Rifondazione Comunista: giornata mondiale del rifugiato. Pochi diritti per 100 milioni di uomini, donne e minori

L’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati, Unhcr, lo ha ricordato un mese fa. La cifra simbolica delle persone costrette a fuggire dalle proprie abitazioni a causa di guerre e persecuzioni ha superato la soglia dei 100 milioni. Molte/i restano nel proprio Paese perché non possono fuggire o sperano in una soluzione dei problemi, la maggior parte, l’80% resta nei Paesi limitrofi, nella speranza di un ritorno e spesso confinata in sterminati campi profughi. Accanto a loro ci sono 24 milioni di persone in fuga da calamità naturali frutto del cambiamento climatico. Un’altra guerra silenziosa che miete vittime con fame, desertificazione, siccità o, al contrario, inondazioni. I Paesi ricchi come quelli dell’UE, al di là di dichiarazioni di facciata, si occupano di foraggiare i conflitti con la vendita di armi, di sostenere dittature sanguinarie, di imporre modelli di sviluppo che non tengono conto dell’impatto ambientale, salvo poi allarmarsi ogni volta che un’imbarcazione, con poche centinaia di persone, tenta di violare i “sacri confini”europei. La giornata di oggi fa riaccendere per un attimo i riflettori su crisi umanitarie spaventose che non si risolvono solo con la carità delle agenzie Onu e con la scarsa accoglienza. Servono politiche di pace reali, serve un radicale cambiamento del modello di sviluppo, serve una redistribuzione globale delle risorse, serve uno stop alla rapina di risorse del sud globale. Occorre una rottura con il capitalismo neoliberista e il neoimperialismo, che né i sedicenti governi social liberali, né tantomeno quelli apertamente nazionalisti e xenofobi, sono in grado di fare. Solo l’internazionalismo fra i popoli sfruttati potrà cambiare lo stato di cose esistenti.

Stefano Galieni, responsabile immigrazione, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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