6726 ELEZIONI REGIONALI: La Sardegna al centrodestra. Vince Cappellacci, male il Pd

20090217 10:09:00 redazione-IT

Il governatore uscente al 42% (5 in più della sua coalizione), lo sfidante Cappellacci al 52 (5 in meno della coalizione). Il Pd perde l’11%, cresce il partito di Di Pietro. Anche l’Udc, alleato del centrodestra sale. Abissale il distacco tra i partiti: 18 punti. Solo un anno fa era del 3%. Il governatore uscente: «Ma io credo nel Pd. Ha un grande futuro». Il centrodestra strappa la Sardegna allo schieramento avversario e Ugo Cappellacci diventa il nuovo governatore, scalzando Renato Soru che nel 2004 vinse con il 50,13%.
Il dato pressochè definitivo (91% di sezioni scrutinate) arriva intorno alle 6 e mezza del mattino – 15 ore dopo la chiusura dei seggi – e assegna a Cappellacci il 51,86% dei consensi, mentre il presidente uscente si ferma al 42,9, un distacco di 9 punti che pesa come un ko.
Crolla la coalizione di centrosinistra inchiodata al 38,67% contro il 56,66 del centrodestra.

Ma Soru si conferma vincente nella leadership conquistando quasi cinque punti in più della sua coalizione. Cappellacci ne ha presi esattamente 5 in meno.

Il Pdl diventa il primo partito nell’isola superando il 30%, il Pd al contrario affonda e non arriva al 25% (un anno fa alle Politiche si attestò al 33% e nelle Regionali del 2004 la somma dei tre partiti confluiti nel Pd, Ds-Dl-Progetto Sardegna, portò una dote attorno al 32%). Nelle fila del centrodestra crescono i Riformatori (dal 6 al 7% circa), si conferma la potenza dell’Udc che viaggia sempre sul 9-10%, mentre il contestato debutto del Psd’Az nello schieramento guidato dal Pdl premia la scelta dei suoi dirigenti (dal 3,83% del 2004 al 4,35 di oggi).

Nella casa degli avversari, netto balzo in avanti dell’Idv che passa dallo 0,99% del 2004 all’attuale 5%. Al contrario, scende di un punto il Prc che si attesta al 3%. I dissidenti del Psd’Az, invece, raggruppati con i Verdi nella lista dei Rosso Mori si fermano al 2%.
I Socialisti, cinque anni fa alleati con Soru, hanno fatto una corsa solitaria che li ha portati a superare di poco il 2% contro il 3,76 del 2004: una scommessa persa quella di rompere con il centrosinistra, perchè il partito vede sfumare la possibilità di conquistare anche solo un seggio.

L’Irs dell’indipendentista Gavino Sale si conferma intorno al 2% come dato di lista, ma la sorpresa è il successo personale del leader che ha superato il 3% nella lista regionale. Irrompe un inedito «partito», quello dell schede nulle che diventano la terza forza della Sardegna: sono quasi 15.000, a cui si aggiungono le schede annullate volontariamente dall’elettore (circa 3300) e quelle bianche (più di 5000). A risultato ormai acquisito, una prima proiezione dei seggi ne assegna 54 al centrodestra e 26 al centrosinistra per un totale di 80 consiglieri che andranno a comporre la nuova Assemblea regionale contro gli 85 della precedente legislatura.

La schiacciante vittoria dello schieramento guidato da Cappellacci non fa infatti scattare il premio di maggioranza che determina l’eventuale aumento del numero minimo di 80 consiglieri previsto dalla legge. Nella nuova maggioranza 26 seggi verrebbero attribuiti al Pdl, 7 all’Udc, 5 ai Riformatori, 3 al Psd’Az, 2 a Sardegna Unita-Uds e 2 all’Mpa. Nello schieramento dell’opposizione 17 seggi andrebbero al Pd, 3 all’Idv, 2 al Prc, uno ai Rosso Mori, uno al Pdci e uno a La Sinistra. Rispetto al Consiglio regionale uscente, il rapporto si capovolge: nel 2004 il centrosinistra aveva ottenuto 51 seggi (grazie al premio di maggioranza) contro i 34 dell’opposizione.

«Cosa farò? Verrò qui in sede e ci penserò». È la lapidaria risposta di Renato Soru ai cronisti che gli chiedono quali siano le sue prospettive politiche (farà il capo dell’opposizione, o avrà un ruolo di spicco nel Pd). L’ormai ex presidente della Regione conferma di voler essere parte attiva all’interno del partito: «Ho creduto fino in fondo del Pd, ho messo tutto in questo progetto. Mi sarebbe piaciuto essere ancora di più di aiuto e la vittoria avrebbe dato una mano in questo senso. Il Pd ha, comunque, un grande futuro davanti».

«Conta chi ha preso un voto in più e lo ha preso la coalizione di centrodestra e Ugo Cappellacci: di questo bisogna avere rispetto» Ha detto Renato Soru rispondendo ai giornalisti che lo incalzavano sui motivi della sconfitta. «Ci sono tanti fattori che hanno determinato l’esito del voto – ha spiegato – Ha influito la crisi economica ma anche certe scelte del governo che si è
ricordato solo in questi giorni, a ridosso delle elezioni, di ritirare una opposizione a una legge sarda sui dipendenti regionali».

http://www.unita.it/news/81702/la_sardegna_va_al_centrodestra_soru_io_credo_nel_pd

 
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EmiNews 2009

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