MATTINALE Cgil: Le riforme davvero urgenti

Le prime pagine di oggi sono dedicate soprattutto alla riapertura delle scuole e all’accordo raggiunto ieri sui trasporti locali (con l’utilizzo dell’80 per cento dello spazio interno dei mezzi pubblici come richiesto da Regioni e Comuni) e le nuove norme sulle mascherine in aula. Le altre due notizie importanti riguardano la conferma della grave crisi economica legata alla pandemia con il crollo del Pil certificato dall’Istat e rinforzato dai dati sul crollo dei consumi di Confcommercio e il via libera alla creazione della rete unica tra Tim e Cassa Depositi e prestiti sulla banda ultralarga. In questo quadro si inseriscono le proposte del sindacato sia in campo economico, sia in campo previdenziale. Cominciamo dalle proposte per affrontare la crisi rilanciate ieri dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini in audizione al Senato. Sul Sole 24 ore, ne parla Claudio Tucci (a pagina 6). In vista di un autunno che si annuncia sempre più caldo, i sindacati hanno condiviso le due principali misure sul lavoro previste dal decreto agosto, vale a dire le nuove 18 settimane di cassa integrazione d’emergenza e il blocco dei licenziamenti economici, seppur con delle eccezioni, fino a fine anno: “Sono interventi utili per gestire una fase così delicata e difficile”, ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, in audizione ieri presso la commissione Bilancio del Senato proprio sul decreto Landini ha auspicato, poi, una riforma complessiva degli ammortizzatori, “che siano di carattere universale, in grado cioè di tutelare tutte le forme di lavoro”. Il prolungamento di ulteriori 18 settimane della cig Covid ed il bocco dei licenziamenti, inseriti nel dl agosto, sono un fatto “non solo da noi auspicato, ma positivo e utile per gestire una fase cosi’ delicata e difficile”, ha spiegato Landini durante l’audizione. “L’obiettivo comune – sottolinea il segretario generale – è la tutela del lavoro insieme al “messaggio per rafforzare la coesione sociale. Noi siamo consapevoli che è necessario, contemporaneamente, in questa fase avviare una discussione per la riforma degli ammortizzatori sociali, che siano di carattere universale, in grado di tutelare tutte le forme di lavoro”. E’ necessario “un progetto complessivo e di rilancio del Paese. Accanto a queste misure di emergenza è necessario che si apra una fase di discussione su un progetto piu’ complessivo e di cambiamento del nostro modello di sviluppo, che metta al centro il lavoro”, rimarca. Tra gli altri punti all’ordine del giorno, sempre secondo Landini, la decontribuzione per le imprese andrebbe “legata all’applicazione del contratto nazionale di lavoro”, potenziando anche la “lotta a contratti pirata”.

Landini: prioritarie la lotta all’evasione fiscale e la tracciabilità
E oltre alle riforme direttamente legate al lavoro, per il segretario generale della Cgil “ci sono anche una serie di temi, che vengono indicati, che per noi sono molto importanti perché si pongono il problema di rafforzare o di completare la lotta all’evasione fiscale per sostenere anche la tracciabilità dei pagamenti: per noi questo è un tema decisivo”. “Basta fare questa riflessione- aggiunge- quando si parla delle risorse europee” messe in campo con il Recovery fund “si parla di 209 miliardi che potrebbero essere messi a disposizione, se parliamo di evasione fiscale nel nostro Paese ogni anno ci viene indicata in 107 miliardi. Basta avere questa dimensione quindi, per capire che cosa possiamo fare noi oltre a ciò che l’Europa può mettere a disposizione”

