n°43 – 28/10/23 – RASSEGNA DI NEWS NAZIONALI E INTERNAZIONALI. NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL’ESTERO

01 – On. Nicola Carè* : Imprese, Carè(Pd): incontro con Camera di Commercio in Danimarca per promozione del Made in Italy
02 – La Senatrice La Marca*: partecipa al Gala dell’Associazione Italiana a Moncton
Posta in arrivo – La Senatrice La Marca incontra il presidente Delle Donne e il vicepresidente Calazzo.
03 – Andrea Carugati*: si rianima il campo largo, esultano conte e Schlein – elezioni. A foggia vince Maria Aida Episcopo col 53%, la candidata sindaco di un centrosinistra larghissimo.
04 – Sen. Francesca La Marca*: risposta insoddisfacente del sottosegretario Silli all’interrogazione della sen. La marca riguardo il malfunzionamento delle piattaforme fast.it e prenot@mi
05 – Fonte PMI.it*: Residenza fiscale: nuove regole sul Paese in cui pagare le tasse, residenza fiscale sul lavoro.
06 – Andrea Fabozzi*: La strage che si prepara, quella che il mondo non vede – NESSUNA TREGUA. I soldati «stanno facendo una serie di esercizi in modo da essere pronti per l’operazione» ha tenuto a far sapere ieri un portavoce militare di Israele. La poco rilevante informazione […] La strage che si prepara, quella che il mondo non vede
07 – Carè(Pd): visita a Stoccolma, vino italiano conquista il mercato svedese grazie alla camera di commercio
08 – Marco Santopadre*: F16 Usa, droni houti, missili libanesi: è l’allargamento «soft»
MEDIO ORIENTE. Nessuno vuole allargare il conflitto in Medio Oriente ma tutti lo istigano. Bombardamenti statunitensi in Siria, scontri a fuoco tra Israele ed Hezbollah
09 – Laura Carrer*: San Francisco, startup al posto dei ristoranti – San Francisco è da sempre sede di grandi e importanti aziende tecnologiche internazionali.
Ad avere la loro sede nella seconda città statunitense per densità di popolazione sono per esempio Airbnb, Reddit, X (ex Twitter), Uber e Mozilla. A tre anni dall’inizio della pandemia da Covid-19, e dopo i vari lockdown, San Francisco è però una città diversa.

 

 

01 – On. Nicola Carè* : IMPRESE, CARÈ(PD): INCONTRO CON CAMERA DI COMMERCIO IN DANIMARCA PER PROMOZIONE DEL MADE IN ITALY
Roma 23 Ott.-“Ho incontrato a Copenaghen Luca Cavinato e Chiara Dell’Oro segretario generale della Camera di Commercio italiana in Danimarca e partecipato ad un incontro con l’ambasciatore Stefania Rosini che ringrazio per il grandissimo lavoro di raccordo e alta rappresentanza che sta svolgendo sul territorio.
Ho avuto modo di interloquire con con Davide Aldo Malvagna da Itinera e con Corrado Cimino da Rizzani De Eccher che sono in questo momento tra i più grossi committenti di opere pubbliche in Danimarca nel settore delle infrastrutture e dell’edilizia ospedaliera, dunque un orgoglio per il nostro Paese. Riconosco l’importanza di essere presenti quotidianamente sul territorio non solo in Danimarca da Copenaghen, ma anche in Italia e apprezzo il grande lavoro che Danitacom ha fatto per diventar la prima Camera di Commercio Italiana all’estero ad aprire una vera e propria posizione operativa e attiva nel Paese. Abbiamo discusso di internazionalizzazione e promozione del Made in Italy nel mondo con particolare attenzione ai settori tradizionali come l’enogastronomia, il turismo e la moda; e settori innovativi come l’edilizia e la meccanica e Difesa. Ho constatato come la Danitacom offre assistenza alle aziende grazie a due dipartimenti dedicati a supportare concretamente le aziende nello svolgimento di tutte le pratiche di amministrazione del personale in Danimarca, adempimenti fiscali e gestione amministrativa, tramite la creazione di soluzioni su misura per le aziende italiane che vogliono entrare nel mercato danese o espandere il loro business in Danimarca.” Così Nicola Carè. deputato eletto all’estero.
*( On./Hon. Nicola Carè – Camera dei Deputati – Chamber of Deputies – IV Commissione Difesa – Defence Committee – Circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide)

 

02 – La Senatrice La Marca*: PARTECIPA AL GALA DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA A MONCTON
POSTA IN ARRIVO – LA SENATRICE LA MARCA INCONTRA IL PRESIDENTE DELLE DONNE E IL VICEPRESIDENTE CALAZZO.

