7211 Lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (La Luce della Legge)

20090515 12:38:00 redazione-IT

di Roberto Malini

Milano, 14 maggio 2009.

Illustrissimo Presidente della Repubblica,
è un momento di incredulità, sdegno e sgomento per tutti gli antirazzisti italiani ed europei. Il decreto della vergogna, partorito da un mostro (un mostro politico, morale, una mostruosità culturale, spirituale, non solo giuridica), sta per essere approvato come se davvero si trattasse di un provvedimento per la sicurezza. Nella realtà, è un insperato sostegno per i gruppi di razzisti, che già progettano le strategie e le tattiche delle ronde, le nuove Camicie Nere, le nuove Croci Frecciate, i nuovi Ausiliari di Hitler. Il ddl è anche un contributo efficace alle attività della la criminalità organizzata – che non viene sfiorata dl provvedimento e ha toccato recentemente il "fatturato" record di 500 miliardi di euro nel mondo, di cui 130 in Italia – soprattutto perché la condizione di illegalità in cui si troveranno i clandestini ne fa i "soldati " ideali per Camorra, N’drangheta e Cosa Nostra.

E’ una base ideologica, inoltre, per i nemici dell’Unione europea e delle Nazioni Unite, per coloro che desiderano distruggere le fondamenta della Democrazia e della Costituzione. Presidente, cerchi di ritrovare, se può, la forza giovanile di credere e la forza di rimettersi al servizio della Verità. Legga attentamente il testo del decreto, non ascolti chi Glielo illustra, in cattiva fede: lo paragoni alle Leggi Razziali e troverà analogie assolutamente speculari e inquietanti. Noi che ci impegniamo con tutte le energie per i Diritti Umani, l’uguaglianza fra i popoli, il rispetto delle minoranze, l’accoglienza verso chi soffre, Presidente, siamo annichiliti. Gli attivisti EveryOne hanno investito ogni risorsa per impedire tragedie umanitarie, per salvare vite umane da azioni poliziesche simili a pogrom; hanno sopportato pestaggi, insulti, intimidazioni (spesso da parte di autorità), minacce di morte per difendere i valori della Costituzione e della carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, che ci vede tutti uguali di fronte alla Legge e alla Società. Ieri, esaurite invano le parole che possano risvegliare valori umanitari e civili nei politici italiani, nei responsabili dei media, negli "intellettuali" (ognuno dei quali è quasi sempre disposto a barattare la dignità e la vita dell’altro per difendere il proprio miserevole interesse personale, se si eccettua il manipolo dei soliti, eroici idealisti), ho inviato agli stessi una breve poesia. Qualcuno mi ha risposto, sentendosi vicino ai valori che esprime. E’ una scintilla, ma… io ci credo. Noi ci crediamo. Ieri sera ascoltavamo in televisione le parole di uno dei principali fautori dell’ondata di odio razziale, la povertà morale del suo pensiero, l’assenza di sentimento verso il prossimo, la mancanza di devozione per la nostra Costituzione. Allora intuivamo che viviamo un periodo di crisi – crisi che è assai più grave di quella economica, perché uccide la civiltà stessa, non "solo" la sua ricchezza materiale – e che tale periodo passerà, come è passato il nazifascismo, come è passata l’atrocità dell’Olocausto. Noi ci crediamo, ci vogliamo credere. Una poesia ha mosso qualche animo che sembrava cristallizzato nell’indifferenza. Stamattina ho assistito a un’altra scena che mi ha regalato un po’ di speranza, in un "bar dello studente", vicino a Milano. Un ragazzino delle scuole superiori si è fermato a parlare con un "clandestino" che gli aveva chiesto una moneta. Il "clandestino" – poco più grande di lui – gli parlava dell’Africa, di un immenso dolore e di un Sogno altrettanto immenso. Parlavano, diventavano amici e si scambiavano i numeri di cellulare. Berlusconi, Maroni, Bossi, Calderoli, Borghezio, Forza Nuova, i falsi "moderati", le Leghe e le Croci (celtiche, uncinate, frecciate…) di tutto il mondo non hanno il potere di quei due giovani, del loro sentirsi fratelli. Non vi sono dubbi: hanno ragione loro e sono loro a rappresentare lo spirito italiano. Con le ansie giovanili, con l’incertezza riguardo al futuro… con il sentimento. Viva l’Italia! Viva l’Umanità! Viva l’uguaglianza! VIva la Costituzione! Accetti, quale omaggio, la mia breve poesia "La luce della Legge", Presidente. Un caro saluto, Roberto Malini – Gruppo EveryOne

La luce della Legge
di Roberto Malini

Tra i vostri decreti e la Legge
vi è la stessa differenza
che fra la buona parola
e la bestemmia.
L’ultima, noi non l’accetteremo,
ma difenderemo la Legge,
ricorderemo la Legge
ameremo la Legge.
E un giorno, non dubitatene,
rivedremo la luce della Legge.

Milano, 14 maggio 2009

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