C’è grande preoccupazione per il crollo del Pil
Era inevitabile la fortissima caduta del Pil, a renderla davvero preoccupante, oltre alla ovvia flessione dei consumi, anche pubblici, la riduzione degli investimenti fissi. È il momento di cambiare profondamente e rapidamente paradigma rispetto alle politiche economiche, a partire dai prossimi provvedimenti”. Così la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi ha commentato ieri i conti economici trimestrali diffusi quest’oggi dall’Istat. “Per un significativo rimbalzo positivo nel terzo trimestre, che dovrà rimontare il -12,8% di Pil, bisognerebbe – afferma Fracassi – affidarsi prevalentemente al rilancio delle attività economiche nel mese di settembre, ma per i mesi successivi si dovrà fare i conti con la cosiddetta variazione acquisita per il 2020 corrispondente a -14,7 punti di Pil”. Per Fracassi “la mancanza di investimenti e di aspettative positive ha generato una contrazione strutturale della capacità produttiva, dei redditi e dell’occupazione con dati pesantissimi”. “Non c’è più tempo. È il momento di rilanciare e riformare il modello di sviluppo del nostro Paese. Occorre utilizzare al meglio sia le risorse europee che le risorse della prossima Legge di Bilancio per realizzare così un Piano di ripresa e di rinascita dell’Italia che ricostruisca strutturalmente e qualitativamente il nostro sistema sociale e produttivo e, con esso, il lavoro, all’insegna della sostenibilità e dell’equità”. “Questo – conclude la vicesegretaria generale – può avvenire solo attraverso un nuovo e forte ruolo economico dello Stato e un nuovo protagonismo del lavoro”.

Una buona notizia: l’abolizione del superticket
Una misura giusta, risultato delle mobilitazioni sindacali e sociali, che rimuove uno dei principali ostacoli all’accesso alle prestazioni sanitarie”. Così la segretaria confederale della Cgil Rossana Dettori ha commentato l’abolizione del superticket sulle ricette per le prestazioni specialistiche, che da domani, 1 settembre, “è finalmente realtà”. “Ora servono misure strutturali per potenziare e rilanciare il nostro Servizio Sanitario Nazionale – sottolinea – con assunzioni di personale a tempo indeterminato e risorse destinate alla costruzione di una solida rete di servizi socio sanitari territoriali”. “È indispensabile non solo per fronteggiare meglio l’emergenza, ma per rispondere ai prevalenti bisogni di prevenzione e di cure, e – conclude Dettori – per ristabilire il diritto universale alla tutela della salute sancito dalla Costituzione”.

Tim e Cassa Depositi e Prestiti: rete unica entro marzo
Ne parla, tra gli altri Antonella Olivieri sul Sole 24 ore a pagina 5: “Il miracolo è che qualcosa si è messo in moto. E non era scontato. Ieri, all’unisono, i consigli di Telecom e Cdp hanno approvato la tabella di marcia di unpercorso che dovrebbe portare alla “rete unica” nazionale, con l’integrazione tra l’infrastruttura dell’incumbent e quella di Open Fiber, joint paritetica Cdp-Enel focalizzata sulla fibra ottica. Nel contempo Telecom manda avanti l’operazione con Kkr sulla parte in rame della rete d’accesso che dovrebbe confluire in una società (FiberCop)per gestire la migrazione alla fibra e che, se non dovesse riuscire la missione rete unica, diventerà comunque operativa. Percorso tortuoso per un’operazione che, minata da molteplici interessi divergenti, finora non si era riusciti neppure ad abbozzare. FiberCop FiberCop è il progetto al quale ha lavorato in questi mesi il team dell’ad Luigi Guibitosi, assistito da VitaleeC. (il dossier è stato curato dall’ex Mise Roberto Sambuco) e da Rotschild. FiberCop, dice Telecom, “sarà da subito dotata di un asset di rete che già oggi offre collegamenti Ubb all’85% della popolazione», la copertura in Ftth (fibra fino all’abitazione) dovrebbe raggiungere entro 11 2025 i176% delle unità immobiliari delle aree grigie e nere (semiconcorrenziali e concorrenziali). La rete in fibra sarà realizzata sulla base del «modello di coinvestimento aperto all’ingresso di tutti gli altri operatori, secondo quanto previsto dal Codice europeo delle comunicazioni elettroniche”.