Sabato 21 ottobre 2023, la Senatrice La Marca ha partecipato al gala dell’Associazione Italiana di Moncton nella provincia atlantica del New Brunswick. L’incontro, organizzato dal Presidente dell’associazione, Vincenzo delle Donne e dal Vicepresidente, Francesco Calazzo, ha visto la partecipazione di più di 300 persone appartenenti alla storica associazione, attiva nella provincia da quasi 50 anni.
La Senatrice La Marca, intervenendo in inglese, francese e italiano, ha ringraziato l’associazione e la comunità degli italiani a Moncton per il lavoro di salvaguardia, promozione e diffusione della cultura italiana in Canada.
Nel suo saluto la Senatrice La Marca ha ringraziato il Presidente e il Vicepresidente per il gentile invito e tutti gli intervenuti per la grande partecipazione. La Senatrice ha voluto partecipare in presenza a questa serata per conoscere e toccare con mano le necessità della comunità italiana residente nel New Brunswick. La provenienza da diverse regioni d’Italia è un tratto distintivo dei cittadini residenti in quel territorio, presenti in quei luoghi fin dai primi anni del ventesimo secolo. Inoltre, la varietà linguistica, è un valore aggiunto che ne evidenzia il carattere aperto e inclusivo. In chiusura la Senatrice ha voluto rinnovare la sua volontà a farsi portavoce delle diverse necessità emerse nel corso dell’incontro e si è resa disponibile nel promuovere eventuali disegni di legge futuri, su spunto della comunità locale.
*(Sen. Francesca La Marca – 3ª Commissione – Affari Esteri e Difesa – Electoral College – North and Central America – Senato della Repubblica XIX Legislatura )

 

03 – Andrea Carugati*: SI RIANIMA IL CAMPO LARGO, ESULTANO CONTE E SCHLEIN – ELEZIONI. A FOGGIA VINCE MARIA AIDA EPISCOPO COL 53%, LA CANDIDATA SINDACO DI UN CENTROSINISTRA LARGHISSIMO.

Alle 21 è già iniziata la festa a Foggia, nel comitato elettorale di Maria Aida Episcopo, la candidata sindaco di un centrosinistra larghissimo. I numeri ufficiali suggerirebbero prudenza: con 22 sezioni scrutinate su 147 Episcopo è avanti col 51,6%, contro il 25% del rivale di centrodestra Raffaele di Mauro. Non è un distacco che permetterebbe di escludere a priori il ballottaggio. Ma i numeri che arrivano dai rappresentanti di lista del Pd dicono altro: su circa la metà dei seggi scrutinati, la candidata è solidamente ancorata al 53%, lo sfidante fermo al 25%.
Al comitato arriva il presidente della Puglia Michele Emiliano, l’abbraccio con Episcopo e i sorrisi: «Volevo festeggiare con i foggiani questa vittoria. Quando il fronte che governa la Regione Puglia doppia il centrodestra mi viene in mente che io avevo detto loro che non sarebbe stato facile vincere in Puglia. Credo che stasera Meloni se ne sia accorta». E ancora: «Questo è un laboratorio al quale io lavoro dal 2013 e alla fine penso che avevo ragione: le forze progressiste o si alleano o perdono le elezioni».
Episcopo, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, cerca di tenere a bada i supporter, invoca prudenza. Poi, dopo ore di attesa, si concede alle telecamere: «La città riparte da un progetto unitario e progressista, che abbiamo studiato nei dettagli. Per noi sarà fondamentale ascoltare i cittadini e essere trasparenti, per troppo tempo la casa comunale ha tenuto chiuse le sue porte».
Il Comune è tornato al voto dopo essere stato sciolto per infiltrazioni mafiose nell’agosto 2021. Qualche settimana prima il sindaco leghista Franco Landella era stato arrestato per corruzione. Questa città della Puglia settentrionale è uno dei pochi esempi di campo largo che ha funzionato: la coalizione andava da sinistra e M5S fino a i centristi di Azione, passando per il Pd. «Uniti si vince», sorride il capogruppo dem in Senato Francesco Boccia. «Foggia era stata umiliata e ferita dal centrodestra, la macchia delle infiltrazioni mafiose era una loro responsabilità politica. Ora si riparte con questa bella vittoria». Di certo un buon viatico in vista delle amministrative del 2024, con circa 4000 comuni al voto e un puzzle delle alleanze ancora da comporre. Conte aveva puntato moltissimo su queste elezioni in una città che per lui è casa, e la neosindaca è molto vicina all’ex premier. Anche Bersani si era speso, sperando di poter lanciare il “modello Foggia” per unire il centrosinistra. Molto più cauta Mara Carfagna di Azione, che aveva definito l’esperimento pugliese «un unicum irripetibile», vista l’allergia del suo leader Calenda ad alleanze con il M5S. I grillini cantano vittoria: «Siamo la prima lista», si sbilancia l’eurodeputato Mario Furore.
La prima leader nazionale a commentare il risultato è Elly Schlein: «Grande gioia, Foggia rialza la testa dopo sette anni di malgoverno. È la dimostrazione che uniti si vince, l’alternativa alla destra c’è. Il Pd ci ha creduto dall’inizio e lavorerà ancora più convintamente in questa direzione». Dopo pochi minuti arriva Conte: «Foggia si è data una mossa, questa vittoria mi riempie di orgoglio, è uno schiaffo dei cittadini alle infiltrazioni mafiose. Con Episcopo la città è dalla parte giusta: quella che il M5S non ha mai abbandonato, non ci siamo mai piegati alla criminalità e alla corruzione». Conclude l’ex premier 5S: «Ora con i foggiani lanciamo un forte messaggio che travalica i confini della Puglia; si può alzare la testa, si possono cambiare le cose».
Dal centrodestra arrivano in serata le prime ammissioni di sconfitta. «Si va profilando una vittoria del centrosinistra al primo turno. Noi abbiamo profuso il massimo impegno e giocato pulito, tanto da aver preso posizione con forza sulla necessità di operare con discontinuità rispetto al passato», dice il deputato di Forza Italia Mauro D’Attis, vicepresidente della commissione antimafia.
*(Giornalista professionista, fotografo, autore di libri, produttore cinema e tv. Ho lavorato per ANSA per oltre vent’anni)

