Anche negli USA si chiede la pace in Ucraina e il ritiro della NATO

di Patrick Boylan

A New York, nella centralissima Times Square e poi presso il People’s Forum lì vicino, si è svolta il 14 gennaio scorso una grande manifestazione per la pace con uno slogan che la dice tutta: Espansione della NATO NO – Pace in Ucraina SÌ!

Link dell’iniziativa:

All’11° Minuto l’intervento di Joao Pedro Stedile, leader del Movimento Sem Terra del Brasile

Ma com’è possibile riportare la pace in Ucraina dicendo NO alla NATO? Che c’entra la NATO?
Ce lo spiegano gli Statunitensi per la Pace e la Giustizia di Roma, in un loro documento diffuso in occasione della manifestazione dei fratelli newyorkesi.

Eccone un brano esteso:

Il conflitto in Ucraina non nasce dal tanto sbandierato “desiderio di impero” del presidente russo, Vladimir Putin, bensì dal molto meno sbandierato “desiderio di impero” della NATO… e di Wall Street. Si tratta di un desiderio di dominare e di sfruttare altri paesi, lo stesso impulso che ha portato alle invasioni (rivelatesi poi ingiustificate) dell’Afghanistan, dell’Iraq, della Libia, della Siria e poi, nel 2014, della stessa Ucraina quando, ad assaltare Kiev e ad imporre un leader voluto da Washington, erano le milizie ucraine filo naziste addestrate nelle caserme NATO in Polonia.

Oggi – come nel lontano 2014 – si vede a malapena la mano della NATO dietro l’insorgere dei tragici eventi in Ucraina. Ma c’è. E riconoscere questo fatto è importante perché ci consente, a noi pacifisti occidentali, di poter agire da protagonisti per riportare la pace.

Prima, però, dobbiamo renderci pienamente conto in che maniera la NATO ha agito e agisce.

Secondo la Narrazione Ufficiale, appena ricordata, il conflitto in Ucraina sarebbe dovuto esclusivamente al sogno del sig. Putin di diventare un nuovo Hitler e di conquistare il mondo. Solo che, sogni a parte, Putin sa benissimo – come i fatti stanno a dimostrare – che la Russia è sì una potenza nucleare, ma non ha le forze per condurre una guerra planetaria e nemmeno una guerra su scala europea; addirittura, ha molta difficoltà a fare una guerra nella sola regione est dell’Ucraina, il Donbass. Quindi, a meno di non essere completamente pazzo, il sig. Putin non può aver attaccato l’Ucraina, come ha fatto, convinto di essersi lanciato alla conquista del mondo, un pezzo alla volta, come recita la propaganda del Pentagono ripresa dai mass media mainstream.

Putin ha attaccato l’Ucraina perché la NATO lo ha provocato a farlo, annunciando (poi smentendo, poi annunciando di nuovo, poi smentendo, poi riannunciando, in una calcolata guerra dei nervi) il suo intento di espandersi fino ai confini russo-ucraini, costruendo lungo quei confini diversi siti per missili nucleari che i russi non potrebbero abbattere, essendo il punto di lancio così vicino a Mosca.

In altre parole, la Russia ha attaccato perché la NATO ha tirato fuori un coltello (l’Ucraina, appunto) e glielo sta puntando alla gola.

Come bisogna reagire a un bullo (in questo caso, la NATO) che tira fuori un coltello e te lo punta alla gola? Devi supplicarlo di risparmiarti? Devi gridare “aiuto”? Per il sig. Putin, né l’uno né l’altro. Egli ha scelto di usare la violenza contro la minaccia di violenza, attaccando per prima: un crimine secondo il diritto internazionale e un tragico errore che sta costando caro alla Russia.

Inoltre, quella scelta ha dimostrato quanto è sbagliato rispondere alla violenza con la violenza.

Ma dobbiamo concludere che essa dimostra anche che il sig. Putin sia davvero pazzo o, come minimo, un bugiardo? In fondo, egli afferma di aver dovuto fare una guerra preventiva contro un pericolo che non è nemmeno imminente.

