Il costo della vita (e delle case) spinge i giovani irlandesi all’estero

Il prezzo medio delle abitazioni ha già superato il picco del 2007 e a luglio ha sfiorato i 300.000 euro, il dato più caro dell’intera Ue

Un gran numero di giovani irlandesi sta seriamente pensando di lasciare il Paese a causa dell’inflazione elevata che ha fatto salire il costo della vita e, soprattutto, i prezzi delle case.  Il prezzo medio delle abitazioni ha già superato il picco del 2007.

Secondo un sondaggio del National Youth Council of Ireland, 7 cittadini su 10 di età compresa tra i 18 e i 24 anni stanno valutando la possibilità di trasferirsi all’estero per migliorare la propria qualità di vita. Nella stessa indagine condotta 10 anni fa, nel 2012, solo il 51% pensava di emigrare.

In questa situazione, per i giovani irlandesi diventa sempre più concreto il pensiero di emigrare e di recarsi altrove, in particolare in Paesi di lingua inglese. Lasciare l’Irlanda viene considerata un’opportunità per crescere e migliorare la propria qualità di vita. Regno Unito, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Dubai sono le destinazioni preferite.

Se fino ad oggi l’emigrazione è iniziata a causa di carestie, mancanza di lavoro o crisi economiche (come quelle degli Anni ’70 o del 2008), oggi l’Irlanda è molto più ricca. Ha un enorme profitto fiscale derivante dalle società tecnologiche che sono diventate la spina dorsale della sua economia e un record di 2,55 milioni di persone occupate. La disoccupazione giovanile, infatti, è la più bassa dell’Ue.

Ma i giovani si lamentano dell’alto costo della vita che si registra nel Paese e in particolare dei prezzi delle case. I valori degli immobili hanno già superato il picco dell’ultima bolla immobiliare, arrivata in Irlanda nell’aprile 2007, secondo i dati del Central Statistics Office. A fine luglio il prezzo medio di una casa è risultato vicino ai 300.000 euro. Anche gli affitti stanno aumentando in tutto il Paese. Le nuove locazioni sono aumentate del 9% su base annua nel primo trimestre, sostenute dalla carenza di offerta di alloggi.

“L’Irlanda ha una lunga storia di emigrazione, ma quello che sta accadendo ora è diverso, è un diverso tipo di crisi”, ha affermato Mary Gilmartin, professoressa di geografia alla Maynooth University ed esperta di migrazioni contemporanee.

I dati ufficiali non confermano ancora il grande esodo. Il numero di irlandesi emigrati ad aprile 2022 è aumentato del 21% su base annua, ma è ancora leggermente al di sotto del livello pre-Covid, secondo il CSO.

“Nella classe operaia o nelle aree rurali, i nostri giovani non considerano nemmeno l’emigrazione come una possibilità”, ha affermato Dannielle McKenna, project manager del Rialto Youth Project. “Il costo della vita li sta spingendo verso la povertà”, ha detto.

Paul Gordon, direttore delle politiche e dell’advocacy presso il NYCI, ha chiesto al governo irlandese di fornire sostegno “affinché i giovani possano rimanere nel Paese”.

Nonostante il boom dell’occupazione irlandese, non tutti hanno posti di lavoro di qualità e guadagni sufficienti per unirsi a quella che Leo Varadkar, il vice primo ministro che diventerà primo ministro a dicembre, ha definito la “democrazia dei proprietari di case” irlandese.

 

FONTE: https://www.idealista.it/news/immobiliare/internazionale/2022/10/03/161057-il-costo-della-vita-e-delle-case-spinge-i-giovani-irlandesi-allestero

Articolo originale in Inglese (Financial Time): https://www.ft.com/content/150d6e2b-658d-4cf7-8dbe-7d9726855db0

 

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