 

04 – Sen. Francesca La Marca*: RISPOSTA INSODDISFACENTE DEL SOTTOSEGRETARIO SILLI ALL’INTERROGAZIONE DELLA SEN. LA MARCA RIGUARDO IL MALFUNZIONAMENTO DELLE PIATTAFORME FAST.IT E PRENOT@MI.
“Qualche giorno fa è arrivata la risposta del Sottosegretario al Ministero deli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Giorgio Silli, ad una mia interrogazione riguardante i servizi consolari per i cittadini italiani residenti all’estero e in particolare riguardo ad alcuni malfunzionamenti che si sono verificati sulle piattaforme “Fast.It” e “Prenot@mi”. Dalla risposta ricevuta si nota un atteggiamento disinteressato alla questione, giustificando con la dicitura “sospensioni temporanee”, le numerose lamentele pervenuteci da tutta la ripartizione”. Con queste parole la Senatrice del Partito Democratico, Francesca La Marca, commenta la risposta scritta del Governo.
Nell’interrogazione depositata il 19 settembre, la Senatrice La Marca chiedeva spiegazioni riguardo le cause dei numerosi malfunzionamenti di alcuni servizi fondamentali, come “Fast.It” o “Prenot@mi”, che hanno causato numerosi disagi per gli utenti residenti nel Nord e Centro America.
“Nelle settimane precedenti alla mia interrogazione, numerose sono state le e-mail e i messaggi di segnalazione del malfunzionamento delle due piattaforme – ha continuato la senatrice La Marca – e mi sono attivata immediatamente per chiedere spiegazioni al Governo. Servizi come Fast.it e Prenot@mi sono fondamentali per la nostra comunità di italiani residente all’estero. Blackout, anche di poche ore o di qualche giorno, rischiano di complicare notevolmente le richieste dei cittadini o di prolungare inutilmente i tempi di erogazione dei servizi.”
“Risposte come queste dimostrano tutta l’indifferenza e la disattenzione che questo Governo ha nei confronti degli italiani all’estero. Come segnalato anche dalla risposta scritta del Sottosegretario, la piattaforma Fast.It ha raggiunto oramai quasi 2 milioni di utenti registrati. È evidente come, con una domanda così ampia, occorrano nuovi investimenti nello sviluppo e nel miglioramento di queste piattaforme, cercando di ridurre al minimo i disservizi che potrebbero verificarsi. Ho già avuto modo in queste ultime settimane di segnalare personalmente al Sottosegretario, Giorgio Silli e al Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, la necessità di nuovi investimenti, senza ricevere rassicurazioni in merito. Continuerò a sollecitare il Governo e farò quanto di mia competenza per mantenere alta l’attenzione sui nostri connazionali residenti in Nord e Centro America.” Così ha concluso la Senatrice La Marca.
*(Sen. Francesca La Marca – 3ª Commissione – Affari Esteri e Difesa – Electoral College – North and Central America)

 

05 – Fonte PMI.it*: RESIDENZA FISCALE: NUOVE REGOLE SUL PAESE IN CUI PAGARE LE TASSE, RESIDENZA FISCALE SUL LAVORO.
RIFORMA FISCALITÀ INTERNAZIONALE: ECCO COME CAMBIA LA DISCIPLINA IN MATERIA DI RESIDENZA FISCALE DELLE PERSONE FISICHE E GIURIDICHE DAL 2024.
Il Consiglio dei Ministri del 16 ottobre, in fase di approvazione della Manovra 2024, ha anche approvato un decreto sulla fiscalità internazionale che prevede importanti per la disciplina impositiva in relazione alla residenza fiscale, nell’ambito dell’attuazione della legge delega fiscale.
Le novità entreranno in vigore nel 2024 e riguardano, nel dettaglio, le persone fisiche e per le persone giuridiche.
Indice
• Fiscalità internazionale: in quale Paese si pagano le tasse
• Residenza fiscale delle persone fisiche
• Residenza fiscale delle persone giuridiche
• Fiscalità internazionale: in quale Paese si pagano le tasse
• La nuova disciplina interviene a chiarire dubbi e spianare rigidità dell’attuale materia fiscale.