Nel fare così, tuttavia, egli può vantare degli illustri predecessori. Gli USA, ad esempio, l’hanno fatto più volte. Nel 2003, il Presidente Bush invase l’Iraq per impedirlo di usare delle ipotetiche armi di distruzione di massa mai trovate, occupando poi illegalmente il paese per altri dieci anni, senza subire sanzioni o condanne da parte dell’Unione Europea. E nel 1962, il Presidente Kennedy rispose al presunto intento dell’allora URSS di installare missili nucleari a Cuba, a meno di 90 km dagli Stati Uniti, apprestandosi a dichiarare la Terza Guerra Mondiale! Malgrado il fatto che egli sapesse benissimo che questa sua decisione, se messo in pratica, sarebbe stata giudicata dalla Storia un errore criminale, in quanto gli ipotetici missili sovietici non rappresentavano ancora un pericolo imminente contro gli USA. Kennedy si discolpò presso l’opinione pubblica affermando che nessun paese può accettare nemmeno i preparativi per l’installazione di missili nucleari sui propri confini.

Fortunatamente, nel 1962, l’URSS fece marcia indietro e rinunciò all’installazione dei suoi missili a Cuba (anche perché aveva ottenuto, come contropartita in trattative segrete, lo smantellamento di una base missilistica USA in Turchia). Così fu scongiurata una conflagrazione nucleare.

Oggi, però, la NATO si rifiuta di fare marcia indietro.

Anzi, sta suonando i tamburi di guerra, ufficialmente per aiutare l’Ucraina a riconquistare il Donbass e la Crimea in nome della sua sovranità ma in realtà per poter poi installare le sue basi missilistiche proprio lì.

In altre parole, Wall Street e la NATO (braccia armata dell’alta finanza USA) hanno ogni intenzione di tenere il coltello puntato alla gola della Russia, installando missili balistici sui confini russo-ucraini. In tal modo potranno costringere la Russia a capitolare su tutta la linea – pena l’annientamento. Ad esempio, potranno imporre alla Russia un Presidente pro USA, disposto a cedere alle multinazionali statunitensi e in particolare quelle britanniche, a prezzi stracciati, le vaste risorse energetiche russe, come gli USA fece fare ad Eltsin negli anni ‘90.

Ora, riflettiamoci un istante.

Cosa faremmo NOI se ci trovassimo in una situazione del genere? Cioè, se fossimo la Russia.

(1.) Non potremmo accettare un coltello alla gola.

(2.) Ma non potremmo nemmeno reagire con un attacco, perché ciò peggiorerebbe le cose.

Esiste forse una terza via?

È quello che dirà la manifestazione odierna a New York. Esiste sì una terza via, diranno ad esempio le donne dell’ONG Code Pink, co-organizzatrici. E’ una via, però, che non esige dalla Russia, come invece fanno Washington e Kiev, il ritiro unilaterale russo dall’Ucraina per lasciar entrare la NATO, in quanto ciò equivarrebbe a chiedere alla Russia di suicidarsi.

Perciò la risposta è proprio quella opposta: esigere dalla NATO di ritirarsi. Perché può e deve farlo.

Infatti, la NATO non ha nessun bisogno di installare i suoi missili sui confini russo-ucraini, dove non potrebbero essere abbattuti. Quei missili rappresentano già un deterrente sufficiente collocati laddove si trovano ora.

Inoltre, sappiamo (dall’offerta di negoziati che la Russia ha fatto PRIMA dell’invasione, nel dicembre 2021) che Putin è più che disposto a fare concessioni. Quindi la NATO potrebbe verosimilmente ottenere una contropartita accettabile (come Krusciov da Kennedy nel 1962) se solamente accettasse, in via definitiva mediante trattato, di non espandersi fino all’Ucraina.

“Ma l’Ucraina non è libera di entrare nella NATO, se vuole?”, si chiede spesso. La risposta è negativa. “La mia libertà finisce dove comincia la vostra” disse Martin Luther King. Non abbiamo la libertà di stoccare bombe nel nostro giardino se ciò mette in pericolo i nostri vicini. Per lo stesso motivo, il Messico non è libero di aderire alla CSTO (la versione russa della NATO) e di lasciar installare missili russi lungo i suoi confini con gli USA. O l’Ucraina di aderire alla NATO. La libertà non è incondizionata, è sempre vincolata dal rispetto per l’incolumità degli altri.

Ciò significa che, nel pretendere che la NATO faccia marcia indietro, non stiamo chiedendole di arrendersi a un bullo. La NATO non avrebbe dovuto fare la sua provocazione per cominciare. Perciò fare marcia indietro significa semplicemente “resettare” le cose al punto di partenza.

In conclusione, dunque, esiste sì una possibilità di pace in Ucraina e ce l’abbiamo nelle nostre mani. Perché solo NOI possiamo fermare l’espansione della NATO all’est.

