Sanità convenzionata: cavallo di troia della destrutturazione del Servizio Sanitario Nazionale.

Il caso del Centro Polifunzionale privato di San Giuliano T. (Pi) nel contesto di mancanza di personale e posti letto ospedalieri nella Asl Toscana nord-ovest

di Andrea Vento

La struttura edilizia del “Centro Polifunzionale” costruita negli ultimi anni a San Giuliano Terme sulla strada provinciale all’uscita del Paese in direzione Asciano, costituisce in primis uno scempio ambientale che ha sottratto  50.000 mq di terra fertile da sempre coltivata e ha fatto deviare una sorgente d’acqua, la quale ha formato due inutili stagni, a ridosso del fabbricato, privi di funzione se non quella di bacino di coltura di zanzare e altri insetti.

Nel video1 di pubblicizzazione della struttura stessa realizzato da un drone è facilmente percepibile lo scempio ambientale, con i risultati della sorgente deviata e la megarotonda appositamente costruita per agevolare l’accesso di poche decine di persone al giorno, mentre ad appena 200 metri di distanza si trova il nodo nevralgico più trafficato della viabilità dell’intero comune termale dovuto all’incrocio della provinciale n. 1, detta del Lungomonte (che passa davanti alla cava), con la Strada statale n. 12 dell’Abetone e del Brennero dove ancora permane uno snervante semaforo che crea lunghe file soprattutto sulla statale, praticamente a tutte le ore del giorno.

La costruzione della struttura, col consenso della Giunta Di Maio venne approvata dal Consiglio comunale, fra i primi atti della neo insediata consiliatura 2014-19, con contestuale presentazione tramite edulcorato intervento, di ben 40 minuti, dell’allora presidente del Consorzio della Casa della Salute di San Giuliano Terme e “sponsor” del progetto, dr Carlo Macaluso. Quest’ultimo, aveva in precedenza ricoperto funzione di assessore al comune di Pisa nella Giunta Fontanelli, allora esponente di punta del Pd locale, ed in virtù del rodato principio delle porte girevoli, era divenuto Presidente della Società della Salute di Pisa, prima di approdare sul territorio sangiulianese.

Negli interventi dai banchi dell’opposizione, soprattutto delle forze alla sinistra del Pd, vennero rilevate, nei soli 5 minuti a disposizione per ciascun consigliere, diverse criticità relative alla questione del consumo di suolo, all’effettiva domanda di tali servizi da parte della comunità locale e allo storno di preziose risorse dalle casse pubbliche regionali. Nonostante ciò, il progetto venne approvato con compatto e acritico voto della maggioranza di centrosinistra formata da Pd e Sel.

Dopo alcuni anni di rinvio nell’edificazione dell’edificio, se ne fece carico la Cooperativa sociale di Reggio Emilia Helios, attualmente proprietaria di altre 4 strutture analoghe, previo indispensabile accordo di Convenzione Sanitaria con la Regione Toscana, la quale avrebbe fornito finanziamenti pubblici per le degenze nella futura Rsa privata.

I cittadini sangiulianesi si sono ben presto resi conto che la Rsa “Le Sorgenti” (dimenticando di aggiungere “deviate” nell’intestazione…), anche alcuni mesi dopo la sua attivazione del gennaio 2022, del mega edificio riusciva ad occuparne solo il primo piano della parte antistante la strada provinciale, mentre l’area retrostante del fabbricato era rimasta inspiegabilmente vuota. Perché hanno costruito un edificio così grande quando ne occupano solo una parte? Talvolta si chiedevano perplessi i sangiulianesi nelle loro chiacchiere sul degrado e sulla decadenza della fu “ridente cittadina termale”.

Ebbene, la risposta non è tardata ad arrivare. A fine 2022 l’Asl Toscana Nord-Ovest ha spostato il servizio pubblico di Fisioterapia di Pisa da via Garibaldi, proprio nella parte retrostante del “Centro Polifunzionale”, rivelando così i riscontri oggettivi della sua denominazione.

Alla notizia, alcuni sangiulianesi si sono lanciati in ottimistiche previsioni: “probabilmente visto che gli hanno fatto costruire quell’enorme edificio ai privati e ora metà gli è rimasta vuota, per riconoscenza l’avranno affittata per pochi soldi o addirittura concessa in comodato d’uso gratuito alla Asl, visto le brutte condizioni finanziarie della sanità pubblica..”.

Di lì a poco, quando sono iniziate a circolare le cifre ufficiali dell’operazione, l’ottimismo è stato d’un colpo soppiantato dall’incredulità e dallo sdegno: l’Asl Toscana Nord-ovest ha sottoscritto con cooperativa Helios un contratto di locazione della durata di 6 anni per lo stratosferico importo di 120.000 euro annui per l’affitto del solo piano terra del padiglione sud della struttura, cifra a detta dei tecnici del settore immobiliare assolutamente sproporzionata rispetto ai canoni di mercato locali. Considerando oltretutto che non è affatto opera agevole affittare una porzione di un edificio dove risiede una Rsa; infatti, a chi sarebbe mai potuto interessare prenderlo in affitto?