RESIDENZA FISCALE DELLE PERSONE FISICHE
Si introduce un concetto di domicilio in cui diventa preponderante la presenza fisica nel territorio dello Stato anche ai fini fiscali, prevalendo il luogo in cui effettivamente la persone fisica abita per la maggior parte del periodo d’imposta.
Per quanto riguarda le persone fisiche, tuttavia, dalla presunzione assoluta di residenza fiscale che deriva dall’iscrizione di una persona alle anagrafi della popolazione residente si passa alla presunzione relativa: il contribuente può anche fornire la prova contraria in merito al suo domicilio, a prescindere dalla sua residenza anagrafica.
Una revisione normativa destinata ad avere impatto, ad esempio, sui lavoratori in smart working: se una persona fisica vive in Italia e vi lavora pur se alle dipendenze di un’azienda estera, dovrà pagare le tasse sul reddito nel nostro Paese, dal momento che è il luogo in cui dimora per la maggior parte del periodo d’imposta.
L’Agenzia delle Entrate (con la Circolare 25/E del 18 agosto scorso) aveva già fornito alcuni chiarimenti sui profili fiscali del lavoro da remoto spiegando che si considerano residenti in Italia le persone fisiche che, per la maggior parte del periodo d’imposta (183 giorni in un anno o 184 giorni in caso di anno bisestile) sono in alternativa:

iscritte nelle anagrafi della popolazione residente;
• domiciliate nel territorio dello Stato italiano, da intendersi come sede principale di affari, interessi economici e relazioni personali come desumibile da elementi presuntivi;
• residenti nel territorio dello Stato italiano.
• Residenza fiscale delle persone giuridiche
Relativamente alla residenza delle persone giuridiche o comunque diverse dalle fisiche, invece, si sottolinea il concetto di direzione effettiva intesa come continua e coordinata assunzione di decisioni strategiche che riguardano la società nel suo complesso.
Diventa rilevante, in pratica, il luogo in cui avviene la gestione ordinaria, vale a dire dove avviene il continuo e coordinato compimento degli atti gestionali che sono inerenti alla società o all’ente nel suo complesso.

RIFORMA FISCALE: ECCO TUTTE LE ULTIME NOVITÀ APPROVATE IN PARLAMENTO E LE MISURE PREVISTE DALLA DELEGA AL GOVERNO, SPIEGATE DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE.
L’’Agenzia delle Entrate, in audizione sulla legge Delega per la riforma fiscale, ha illustrato le ultime novità del provvedimento, in base alle modifiche apportate tramite gli emendamenti approvati alla Camera. Presso la Commissione Finanze del Senato, ha fornito la propria analisi sul testo del disegno di legge n. 797 approvato alla Camera.
La Commissione ha avviato l’esame della delega il 17 luglio, fissando per mercoledì 19 luglio il termine per la presentazione degli emendamenti. Vediamo le principali novità.
Gli emendamenti che mirano ad una maggiore equità e progressività del carico fiscale, ce ne sono alcuni più strategici e programmatici. Ad esempio, si prevedono tavoli tecnici a cui possono partecipare associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e associazioni familiari.

MENO TASSE PER GIOVANI E DISABILI
Altri emendamenti sono più concreti. Ad esempio, viene individuata la categoria dei disabili e quella dei giovani fino a trent’anni come beneficiari di una riduzione delle tasse. Nello specifico, per effetto delle modifiche apportate dalla Camera, sono previsti interventi per la riduzione del carico fiscale che riguardino:

• composizione del nucleo familiare, in particolare se sono presenti persone con disabilità;
• miglioramento dell’efficienza energetica e riduzione del rischio sismico del patrimonio edilizio;
• assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi;
• inserimento nel mercato del lavoro di giovani che non hanno compiuto il trentesimo anno di età;
• permanenza in Italia di studenti, anche mediante incentivi per il rientro di persone ivi formate occupate all’estero.

CAMBIANO LE REGOLE PER LA RESIDENZA FISCALE
Tra le misure previste c’è anche la revisione della disciplina della residenza fiscale delle persone fisiche, delle società e degli enti (come criterio di collegamento personale all’imposizione). Tra le novità approvate alla Camera, in questo ambito è stato prevista la possibilità di valutare anche tra i criteri quello dello svolgimento dell’attività lavorativa in modalità agile.
In termini di rapporti fiscali con l’estero, c’è anche l’obiettivo di rendere il sistema tributario più competitivo sul piano internazionale, anche attraverso incentivi per chi investe o trasferisce capitali in Italia.
Grazie ad alcuni emendamenti, si prevede un livello di imposizione fiscale minimo globale per i gruppi multinazionali di imprese e i gruppi nazionali su larga scala nell’Unione.
Da snellire anche il regime delle società estere controllate (controlled foreign companies), soprattutto nella determinazione dell’imponibile fiscale in Italia.

