SCHIRÒ (PD): IL SISTEMA DI ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI ALL’ESTERO PRESENTA RITARDI E DISFUNZIONI

SCHIRÒ (PD): SE IL SISTEMA DI ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI ALL’ESTERO PRESENTA RITARDI E DISFUNZIONI, È IL CASO DI RICONSIDERARE ALCUNE SCELTE DEL PASSATO. UNA MIA INTERROGAZIONE AI MINISTRI DEL MAECI E DEL MIUR.
Anche quest’anno, purtroppo, lo svolgimento dell’anno scolastico nelle scuole che offrono all’estero una formazione in italiano o ospitano corsi di lingua e cultura italiana ha dovuto registrare disfunzioni e ritardi, talvolta anche seri, che in alcuni casi hanno compromesso per mesi l’andamento delle lezioni.
In particolare dalla Francia (Parigi, Lione, Valbonne, ecc.) mi sono pervenute lamentele e richieste di aiuto, che naturalmente, come era mio dovere fare, non ho lasciato cadere.
Poiché, da quando è in vigore il Decreto 64 che ha rivisto gli assetti organizzativi e le procedure riguardanti l’assegnazione del contingente di personale all’estero, è la seconda volta che succede, credo sia tempo di interrogarsi se l’assetto che si è voluto dare e la modalità che si è stabilito di seguire siano rispondenti alle reali esigenze delle famiglie, degli alunni e degli stessi istituti scolastici.
Personalmente, mi sono fatta l’idea che la scelta di dividere in due il contingente operante in passato presso il Ministero degli esteri, assegnandone una metà al MIUR, e di affidare allo stesso MIUR la formazione delle graduatorie, che in passato faceva l’altro ministero, si sia rivelata incauta. Si è incrinato un know how consolidato e si sono disperse competenze che, pur in condizioni di limitazione di personale, erano riuscite ad assicurare un certo equilibrio.
Per questo, ho interrogato i Ministri del MAECI e del MIUR per sapere se non ritengano di riconsiderare la scelta di dividere il contingente preposto a tali funzioni e se non sia il caso di ricollocare unitariamente il complesso di tutte le operazioni presso il MAECI, che in passato le aveva gestite con competenza e che in ogni caso ha i terminali giusti all’estero per monitorare direttamente le situazioni critiche.
Dobbiamo tutti tener conto che, oltre ai diritti alla formazione di alunni e famiglie, è in gioco l’immagine del nostro Paese, spesso in confronto con quella di altri partner a livello internazionale.

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