La Russia non riesce a farlo, lo si vede. La Cina si rifiuta di schierarsi. L’Europa o guarda dall’altra parte (Austria, Irlanda, ecc.) o appoggia la NATO fornendo armi per alimentare la guerra in Ucraina (Italia, Francia, ecc.). L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite non ha il potere di fermare l’espansione della NATO e il Consiglio di Sicurezza, che avrebbe il potere, non lo farà mai perché tra i membri permanenti, con diritto di veto, ci sono paesi appartenenti all’Alleanza Atlantica.

Ciò significa che spetta ai popoli degli stessi paesi della NATO premere sui propri governi per fermare la sua espansione all’est. Questa è l’UNICA strada per ripristinare la pace.

Ed è l’unica maniera per aiutare davvero i poveri ucraini. Infatti, “aiutarli” non significa inviare loro più armi, checché se ne dica. Non dobbiamo ascoltare quegli ucraini che ripetono la linea del Pentagono chiedendo “più armi” per farsi poi uccidere e consentire così alla NATO di sfinire la Russia in una lunghissima guerra di attrizione. Dovremmo ascoltare, invece, gli ALTRI ucraini, quelli che il governo “democratico” non ha ancora ucciso o incarcerato per aver chiesto la pace. Quelli che vogliono che l’Ucraina resti fuori dalla NATO, per garantire quella pace. (I nostri media non lo dicono, ma l’Ucraina ha ucciso o fatto “sparire” più di 80 blogger e giornalisti, considerati traditori perché avevano osato chiedere la pace e la neutralità.)

Dovremmo ascoltare loro, i coraggiosi ucraini non ancora “fatti scomparire”, invece dei tirapiedi del Pentagono che vediamo sempre in TV.

Perciò lo slogan della manifestazione di oggi a New York è una proclama che tutti noi possiamo sottoscrivere, insieme a tutti gli ucraini amanti della pace. E cioè:

ESPANSIONE DELLA NATO — NO!

PACE IN UCRAINA — SÌ!

L’ONU non può fermare l’espansione della NATO ad est? Tocca a noi farlo, per riportare la pace.

People have the power!

 

LINK: http://www.peaceandjustice.it/photos/2023-01-14_rally_nyc_ukraine/index.htm

FONTE: https://www.peacelink.it/pace/a/49343.html

 

 


 

 

NATO EXPANSION — NO!

PEACE IN UKRAINE — YES!

How will saying NO to NATO bring peace? It will, because the war is NOT about Putin’s desire for empire, even though that is how it has been painted. Instead, it is about NATO’s (and Wall Street’s) desire for empire. And that is something we Americans can act on – and thus achieve peace. But first we must face up to it.

NATO claims that Putin is just another Hitler, out to conquer the world. Well, maybe he’d like to, but he can’t and knows he can’t. So he certainly didn’t attack Ukraine for THAT reason.

He attacked because NATO provoked him into war by preparing to expand right up to Russia’s borders with Ukraine, including building sites for nuclear missiles impossible to stop at that short range.

In other words, he attacked because NATO took out a knife to hold to his throat.

How do you react to a bully (in this case, NATO) who holds a knife to your throat? Putin reacted by attacking — an error (and a crime, under international law) that may doom Russia.

So the answer is NOT to respond to violence with violence.

In 1962, President Kennedy responded to the violence of the USSR’s plans to install nuclear missiles in Cuba by threatening to start World War III. Had he done so, that, too, would have been a tragic error and a crime as well.

Fortunately, the USSR backed down and canceled its plans for installing its missiles so close to the U.S. (Also because the U.S. dismantled its missile site in Turkey.)

But NATO refuses to back down. It is beating the war drums, supposedly to help Ukraine reconquer Donbass and Crimea in the name of sovereignty (in reality to be able to go ahead and install its missiles there).

In other words, NATO (i.e., Wall Street) wants to be able to hold a knife to Russia’s throat, because this would force Russia to capitulate to EVERYTHING, or risk annihilation. “Everything” includes reinstating another Eltsin, to give away the country’s vast energy resources, grain production, etc.

So what would YOU do if you were in a situation like that? What would YOU do if you were Russia?

(1.) You couldn’t just stand there with a knife to your throat. And yet (2.) it would be a bad idea to react by attacking, because that would only make things worse.

Isn’t there some third way out?

That’s what the rally tomorrow will be saying. There IS a third way out. And, in the case of Ukraine, it’s not to tell Putin to back down, since he can’t: that would spell suicide not only for him but for his country as well.

The third way out is to tell NATO to back down, since it can and should.

NATO doesn’t need to install its missiles on Russia’s border with Ukraine, where they would be unstoppable. They’re enough of a deterrent where they are now.