PRETESE TRIBUTARIE DA MOTIVARE E PROVARE
Attraverso la modifica dello Statuto dei diritti del contribuente, inoltre, si impone l’obbligo di motivazione degli atti impositivi con tanto di prove alla base della pretesa tributaria. Si mira anche a valorizzare il legittimo affidamento del contribuente, il principio del contraddittorio e il potenziamento dell’autotutela.

Infine, si prevede l’istituzione del Garante nazionale del contribuente per rafforzare il sistema di tutele a beneficio del contribuente.

MENO INTERPELLI, PIÙ CONSULENZA GIURIDICA
Come già anticipato, si interviene sulla disciplina degli interpelli fiscali, con una revisione dell’attuale normativa volta a ridurre il numero delle richieste presentate. Come? Ampliando il ventaglio di provvedimenti di carattere generale ed alle sole questioni che non trovano riscontro in documenti interpretativi già esistenti. Per “scoraggiare le istanze”, si prevede il versamento di un contributo, correlato alla tipologia di contribuente e al valore della questione oggetto dell’interpello.

Con un nuovo emendamento, si prevede che il Governo provveda a disciplinare l’istituto della consulenza giuridica, come alternativa all’interpello.
Come noto, la delega fiscale prevede una riforma dell’IRPEF volta a snellire le attuali modalità di determinazione del reddito.
L’obiettivo finale è la riduzione degli scaglioni e delle relative aliquote di imposta, con la revisione del sistema di deduzioni dalla base imponibile e delle detrazioni dall’imposta lorda, nel più vasto quadro di un riordino dei vari bonus e tax credit.
=> Riforma Fiscale: flat tax dipendenti al restyling
In attesa di questo ambizioso traguardo, si prevede un’imposta sostitutiva agevolata sui premi di produttività straordinari oltre una certa soglia e sulle tredicesime.
Acconti su base mensile
riforma fiscaleRiforma Fiscale: nuove date per gli acconti IRPEF delle Partite IVA
4 Luglio 2023
Viene introdotta la periodicità mensile per il versamento degli acconti e dei saldi dell’IRPEF dovuta dai lavoratori autonomi, dagli imprenditori individuali e da tutti i contribuenti cui si applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale, con una contestuale eventuale riduzione della ritenuta d’acconto.
CEDOLARE SECCA PER IMMOBILI NON ABITATIVI
Per la tassazione sui redditi dei fabbricati, il ddl prevede di estendere la cedolare secca agli immobili ad uso non abitativo, se il conduttore è un esercente attività di impresa, arte o professione.

TAGLI IRES A DOPPIO BINARIO
Ok alla riduzione IRES per le imprese che, entro i due periodi d’imposta successivi a quello di produzione del reddito, effettuino investimenti o assunzioni o che prevedano la partecipazione dei dipendenti agli utili.
In alternativa, possibilità di incentivi fiscali per investimenti qualificati, anche tramite ammortamento.
Inoltre, per favorire le nuove assunzioni, sono previste maggiorazioni sulla deducibilità dei relativi costi.

RIFORMA IVA AD AMPIO SPETTRO
Gli interventi in materia di IVA prevedono prima di tutto un allineamento con la normativa UE, anche con misure specifiche, come ad esempio la revisione delle operazioni esenti e delle detrazioni. Prevista anche la riduzione delle aliquote e modifiche alla disciplina del gruppo IVA per rendere l’istituto più accessibile.

VERSO L’ADDIO ALL’IRAP
La legge delega per la riforma fiscale prevede un percorso di revisione organica dell’imposta sulle attività produttive (IRAP), con l’obiettivo finale di arrivare ad abolirla, sostituendola da una sovraimposta IRES.

RIFORMA DELLA RISCOSSIONE
Per semplificare il sistema della riscossione, saranno modificati i requisiti di accesso ai pagamenti rateizzati e procedure di rimborso più veloci.

CONTENZIOSI IN DIGITALE
Sul contenzioso, si prevede la digitalizzazione del processo, la discussione da remoto (anche se richiesta da una sola parte), sanzioni per chi viola l’obbligo di modalità telematiche, comunicazione dei provvedimenti giurisdizionali subito dopo la delibazione.

RIORDINO NORME TRIBUTARIE
Infine, per evitare confusioni e sovrapposizioni di leggi in materia tributaria, si prevede un generale riordino e la raccolta in un codice unico.
*( Fonte: PMI.it.)

 

06 – Andrea Fabozzi*: LA STRAGE CHE SI PREPARA, QUELLA CHE IL MONDO NON VEDE – NESSUNA TREGUA. I SOLDATI «STANNO FACENDO UNA SERIE DI ESERCIZI IN MODO DA ESSERE PRONTI PER L’OPERAZIONE» HA TENUTO A FAR SAPERE IERI UN PORTAVOCE MILITARE DI ISRAELE. LA POCO RILEVANTE INFORMAZIONE […] LA STRAGE CHE SI PREPARA, QUELLA CHE IL MONDO NON VEDE.
I soldati «stanno facendo una serie di esercizi in modo da essere pronti per l’operazione» ha tenuto a far sapere ieri un portavoce militare di Israele. La poco rilevante informazione serviva a bilanciare una assai più importante notizia di segno opposto: l’invasione di terra nella striscia di Gaza è rimandata.