Smartworking, quando a pagare sono i più deboli
Un approfondimento sul tema del momento su La Stampa a cura di Pietro Garibaldi (Università di Torino). “Nel picco della pandemia e durante i quasi due mesi di lock-down, il lavoro da remoto ha evitato all’economia italiana un tracollo peggiore di quello che abbiamo vissuto. Accesso alla banda larga e l’adozione di tecnologie che consentono di incontrarsi a distanza hanno permesso a milioni di lavoratori italiani di continuare a lavorare da salotti, tinelli, cucine e camere da letto. A sei mesi dal picco dell’epidemia, e grazie alla buona tenuta del nostro sistema sanitario, le riflessioni sul lavoro a distanza devono farsi più sottili e profonde. Nei giorni scorsi Sandra Riccio su La Stampa ha raccontato che una delle principali banche olandesi in Italia lascerà scegliere la modalità di lavoro ai suoi mille addetti sparsi in 33 filiali. Gli impiegati della banca potranno quindi continuare a lavorare in remoto per il resto de12020. Gli uffici saranno aperti, ma da utilizzare solo se necessario. Queste decisioni- totalmente legittime e figlie delle circostanze eccezionali in cui viviamo- fanno probabilmente piacere ai mille lavoratori della banca olandese. Tuttavia, questa nuova organizzazione del lavoro rischia di travolgere interi settori di servizi al dettaglio, oltre a svuotare i quartieri dove si svolgevano i servizi avanzati, nel nostro caso spesso coincidenti con i centri città. Nell’ultimo decennio, i lavori “buoni”- quelli che sostengono la creazione di lavoro nel lungo periodo- sono stati creati nei servizi ad alta intensità di capitale umano: economia digitale ed elettronica, scienze dell’intelligenza artificiale, finanza e assicurazioni. L’articolo di Garibaldi prosegue con l’analisi delle ricerche più avanzate sulle trasformazioni del lavoro e sul rapporto tra lavori innovativi forti e lavori deboli.

Pensioni: ecco gli scenari d’autunno
Sull’Espresso di questa settimana (30 agosto), Edmondo Rho fa il punto sugli scenari possibili a proposito di pensioni alla vigilia della ripresa del confronto tra governo e sindacati. Nel 2021 finirà Quota 100 e già si parla del rischio di uno “scalone” di cinque anni per tutti coloro che usciranno dopo dal mercato del lavoro. Il governo Conte, prima dell’estate, si è impegnato a portare sul tavolo del negoziato le proposte per affrontare le emergenze previdenziali che si profilano e per risolvere i problemi determinati dagli effetti della pandemia. Molte le voci citate da Rho nel suo dossier pensioni. A proposito del tavolo con il governo si citano le parole del segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, secondo il quale “le proposte del sindacato sono in parte legate all’emergenza Covid: le persone più anziane sono più a rischio e quindi chiediamo l’Ape sociale (che va prorogata e rafforzata) per chi è invalido o per i lavoratori più esposti al rischio come per esempio medici, infermieri, fisioterapisti, operatori sociosanitari, ma anche i commessi dei negozi e per tutte queste categorie proponiamo che bastino 63 anni di età e 30 di contributi, riducendo anche da 36 a 30 anni di contributi previsti per tutti i tipi di lavori gravosi o usuranti, riducendo anche i vincoli attualmente previsti per i disoccupati”. Ma, sempre secondo Ghiselli, la preoccupazione maggiore riguarda la fine del blocco dei licenziamenti e i gravi problemi che ne seguiranno. Per questo Cgil, Cisl, Uil chiederanno al governo di consentire un’uscita anticipata, in caso di crisi aziendale, se mancano 4 anni per maturare il diritto pensionistico, un periodo che dovrebbe essere coperto dalla Naspi, da una contribuzione figurativa e da un’integrazione economica dell’azienda, con la certificazione del diritto pensionistico da parte dell’Inps al momento dell’interruzione del rapporto di lavoro.