In addition, we know (from the offer to negotiate that Russia made BEFORE the invasion, in December 2021) that Putin will accept to make concessions. So letting Ukraine continue to stay out of NATO would not be a one-way street, NATO would get something in return (like the deal Kennedy brokered in 1962).

But isn’t it Ukraine’s right to join NATO if it wants?” people often ask. No, it isn’t. One’s rights end where they infringe on the rights of others. Your neighbor can store whatever he wants next to your house, but not bombs, since they endanger you. So Ukraine has no right to join NATO just as Mexico has no right to join Moscow’s version of NATO (the CSTO) and let Russia install missiles on the U.S.-Mexico border. That would be unduly endangering a neighbor.

In other words, telling NATO to back down is not surrendering. NATO shouldn’t have begun the provocation in the first place. It’s simply “resetting” things back to where they were.

What all this means, then, is that there IS a possibility for peace and it lies in OUR hands. Because only WE can stop NATO’s (i.e., Wall Street’s) quest for ever more territory to put under its control.

Russia can’t stop NATO, as we can see. China refuses to take sides. Europe either looks the other way (Austria, Ireland, etc.) or backs NATO by supplying weapons to feed the war in Ukraine (Italy, France, etc.).

So that means that it is the American people who must stop NATO expansion. That is the ONLY road to peace.

To get back to our analogy, if you were Russia and a bully (NATO) puts a knife to your throat, your reaction should NOT be to attack him: that will only make things worse. The events in Ukraine demonstrate this.

Your reaction should be to call for help. To count on people around you stopping the bully. In the case of Russia, it should have called on the UN General Assembly.

What if no one intervenes? What if everyone refuses to take sides and looks the other way? What if the only person around is powerless to act to save you (like, in the case of Russia, the UN General Assembly: it has no power to stop NATO expansion).

Then you’re doomed. But you would probably be doomed anyway if you chose to attack an armed aggressor. So you’re better off at least attempting to call for help. Russia should have at least tried to get the UN to tell NATO to stop bullying it by expanding eastward.

Of course, if you had taken judo or other self defense courses, you might be able to disarm your assailant. Thus you would respond to violence, not with even greater violence, but by unbalancing your assailant using his impetus.

That’s undoubtedly what Putin thought he could do. So he called his attack, not a war, but “a special operation” to disarm Ukraine, followed by an American-style regime change (i.e., bringing a “friendly” regime to power) to make sure it stayed disarmed. Putin apparently thought NATO’s insistent eastward impetus had overstretched it.

He was wrong. NATO had armed Ukraine so heavily and accurately from 2014 to 2022, that the Ukrainians were able to stop the Russian army in its tracks, retake parts of Donbass and start to attack Crimea and even Russia itself. Things just got worse for Russia.

Which means, in our analogy, that even if you (as Putin) did take judo courses and felt you could disarm any assailant (in this case, NATO-backed Ukraine), you might discover that your assailant was better prepared than you thought, a judo expert able to counter your moves and then knife you.

So even if you had studied judo, you’d be better off first calling for help. And resorting to judo only if no one responded. That’s what Putin should have done. Instead, he attacked. And now he’s paying for it.

The problem is, the poor Ukrainians are paying for it, too, and are calling out to us for help. And we SHOULD help them.

But “help” does not mean sending more arms.

In other words, we should not be listening to the propagandized Ukrainians who repeat the Pentagon line “More and more arms”, i.e. the ones who think they are getting themselves killed “for democracy” while in reality it is to let NATO test its new weapons and deplete Russia’s.

We should be listening to the OTHER Ukrainians, the ones the “democratic” government has not yet killed or put in jail for having called for peace. The ones who want Ukraine to stay out of NATO, in order to guarantee that peace.

(Our media don’t mention it, but Ukraine has killed or “disappeared” 80 bloggers and journalists who dared to ask for peace and neutrality, calling them traitors. )

We should be listening to THEM, the brave Ukrainians not yet “disappeared”, instead of the Pentagon stooges we see on TV all the time.

So the rally in Times Square today is a rally with a slogan that all of us can endorse along with all the peace loving Ukrainians not yet silenced by their government.

And that is:

NATO EXPANSION — NO!

PEACE IN UKRAINE — YES!

Let us do what the UN should do but is powerless to do, which is to stop NATO expansion eastward and thus bring peace to Ukraine.

We the people have the power.

U.S. Citizens for Peace & Justice – Rome

https://www.peaceinukraine.org/nyc_answer_protest

Watch the livestream of the talks starting at 8pm (EST, New York time):

https://www.youtube.com/watch?v=gEG_CErmoMM

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