Il portavoce militare si riferiva alla fanteria: l’aviazione i suoi «esercizi» non li ha mai interrotti, come sanno bene i palestinesi sotto le bombe. In attesa della carneficina terrestre che arriverà, scivola come un dettaglio la carneficina aerea che c’è già. Ma sono più di cinquemila i morti palestinesi dall’inizio dell’assedio, in maggioranza donne e bambini, mentre lo stesso governo israeliano parla di centinaia di capi di Hamas colpiti, così confermando anche nei numeri che la guerra è fatta ai civili. Solo tra domenica e lunedì sono morti in quasi cinquecento dicono le fonti dalla Striscia. Malgrado l’invasione si faccia attendere. Sono morti nell’attesa.

Ieri l’ufficio per gli affari umanitari delle Nazioni unite ha comunicato che più della metà della popolazione di Gaza è ormai sfollata. Ha lasciato case che assai difficilmente rivedrà, abbia successo o meno l’espulsione collettiva perché nel frattempo quelle case saranno state tutte distrutte. Il trasferimento forzato di massa, ha ricordato anche l’Onu, è un crimine.

Crimine particolarmente efferato in questo caso, visto che le persone che sono state fatte sfollare verso sud con la promessa di corridoi sicuri sono state in più occasioni ugualmente bombardate. Tanto da fuggire di nuovo verso nord, cercando una salvezza sempre più difficile dentro una gabbia sempre più piccola e più esposta al fuoco.

Ma il concetto di crimine, così come persino quello di diritto internazionale, secondo il realismo dei fomentatori della rabbia di Israele sono ormai inservibili. L’Onu e i tribunali internazionali non servono più a niente – tant’è che adesso è addirittura la Russia dell’aggressione all’Ucraina a chiedere al Consiglio di sicurezza di condannare Tel Aviv – chi ancora ci crede è un’anima bella. Salvo scoprire, però, che sguarnita la diplomazia e gettato alle ortiche il diritto, non resta che la barbarie della violenza. Che infatti si dispiega ormai da diciassette giorni, con il contorno tutt’al più di timidi inviti alla moderazione. Quelli sì inutili.

Fermare la strage che sta portando avanti Israele – è qui che sbagliano i suoi sostenitori, in buona o cattiva fede che siano – non c’entra niente con il riconoscergli il diritto a difendersi. La sua vulnerabilità di fronte al barbaro attacco di Hamas è anzi la novità con la quale tutti devono fare i conti, anche i critici più inflessibili del governo di Tel Aviv. Questa novità andrebbe indagata a fondo per capire cosa veramente ha reso possibile il successo dei terroristi (probabilmente al di là delle loro stesse aspettative), che peso ha avuto l’incapacità del governo più a destra nella storia di quel paese, come hanno influito le fratture che ha alimentato nella società israeliana e nel rapporto con le forza armate.
Intanto, lasciare a Netanyahu mano libera nella vendetta, rivendicare persino il suo diritto alla punizione collettiva, lanciare inni al dio della guerra come si è arrivati a fare (nel nostro paese al solito in maniera più sguaiata che altrove) non risponde al desiderio di proteggere Israele. Ma solo a quello di sterminare con cinica arroganza un problema che non si è saputo affrontare. Eliminarlo anche dai propri pensieri. Ma quel «problema» è l’esistenza stessa del popolo che quelle terre abita, i bambini, le donne e gli uomini palestinesi che stanno morendo, ammazzati, a migliaia.
Niente, nemmeno la lunga occupazione illegale e violenta da parte di Israele giustifica l’oscena macelleria di Hamas. Ma ugualmente niente giustifica la strage che Israele sta portando avanti impunemente, nemmeno l’attacco di Hamas e nemmeno il fatto che la cornice del diritto internazionale sia ormai rotta in più punti. Se a invocare l’inservibilità delle regole è colui che apertamente le viola qualche domanda dovrebbero farsela anche i realisti assolutori di Netanyahu.
Cosa impedisce questa elementare presa di coscienza, ora che neanche la bilancia degli ultimi morti è più in equilibrio? Bambini erano molti degli israeliani trucidati da Hamas, bambini erano e sono molti palestinesi bombardati da Israele. Persino il discorso sulle cause di tanto dolore può aspettare, adesso. La violenza non è mai fuori dalla storia anche quando è folle e cieca, ma adesso Israele va fermata in nome di quello che può ancora essere, non di quello che è stato.
Non ci sarà alcuna pace possibile, nemmeno la più fragile e provvisoria, se a Netanyahu sarà consentito di continuare sulla strada del sangue, se sarà addirittura spinto a farlo. Solo un cessate il fuoco immediato può mantenere aperto almeno uno spiraglio verso la pace.
Chi, come la quasi totalità dei governi occidentali, il nostro in prima fila, si rifiuta persino di chiederlo, è complice del futuro di guerra che si sta costruendo oggi. E che i palestinesi nella striscia di Gaza stanno già pagando. Nell’attesa dell’invasione di terra.
*(Fonte Il manifesto – Andrea Fabozzi, notista politico, al giornale Il Manifesto dal 2001.)

