancora ci dicono del suolo che continua a tremare, anche mentre siamo al telefono, e delle decine di migliaia di abitanti allo scoperto nei parchi, nelle piazze e nelle strade.

Arrivano sui social le prime testimonianze.

 

Ad Aleppo poche ore prima del terremoto era caduto un po’ di nevischio, e verso la fine di una notte glaciale Pierre Le Corf scrive:  ‘’Aleppo di notte. Tutti fuori, tutte le famiglie per strada sotto la pioggia con detriti che cadono e palazzi che crollano. È spaventoso… Già segnalati oltre 250 morti, 25 edifici crollati e più di 700 feriti finora. Dopo 11 anni di guerra e sanzioni internazionali contro la popolazione ormai stremata.’’  https://www.facebook.com/pierrelecorf 

  Già! Le stramaledette sanzioni illegali di Usa e Ue. L’infame assedio di governi criminali. La piaga che, insieme alle bombe, ai terroristi prezzolati e alla razzia delle materie prime essenziali quali gas, petrolio e grano, condanna al freddo, all’inedia, all’impossibilità di curarsi per l’assenza di farmaci grazie al bombardamento delle industrie farmaceutiche nei primi anni del conflitto, e alla morte. Perciò, la solidarietà alla Siria deve iniziare con la cancellazione del “Caesar Act” e la levata dell’assedio.

– Salvato il vescovo di Aleppo Mr Jeanbart. Resta sotto le macerie dell’arcivescovado padre Imad Daher che purtroppo morirà ore dopo.

– Nel pomeriggio, il bilancio delle vittime del terremoto è di oltre 780 e di 2280 feriti. Alcune ore dopo, si contano oltre 800 vittime.

– Sempre a causa dell’embargo, gli ospedali sono ridotti al collasso e la protezione civile impegnata a sottrarre le persone intrappolate sotto le macerie opera senza equipaggiamenti.

 

Nella notte, Georges Sabe dei Fratelli Maristi di Aleppo scrive:

‘’Buona serata ad Aleppo, la nostra città. Tu sei devastata e la tua gente è affranta. Le sirene delle ambulanze continuano ad avvertire che c’è un’altra emergenza.  Sono trascorse 20 ore e sembra sia trascorsa un’eternità di tristezza, paura e dolore. Il cielo piange. La terra è triste per quanto ha freddo. Gli edifici hanno ballato con la morte e la morte li ha abbattuti.  La mia gente e i miei cari, i vostri occhi mentre entravate nel monastero mi hanno detto tanto. La vostra paura, il vostro panico, la ricerca di un posto sicuro vi hanno condotto qui.  E le parole mi hanno abbandonato.  Non oso ringraziare Dio per la mia salvezza.  Apro il mio cuore prima di aprire le porte del monastero … ‘’ https://www.facebook.com/profile.php?id=589880634 

Il grande poeta e pittore siriano Nazìh Abu Afash, di Marmarita (Homs), a poche ore dal terremoto scrive:

“Il Siriano è niente e nessuno

Quando il Siriano è sopraffatto dalla tristezza, nessuno si addolora per la sua tristezza.

Quando il Siriano piange, non traspare neppure l’ombra di una lacrima nell’occhio di qualcuno. Quando il Siriano sanguina, neppure un sospiro di dolore esce dalla gola di qualcuno.

E quando il Siriano muore a nessuno interessa il suo cadavere. Nessuno fa caso al suo cadavere.

Lo lasciano disteso nel nulla cosmico per non riconoscerlo in quanto ‘’umano” e per non essere testimoni della morte di una persona. Una persona che hanno ucciso o della cui uccisione sono complici…’’  https://www.facebook.com/profile.php?id=100002090927261

Parole che estrinsecano perfettamente un sentimento di profondo abbandono perché più che mai in questi giorni i Siriani si sentono dolorosamente soli.

Ahmad Safi, un giovanissimo medico specializzando presso l’Ospedale Universitario Tishrin di Latakia, scrive:

‘’Tu hai sentito parlare della sconfitta degli uomini… Io l’ho vissuta in queste ore. Stanno arrivando decine di corpi. Cadaveri per cui non possiamo fare nulla ormai. Membri di famiglie morti insieme. Il pianto e lo sconforto di chi li accompagna. Il pallore dei medici che, traumatizzati, impietriti, impotenti, contano i morti. Cerco rifugio in te, Signore, dalla sconfitta degli uomini. Che i morti riposino in pace…” https://www.facebook.com/profile.php?id=100002090927261

Oggi, 7 febbraio. Ci dicono che a Latakia e Jable sono numerosi i casi in cui membri della stessa famiglia sono morti sotto le macerie. Ai muri delle città, i necrologi con volti di genitori e dei loro bambini o giovani fratelli abbracciati e ancora numerosi medici, studenti, bimbi e persone di ogni età. Edifici crollati e un gran numero inagibili perché a rischio di crollo.

– Nonostante l’immensa pena, la generosità dei Siriani non viene meno. Abbiamo notizia di soccorritori che da Talkalakh e altre località, muniti di poveri mezzi quali le pale, si dirigono ad Aleppo per aiutare a salvare vite intrappolate sotto le macerie. 

– ‘’Alle 8 del mattino e alle ore 13, la terra e gli edifici hanno tremato ancora’’ ci sta raccontando al telefono in questo momento Aida (ore 14,30), una parente di Latakia che siamo riuscite a raggiungere solo ora. 

‘’I vetri cadono in frantumi. I muri si crepano. I negozi sono tutti chiusi. Latakia muore. Gli abitanti abbandonano le case, si riuniscono nelle chiese e nelle moschee, in altri luoghi pubblici, nei parchi o fuggono in campagna.’’

– Ad Aleppo, la situazione è ancora peggiore. E tutto il nord della Siria è in agonia.

Chi può, faccia qualcosa per alleviare le sofferenze inaudite di questi nostri fratelli. Non lasciamoli soli.

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