Nelle poche settimane di apertura del servizio di riabilitazione sono già emerse varie criticità da parte degli utenti come le piccole dimensioni degli studioli che risultano inadeguati allo svolgimento del servizio stesso e la necessità di pervenire alla struttura da Pisa con un apposito bus navetta, il cui capolinea ubicato in via Paparelli all’altezza del piazzale del mercato, necessita di essere raggiunto privatamente dai pazienti, peraltro spesso invalidi o mal deambulanti.

I 120.000 euro annui costituiscono, da un lato, un’immotivata elargizione finanziaria alla cooperativa Helios e, dall’altro, un ingiustificato sperpero della già scarse risorse a disposizione della Sanità Pubblica Toscana, la quale sta subendo ormai da alcuni anni un sensibile regresso delle prestazioni sanitarie, dei posti letto negli ospedali, dei Presidi territoriali, anche nel comune di San Giuliano dove sono calati da 3 a 1, e del personale sanitario, ormai strutturalmente sotto organico e sottoposto a carichi di lavoro insostenibili, nonché costretto a rinunciare alle ferie per sopperire alle mancanze.

Particolarmente eloquente risulta il quadro della Sanità pubblica dell’Asl Toscana Nord-Ovest tratteggiato dalla nota dell’intersindacale medica di lancio della mobilitazione del personale emessa ad inizio novembre 2022: “Inevitabile la protesta di fronte al progressivo aggravamento della situazione che si protrae ormai da alcuni anni senza che si siano mai realizzati interventi strutturali, nonostante le richieste dei medici”. Dello stesso tono l’appello della Uil Fpl di Lucca rivolta ai dirigenti dell’Asl Toscana Nord-ovest “Personale medico, infermieristico, tecnico sanitario: non esiste un profilo che sia a pieno organico. Si tratta di una carenza cronica e diffusa del personale dedicato che peggiora quotidianamente. Se consideriamo, a ragione, che il personale medico, infermieristico e assistenziale costituisce gli anticorpi del nostro servizio sanitario, allora siamo messi male”.

Chi ha avuto occasione, o meglio la sfortuna, di passare in un Pronto Soccorso della nostra Asl ha potuto toccare con mano il grave e inaccettabile deterioramento dei servizi e delle condizioni in cui vengono tenuti i pazienti. Proprio sulla crisi di queste fondamentali strutture di intervento emergenziale nella nostra regione è intervenuta la denuncia del vice presidente regionale di Simeu (la Società Italiana medici di emergenza-urgenza) Giuseppe Pepe: “Nella nostra indagine effettuata alle ore 14 in un giorno normale di fine 2022, il 28, risulta che nei Pronto Soccorso toscani ci sono ben 355 persone già visitate e in attesa di un posto letto nei reparti. La durata media di permanenza è di 48 ore (quasi sempre su barelle) ma in alcune fasi critiche si può protrarre anche per 72 ore, quando l’indicatore ministeriale prevede un massimo di 8 ore. Nei nostri Ospedali mancano circa 400 posti letto per normalizzare la situazione e questo ritarda le cure dei nuovi ingressi in Pronto Soccorso”.

Sulla carenza strutturale di personale è invece intervenuto il presidente dell’ordine provinciale dei medici di Firenze, dr. Pietro Dattolo: “Solo nei Pronto Soccorso, in Toscana mancano 200 medici per evitare il collasso e 400 per offrire un servizio accettabile”.

Senza dilungarsi ulteriormente sul massiccio definanziamento della Sanità nazionale di ben 37 miliardi di euro fra il 2010 e il 2019, sull’aumento dei finanziamenti alla sanità privata e convenzionata, ai 7 abbandoni quotidiani di medici dal Servizio Sanitario Nazionale, all’insufficienza di servizi Sanitari pubblici che spingono verso quelli a pagamento arrivati a costare ai bisognosi di cure ben 37 miliardi di euro nel 2021, molti cittadini sangiulianesi si chiedono perché l’assessore al Diritto alla Salute e alla Sanità della Regione Toscana, Simone Bezzini, affermi che “La priorità è la Sanità Pubblica” e poi si continuano a stornare fondi verso la convenzionata e i privati con operazioni scellerate come quella del “Polo Polifunzionale” di San Giuliano Terme?

In sostanza, i 720.000 euro che l’Asl Nord-Ovest verserà in 6 anni ad Helios, non sarebbero stati di maggior utilità al miglioramento dei servizi sanitari pubblici a beneficio, in primis, delle fasce sociali meno abbienti, se fossero stati investiti per assumere nuovi medici o per creare altri posti letto ospedalieri e la riabilitazione sarebbe rimasta nella sua sede storica di via Garibaldi a Pisa?

Ormai la Toscana felix della sanità costituisce solo un ricordo dei bei tempi che furono, occorre anche nella nostra regione un netto cambio di paradigma che preveda un aumento della spesa sanitaria in generale, grazie a maggiori trasferimenti dal Governo nazionale, e che questi vengano esclusivamente destinati al Servizio Sanitario Nazionale, il quale deve ritornare ad erogare tutte le prestazioni mediche di cui la popolazione necessita. I ricchi e i benestanti possono liberamente continuare a rivolgersi alle strutture private, ma queste non devono costituire alcun onere per le casse pubbliche, altrimenti verrebbero meno i diritti sanciti dall’articolo 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Andrea Vento – 18 gennaio 2022

Comitato Popolare Sangiulianese

 

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