 

07 – Carè*(Pd): MADE IN ITALY, CARÈ (PD): VISITA A STOCCOLMA, VINO CONQUISTA MERCATO SVEDESE, RUOLO CRUCIALE CAMERE COMMERCIO
Ho incontrato il Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana in Svezia, Giovanni Brandimarti per discutere di importanti tematiche legate alla promozione del Made in Italy, all’importanza delle Camere di Commercio italiane all’estero e all’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane. Durante l’incontro, è emerso un confronto approfondito sul ruolo cruciale svolto dalle Camere di Commercio italiane all’estero nell’agevolare l’espansione delle imprese italiane verso i mercati internazionali, in particolare la CCIE Svezia ha ottenuto eccellenti risultati nella valorizzazione e promozione delle imprese vitivinicole italiane nel territorio scandinavo, tanto che attualmente il vino italiano detiene una quota pari al 30% del mercato complessivo delle vendite in Svezia e, inoltre, costituisce il 40 % del mercato dei vini biologici. Questi dati confermano la forte presenza e prestigio dei prodotti italiani nel mercato svedese. Il Segretario Generale Brandimarti mi ha illustrato gli imminenti eventi e attività promozionali organizzati dalle finalizzate alla promozione del settore vitivinicolo e agri-food italiano, quali “Italianska Vindagen” che avrà luogo il 25 e il 27 novembre nell´ elegante cornice del Grande Hotel di Stoccolma. Evento che accoglierà un totale di 1500 partecipanti inclusi produttori, importatori, giornalisti, ristoratori. Quando le imprese italiane conquistano il mercato estero io sono orgoglioso e soddisfatto del grande lavoro che gli italiani all’estero fanno per la nostra nazione”.
*(On./Hon. Nicola Carè – Camera dei Deputati – Chamber of Deputies – IV Commissione Difesa – Defence Committee – Circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide)

 

08 – Marco Santopadre*: F16 USA, DRONI HOUTI, MISSILI LIBANESI: È L’ALLARGAMENTO «SOFT»
MEDIO ORIENTE. NESSUNO VUOLE ALLARGARE IL CONFLITTO IN MEDIO ORIENTE MA TUTTI LO ISTIGANO. BOMBARDAMENTI STATUNITENSI IN SIRIA, SCONTRI A FUOCO TRA ISRAELE ED HEZBOLLAH

Ieri gli F16 statunitensi hanno bombardato due installazioni militari ad Abu Kamal, nell’est della Siria vicino al confine con l’Iraq, colpendo le milizie sciite ritenute responsabili di alcuni attacchi condotti nei giorni scorsi con droni e razzi contro la base aerea americana di al-Asad in Iraq e la guarnigione di al-Tanf in Siria, che hanno provocato 21 feriti.

Il Pentagono ha fatto poi sapere di aver inviato 900 militari in Medio Oriente, insieme a diverse batterie di Patriot e altri caccia, per rafforzare il proprio schieramento nella regione che già conta su 2.500 uomini in Iraq e un migliaio in Siria, presenti formalmente per combattere l’Isis.

INTENDE così scoraggiare un maggiore coinvolgimento militare dell’Iran e del cosiddetto «asse della resistenza», l’insieme delle organizzazioni politico-militari sciite, coordinate ora con i sunniti palestinesi di Hamas e della Jihad Islamica, legate a Teheran e attive in diversi paesi dell’area. Biden vuole dimostrarsi pronto a sostenere l’alleato israeliano fino in fondo.

Ma l’ulteriore step nel continuo botta e risposta degli ultimi giorni alimenta l’escalation, rischiando di causare un allargamento del conflitto difficilmente gestibile.

Né l’Iran né Hezbollah sembrano realmente intenzionati a entrare in guerra, ma se Tel Aviv decidesse di condurre un’offensiva di terra su vasta scala a Gaza – causando quella che i palestinesi temono possa configurarsi come una «seconda Nakba» – la situazione a livello regionale potrebbe precipitare.

Ed è forse proprio per dimostrare la propria determinazione e convincere Israele – e Washington – a non superare la linea rossa (oltre che per consolidare l’«unità dei fronti» in Medio Oriente) che le varie milizie legate alla Repubblica islamica hanno preso di mira lo Stato ebraico e le infrastrutture militari statunitensi con una ventina di attacchi da varie direzioni.

DAL SUD del Libano Hezbollah ha colpito le postazioni militari israeliane e ha tentato piccole incursioni oltre il confine; Israele ha risposto con bombardamenti dal cielo e da terra, uccidendo – per stessa ammissione del Partito di Dio – alcune decine di miliziani libanesi, ma ha dovuto evacuare una consistente fascia del suo territorio contiguo alla frontiera.