Sempre in tema pensioni da segnalare sul Mattino di oggi (p. 7) un’inchiesta di Nando Santostaso  e Luca Cifoni sul flop di Quota 100: “Era il cavallo di battaglia della Lega, ma non ha funzionato. Resta solo il danno sul debito di quasi 4 miliardi”. Nell’articolo di Santostaso si citano i dati del dossier che la Cgil ha lanciato prima dell’estate: solo 113 mila le domande accolte per Quota 100 nel 2019 contro le 327 mila ipotizzate all’inizio della sperimentazione (fine 2018). Dalla norma che scadrà a fine 2021 si ipotizza dunque un risparmio di circa 3 miliardi di euro che i sindacati propongono di utilizzare per finanziarie le riforme più urgenti (di cui parlava Ghiselli sull’Espresso).

Agenzia delle Dogane. I sindacati scrivono al governo
Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa scrivono al Ministro dell’Economia e delle Finanze Gualtieri per chiedere interventi di modifica relativi alla norma, approvata con il decreto Agosto, riguardante l’assetto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Nello specifico, spiegano i sindacati, “il progetto dell’Agenzia per la tutela del Made in Italy tramite il potenziamento di quelle attività e di quei servizi rivolti a tale scopo e che costituiscono anche l’oggetto della norma contenuta nell’articolo 103 del decreto Agosto dove viene prevista la facolta’, per non meglio precisati fini imprenditoriali, che il ministro dell’Economia e delle Finanze possa costituire, con socio unico l’Agenzia, una societa’ regolata ai sensi delle disposizioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016 n. 175”. I sindacati hanno già scritto al direttore dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli (Adm) Minenna, ricevendo da quest’ultimo “le rassicurazioni sul fatto che la costituzione della societa’ in house, totalmente partecipata da Adm, avrebbe come solo scopo la gestione di un marchio di qualita’ che certifichi i prodotti oggetto di analisi da parte dei laboratori di Adm. Tale progetto, dunque, non costituirebbe alcuna limitazione all’attivita’ attualmente svolta dai laboratori che, anzi, in una prospettiva di potenziamento dei servizi rivolti alla promozione del made in Italy, potrebbero veder la propria attivita’ incrementata. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa chiedono a Gualtieri di “confermare, attraverso le opportune modifiche legislative ed i cambiamenti necessari da apportare alla richiamata norma contenuta nel Dl Agosto, gli obiettivi e i contenuti del progetto”.

Privatizzazione Enac: i sindacati proclamano lo sciopero per il 16 settembre
Contro la trasformazione dell’Enac in Ente pubblico economico (Epe) e contro qualunque tentativo di privatizzare l’unica autorità pubblica dell’aviazione civile in Italia, le lavoratrici e i lavoratori dell’Enac proclamano lo sciopero nazionale il 16 settembre per l’intera giornata”. A farlo sapere sono Fp Cgil, Fit Cisl, Cisl Fp, Uil Pa, Flp, Cida e Usb Pi. “Dopo l’incontro del 14 agosto al Ministero del Lavoro – affermano i sindacati – avendo preso atto del fallimento del tentativo di raffreddamento del conflitto tra l’Enac e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti da un lato e le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Fit Cisl, Cisl Fp, Uil Pa, Flp, Cida e Usb Pi dall’altro, le stesse organizzazioni sindacali hanno inviato la comunicazione agli organi competenti della proclamazione dello sciopero, contro la trasformazione dell’Enac in Ente pubblico economico”.I sindacati ritengono “esaurito il tempo del confronto e, aderendo al mandato ricevuto dall’assemblea del personale dello scorso 11 agosto, hanno indetto lo sciopero nazionale per l’intera giornata del 16 settembre 2020. Allo sciopero saranno affiancate altre iniziative di mobilitazione e di informazione finalizzate a sensibilizzare le forze politiche, a partire dai Gruppi parlamentari, e la cittadinanza in merito alle conseguenze che la trasformazione in Epe potrebbe comportare per il trasporto aereo in Italia e la sicurezza dello stesso”, concludono.

