Ucraina: Cgil, Cisl e Uil, no alla guerra e ogni forma di conflitto armato

Cgil, Cisl e Uil “ribadiscono l’appello per una de-escalation della crisi Russia-Ucraina e la necessità della costruzione di una soluzione politica e negoziata che porti alla pace e tolga dal campo ipotesi e futuri rischi di un intervento armato”. Lo scrivono le confederazioni in una nota unitaria.

I sindacati “stanno seguendo con particolare attenzione il susseguirsi degli eventi e sono pronte a mobilitarsi in alleanza con un ampio arco di soggetti della società civile italiana ed europea, con cui sono in corso contatti e coordinamenti”.

“Cgil, Cisl e Uil, – conclude la nota – invitano a partecipare alle mobilitazioni e iniziative che si stanno realizzando in molte città italiane per dire no alla guerra e a ogni forma di conflitto armato”.

 

FONTE: https://www.collettiva.it/copertine/internazionale/2022/02/16/news/ucraina_cgil_cisl_e_uil_no_alla_guerra_e_ogni_forma_di_conflitto_armato-1877775/

 


 

Cgil sull’Ucraina: «No alla guerra, proteggere la vita»

L’ordine del giorno approvato dall’Assemblea organizzativa della CGIL: “Il governo italiano, gli Stati membri e le istituzioni dell’Ue devono impegnarsi in un’iniziativa di neutralità attiva per ridurre la tensione e promuovere un accordo tra le parti”

La Cgil esprime profonda preoccupazione per la tensione crescente ai confini dell’Ucraina, condanna con forza ogni iniziativa che possa minare la pace e la stabilità in Europa e ribadisce la propria contrarietà a qualsiasi guerra e conflitto. La vita, il benessere e la sicurezza di milioni di persone sono concretamente messe a rischio da questa escalation.

La Cgil chiede al governo italiano, agli Stati membri e alle istituzioni dell’Ue di impegnarsi in un’iniziativa di neutralità attiva per ridurre la tensione e promuovere un accordo politico tra tutte le parti.

Il silenzio delle Nazioni Unite e l’incapacità oggi dell’Ue di svolgere il ruolo di mediatore affidabile e autorevole, trattandosi di una crisi alle porte dell’Europa, sono segnali preoccupanti. Occorre un intervento deciso delle istituzioni europee affinché si definisca un quadro negoziale che consenta di giungere a un’intesa globale sulla sicurezza in Europa, applicando gli accordi di Minsk e nel rispetto degli accordi di Helsinki, ribadendo il principio dell’inviolabilità delle frontiere.

Il governo italiano e l’Unione europea devono ribadire il rifiuto di ogni tipo di intervento militare, rilanciando le trattative sulla riduzione degli armamenti a partire dal trattato Inf sulle forze nucleari a medio raggio, promuovendo un clima di distensione e cooperazione.

La Cgil ribadisce quanto contenuto nell’articolo 2 del suo Statuto e conferma di “ispirare la sua azione alla conquista di rapporti internazionali in cui tutti i popoli vivano insieme nella sicurezza e in pace, impegnati a preservare durevolmente l’umanità e la natura, liberi di scegliere i propri destini e di determinare le proprie forme di governo” e si impegna a difendere il diritto all’autodeterminazione dei popoli e questi principi in tutte le sedi sindacali e istituzionali europee e internazionali.

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