Alcuni razzi sono partiti anche dal territorio siriano e per rappresaglia Israele ha bombardato ripetutamente e messo fuori uso gli aeroporti di Damasco e Aleppo.

Da sud sono intervenuti anche gli Houthi, movimento prevalentemente sciita protagonista di un lungo conflitto con il governo dello Yemen e i suoi sponsor, guidati dall’Arabia saudita. I missili balistici e i droni lanciati contro Israele sono stati però intercettati dalle navi da guerra statunitensi inviate nel Mar Rosso e dai sistemi antimissile di Riad.

Poi, ieri mattina, un drone esplosivo è caduto vicino ad un ospedale di Taba, città egiziana al confine con Israele sul Golfo di Aqaba, ferendo leggermente sei persone. Inizialmente si era parlato di un razzo e i comandi israeliani avevano fatto riferimento a una non meglio precisata «minaccia aerea» proveniente dal Mar Rosso.

FONTI del Cairo hanno poi riferito di un «proiettile» caduto vicino a una centrale elettrica di Nuweiba, altra località egiziana affacciata sul Mar Rosso, 70 km a sud di Taba. Mercoledì Hamas ha dichiarato di aver preso di mira con un missile la città israeliana di Eilat che sorge accanto a Taba, ma dell’attacco di ieri Washington ha incolpato gli Houthi, anche se finora non è giunta alcuna rivendicazione.
(Fonte Il Manifesto – Marco Santopadre. Giornalista, Autore a Contropiano)

 

09 – Laura Carrer*: SAN FRANCISCO, STARTUP AL POSTO DEI RISTORANTI – SAN FRANCISCO È DA SEMPRE SEDE DI GRANDI E IMPORTANTI AZIENDE TECNOLOGICHE INTERNAZIONALI.
AD AVERE LA LORO SEDE NELLA SECONDA CITTÀ STATUNITENSE PER DENSITÀ DI POPOLAZIONE SONO PER ESEMPIO AIRBNB, REDDIT, X (EX TWITTER), UBER E MOZILLA. A TRE ANNI DALL’INIZIO DELLA PANDEMIA DA COVID-19, E DOPO I VARI LOCKDOWN, SAN FRANCISCO È PERÒ UNA CITTÀ DIVERSA.
Se da una parte, come in altre città, ristoranti, attività e bar hanno chiuso i battenti e le aziende hanno ridimensionato notevolmente i loro uffici (anche rinunciando a contratti di affitto a causa di politiche di lavoro ibrido o da remoto), dall’altra – come riporta il Washington Post – centinaia di lavoratori nel settore dell’intelligenza artificiale hanno scelto la città simbolo della Silicon Valley come meta prediletta. Alcuni paragonano il momento attuale all’era d’oro di internet tra la fine degli anni ‘90 e l’inizio degli anni 2000.
Una volta andate via grandi aziende come Facebook, Salesforce e Linkedin, a ripopolare uffici e locali nel 2023 sono piccole startup tecnologiche che nel settore si occupano di machine learning e intelligenza artificiale in senso ampio. Startup che hanno in qualche modo rivitalizzato anche la comunità tecnologica di San Francisco innescando a loro volta l’arrivo di altre persone, soprattutto lavoratori.
Secondo il Washington Post la città è diventata il centro più caldo per il settore negli Stati Uniti. L’area a ovest del centro di San Francisco è diventata nota come Cerebral Valley, nome che rimanderebbe alla nutrita presenza di aziende che hanno come core business l’intelligenza artificiale o hacker house (sorta di ostelli per freelance o dipendenti di startup).
Il recente movimento di startup tecnologiche non è però l’unico aspetto da considerare nel processo di cambiamento che sta investendo la città americana. Anche imprenditori, società immobiliari e investitori di vario tipo stanno cominciando a puntare su San Francisco: il flusso di capitali di rischio verso società di intelligenza artificiale della città ha raggiunto vette molto alte nel primo trimestre di quest’anno. Si parla di 18,5 miliardi di dollari che, secondo la compagnia finanziaria inglese PitchBook, equivale a più dell’80% degli investimenti realizzati negli Stati Uniti nell’intero segmento.
In aggiunta, anche tutti gli eventi e le conferenze che girano intorno al settore sono in espansione. Il Moscone Convention Center, un centro per convegni molto grande e celebre a San Francisco, ha un calendario fitto di eventi che cavalcano l’onda del trend in atto.
Sullo sfondo rimangono tuttavia una serie di problematiche che accompagnano la cittadina, così come molti altri grandi centri urbani statunitensi da tempo. Cario affitti e criminalità, ma soprattutto un fenomeno ben radicato come l’abuso di stupefacenti, che fa balzare spesso San Francisco agli onori della cronaca nazionale e internazionale.
*(a cura di: Laura Carrer, giornalista freelance e ricercatrice. Scrive di sorveglianza di stato, tecnologia all’intersezione con i diritti umani, piattaforme tecnologiche e spazio urbano su IrpiMedia, Wired, Il Post, Il Manifesto e altri.)

 

 

 

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