Stati  generali della Cgil in Puglia e Giornate del lavoro
Superare la crisi, unire il Paese: questo il filo conduttore di analisi e proposte per il territorio che la Cgil Puglia presenta durante i suoi Stati generali, giovedì 3 settembre al teatro Petruzzelli di Bari dalle 9.30 alle 15. Durante l’iniziativa, a cui partecipano esponenti del governo nazionale e locale, del sindacato e del mondo politico e sociale, vengono discussi progetti e obiettivi strategici per la regione mettendo al centro i valori fondamentali di sviluppo, lavoro e ambiente che hanno caratterizzato l’operato della Cgil pugliese in questi anni. Per informazioni e dettagli, seguire la pagina Facebook.Ottava edizione di Liberiamo il Futuro, le giornate del lavoro della Cgil Basilicata, il 4 e 5 settembre a Matera e Potenza che quest’anno seguono il filo rosso “Un mondo nuovo”. Con il contributo e la presenza di rappresentanti delle istituzioni, della politica, dell’economia, viene posto al centro del dibattito il Mezzogiorno e il tanto attuale e sentito tema del diritto universale alla salute. L’appuntamento il 4 settembre è a Matera, in piazza San Francesco, per parlare alle 18 di Mezzogiorno, istruzione, cultura, la sera alle 21.30 è la volta del concerto “En Plein Air”.  Il 5 a Potenza in piazza Don Bosco alle 17.30 si tiene l’incontro “Diritto alla salute bene pubblico universale”, alle 21 Sergio Cammariere in concerto. Per partecipare agli eventi che sono gratuiti.

Il lancio Ansa: Sanità pubblica, Mezzogiorno, scuola e cultura sono gli argomenti dell’ottava edizione della “Giornate del lavoro della Cgil Basilicata”, che si svolgeranno a Matera, il 4 settembre, e a Potenza il giorno successivo, con la partecipazione dei ministri per il Sud, dei Beni culturali e della Salute, Giuseppe Provenzano, Dario Franceschini e Roberto Speranza, del segretario della Cgil, Maurizio Landini, del direttore scientifico dell’istituto Spallanzani, Giuseppe Ippolito, e dei presidenti delle Regioni Emilia-Romagna e Basilicata, Stefano Bonaccini e Vito Bardi. Il programma della manifestazione e’ stato presentato stamani, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa, dal segretario regionale della Cgil, Angelo Summa. Il primo giorno a Matera, in piazza San Francesco (dalle ore 18), si parlerà di “Mezzogiorno, istruzione e cultura” con Provenzano, Franceschini, e l’assessore regionale della Basilicata alle attivita’ produttive, Francesco Cupparo. L’incontro sara’ moderato dalla giornalista dell’Huffington Post, Angela Mauro. “Diritto alla salute, bene pubblico universale” e’ invece il tema del 5 settembre (a Potenza, dalle ore 17.30 in piazza Don Bosco) con Speranza, Ippolito, Bonaccini, Bardi e Landini: il dibattito sara’ moderato dal conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. La giornata si concluderà con il concerto di Sergio Cammariere, alle ore 21. Alle due piazze, con soli posti a sedere, si accede con prenotazione on line. “Abbiamo organizzato – ha detto Summa – un confronto su grandi assi per lo sviluppo e il futuro del Mezzogiorno e del Paese, in particolare per la Basilicata, che ha bisogno di politiche di lungo periodo per un tessuto socioeconomico fragile, colpito dalla pandemia

In diretta su Collettiva.it.
Sia gli Stati Generali di Bari, sia le Giornale del lavoro della Basilicata (Matera e Potenza) potranno essere seguiti in diretta su www.collettiva.it.

Per il quadro completo di tutti gli appuntamenti Cgil, vedi l’agenda di Collettiva.it

Hits: 707

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.